Là dove é il tuo amore, un giorno sarai anche tu

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BIONoNBIO
Per un biologico davvero naturale
ovvero il biologico oltre il mercato
BIONoNBIO
IL CIBO COSMICO
Per prima cosa conoscere il cibo.Dal cibo tutti gli esseri sono nati, col cibo essi vivono, verso cibo essi muovono. Al cibo tutti ritornano.
da Upanishad
IL MANIFESTO
DEL CONTADINO IMPAZZITO

<b>IL MANIFESTO<br> DEL CONTADINO IMPAZZITO </b>








libero adattamento
del Manifesto di Wendell Berry


Se amate il guadagno facile,
l’aumento annuale di stipendio,
le ferie pagate.
Se desiderate sempre più cose prefabbricate,
se avete paura di conoscere i vostri vicini di casa,
se avete paura di morire….
allora nemmeno il vostro futuro
sarà più un mistero per il potere,
la vostra mente sarà perforata in una scheda
e messa via in un cassettino.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno,
quando vi vorranno far morire per il profitto
Continua...
ANIMA DEL BIOLOGICO
OVVERO IL BIO OLTRE IL MERCATO

ANIMA DEL BIOLOGICO <br>OVVERO IL BIO OLTRE IL MERCATO

di Maurizio Di Gregorio

Il Bio, (l’alimentazione, l’agricoltura e la cultura del biologico),  ha superato  in Italia i 50 anni, l’età di un giovane adulto. Se ne parla spesso come di un mercato che è poi il punto di incontro dei suoi tre componenti. La diffusione di un'agricoltura e di una alimentazione naturali, sane equilibrate e nonviolente sono il bel risultato ottenuto grazie al lavoro, all’impegno, alla visione e al sogno di tanti uomini e donne che sono stati in questi anni i pionieri fondatori e costruttori del biologico. Come ciò è stato possibile in una nazione che ha espresso il più piccolo movimento ecologista, è una curiosità speciale. Qui vogliamo trattare del bio oltre il mercato, cioè del bio come pratica di vita, cultura vissuta, intenzione originaria ed anima che si realizza. A 50 anni bisognerebbe occuparsene.  Continua...
TERRA, ANIMA, SOCIETA' Vol. 1
TERRA, ANIMA, SOCIETA' Vol. 1 A.a.V.v. Resurgence Book
se vuoi comprarlo
  
Questo libro raccoglie una serie di straordinari articoli, raccolti in due volumi, della prestigiosa rivista internazionale Resurgence che celebra la pubblicazione del 200° numero. Cos’è Resurgence? È una rivista con molte idee e visioni originali che aiutano a costruire una prossima era ecologica, un’era che unirà la terra, il sé e la società. Resurgence ci parla della fondamentale distruttività della globalizzazione economica; il bisogno di “un’economia come se la gente contasse qualcosa”, l’importanza del rapporto umano, la spiritualità, la ruralità, la nonviolenza e il Terzo Mondo. Una visione in cui natura, società, spiritualità sono parti integranti l’uno dell’altra. Nel corso della vita possiamo imparare a riconoscere i problemi del mondo e possiamo imparare ad affrontare anche i quesiti più profondi della nostra esistenza, ma dovremmo anche imparare a riconoscere il legame imprescindibile tra noi e il mondo.
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L'IGIENE CONTRONATURA DELL'INDUSTRIA ALIMENTARE
L'IGIENE CONTRONATURA DELL'INDUSTRIA ALIMENTARE

di Edward Goldsmith

In tutto il mondo i piccoli produttori di generi alimentari e i commercianti di tipo tradizionale stanno progressivamente chiudendo a causa di gravose leggi dello Stato, che impongono spese fuori dalla loro portata in nome dell' "igiene". Ma è quest'ultimo il vero motivo che fa chiudere i piccoli produttori alimentari e lascia che le grandi industrie ripuliscano il loro mercato? Per i piccoli produttori alimentari e i commercianti di ogni tipo diventa sempre più difficile sopravvivere da soli nel contesto di un'economia globalizzata e impegnata a massimizzare il commercio e lo sviluppo. Tale tendenza si è enormemente accentuata grazie anche alle regole imposte dall'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), che obbliga i governi ad aprire i mercati nazionali agli alimenti di importazione, in particolare a quelli, solitamente ben sovvenzionati, degli Stati Uniti. Il prezzo della soia importata in India e proveniente dagli USA sarebbe di 34,8 dollari al quintale, invece degli attuali 15,5, se il governo americano non lo sovvenzionasse. [1] Nessun contadino, né in India né altrove, può competere con questo prezzo. Continua...
TERRA, ANIMA, SOCIETA' vol. 2
TERRA, ANIMA, SOCIETA' vol. 2 di A.a.V.v. Resurgence Book
se vuoi comprarlo

E' il secondo volume della selezione di articoli pubblicati nel corso degli anni dalla prestigiosa rivista inglese "Resurgence", diretta da Satish Kumar, che da oltre 40 anni coniuga insieme ecologia profonda, temi sociali e crescita interiore spirituale. Tratta di temi tutti attualissimi e scritti, come contributo volontario, da autori di fama internazionale quali Vandana Shiva, Noam Chomsky, Fritjof Capra, James Lovelock, Matthew Fox, Theodore Roszak, Lester Brown, Larry Dossey e tanti altri. Cos’è Resurgence? È una rivista con molte idee e visioni originali che aiutano a costruire una prossima era ecologica, un’era che unirà la terra, il sé e la società. Resurgence ci parla della fondamentale distruttività della globalizzazione economica; il bisogno di “un’economia come se la gente contasse qualcosa”, l’importanza del rapporto umano, la spiritualità, la ruralità, la nonviolenza e il Terzo Mondo.
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LA TRUFFA E' EXTRAVERGINE
LA TRUFFA E' EXTRAVERGINE
Marchi nobili. Etichette curate. Ma aziende inesistenti. E nelle bottiglie non c'era olio d'oliva. Una banda ha venduto in Italia e in Europa 100 tonnellate di liquido sospetto Li hanno bloccati sul più bello. L'olio extra vergine pugliese, "quello tinto con la clorofilla... che è veleno ed è pure cancerogeno", ridevano per telefono, stava per sbarcare negli Stati Uniti. I container pronti, gli acquirenti già trovati: sono arrivati i carabinieri e hanno sequestrato tutto. Intanto però avevano già invaso i piccoli market di Milano e provincia. Ma anche molti negozi in Germania, Svizzera, e per rimanere in Italia, in Toscana, Liguria, Veneto. Il prossimo business era quello dell'Europa dell'est. In un anno e mezzo avevano messo già sul mercato 400 mila lattine di olio contraffatto, cattivo e pericoloso per la salute dell'uomo. "Ma in fondo, noi, mica spacciamo droga. Non facciamo niente di male", si rincuoravano tra loro. Continua...
CONSUMARE VERDE O CONSUMARE MENO?
CONSUMARE VERDE O CONSUMARE MENO?

di George Monbiot

Molti comprano prodotti biologici convinti di salvare l’ambiente. Invece di nuovi consumi serve un cambiamento politico. Non andare avanti così. I climatologi avevano detto che gli inverni sarebbero stati più umidi e le estati più secche. Quindi non possiamo dire che le inondazioni siano dovute ai cambiamenti del clima, ma neanche che siano compatibili con attuali modelli climatici.
A causa dell'innalzamento del livello dei mari e della maggiore quantità di pioggia caduta durante l'inverno, basterà che lo straripamento dei fiumi coincida con l'alta marea di primavera per creare i presupposti per una catastrofe. Il nostro principale obiettivo deve essere impedire che i ghiacci della Groenlandia e dell'Antartico occidentale si sciolgano. L'unica cosa che dobbiamo chiederci a proposito dei cambiamenti climatici e' come evitare che ciò succeda. Sono uscite decine di libri e sembrano dare tutti una risposta: possiamo salvare il mondo scegliendo uno stile di vita più saggio e più verde. A luglio il Guardian ha pubblicato un estratto del nuovo libro di Sheherazade Goldsmith, che ci spiega "come vivere entro i limiti della natura".
È facile: basta farsi da soli il pane, il burro, il formaggio, la marmellata e i sottaceti, tenere una mucca da latte, avere un po' di maiali, capre, oche, galline, anatre, alveari, giardini e frutteti. Be', che state aspettando? Continua...
ATTENTI A QUEGLI 8: I VELENI IN TAVOLA
ATTENTI A QUEGLI 8: I VELENI IN TAVOLA
Pesticidi.
Antiparassitari e diserbanti chimici sono impiegati nelle coltivazioni di frutta e ortaggi e contaminano tutto il ciclo alimentare. Sono state trovate tracce persino nel latte materno. Questi trattamenti sono ancor più intensivi per i prodotti fuori stagione che è bene evitare. I prodotti biologici sono, naturalmente, esenti dalla presenza di residui chimici.

Metalli pesanti.
I metalli pesanti come mercurio, piombo, cadmio e il cromo, contaminano prevalentemente il pesce. Sono a rischio anche le coltivazioni e gli allevamenti vicini a discariche che non garantiscono la completa impermeabilità del suolo.

Mangimi.
In Europa ed in Italia polli e vitelli vengono
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LA STORIA MACROBIOTICA
DI ANN BETH SIMON



di Fabio Procopio 

Pochi sanno che gli anni pionieristici della macrobiotica, quando Ohsawa in persona girava il mondo, furono contraddistinti da molte guarigioni straordinarie e da alcune morti ugualmente straordinarie dovute a una pratica indiscriminata
 
La maggior parte dei praticanti macrobiotici hanno approcciato questa disciplina negli anni del "pensiero unico" di Michio Kushi, la fase della macrobiotica commerciale e un po' avida, dei counsellor, delle deviazioni sempre più evidenti (ma questo vale per tutti gli allievi di Ohsawa, nessuno escluso) dall'impianto originario del fondatore, e soprattutto della perdita della parte più squisitamente spirituale a tutto vantaggio di un'ottica salutista molto pronunciata. Gli altri, più giovani, hanno conosciuto la macrobiotica da autori e divulgatori "post-kushiani", molti dei quali hanno a loro volta deviato dagli insegnamenti di Kushi, dando ad esempio sempre maggiore spazio alle verdure più o meno crude e sempre meno al cereale.

Pochi conoscono i primi anni della macrobiotica, quelli in cui Georges Ohsawa in persona girava il mondo per diffondere la sua lieta novella. Furono anni incredibili, nei quali copie del leggendario Zen Macrobiotics , bibbia e pietra miliare dello scandalo macrobiotico pubblicata nel 1961, giravano in ogni ambiente, con particolare successo tra gli hippies d’America.
Nel frattempo, nella stessa America e in Europa – soprattutto in Francia, dove Ohsawa aveva il suo quartier generale – le guarigioni erano senza numero. I campi estivi organizzati da G.O. presentavano regolarmente una quantità di guarigioni da malattie variamente “incurabili”, al punto che presero a essere definiti “campi dei miracoli”: il primo si tenne a Chelles, in Francia, nel 1957.

Di macrobiotica, della vera macrobiotica di Georges Ohsawa, in quegli anni straordinariamente si guariva e straordinariamente si moriva, anche, laddove la pratica alimentare era indiscriminata e inconsapevole della teoria. In quegli anni pioneristici della macrobiotica venuta dall’Oriente, ci furono alcuni casi di “adepti” morti in circostanze non del tutto chiarite, e tra questi il caso di Ann Beth fu il più noto.
In un magistrale, doloroso articolo sul New York Herald Tribune del 23 gennaio 1966  Robert Christgau, saggista e critico musicale, raccontò la sua versione “laica” della storia di Ann Beth Simon, una giovane donna morta… di macrobiotica.

E' difficile, oggi, comprendere il clima di quel mondo a parte che era la cultura hippie anglosassone, in cui l'eccesso e il rischio rappresentavano la norma, mossi dalla spinta di una necessità di evasione insuperabile. Si potrebbe parlare di una vera e propria assimilazione della macrobiotica nella cultura hippie, della quale la macrobiotica è stata pesantemente colorata e rielaborata. Un avventore casuale definì il Seed, il primo ristorante macrobiotico di Londra, come "un posto in cui ti aspetteresti di poter essere accoltellato o qualcosa di simile" (!).

Vale la pena riportare il pezzo di Christgau per intero:

«Un pomeriggio dello scorso febbraio, Charlie Simon a sua moglie, Beth Ann, passeggiavano in Washington Square Park. I Simon non uscivano spesso, ma quando lo facevano non passavano inosservati. Charlie, magro e tenebroso, aveva una folta barba e capelli lunghi fino alle spalle. Beth Ann, minuta nel busto e larga nei fianchi, con i suoi scintillanti capelli neri e un paio di occhi sgranati su un viso olivastro, era ancora più impressionante: era magnifica.
Beth Ann e Charlie erano dipendenti. Dipendenti dal clima, temperato e soleggiato. E dipendenti anche dalla marijuana, e questa non era una novità. Ricorrevano spesso alla marijuana fin dal loro ritorno dal Messico alla fine del 1963. Nel corso di quel periodo era dipendenti anche da hashish, cocaina, eroina, amfetamina, LSD e DMT (Di-Metil-Triptamina), per non parlare di sesso, cibo, arte e le infinite espressioni dello spirito umano.

Sfortunatamente, furono via via sopraffatti da queste stesse cose. La libertà sessuale del loro matrimonio divenne un po’ allarmante. Iniziarono a pensare di diventare vegetariani senza sapere esattamente perché. Producevano oggetti artistici in modo compulsivo, nonostante sospettassero che l’arte era solo una forma di difesa dell’ego, una fortificazione eretta dall’Io per contrastare l’ampliamento delle possibilità del sé. Ma vi erano possibilità ancora più grandi, illuminate dalle droghe, che li avrebbero ancor più sopraffatti e immiseriti, perché essi scoprirono che l’esperienza religiosa indotta dagli allucinogeni aveva il suo lato diabolico, e il Diavolo li stava conducendo in un viaggio che non avrebbero davvero voluto intraprendere.

I Simons stavano toccando il fondo, e sapevano che sarebbero potuti andare ancora più giù. La dipendenza fisica non era il problema; la dipendenza era psicologica e sociale. Rinunciare alle droghe avrebbe significato rinunciare a un intero stile di vita. Eppure, nonostante sembrasse impossibile, ci stavano provando. Erano riusciti ad abbandonare caffè e sigarette e sognavano di trasferirsi ed avere quel bambino che quasi avevano avuto due anni prima, quando Beth Ann aveva abortito. Forse avevano assaporato un pezzetto di Natura nel parco, quando il sole raggiante tra gli alberi spogli induceva a sognare, proprio quel sogno – loro due in una fattoria, lontano dalla bruttezza e dalla complessità della drogata scena urbana, e avere finalmente il tempo di meditare, lavorare, crescere. Ma poi la Natura aveva preso Charlie a pugni in testa.

Perché la miseria, la degradazione, non era soltanto spirituale – si manifestava fisicamente. Beth Ann soffriva di dolori intermittenti alle gambe, Charlie di emicranie. Le emicranie lo tormentavano da anni quasi quotidianamente, quattro o cinque volte in una giornata. Non era raro che un mal di testa durasse due ore, e una volta era durato due giorni. I dottori non potevano fare nulla; gli psicoanalisti erano impotenti. Ogni tanto c’era una tregua – l’LSD aveva dato sollievo per quasi un mese – ma le emicranie tornavano sempre. E così, inevitabilmente, in quella magnifica giornata a Washington Square, una sbarra di dolore si abbatté sulla testa di Charlie Simon.

I Simon vivevano al numero 246 di Grand Street, tra Chrystie e il Bowery, dove avevano preso in affitto per 100 dollari due stanze sopra una tavola calda. Ma Charlie, con le sue pillole di Fiorinal and Cafergot [farmaci contro l'emicrania, ndr] in tasca, decise di cercare sollievo a casa di un amico in Bedford Street nel West Village. Quando arrivò lì il suo amico aveva una novità da fargli provare.
Sua moglie aveva come nuovo passatempo la dieta macrobiotica, un regime ampiamente vegetariano basato su cereali cresciuti biologicamente e l’eliminazione dello zucchero, esposta in un libro intitolato Zen Macrobiotics dall’autonominatosi filosofo-scienziato Georges Ohsawa. Il libro contiene un lungo capitolo in cui sono prescritte cure per quasi ogni malattia umana, dalla forfora alla lebbra, così come: “EMICRANIA: Dieta n. 7 con un po’ di gomasio. Sarete guariti in pochi giorni.”.

Charlie era scettico. Aveva pranzato al ristorante macrobiotico, il Paradox, sei mesi prima, e non era rimasto impressionato né dal cibo né dalla clientela. Ma si consentì un cucchiaio di gomasio, una mistura di sale marino e semi di sesamo, che è un condimento base della dieta macrobiotica. Inghiottì. Il mal di testa svanì. Per Charlie fu la fine della vita di prima. Per Beth Ann, segnò la fine di molto di più.
Charlie e Beth Ann – invariabilmente gli amici si riferivano a loro come un’unità – erano qualcosa di speciale sulla scena. Entrambi ventitreenni, vivevano per lo più grazie all’assegno settimanale del padre di Charlie, Clifton, N.J., un dentista benestante ma non opulento. Sebbene il comune arraffone da caffetteria poteva considerare desiderabile una simile sistemazione, raramente tra gli artisti erano considerato “figo” vivere sulle spalle dei genitori. Eppure la cerchia di artisti frequentati dai Simon non fecero mai domande. Anche il tenore mistico del coinvolgimento dei Simon con le droghe era inusuale. Per la maggior parte dei loro vecchi amici, la marijuana era un diversivo, non uno stile di vita, e le altre robe andavano gestite con estrema cautela.

Ma Charlie e Beth Ann non erano persone caute, e fu questo, più che le loro considerevoli attitudini artistiche e intellettuali, che li rese attraenti in modo carismatico per un buon numero di giovani artisti seri e di discreto successo. Charlie e Beth Ann erano gli entusiasti, gli estremisti, gli evangelisti. Se c’era qualcosa da provare – che fosse il jazz o le automobili Morgan o gli psichedelici (droghe che espandono la coscienza) o una nuova ricetta per il polpettone – loro l’avrebbero provata al limite. Il loro coinvolgimento era sempre totale. Ed essi ritornavano sempre a diffondere il verbo.

Improvvisamente, la macrobiotica fu il nuovo vangelo,  e i Simons trasformarono completamente le loro vite in poche settimane. Chiusero con le droghe, e con gentilezza ma con fermezza informarono i tossicomani nei paraggi che loro stavano ora guardando da un’altra parte. Chiusero con il sesso, non permanentemente si dissero, ma fino a quando avrebbero riaggiustato la propria vita. Beth Ann smise di prendere le pillole anticoncezionali. Charlie tolse la barba e si tagliò i capelli. Vendettero i libri, i dischi e l’equipaggiamento stereo per fare qualche soldo extra, e smisero di dipingere. Questo nuovo tempo, così ritrovato, lo trascorrevano studiando, discutendo e contemplando la filosofia della macrobiotica.

La macrobiotica non ha quasi nulla a che fare con lo Zen. Il suo concetto centrale, yin e yang, è preso in prestito dal Taoismo. Ohsawa sostiene che tutti mali fisici e spirituali dell’uomo moderno derivano dal suo eccessivo consumo di yin (basicamente il potassio, sebbene vi siano dozzine di paralleli) o yang (il sodio) – solitamente troppo yin. Il cereale integrale è l’alimento fondamentale, perché contiene lo stesso rapporto cinque-a-uno tra potassio e sodio che si rinviene nel sangue dell’uomo in salute. I seguaci della dieta incrementano il loro consumo di sale (yang) e bevono meno liquidi (yin) possibile.

La maggior parte dei frutti (troppo yin) e tutta la carne rossa (troppo yang) sono respinti, come anche i chimici (additivi e farmaci, quasi tutti yin e “innaturali”) e la medicina occidentale. Secondo Ohsawa, la dieta non è semplicemente un sicuro mezzo per la perfetta salute fisica. Se vi si aderisce in religiosa fede e umiltà, essa è anche il percorso che porta alla salute spirituale e all’illuminazione. E, significativamente, per i Simon – i cui viaggi psichedelici si erano tramutati in incubi – la sorgente della salute non si trovava nelle profondità di sé stessi, ma “nell’assoluta giustizia e infinita saggezza dell’Ordine dell’Universo”.

La maggior parte dei nutrizionisti guardano la dieta come pericolosamente dissennata. Anche nella sua forma più liberale, essa non fornisce virtualmente calcio né vitamina C, e la versione seguita dai Simon, la dieta n. 7, non era minimamente liberale, consistendo interamente di cereali integrali e tè. La ragione per cui scelsero la n. 7, naturalmente, era che non era liberale; Ohsawa proclama che la dieta più estrema è la via più diretta per la salute. Come sempre, Charlie si imbarcò per primo, ma Beth Ann, dopo qualche iniziale scetticismo, presto lo superò in entusiasmo.

L’entusiasmo era necessario, perché la dieta n. 7 era difficile. La peggiore prova fu il terzo giorni di Charlie, quando attraversò un momento di sindrome di “astinenza da zucchero”, che asserì altrettanto violenta di una astinenza da eroina da lui vissuta in precedenza. Dopo di che riuscì a essere rigoroso per un certo tempo, e questa dieta divenne uno stile di vita. Sebbene Ohsawa non ponesse limiti alla quantità, i Simon mangiavano relativamente poco – è difficile abbuffarti quando ti viene richiesto di masticare ogni boccone 50 volte – e persero 9 chili in un mese, con il peso di Beth Ann che si attestò sui 50 chilogrammi e quello di Charlie sui 54. Ma il dimagrimento non li infastidiva; lo presero infatti come un segno di salute.

E perché no? Non si erano mai sentiti così bene in vita loro. Non soltanto le emicranie e i dolori alle gambe erano spariti, ma anche la stanchezza, gli indolenzimenti, i fastidi minori con cui ciascuno convive, sembravano essere scomparsi. Dormivano meno di sei ore per notte. E con la dieta andavano alla grande, avevano dei lampi spontanei che apparivano più puri e illuminanti di qualunque cosa avessero provato con le droghe. Beth Ann divenne un’eccellente cuoca macrobiotica. Lei e Charlie trascorrevano la maggior parte del tempo fuori, insieme, incontravano i vecchi amici più occasionalmente e ne convertirono diverse alle versioni modificate della dieta. Un giorno di gioia, gettarono via quegli inutili palliativi dall’armadietto delle medicine e quindi trasformarono il loro frigo vuoto – uno splendido Gibson Doppiaporta Deluxe – in un pezzo di scultura pop, con delle conchiglie negli scomparti delle uova e utensili d’arte e varie bizzarrie a riempire gli scaffali.

Ma almeno una persona non era affatto impressionata da questi cambiamenti radicali: Sess Wiener, il padre di Beth Ann, un vigoroso pragmatista che aveva combattuto contro la povertà e la tubercolosi nella sua giovinezza ed era riuscito a diventare un eminente avvocato a Paterson. Tutto ciò che Sess sapeva era che la sua splendida figlia era troppo magra. A differenza delle droghe, che erano più o meno fuori dalla sua comprensione, quell’alimentazione contraddiceva tutta la sua esperienza, ed egli vi si oppose con veemenza. Fu un altro passo falso nella strada verso il nulla in cui sua figlia già viaggiava da quando, quattro anni prima, lei aveva insistito per sposare uno dei più vistosi giovani vagabondi dello stato del New Jersey. Gli effetti salutari della dieta erano da lui negati, visti come un misto di autosuggestione e medicina popolare. Certamente, egli non pensava che avessero nulla a che fare con la giustizia assoluta e l’infinita saggezza dell’Ordine dell’Universo.

Charlie stesso nutrì occasionalmente simili sospetti, ma la fede di Beth Ann nella dieta era sempre forte. I suoi soli dubbi erano su sé stessa. Sentiva di essere pericolosamente sanpaku, cioè a dire (in giapponese) che il bianco dei suoi occhi era visibile sotto l’iride, cioè a dire (in macrobiotica) che lei era gravemente malata e destinata a una fine tragica. Si vergognava della ‘yanghezza’ delle sue cosce, che erano ancora muscolose (la forza è maschile, yang) e ricoperte di peluria. ("Se un uomo giapponese scopre del pelo sulle gambe di una donna”, scrive Ohsawa, “gli si rivolta lo stomaco”). Lei attribuiva questi problemi yang delle sue gambe alla carne, un cibo che aveva sempre mangiato ma mai amato, e supponeva che la cura completa sia per sé che per il marito sarebbe stata un processo molto lungo, a causa delle sostanze velenose accumulate dal loro organismo. Il loro peccato era stato profondo. Non sentiva di essere pronta a ricominciare il sesso.

Ma dopo pochi mesi, i Simon si sentivano pronti per l’arte. Prima della dieta, avevano bilanciato il loro impulso rurale con una sensibilità pop che deliziava la curiosità di una ricca cultura. Quella sensibilità lentamente si atrofizzò. Il lavoro di Beth Ann, in cui l’umore romantico era sempre stato temperato da una qualità hard-edge, divenne sempre più debole e indistinto. Ma lei era felice così: tutti i suoi “aspetti diabolici”, diceva, erano scomparsi.

Nei mesi seguenti, i Simon studiarono filosofia orientale, teorie della reincarnazione, lo hara, esercizi di respirazione, astrologia, alchimia, spiritualismo ed ermetismo, e diventarono sempre più impazienti verso il pensiero occidentale. Andavano a passeggiare in campagna, o a nuotare con Irma Paule, direttore della Ohsawa Foundation sulla Seconda Avenue, dove la maggior parte dei macrobiotici di New York acquistava il cibo. Su richiesta di Irma, diedero alloggio a un monaco zen di nome Oki. Beth Ann sospettava che fosse una frode – in un mese non lo video consumare altro che tè e birra, ed egli rideva della macrobiotica. I primi giorni di agosto, portarono Oki a visitare Paradox Lost, un campo macrobiotico nel New Jersey. La residenza estiva dei Wiener era nelle vicinanze, così i Simon decisero di fare un salto. Fu un errore.

Sess Wiener non vedeva la figlia da tre settimane, e ciò che vide lo lasciò sgomento. Aveva di nuovo iniziato a perdere peso. C’erano macchie rosse sulla sua pelle. Si lamentava di dolori alle anche e alla schiena e aveva delle difficoltà a camminare. Charlie era tormentato da quelli che lui diceva essere calcoli renali, e a volte i suoi attacchi di reni erano accompagnati da emicrania. I Simon fecero una breve nuotata in piscina, quindi si guardarono l’un l’altro. Le vibrazioni da Sess erano molto negative. Se ne andarono.

Ma Beth Ann era malata, e stava peggiorando. Le gambe iniziarono a gonfiare, e quando prese lo specifico macrobiotico per il gonfiore, una tazza di bevanda di ravanello per tre giorni di seguito, non accadde nulla (più tardi, quando iniziano a gonfiarsi le gambe di Charlie, lui seguì il suo istinto invece del libro e bevette mezzo litro di bevanda di ravanello tutti i giorni, una quantità meno macrobiotica. Migliorò.). Irma Paule, che dichiarava di essere stata guarita dalla macrobiotica da un’artrite paralitica cinque anni prima, raccontò a Beth Ann di avere attraversato anche lei un periodo simile. Avrebbe potuto raccontare a Beth Ann alcune altre cose. Avrebbe potuto dirle di Monty Scheier, che le morì di lato a Union City il 18 aprile 1961. O avrebbe potuto raccontarle la storia di Rose Cohen, che morì nell’ospedale di Knickerbocker nell’ottobre 1961, per avvelenamento da sale e malnutrizione, dopo essersi consacrata alla macrobiotica alcuni mesi prima. O avrebbe potuto dirle che Beth Ann mostrava tutti i sintomi dello scorbuto. Invece, suggerì a Beth Ann di variare la dieta numero 7 con alcune verdure crude.

Era un buon consiglio. Nei suoi libri in inglese, l’appoggio di Ohsawa per la n. 7 è un po’ ambiguo – sebbene egli la prescriva per quasi ogni malattia, implica anche che non è un regime per la vita. La sorella di Beth Ann, Wendy, e il cognato Paul Klein, che seguivano entrambi una dieta macrobiotica più liberale, cercarono di dirglielo, e lo stesso fece Charlie. Ma Beth Ann rimase impassibile. Irma diceva che era un codardo e un ipocrita chi aveva paura di “incontrare il profondo cambiamento” che la continua aderenza alla dieta numero 7 comportava. Invece di ampliare la sua dieta, lei digiunò completamente – quattro volte per un totale di quattordici giorni in settembre.

Nel corso di ogni digiuno sembrava migliorare, poi gli effetti svanivano una volta finito. La stessa cosa sarebbe accaduta a seguito di ogni periodo di sofferenza particolarmente doloroso. Dalla fine di settembre era costretta a letto, e Charlie si occupava di casa e di cucinare. Non cercò mai davvero di convincere Beth Ann ad abbandonare la dieta, né a vedere un medico, anche se prese ogni tanto l’argomento. A volte il suo desiderio di persistervi era ancora più forte di quello di lei. Anche lui non stava tanto bene. E il sesso non era più neanche una possibilità.


Il 13 ottobre, a sera, Sess e sua moglie andarono a far visita alla figlia a New York. Quando Sess la scorse adagiata su un materasso in un angolo, ansimò e impallidì. Beth Ann era uno scheletro vivente. Le sue gambe non erano più yang; erano pelle e ossa adesso. I suoi occhi, ancora sanpaku, erano incavati nelle orbite. Lei riusciva a  malapena a sedersi. Non poteva ormai pesare più di 36 chili.
"Beth Ann," disse Sess, "Stai per morire. Vuoi morire?"
 
Lentamente, Beth Ann glielo spiegò ancora una volta. "Papà, non ho intenzione di morire. Ho intenzione di stare bene, e quando mi sarò sbarazzata di tutti questi veleni nel mio corpo starò bene per il resto della mia vita”.

Le successive dure ore, Sess Wiener usò ogni briciolo della sua capacità oratoria per convincere Beth Ann a vedere un dottore, ma fu tutto inutile. Per Beth Ann, questa era solo un’altra versione delle discussioni che lei e suo padre avevano avuto fin dal suo matrimonio, e da ancora prima. Adesso lei avrebbe potuto mostrargli una volta per tutte che era possibile fare le cose in un altro modo e avere ancora ragione. Non aveva mai capito i valori di suo padre, radicati nel mondo quotidiano che lei aveva superato con grande difficoltà. Il mondo quotidiano non era mai stato un problema per lei, e adesso si sentiva sul punto di conquistare un mondo molto più grande: il mondo interiore. Era arrivata all’antitesi perfetta. Quale miglior modo di porsi contro il materialismo che quello di distruggere la sostanza fondamentale del tuo stesso corpo? Più cresceva la veemenza del padre, più lei diventava irremovibile.

Le cose precipitarono, e prima di andarsene la signora Wiener minacciò di uccidere Charlie se avesse lasciato morire la figlia, e Charlie minacciò di chiamare la polizia perché lei lo aveva minacciato di ucciderlo, e Sess aveva sfidato Charlie a farlo, e Beth Ann aveva deciso che non avrebbe mai più rivisto i suoi genitori. Le vibrazioni erano troppe.

Ma Sess Wiener non poteva abbandonare sua figlia. Il giorno dopo si affidò all’aiuto di Paul Klein, che insieme a Charlie convinse Beth Ann a trasferirsi a Clifton dai genitori di Charlie. Lei pose due condizioni: che sotto nessuna circostanza sarebbe stato chiamato un dottore, e che sotto nessuna circostanza sarebbe stato consentito ai genitori di farle visita.

Charlie era sollevato. Da tempo sentiva che sarebbe stato bene per Beth Ann andarsene dalla città, e specialmente da Grand Street, che per entrambi aveva molte connotazioni negative. E sebbene Beth cavillò e si lamentò per l’intero viaggio in ambulanza fino a Clifton, quando vi arrivarono ne fu contenta, e dipinse alcuni acquarelli – in posizione prona, perché non poteva più stare in piedi – del giardino fuori dalla sua finestra. I suoi genitori cercarono di vederla dopo il suo arrivo, ma i Simon mantennero la loro promessa.

Beth Ann manteneva ancora la dieta n. 7, con del sale in più per neutralizzare quel che lei credeva essere un eccesso di yin. Aveva scritto a Ohsawa descrivendo la propria condizione e chiedendogli consiglio. Pochi giorni dopo il suo arrivo a Clifton aveva ricevuto la risposta: “Sei una ragazza coraggiosa; rimani sulla n. 7”. Charlie, nel frattempo, fece un’allarmante scoperta: in uno degli innumerevoli libri di Ohsawa in francese, egli avvisa specificamente di non rimanere sulla dieta n. 7 per più di due mesi, se non dietro sua guida personale.

Ma Beth Ann rimase sulla n. 7. Non cercava di meglio. Parlava al telefono quasi ogni giorno con uno dei suoi genitori, ma dichiarava che le loro onde negative stavano ostacolando la sua ripresa. E poteva percepire anche le onde negative di Dorothy Simon, lungo tutta la casa. Scrisse di nuovo a Ohsawa.

Circa due settimane dopo il trasferimento a Clifton, Charlie ricevette un telegramma da Oki, che chiedeva un passaggio dall’Aeroporto Kennedy. Mentre guidava, Charlie ebbe un’improvvisa premonizione che Beth Ann non ce l’avrebbe fatta. Non si era mai sentito così prima. All’aeroporto chiese a Oki, che era famoso come guaritore, di andare a dare un’occhiata a Beth Ann. Oki rispose che difficilmente avrebbe trovato il tempo. Non lo fece.

Due giorni dopo Beth Ann si mise a sedere – non da sola, ma con l’aiuto di Dorothy Simon. Charlie, troppo debole per assisterla, la guardava agonizzare. Era terribile. C’erano sempre state persone che non riuscivano ad “afferrare” Beth Ann, e man mano che lei era andata avanti con la dieta questo lato etereo era diventato più evidente. Anche Charlie non si sentiva più in contatto con lei. Ma adesso guardava il volto di sua moglie ed era certo di ciò che vedeva: orrore, orrore per l’estensione della sua debolezza e orrore per la vastità della volontà che sarebbe stata necessaria per superarla. Quindi l’orrore mutò in rassegnazione, e la premonizione di Charlie ritornò. Nei successivi cinque giorni la sua temperatura oscillò tra i 39 e i 40 gradi centigradi.

La mattina del 9 novembre, Charlie si svegliò con la febbre alta. Nella stanza, il Dr. Simon e sua moglie erano seduti con Beth Ann. Lui non riuscì a capire che cosa non andava e si riaddormentò. Quando si tirò su di nuovo, i suoi genitori non c’erano più, ma Beth Ann gli disse che cosa lei credeva non andasse: si era avvelenata con l’eccesso di sale.

Nonostante la riluttanza di Irma Paule a trattare questi argomenti, quasi ogni macrobiotico aveva sentito la storia del ventiquattrenne di Boston che era morto a seguito di un’overdose di sale con del succo di carota ancora in gola. Charlie chiamò Paul Klein, quindi cercò di aggiustare sua moglie con delle carote. Paul arrivò. Decisero che bisognava chiamare Irma. Paul ritornò a New York a prendere Irma.
Charlie sedeva accanto al letto della moglie. Nella cassetta della posta, quella mattina, c’era un’altra lettera di Ohsawa, che diceva che Beth Ann aveva completamente frainteso la dieta e le consigliava di cominciare tutto daccapo. Le suggeriva in special modo di evitare il sale. Ma tutto ciò che Charlie poteva fare, ora, era darle delle carote. Le alzò la testa e gliene diede un cucchiaio. Uno sbavo arancione le rimase in bocca.

"E’ buona", disse. Quindi ripose la testa tra le mani di lui, i suoi occhi divennero molto sanpaku, e morì. Charlie le stava ancora facendo la respirazione bocca a bocca quando arrivò la polizia mezz’ora dopo.».
 
Charlie Simon in persona racconterà meglio l’epilogo, struggente e beffardo, di questa storia, in un libro:
«Due giorni dopo la fine, passeggiavo lungo la strada, quando notai in terra una busta, in mezzo a un cortile a due case di distanza da quella dei miei genitori. Fu il contrasto che catturò il mio sguardo, il piccolo rettangolo bianco luminoso contro la distesa verde del prato.

Non pensavo che avesse niente a che fare con noi, ma qualcosa mi disse di andare a raccoglierla. Incredibilmente, era indirizzata a lei, dal Giappone, da lui. E non era stata aperta… Perché questa lettera? Di tutte le lettere nel mondo, perché proprio questa era andata persa?... Ma no, non persa. Era nella mia mano – non alla destinazione voluta, ma alla destinazione cui era destinata.
La portai a casa e la aprii, ed ecco ciò che diceva, ciò che ancora dice, ciò che continua sempre a dire: “Ho commesso un terribile sbaglio nel tuo caso. Interrompi la dieta immediatamente. Rileggi i miei libri e ricomincia tutto dall’inizio.”».
 
Scriverà Georges Ohsawa di questa vicenda (il testo è reperibile in questo libro):
«Mrs. Simon, di 24 anni, una giovane artista americana, innocente come un angelo o un bambino, fu una delle centinaia di migliaia di americani che si lanciarono troppo fanaticamente nella macrobiotica. Le bellissime lettere che mi scrisse per la prima volta, poco prima della sua morte, ci parlano vividamente del suo carattere.
All’inizio di febbraio del 1965, lei iniziò la macrobiotica assieme al marito, e in nove settimane entrambi furono miracolosamente salvati da terribili malattie incurabili, causate dalla cattiva alimentazione e dalle droghe che assumevano da dieci anni; per Mrs. Simon: nevrosi, allergie, disturbi cardiaci; per suo marito: depressione, tubercolosi, indurimento delle arterie, narcosi. Mentre seguivano la macrobiotica, vi aggiunsero diverse diete. E in ottobre lei morì! E’ un fatto ben noto che spesso questo tipo di donna-bambina, innocente e pura come una perla bianca, manca di autoriflessione e termina la sua vita tragicamente (...)
Mrs. Simon era una donna innocente, fedele e amabile.
Ma nella sua onestà e semplicità ella mancava di giudizio e di profondità di pensiero, come tutti gli americani. Fatalmente, giunse a una tragica fine perché non aveva alcuna comprensione della teoria, nonostante fosse così entusiasta della pratica.
Il suo caso mostra che “La filosofia senza tecnica è inutile; la tecnica senza filosofia è pericolosa.”».

di Fabio Procopio
28/07/2016
www.erewhonians.com
 
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