Il silenzio è l'eloquenza della sapienza
Samael Aun Weor

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TU & IO
Incontro amicizia condivisione unione,
l'Amore e i suoi impedimenti
TU & IO
COME L'ALBERO DALLA TERRA
Come l'albero dalla terra
e dalla roccia l'acqua
dall'uomo l'amore
Danilo Dolci-1957
PER QUANTO STA IN TE
Kostantinos Kavafis

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te:
non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balia del quotidiano gioco
balordo degli incontri e degli inviti
sino a farne una stucchevole estranea.
QUANDO AMI
AMI TUTTO IL MONDO

Cecilia Chailly
Quando ami, ami tutto il mondo. E non solo le persone, anche gli animali, le piante, gli oggetti. L'amore non può essere un gioco di potere, e forse neppure una relazione, perché é uno stato d'animo autonomo, che comprende tutto....
Devo accettare di amarti incondizionatamente, perché solo così posso vivere questo sentimento che altrimenti mi corrode come un acido.Voglio alimentarmi dell'amore che ho per te, é la carica della mia esistenza, la linfa della mia vita che altrimenti é spenta. Amando te amo il mondo. E vorrei che il mondo partecipasse alla gioia del mio amore, e non importa se é solo mio né se il tuo preferirai darlo a qualcun altro....

da "Era dell'Amore"
ONDA DELL'AMORE
Cecilia Chailly
Se é vero che c'è un destino, se é vero che il pensiero e quindi i sentimenti esistono e si trasmettono, come é possibile che tu trovi qualcuno che tu ami più di me?
Il mio amore é la mia forza, con esso posso superare tutte le gelosie, tutte le necessità. A me basta amarti. E amando te amerò anche me, e tutti quelli che mi circondano. E cercherò solo l'amore, solo nei luoghi e nelle persone che mi permetteranno di tornare a vivere col sorriso sempre aperto...E il tuo spirito sarà con me, nel cerchio che con gli altri formeremo, e gireremo insieme nella ruota dell'amore cosmico che per sempre ci circonderà.

da"Era dell'Amore"
Aver bisogno

Se tu fossi incerta
ti sarei da guida
Se fossi impaurita
ti farei coraggio.
Se fossi debole
ti rafforzerei.
Se fossi smarrita
ti condurrei per la via.
Se fossi minacciata
potrei difenderti.
Se fossi triste
suonerei una musica pura.

Da sola, sarei tuo compagno
se poi, ti sciogliessi in lacrime
potrei asciugarle
con i miei capelli
e ricomporre il tuo sentimento.
Se fossi disperata
potrei darti Luce.

Io, sono l’altra parte
quella che non si svela mai
estremo bagliore
del momento grave.
 
Misteriosa paura
ti tiene allo specchio.
Tu forse conosci dagli altri,
Così forte, sicura e invulnerabile,
l’amore che si riceve
e nulla sai ancora
della preziosa bellezza
dell’amor che si dà.

P.I. 30-06-2005
IMPEGNO E MATRIMONIO: QUANDO EROS E' UN MISTERO
IMPEGNO E MATRIMONIO: QUANDO EROS E' UN MISTERO di Stuart Sovatsky

Nel mondo erotico, i voti e le premesse sono al servizio delle possibilità e delle potenzialità che possono sbocciare nei momenti condivisi di suspense, e non delle certezze e delle aspettative preconcette. Come si colloca quindi l'impegno in queste acque eraclitee? Proviamo a contattare questo mondo nel suo punto più vulnerabile: la nostra paura dell'amore e del rapporto. Il profondo valore della scoperta della nostra inadeguatezza in questo modo di prendere reciproco impegno erotico non sta nello stimolarci a fare meglio la prossima volta. Questo atteggiamento si adatta unicamente ai contratti legali e commerciali, modelli che hanno preso il controllo del matrimonio, nella pratica e attraverso i loro ben regolati vocabolari. Ma applicare queste forme formalizzate di impegno al rapporto erotico può portare gravi distorsioni. Similmente la psicologia popolare trasforma l'impegno in qualcosa “a cui lavorare”. È diventato un cerchio in cui uno dei due partner cerca di far saltare l'altro (o se stesso). Ma, nel mondo dell'eros-mistero, l'impegno non può essere un contratto, un'aspettativa di stabilità o un segno di “progresso” del rapporto.
Continua...
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Le relazioni interpersonali


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QUESTA META' DELLA TERRA
QUESTA META' DELLA TERRA Mentre stavo leggendo il libro di Rino Della Vecchia sono apparse sui quotidiani due notizie. Il nuovo premier spagnolo Zapatero dichiara che fra le priorità del suo governo c’è lo sradicamento del "machismo criminale"; il presidente delle Acli propone che venga attribuito il diritto di voto ai minori, che dovrebbe essere esercitato per loro conto dalle madri. In nessuno dei due casi sono state registrate proteste o almeno prese di posizioni dubbiose. Oggi si può definire criminale una parte del genere maschile o proporre di azzerare il senso e la funzione della paternità senza che venga colto il valore simbolico degli eventi, che è lo stesso nonostante la diversità delle situazioni ed a prescindere dal giudizio specifico su di esse. Basterebbe questo a dar conto e giustificare l’uscita del libro, che arriva diretto come un pugno nello stomaco. Continua...
LE 7 ARMI DEL CONFLITTO FEMMINISTA
LE 7 ARMI DEL CONFLITTO FEMMINISTA “Le donne hanno fatto grandi passi avanti”. Su questo, donne e uomini, femministe e maschilisti, di Destra o di Sinistra, tutti concordano. E’ la verità. Ma con quali strumenti hanno lottato? Con quali mezzi, con quali strategie? Come hanno combattuto e combattono la loro battaglia? Come ha potuto il femminismo trionfare nella “Sola rivoluzione realizzata del XX Secolo?”. Come si spiega che assemblee al 90% maschili votino leggi contro gli uomini? Il femminismo non ha usato né le armi né la piazza, né lo sciopero né il voto. Ha usato la parola, questa e nient’altro che questa. Attraverso la parola, cioè la propaganda, ha progressivamente intaccato, corroso ed infine distrutto ogni valore, ogni prestigio, ogni forma di autorità morale degli uomini. Li ha colpevolizzati, disprezzati, svalorizzati, impauriti e derubati del Senso al fine di renderli esecutori della volontà femminile. Continua...
DESTRA SINISTRA E QUESTIONE MASCHILE
DESTRA SINISTRA E QUESTIONE MASCHILE Non si può negare che la questione maschile (QM) appaia a tutta prima come una questione di Destra, naturalmente di Destra, inevitabilmente di Destra.
Confermano questa convinzione molti elementi. Il più banale è la reciprocità con il femminismo, nato come costola di quella Sinistra che ne è stata poi (dopo il Muro) interamente fagocitata. Se dunque la questione femminile era di Sinistra quella maschile sarà di Destra. Questa è la conclusione più ovvia e perciò più diffusa e più “vera”. Ma vi sono altri fondati motivi.  Nell’ampio ventaglio di posizioni, di ragioni e di temi, già elaborati e fatti propri dal movimento maschile internazionale (e da quello italiano) ve ne sono molti che rimandano direttamente o indirettamente, del tutto o in parte, alla Destra, alle sue prospettive, ai suoi valori. A ciò si aggiunge il fatto che opinioni velatamente o apertamente critiche del femminismo trovano spazio esclusivamente sui media di Centro-destra (o, per esser più precisi, di Destra). Continua...
IL CONFLITTO MORALE TRA UOMINI E DONNE
IL CONFLITTO MORALE TRA UOMINI E DONNE Abbiamo tutti un sospetto. Abbiamo tutti il sospetto che, tra donne e uomini, per molti motivi, le cose non stiano andando molto bene e che in molti campi certe situazioni del passato non solo siano cambiate, ma si siano persino rovesciate. Non si sa bene dove, quando e come, ma l'idea che per molti aspetti la situazione stia sfuggendo di mano è abbastanza diffusa. Abbiamo il sospetto che ci siano qua e là delle esagerazioni e degli estremismi. Neppure le femministe, quelle in qualche modo leali (o forse solo snob), negano che mentre le donne hanno fatto enormi passi avanti gli uomini ne abbiano mosso qualcuno indietro anche là dove forse non era necessario. Anzi, sono proprio le femministe ora a denunciare una sorta di 'cedimento' maschile e ad invitare gli uomini a "drizzare la schiena", perciò il fatto che essi incomincino ad occuparsi dei fatti che li riguardano non sembra una cosa scandalosa. Continua... 
I FONDAMENTI DELLA MASCHILITA'
I FONDAMENTI DELLA MASCHILITA' Siamo qui per parlare di Altro come sempre quando si è tra maschi: per parlare dei maschi i maschi parlano di Altro. Parlano di america, parlano di materia, parlano di spirito, parlano di inconscio, parlano di vita, parlano di scienza, parlano di arte, parlano di Dio, parlano di amore, parlano di donne. Ma parlano di Altro Siamo qui per fare Altro come sempre hanno fatto e fanno i maschi quando sono insieme: per fare la caccia, per fare città, per fare intere civiltà, per fare la storia, per fare la scienza, per fare la tecnica, per fare la strada delle stelle, per fare figli numerosi come le stelle del cielo, per fare patti con Dio. Ma fanno sempre Altro. Parliamo di niente, facciamo niente, le donne dicono di noi quando parlano di noi. Ma non possono parlare di noi. Se parlano di noi ci perdono: parlano di se stesse. Infatti noi parliamo di Altro, facciamo Altro, perché siamo Altro. Continua...
GLI STRUMENTI DELLA GUERRA DI GENERE
GLI STRUMENTI DELLA GUERRA DI GENERE Negli ultimi decenni abbiamo assistito all'affermazione delle donne nella nostra società, nella quale hanno compiuto enormi passi avanti in tutte le direzioni e in tutti i campi. Evento epocale di estrema rilevanza storico-sociale. Il femminismo rivendica a se stesso questo avanzamento ottenuto attraverso un duro e lungo conflitto combattuto contro gli uomini. 'è però qualcosa che non appare altrettanto evidente, ed è come sia stato possibile ottenere così tante conquiste sociali in così breve tempo, e quali siano stati i metodi che il femminismo ha adottato per portare avanti le sue battaglie e per ottenere le conquiste di cui si gloria. Chi infatti si domandasse quali siano gli strumenti, potrebbe rimanere sorpreso: dove sono le armi? Chi le ha viste? E’ un fatto che, nella sua lotta, il femminismo non ha usato né armi materiali (potere militare), né il potere politico (la poltrona), né quello finanziario (la borsa). Quali sono dunque gli strumenti e le armi impiegate per combattere la battaglia contro gli uomini? Se non ha usato armi materiali, visibili (e questo è un fatto) deve aver fatto ricorso a quelle invisibili, a quelle che, non colpendo il corpo, colpiscono l’anima, la psiche. Continua ...
DALLA PARTE DEGLI UOMINI
DALLA PARTE DEGLI UOMINI Nel conflitto tra i sessi, in corso da decenni, gli uomini sono stati spettatori silenziosi e passivi. In questo silenzio è maturata la corrosione quasi completa di ogni valore che possa dirsi maschile, di ogni autorità morale degli uomini, del loro prestigio e del potere di determinare la propria vita. Questo processo li ha poi privati del diritto di raccontare la loro verità, bollata a priori come falsa, irrilevante e ridicola. Oggi però qualcosa sta cambiando. Lentamente, ma progressivamente, cresce il numero di coloro che incominciano a parlare, che escono allo scoperto determinati a difendere il valore, il prestigio e le prerogative degli uomini. Cresce il numero di coloro che combattono per la propria causa e per quella dei loro figli. Maschi diventati finalmente paladini di se stessi, schierati serenamente e senza imbarazzi dalla propria parte. Continua...
I SEI PARAOCCHI SULLA VIOLENZA DI GENERE
I SEI PARAOCCHI SULLA VIOLENZA DI GENERE

di Warren Farrell

Sono più gli uomini a uccidere le donne, o più le donne a uccidere gli uomini?
II dipartimento della Giustizia ci informa che gli uomini uccidono il doppio delle donne, rispetto al numero di uomini ucciso dalle donne. Ma diamo un'occhiata un po' più da vicino. Sicuramente è più probabile che degli uomini uccidano un certo numero di donne. Quasi sempre questi omicidi seguono un modello, e a un certo punto l'uomo viene catturato. Pertanto le statistiche del dipartimento della Giustizia riflettono questa realtà. Altri delitti commessi dagli uomini costituiscono una chiara prova: l'uomo involontariamente spara alla moglie o a un'amica, e poi si punta la rivoltella alla testa. La prova è sul pavimento. Peraltro, sei paraocchi ci impediscono di vedere i metodi di omicidio femminili. Innanzitutto, è più facile che una donna avveleni un uomo, invece di sparargli, e l'avvelenamento viene spesso registrato come infarto o incidente. Così Bianche Taylor More (il caso Arsenico e vecchi merletti) per un quarto di secolo poté continuare a uccidere prima di essere scoperta. E dei delitti all'Excedrin di Stella Nickell furono ritenuti responsabili dei vandali. Continua ...

...
IL POTERE ECONOMICO DI UOMINI E DONNE
IL POTERE ECONOMICO DI UOMINI E DONNE di Warren Farrell.

Più una società diventa industrializzata, più la speranza di vita dei due sessi aumenta. Ma l’industrializzazione accresce la speranza di vita delle donne in misura quasi doppia rispetto a quella degli uomini. Nelle società preindustriali (per esempio, l’Italia e l’Irlanda nel diciannovesimo secolo), era normale uno scarto di un anno o due soltanto tra la durata dell’esistenza delle donne e quella degli uomini. Allorché Robert Kennedy Jr. prese in esame i suoi precedenti famigliali, scoprì che le contadine irlandesi all’inizio del secolo avevano una speranza di vita alla nascita inferiore a quella degli uomini. Le donne che vivevano in campagna morivano più di frequente degli uomini di tubercolosi, difterite, polmonite, morbillo, malattie di cuore, ustioni, scottature. Quando le donne si trasferirono in città, come accadde in Inghilterra all’inizio dell’Ottocento, il tasso di mortalità decrebbe di oltre un terzo. Che cos’era accaduto? Continua...
SESSO CON IL CONTAGOCCE
SESSO CON IL CONTAGOCCE di Farren Warrell

Spesso riteniamo che i paesi che impongono alle donne di indossare il velo lo facciano per mantenerle sottomesse. Nei paesi musulmani, il purdah nasconde la bellezza femminile, che può essere mostrata solamente a pochi eletti, invariabilmente individui pronti a mettere generosamente mano al portafogli. Ciò impedisce all'uomo medio perfino di guardare la donna media finché non promette di proteggere e mantenere lei e i suoi figli per tutta la vita (vedi matrimonio). E fino a quel momento l'uomo è privato della presenza femminile durante i pasti, i viaggi, le preghiere eccetera. L'amore della donna, l'affetto, il conforto, persino il suo sorriso sono concessi solo a patto che lui dimostri la precisa volontà di provvedere, proteggere e rischiare la vita per lei. Di conseguenza, quasi tutte le donne, e non solamente le più belle, sono protette da qualcuno. In Medio Oriente, il sesso e la bellezza femminili rappresentano per quei popoli ciò che petrolio e gas rappresentano per gli americani: più scarseggiano, più aumenta il prezzo. Più numerose sono le donne che «si concedono» gratuitamente, o per poche lire, e più cala il valore della singola donna... Questo è il motivo per cui la prostituzione, la violazione del purdah (togliere il velo) e la pornografia sono messi al bando e condannati, specie tra le donne. Ecco perché i genitori dicono alle figlie: «Non concederti a buon mercato». Il sesso «a buon mercato» inflaziona il mercato. Continua ...
QUANDO UN SESSO SOLTANTO VINCE, ENTRAMBI I SESSI PERDONO
QUANDO UN SESSO SOLTANTO VINCE, ENTRAMBI I SESSI PERDONO di Warren Farrell

Nell' Ottocento, negli Stati Uniti, se a commettere un delitto era una donna, chi andava in prigione era il marito. E per la legge inglese, se una famiglia contraeva dei debiti, era il marito a essere rinchiuso nella prigione per debitori. Nelle questioni maschio-femmina, l' inconscio legiferare degli uomini era programmato in modo da proteggere le donne. Quasi sempre le leggi erano fatte dagli uomini, ma non per gli uomini. In questo capitolo scopriremo che in un' epoca di pretesa indipendenza femminile le leggi, una dopo l' altra, finirono per essere fatte tenendo talmente conto della necessita' di proteggere le donne che, qualora i diritti costituzionali di un uomo entrino in conflitto con la protezione di una donna, nella maggior parte dei casi tali diritti non verranno rispettati. Questo è ciò che accade legalmente. Ma ciò che accade legalmente quasi sempre riflette ciò che accade a un livello psicologico più profondo. Come vedremo, se il divorzio lasciava la donna priva del marito-salvatore, molte donne si cercavano sostituti salvatori; e se il divorzio lasciava l'uomo senza una fonte di amore, gli uomini gareggiavano per ottenere l'amore di una donna, trovando modi nuovi per salvare le donne. Continua...
L'EDUCAZIONE PATRIARCALE
L'EDUCAZIONE PATRIARCALE intervista a Claudio Naranjo

La civilizzazione è malata? Di cosa? Il male della civilizzazione è la mente patriarcale. E non mi riferisco solo alla società patriarcale che fa in modo che gli uomini abbiano il predominio sulle donne e abbiano un accesso più facile al potere e all'economia. Mi riferisco a una mentalità che attualmente tutti condividiamo, uomini, donne e bambini, contaminati dallo stesso virus. A che cosa ci riferiamo esattamente con “mentalità patriarcale”? Ad una passione per l'autorità. Per l'ego, l'ego patriarcale, la violenza, la voracità, la coscienza individualista ed egoista, l'insensibilità e la perdita di contatto con un'identità più profonda. C'è chi crede che tutto questo faccia parte della natura umana e che è sempre stato così. Bè no. Ci sono indizi dell'esistenza di un passato matriarcale, e ancora oggi esistono alcune società indigene con queste caratteristiche, che non funzionano con queste direttive e valori che conosciamo nella nostra civiltà. Questa mente, lontana da essere inerente alla natura umana, in realtà iniziò a costruirsi solo circa 6000 anni fa, quando, davanti ad una crisi che minacciava la sopravvivenza, certe popolazioni agricole
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"L'ADOLESCENTE MULTIMEDIALE" TRA INSIDIA E CREATIVITA'
1. La rete tra socialità e insidia E’ molto cambiata nel tempo l’idea dell’adolescente che apprende, che gioca, che socializza; modalità di pensiero e atteggiamenti sono mutati col mutare delle condizioni economiche, politiche, religiose. Sono cambiati gli stili di vita, i modelli educativi, la concezione della famiglia e della coppia, il ruolo degli adulti nei riguardi degli adolescenti, le pratiche educative; elementi tutti che sono influenzati dai sistemi di credenze. Appare indispensabile che oggi qualsiasi percorso formativo intenda occuparsi dei nuovi media non si limiti ad approfondire gli aspetti tecnici della questione ma rifletta sull’idea della componente creativa della rete; se è responsabilmente presente – direttamente o “dietro le quinte” la figura del genitore o dell’educatore – essa può potenziare le capacità umane, sia sul piano delle nuove conoscenze e azioni sia sul piano dell’“arricchimento degli spazi di vita”. Il riconoscimento dell’adolescente come individuo indipendente con bisogni psicologici specifici che la società ha il dovere di soddisfare è una concezione che da non molto si è imposta alla riflessione degli adulti.
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COME SIAMO MUSICALI
COME SIAMO MUSICALI di Paolo Frascinelli

Si è scritto molto in questi anni a proposito della musica e sulla sua rivalutazione in campo socio-educativo. Molte persone si sono impegnate e a tutt’oggi s’impegnano affinché la musica venga recepita, ascoltata e vissuta, non solo come "prodotto estetico-artistico" ma come un vero e proprio linguaggio, capace di unire, di far cultura e di far sperimentare le persone nell’utilizzo del proprio corpo e della propria creatività. Non vorrei però in questa sede addentrarmi troppo nel carattere "clinico" della musicoterapia, in quanto avrei bisogno di molto tempo e di molta della vostra pazienza; mi limiterò per tanto a tracciarne un profilo per così dire "socio-culturale" per far comprendere le grandi possibilità di crescita che la musicoterapia o l’utilizzo appropriato del materiale sonoro (Paul) offre a ciascuno di noi. Musica è tutto quello che noi vogliamo che essa sia: dalla musica cosiddetta "colta" agli apparenti suoni disorganizzati di culture molto lontane dalla nostra; è bene ricordarci di questo e ricordarlo anche a coloro (bambini, adulti, genitori) che vorrebbero cimentarsi con questo "linguaggio" ma che pensano di non avere capacità.
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LA NUOVA EDUCAZIONE, FIGLIA DELLA NUOVA CULTURA
LA NUOVA EDUCAZIONE, FIGLIA DELLA NUOVA CULTURA di Maurizio Modaffari

Poniamoci questa domanda: Cosa offre la società e la cultura in cui viviamo alle nuove generazioni? Prima di dare una risposta a questa domanda, vediamo come un osservatore attento e al disopra delle parti descrive la nuova generazione: "...il bambino è aperto in modo naturale agli eventi. Ha un interesse innato e una profonda curiosità ad apprendere e a scoprire i fatti e le leggi della vita." "L’apertura emotiva e la sensibilità possono essere coltivate soltanto quando il bambino si sente sicuro nel suo rapporto con gli adulti. La sicurezza è indispensabile per uno sviluppo completo e armonioso." "Se in un modo o nell’altro si insinua la paura nella relazione, sarà difficile per il bambino mantenere quell’integrità iniziale. Ogni forma di paura produce dipendenza!" (1) Riprendiamo la domanda iniziale. L’offerta della società e della cultura alle nuove generazioni sembra a prima vista ragionevole: un percorso formativo nel quale gli obiettivi principali sono rappre-sentati dal lavoro e dalla sicurezza fisica.
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EDUCARE AD AMARE
EDUCARE AD AMARE

di Monica Bregola

I nostri universi muti e profondi comunicano col loro silenzioso e misterioso linguaggio fatto di vibrazioni, di "qualche cosa" che passa attraverso, a noi oscuro eppure illuminato da alcuni magici momenti in cui un abbraccio invisibile fra noi ci estranea dal mondo oggettivizzato e ci proietta in un altro mondo permeato di correnti vitali pulsanti e frementi, correnti creatrici, che plasmano e danno forma all’informe. La parola si fa viva e in quella prima esperienza di relazione e reciprocità anche le parole hanno un ruolo marginale e sovvertono le strutture della comunicazione. L’Io e il Tu si fanno carne, l’uomo diviene vivente, assapora l’istante, l’attimo, il "qui ed ora", pienamente presente ad esso, in esso. E’ questo il requisito essenziale affinché possa accadere l’incontro fra un Io e un Tu. Continua...
ECOPSICOLOGIA
ECOPSICOLOGIA di Ilaria Colombo
 
1. La crisi ecologica
“Ci sono pochi dubbi ormai: la crisi ecologica è la maggior emergenza planetaria e si tratta di fatti nostri sia perché noi, umanità, l’abbiamo provocata, sia perché tocca a noi, ora (ma qui siamo in abbondante compagnia), subircela” (Mainardi, 2001, p. 268). Che il problema ecologico sussista è ormai un dato accertato sul quale sembra impossibile dubitare. Leggendo gli annali del Worldwatch Institute è improbabile convincersi del contrario. Ma senza necessità di ricercare conferme dagli studi scientifici possiamo affermare che si tratta di una situazione di cui abbiamo tutti esperienza. Indubbiamente il problema ambientale è tra le questioni più urgenti che ci troviamo ad affrontare. L’attuale crisi ecologica è determinata sia dall’incremento demografico che dalla modalità specifica di esistenza adottata dall’uomo moderno. In sintesi, come dice molto semplicemente Widmann (1997), la crisi ecologica “è tutta imperniata sulla presenza dell’uomo, sia nei suoi aspetti quantitativi sia in quelli qualitativi”.
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LETTERA ALLE ISTITUZIONI
LETTERA ALLE ISTITUZIONI di Maria Montessori

La mia vita è stata spesa nella ricerca della verità. Attraverso lo studio dei bambini ho scrutato la natura umana alle sue origini sia in Oriente che in Occidente e, sebbene ora siano passati 40 anni da quando ho iniziato il mio lavoro, l’infanzia è per me ancora oggi una fonte inesauribile di rivelazioni e - lasciatemelo dire - di speranza. L’infanzia mi ha rivelato che l’umanità è una.Tutti i bambini, indipendentemente dalla razza,dalle circostanze, dalla famiglia, parlano più o meno alla stessa età, camminano, cambiano i denti, ecc. in certi periodi fissi della loro vita.Anche in altri aspetti, specialmente in campo psichico, essi sono così simili e influenzabili. I bambini sono i costruttori degli uomini che essi stessi creano, prendendo dall’ambiente la lingua, la religione, le abitudini e le peculiarità non solo della razza, non solo della nazione,ma anche della particolare regione in cui crescono. L’infanzia costruisce con ciò che trova. Se il materiale è povero, la costruzione sarà povera a sua volta. Nei confronti della cultura, il bambino si trova nell acondizione di chi assume nutrimento. Per costruire se stesso, il bambino prende qualsiasi cosa gli capiti di trovare nell’ambiente.
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EDUCARE NOI STESSI, NON SOLO I NOSTRI FIGLI
EDUCARE NOI STESSI, NON SOLO I NOSTRI FIGLI di Ron Miller

Dal mio punto di vista, l’educazione olistica non concerne solo ciò che dobbiamo insegnare ai bambini. L’educazione olistica, fondamentalmente, pone domande profonde e costantemente ricorrenti su noi stessi e la società che abbiamo creato. L’educazione olistica ci stimola a riorientare i nostri valori lontano da un materialismo senza cuore, dalla competizione, dall’autoesaltazione, dalla palese avidità che caratterizza la vita nell’era moderna. Ci chiede di coltivare al loro posto un profondo rispetto per la vita, un profondo rispetto per l’innocenza, la purezza e la semplicità, che oggi sono molto rare. Quando ci avvicineremo all’infanzia con questo spirito,non avremo così tante lezioni da impartirle;comprenderemo che essa ha alcune profonde lezioni da insegnarci, o quantomeno che ha bisogno di partecipare in modo significativo alle lezioni che vorremmo insegnare. C’è un certo fascino nel vedere i bambini come nostra speranza per il futuro. Poiché la gioventù è così impressionabile e suscettibile alla nostra influenza, molti tipi di educatori, dai Gesuiti ai seguaci del comportamentismo, agli umanisti, hanno affermato che potrebbero trasformare l’umanità se solo fossero in grado di educare una nuova generazione fin dall’inizio, quando ancora intatta.
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UNA PROPOSTA DI SOLIDARIETA'
UNA PROPOSTA DI SOLIDARIETA' di Pasquale Amitrano

La personalità umana è essenzialmente "proiettiva". Quello che siamo, pensiamo, sentiamo o crediamo, in un modo o in un altro si "proietta" in quello che facciamo. Non è facile che il nostro Io segreto possa essere nascosto a lungo. Presto o tardi si manifesta nelle nostre parole o nei nostri atteggiamenti, come nei nostri silenzi. E' impossibile che il nostro vivere quotidiano non riveli le nostre credenze. Sebbene sia vero che "l'abito non fa il monaco", il monaco è solito portare l'abito dell'ordine al quale si associa. La gente, di conseguenza, ci identifica con l'immagine che diamo, volontariamente o involontariamente. In quest'epoca in cui si dà tanta importanza all'immagine pubblicitaria o politica - perché vende, perché influenza positivamente o negativamente lo spettatore, l'elettore o il cliente - bisogna ammettere che esiste un'immagine anche nell'ambito della spiritualità. A seconda di ciò che gli altri vedono in noi, nel nostro comportamento, quando ci osservano, la stessa idea di spiritualità varierà di conseguenza.
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