"Apri il cuore e accontentati di quello che la vita ti concede. Siamo tutti invitati alla festa della vita,
dimentica i giorni dell'oscurità, qualsiasi cosa possa essere successa non è la fine"
  Augusto Daolio

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I SENTIERI DELL' ESSERE
Le mille Vie della Spiritualità
I SENTIERI DELL' ESSERE
LA PRATICA DA SEGUIRE
Un monaco chiese a Dong-Shan:
C'è una pratica che le persone debbano seguire?
Dong Shan rispose:
quando diventi una vera persona c'è una tale pratica.
Sai essere freccia, arco, bersaglio?
<b>Sai essere freccia, arco, bersaglio?

Sai essere freccia, arco, bersaglio?
Conosci la sequenza delle costellazioni?
La fusione dell'idrogeno in elio?
Sai misurare la tua integrità?
Se rispondi
Avrai l'immortalità.

Laura Scottini

MEDITAZIONE TAOISTA
<b>MEDITAZIONE TAOISTA </b>





 

Chiudi gli occhi e vedrai con chiarezza.
Smetti di ascoltare e sentirai la verità.
Resta in silenzio e il tuo cuore potrà cantare.
Non cercare il contatto e troverai l'unione.
Sii quieto e ti muoverai sull'onda dello spirito.
Sii delicato e non avrai bisogno di forza.
Sii paziente e compirai ogni cosa.
Sii umile e manterrai la tua integrità.

 

IL VUOTO CHE DANZA
IL VUOTO CHE DANZA










di H.W.L. Poonja


Rimani ciò che sei ovunque tu sei.
Se fai così, saprai immediatamente
di essere Quello che hai cercato
per milioni di anni.

Non c'è ricerca,
perchè si cerca solo qualcosa che si è perso.
ma quando niente è andato perduto
non ha senso
cercare qualcosa.

Qui semplicemente Stai Quieto.
Non formare nemmeno un pensiero nella mente.
Allara saprai
Chi sei realmente.

per tre motici la ricerca e la pratica
sono follie fuorvianti
sono l'inganno della mente
per posporre la libertà.
Continua...

PAROLE SU DIO
PAROLE SU DIO

di Simone Weil

Non è dal modo in cui un uomo parla di Dio, ma dal modo in cui parla delle cose terrestri, che si può meglio discernere se la sua anima ha soggiornato nel fuoco dell’amore di Dio. … Così pure, la prova che un bambino sa fare una divisione non sta nel ripetere la regola; sta nel fatto che fa le divisioni.

Il bello è ciò che si desidera senza volerlo mangiare. Desideriamo che sia. Restare immobili e unirsi a quel che si desidera senza avvicinarsi. Ci si unisce a Dio così: non potendosene avvicinare. La distanza è l’anima del bello.

Nella prima leggenda del Graal è detto che il Graal, pietra miracolosa che in virtù dell’ostia consacrata sazia ogni fame, apparterrà a chi per primo dirà al custode della pietra, il re quasi paralizzato dalla più dolorosa ferita: “Qual è il tuo tormento?”. La pienezza dell’amore del prossimo sta semplicemente nell’essere capace di domandargli: “Qual è il tuo tormento?”, nel sapere che lo sventurato esiste, non come uno fra i tanti, non come esemplare della categoria sociale ben definita degli “sventurati”, ma in quanto uomo, in tutto simile a noi, che un giorno fu colpito e segnato dalla sventura con un marchio inconfondibile. Per questo è sufficiente, ma anche indispensabile, saper posare su di lui un certo sguardo. Continua...
I BAMBINI
DAGLI OCCHI DI SOLE

I BAMBINI<br> DAGLI OCCHI DI SOLE










Vidi i pionieri ardenti dell’Onnipotente
superando la soglia celeste che è volta alla vita
discendere in frotta i gradini d’ambra della nascita;
precursori d’una moltitudine divina,
essi lasciavano le rotte della stella del mattino
per l’esigua stanza della vita mortale.

Li vidi traversare il crepuscolo di un’era,
i figli dagli occhi di sole di un’alba meravigliosa,
i grandi creatori dall’ampia fronte di calma,
i distruttori possenti delle barriere del mondo
che lottano contro il destino nelle arene della Sua volontà,
operai nelle miniere degli dei,
messaggeri dell’Incomunicabile,
architetti dell’Immortalità.

Nella sfera umana caduta essi entravano,
i volti ancora soffusi della gloria dell’Immortale,
le voci ancora in comunione coi pensieri di Dio,
i corpi magnificati dalla luce dello spirito,
portando la parola magica, il fuoco mistico,
portando la coppa dionisiaca della gioia,
Continua...
IL SEGRETO DELLE STELLE CADENTI
IL SEGRETO DELLE STELLE CADENTI

di Maurizio Di Gregorio

Tutti cerchiamo qualcosa. Se lo cerchiamo nel mondo materiale pensiamo di trovarlo all’esterno di noi stessi. Se lo cerchiamo nel mondo spirituale siamo portati a credere di poterlo trovare all’interno di noi. Una massima dice: la risposta è dentro di te. Una battuta invece dice: la risposta è dentro di te, ma è sbagliata. Ambedue le affermazioni sono vere perché si riferiscono a due esseri diversi. Uno vero e l’altro falso. Come si fa a sapere quale é l’Io interiore che contiene tutte le risposte della vita? Dalla felicità. Nel primo caso si sa solo che si è felici, sia pure per un attimo, si è completamente, immensamente e interamente felici e più correttamente si dovrebbe chiamarla beatitudine. Nel secondo caso sappiamo solo, che a dispetto di ogni altra cosa, momentanea soddisfazione o eccitazione, non si è veramente felici. 
Aivanhov, definendo la natura umana, parla della coesistenza di una natura inferiore e di una natura superiore. All’interno di ognuno è una continua lotta tra due esseri (o stati di essere) in competizione che Aivanhov chiama Personalità e Individualità. “Persona “ è la maschera e in ogni incarnazione la maschera è diversa, “Individualità” è l’abitante della maschera, colui che non cambia, il vero Sé divino. La personalità è in parte ancora inesistente nel bambino ma già tracciata, si sviluppa con l’età come la trama di un tessuto e si consuma nella vecchiaia. Il risveglio dell’anima consiste nel riconoscimento del Sé interiore e nell’abbandono momentaneo della maschera della personalità. Ora anche se possiamo capire qualcosa del nostro essere maschera, né la mente, né il cuore né la volontà sono risolutivi.
E questo perché mente cuore e volontà sono una triade che esiste tanto nella natura delle Individualità quanto nella natura della Personalità.
“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” Quale è, in ogni dato momento, il cuore che chiede, la mente che cerca, la volontà che agisce? La strada dell’evoluzione spirituale, cioè della evoluzione dell’essere allo Spirito, è insidiosa perché ad ogni sviluppo della Individualità segue uno sviluppo della Personalità. Differentemente il discernimento è possibile solo dal punto di vista della Coscienza Superiore che è esattamente ciò che si illumina.
Fuori da questa esperienza si persiste sempre in un tipo di coscienza media, anche se ampliata o sofisticata, una coscienza media perché media in un equilibrio precario le necessità delle due nature....Continua...
I SETTE ASPETTI DELLA NUOVA COSCIENZA
I SETTE ASPETTI DELLA NUOVA COSCIENZA

di Ervin Laszlo

Il grande compito, la grande sfida del nostro tempo è cambiare se stessi.
Questo elenco delle principali caratteristiche della nuova visione, della nuova coscienza, è scritto per stimolare la trasformazione, perché è possibile acquisire una nuova consapevolezza, perché tutti possono evolvere, tante persone l'hanno già fatto ed è diventata una conditio sine qua non della nostra sopravvivenza sulla Terra.
La prima caratteristica è l'olismo, la visione olistica, per contrastare la visione frammentaria, disciplinaria, atomistica, che separa tutto: la mente dalla natura, l'uomo e la società dalla biosfera, e tutti i campi della realtà l'uno dall'altro. La visione olistica è proprio quella comprensione Continua...
I FIGLI DELLA LUCE
I FIGLI DELLA LUCE




 


I Figli della Luce si nutrono di Pace, Libertà, Amore, Giustizia, Grazia, Benevolenza, Comprensione, Compassione, Generosità, Bontà, Luce, Verità, Positività, trasmettendo tutto questo intorno a loro. Le creature che vengono in contatto con i Figli della Luce percepiscono la Positività dell’operato della “Luce Amore” e uno stato di benessere entra in loro. Non sono consapevoli della fonte di questa Positività, ma stanno volentieri in compagnia dei Figli Luce dispensatori d’Amore.
Continua...
UNA SPIRITUALITA' ECOLOGICA
UNA SPIRITUALITA' ECOLOGICA

di Matthew Fox

L’ecologia e la spiritualità sono le due facce della stessa medaglia. La religione deve lasciar andare i dogmi in modo da poter riscoprire la saggezza del mondo.
Come dovrebbe essere una religione ecologica? Negli ultimi 300 anni l’umanità è stata coinvolta in una grande desacralizzazione del pianeta, dell’universo e della propria anima, e questo ha dato origine all’oltraggio ecologico. Saremo capaci di recuperare il senso del sacro?La religione del futuro non sarà una religione in senso stretto del termine, dovrà imparare a lasciare andare la religione. Il Maestro Eckhart, nel quattordicesimo secolo disse, “Prego Dio di liberarmi da Dio”. Per riscoprire la spiritualità, che è il cuore autentico di ogni religione vera e fiorente, dobbiamo liberarci dalla religione. Sembra un paradosso. La spiritualità significa usare il cuore, vivere nel mondo, dialogare con il nostro sé interiore e non semplicemente vivere a un livello organizzativo esterno.
E. F. Schumacher, nel suo profetico modo di scrivere, disse, nell’epilogo di Piccolo è bello, “Dappertutto la gente chiede, ‘Cosa posso fare praticamente?’ La risposta è tanto semplice quanto sconcertante, possiamo, ciascuno di noi, mettere in ordine la nostra casa intima, interiore. Per far questo non troviamo una guida nella scienza o nella tecnologia, poiché i valori sui quali esse si poggiano dipendono sommamente dal fine per il quale sono destinate. Tale guida la si può invece ancora trovare nella tradizionale saggezza dell’umanità”.
Tommaso d’Aquino, nel tredicesimo secolo disse, “Le rivelazioni si trovano in due volumi – la Bibbia e la natura”. Ma la teologia, a partire dal sedicesimo secolo, ha messo troppa enfasi nelle parole della Bibbia, o del Vaticano o dei professori, ha messo tutte le uova nel paniere delle parole, parole umane, e ha dimenticato la seconda fonte della rivelazione, la natura!
Il Maestro Eckhart disse, “Ogni creatura è la parola di Dio e un libro su Dio”. In altre parole, ogni creatura è una Bibbia. Ma come ci avviciniamo alla saggezza biblica, alla saggezza sacra delle creature? Col silenzio. C’è bisogno di un cuore silente per ascoltare la saggezza del vento, degli alberi, dell’acqua e della terra. Nella nostra ossessiva cultura verbale, abbiamo perso il senso del silenzio. Schumacher disse, “Siamo ormai troppo intelligenti per sopravvivere senza saggezza”. Continua... 
SULL'ANARCHIA BUDDISTA
SULL'ANARCHIA BUDDISTA di Gary Snyder

Da un punto di vista buddista, l'ignoranza che si proietta nella paura e nel vano appetito impediscono la manifestazione naturale. Storicamente, i filosofi buddisti non hanno saputo analizzare fino a che punto l'ignoranza e la sofferenza erano dovuti o favoriti da fattori sociali, considerando il timore e il desiderio come fatti intrinseci alla condizione umana. Così, la filosofia buddista si interessò principalmente alla teoria della conoscenza e la psicologia fu svantaggiata, per dare più spazio allo studio dei problemi storici e sociologici. Anche il buddismo Mahayana possiede un'ampia visione della salvezza universale, la sua realizzazione effettiva si è concretizzata nello sviluppo di sistemi pratici di meditazione per liberare a una minoranza di individui da blocchi psicologici e condizionamenti culturali. Il buddismo istituzionale è stato chiaramente disposto ad accettare o a ignorare le disuguaglianze e le tirannie sotto il sistema politico che vigeva. È stata come la morte del buddismo, posto che è comunque la morte che riesce a far comprendere il significato della compassione. La saggezza senza compassione non sente dolore.
Continua...
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ZEN E PSICOSOMATICA


Zazen è in sé il Cuore della Saggezza (Hannya shin) , la postura di non-movimento, quiescenza assoluta, da cui scaturisce l’attività.
Nella nostra epoca le persone sono spesso nervose per un eccesso di attività del sistema ortosimpatico che, a causa dei molti stimoli provenienti dall’esterno, è in un costante stato di sovreccitazione che provoca tensione.
Durante Zazen a volte si manifesta questa condizione anomale di iper-tensione, o eccitazione, detta sanran: per un eccesso d’attività del sistema ortosimpatico si hanno troppi pensieri e ci si contrae, si è irrequieti…. In questo caso, se ci si concentra sull’espirazione, aumenta l’attività del sistema parasimpatico e si ristabilisce l’equilibrio.
Allo stesso modo, quando si è emozionati (ad esempio, prima di entrare in scena o di fare una conferenza) è sufficiente concentrarsi sull’espirazione per calmarsi subito e ritrovare l’equilibro dei due sistemi (vedi nota n.1).
Durante Zazen, la concentrazione sull’espirazione influenza direttamente il sistema nervoso centrale, riequilibrando perfettamente l’attività dei sistemi ortosimpatico e parasimpatico.
Il contrario di sanran è kontin, una condizione di ipo-tensione, eccessivo relax: il sistema ortosimpatico è a riposo, mentre predomina l'attività del parasimpatico che induce la sonnolenza. In questo caso, per ristabilire l'equilibrio è sufficiente concentrarsi con forza sulla postura, tendere la nuca mantenendo gli occhi ben aperti secondo la forma corretta del mudra dello Zazen (2).
Zazen è la postura del non-movimento, del non pensiero; È la posizione di KU (Sunyata) (3), il vuoto, da cui derivano tutte le forme di movimento: alzarsi, camminare, lavorare.

Sono estremamente importanti le modalità che usiamo durante il movimento. Kinhin, la pratica della meditazione camminando, è la posizione base del movimento.
Per insegnare e per apprendere il corretto modo di muoversi, bisogna innanzitutto tener conto dell'equilibrio generale e della respirazione. In questo senso Kin-hin e 5ampai (la prosternazione) sono ottimi esercizi, tenendo ben presente che si tratta di una pratica religiosa e non di una ginnastica. Il corretto modo di prosternarsi non è facile, soprattutto quando si invecchia, il corpo intero vi è implicato: mani, gambe, tronco, tutto lavora contemporaneamente.
È un'ottima pratica per sviluppare l'equilibrio. È impossibile muoversi senza equilibrio.

Per muoversi in modo fluido e armonioso, bisogna rispettare il principio della corrispondenza di ogni cosa, consapevoli che ogni parte del corpo e della mente è in stretta connessione con ogni altra parte e con l'universo intero.

Alla base di tutte le malattie c'è uno squilibrio della struttura del corpo e della mente. Movimenti sconnessi, prodotti in condizioni di equilibrio precario, aumentano gli effetti negativi sugli organi interni. Muoversi, quindi, non è meno importante di non-muoversi (Zazen). Non muoversi è la posizione fondamentale del muoversi. Il non-movimento è il ku (vuoto) della posizione; shiki sono i fenomeni, il movimento. Shiki soku ze ku, ku soku ze shiki: (4) "i fenomeni diventano vuoto, il vuoto diventa fenomeno", il movimento diventa non-movimento e viceversa.
Se la posizione del non-movimento non è buona, la posizione del movimento ne viene influenzata. Allo stesso modo, se la posizione di Zazen è buona, anche il movimento sarà corretto.
Zazen è veramente la pratica fondamentale.
La fisiologia della struttura del corpo (scheletro e muscolatura) è molto importante. l medici veri non si accontentano di curare le malattie, ma cercano di prevenirle. 1. medici di medio livello curano solo malattie secondarie, minori. I medici peggiori prescrivono subito medicine o consigliano interventi chirurgici.
Prima che si manifesti la malattia, appaiono dei disturbi agli organi di senso; successivamente vengono coinvolti la struttura del corpo e gli organi interni. Infine la malattia si sviluppa e si estende con tutti i suoi effetti, fino a trasformare completamente la morfologia degli organi stessi, come nei casi di cancro.
l medici occidentali spesso impiegano troppo tempo per diagnosticare la malattia, quando invece sarebbe facile individuarne i primi segni già nei piccoli mutamenti o disturbi degli organi di senso.
I medici dei tempi antichi osservavano sempre, come prima cosa, la condizione degli organi di senso (colore degli occhi, della lingua, della pelle, sensibilità agli stimoli esterni, ecc.). Se questi presentavano segni di anormalità, si poteva prevedere l'inizio di una malattia e intervenire ancor prima del suo manifestarsi.

Se vi accorgete che i vostri organi di senso non sono del tutto "normali", anche voi potete capire che sta per avere inizio una malattia. lo guardo sempre il vostro viso e il vostro corpo durante Zazen o Kin-hin, ed è molto facile capire.

Kenko è l'energia vitale presente nel corpo di un individuo, che ha la capacità innata di adattarsi all'ambiente. Kenko consente di riequilibrare il modo di muoversi, mangiare, respirare, pensare: è una specie di "regolatore" interno. Se queste funzioni elementari non si svolgono in armonia, sicuramente nascerà una malattia. I medici dovrebbero sempre aver presente questa regola fondamentale, ma molti purtroppo dimenticano queSto tipo di approccio al malato.

Capire la medicina è semplice. La medicina moderna ha dimenticato la struttura essenziale del nostra corpo, i meccanismi elementari del metabolismo, della fisiologia del funzionamento del corpo. Ad esempio, il nostro corpo è simile ad un edificio di cui le braccia e le gambe costituiscono la struttura portante, le quattro colonne portanti. Nei templi buddhisti ci sono sempre quattro colonne fondamentali, che sono l'elemento basilare.
Lo scheletro corrisponde alla struttura dell'edificio. il colmo del tetto corrisponde alla colonna vertebrale, con il sistema nervoso autonomo. La parte anteriore del tetto è la testa; dietro c'è la coda (per l'uomo, è il sacro). Nel sottotetto sono racchiusi gli organi interni. il sistema nervoso autonomo ha sede nel midollo spinale, da cui si diparte tutta una serie di "tubazioni". Su questo schema fondamentale si sviluppano poi le condutture dell'acqua, del riscaldamento, della luce, le entrate e le uscite, molti organi di senso e molti orifizi (nove per l'uomo e dieci per la donna). Quando l'edificio si mette in movimento, appare il karma: l'animale si muove. Tra l'altro l'uomo, contrariamente agli animali, cammina eretto, su due sole colonne, quindi per lui mantenere l'equilibrio è ancora più complesso.

L'uomo è sempre in movimento, solo Zazen è non-movimento. L'uomo costantemente cerca di muoversi, fatica a rimanere fermo, così appaiono le azioni e si accumula il karma. Come si diceva, le modalità del movimento sono fondamentali: se sono scorrette, se nell'azione come nel sonno si instaurano cattive abitudini, si produce un completo squilibrio.
Negli sports come il tennis, il golf e il lancio del peso, in cui si muove prevalentemente un solo lato del corpo, si sviluppa uno squilibrio che è all'origine di molte malattie: è il karma degli sportivi! Tuttavia se l'istruttore è valido ed ha compreso le leggi dell'equilibrio, farà eseguire ai propri allievi anche i movimenti opposti, per compensare le carenze specifiche.
Anche durante Zazen è bene alternare il modo di incrociare le gambe (destra sulla sinistra o sinistra sulla destra), altrimenti a lungo andare si produce uno squilibrio.

Qualche tempo fa ho fatto una prova, che tutti possono attuare: per controllare la differenza fra il lato sinistro e quello destro del mio corpo ho utilizzato due bilance, salendo con un piede su una e con l' altro sull' altra, ed ho verificato che il peso indicato non era lo stesso. In molte persone il lato destro appare più pesante di quello sinistro (fino a dieci chili di differenza).
Nel mio caso il lato destro pesava quattro chili di più del sinistro. Riflettendo, mi sono ricordato che da giovane mantenevo sempre la posizione del loto (kekkafuza) durante zazen, mentre da tre o quattro anni avevo ormai la consuetudine di sedere in semi-loto (hankafuza) incrociando le gambe sempre allo stesso modo (la destra sulla sinistra).
Da quando ho iniziato a fare attenzione a questi aspetti e ad alternare la postura, il mio squilibrio è diminuito ed ora sulla bilancia i due lati hanno quasi lo stesso peso. Allo stesso modo, la mia gamba e la mia anca destra mi hanno sempre fatto un po' male, e chiedevo sempre dei massaggi, dei trattamenti di agopuntura... ma, dopo aver cambiato il modo di incrociare le gambe, il dolore è passato.
La posizione giusta, nel movimento come nell’immobilità, è determinante un corretto assetto della struttura scheletrica ha un'influenza immediata, diretta, sul sistema articolare; a partire dalle condizioni di squilibrio si manifestano le malattie. L'osso iliaco, il bacino ed il ginocchio sono alcuni dei punti cruciali per l'equilibrio di tutto il corpo, la cui sede centrale è nella pane bassa dell'addome, sotto l'ombelico (kikai tandem = oceano dell'energia cosmica). La forma stessa dell'ombelico (aperto, allungato, ovale, rotondo, largo, più o meno profondo, orizzontale, verticale) evidenzia le specifiche caratteristiche o predisposizioni dell'organismo alle malattie. Forma, movimento, pensiero... tutto è interdipendente.

Qual'è la vera posizione normale del corpo e della mente? Zazen, che nel movimento si esprime nella forma del Kin-hin. Zazen è ritornare alla condizione normale del corpo e dello spirito. li fianco destro e quello sinistro del corpo sono più o meno equilibrati. Le spalle, le mani, i piedi, le ginocchia, la colonna vertebrale sono sempre in buona simmetria. Anche Kinhin e Sampai sono condizioni di perfetto equilibrio.
Dopo Zazen e per il resto del tempo si ritorna invece in una condizione di squilibrio generale. Quando si mangia, quando si va in bagno, quando ci si muove, la parte destra e la parte sinistra del corpo non sono mai simmetriche, in equilibrio perfetto. Ad esempio, quando si è seduti ad una scrivania, è abbastanza normale pendere da un lato o dall'altro, in avanti o all’indietro., oppure curvarsi.
Quando queste abitudini diventano croniche, appare la malattia.

Durante Kin~hin si evidenziano e si possono facilmente osservare questi squilibri tra i due lati del corpo, e di conseguenza correggerli. Tutti hanno delle abitudini fisiche, poiché tutti hanno un karma "fisico" che è all'origine di squilibri ulteriori. Alcune persone hanno la spalla sinistra più alta dell'altra, o viceversa, magari a causa di un cattivo assetto del bacino. Tutte le abitudini del corpo generate da cattive posizioni provocano contrazioni e tensioni. Osservare questi errori e comprenderne la causa ci dà la possibilità di correggerli.

Durante zazen tutto è evidenziato. Anche l'attività psichica si manifesta nella forma della postura e le condizioni alterate (torpore o eccitazione) si rivelano attraverso segni evidenti, precisi: il mento si solleva, la bocca si apre, la testa pende in avanti, il dorso si curva, ecc.
Durante zazen è possibile ritornare alla condizione normale e, a partire da qui, eliminare le cattive abitudini.

(Paramita n. 50)

Note
(1) Durante Zazen la respirazione è di tipo addominale, è una respirazione profonda che porta energia nell’hara (la zona sott’ombelicale, intesa anche come centro spirituale della persona). In tale sede sono localizzati alcuni punti di agopuntura la cui stimolazione con aghi o moxibustione è considerata estremamente efficace. 4RM, il cui nome -quanyuan -significa collegamento con l'origine, è situato leggermente al di sotto della mezza distanza ombelico-pube e secondo la tradizione ritarda l'invecchiamento, se trattato regolarmente con moxa, preservando la "yuangi (energia ancestrale custodita nell'organo rene). 6RM, il cui nome -gihai -significa mare di energia, situato al quatto superiore della distanza ombelico-pube avrebbe un effetto equilibratore organico generale; il punto si può usare a scopo profilattico per prevenire le malattie; inoltre produce energia negli astenici e nei depressi.

(2) Nella sede paravertebrale esiste una serie di punti sul meridiano di vescica, la cui stimolazione ha un effetto di riequilibrio dell'energia degli organi interni; sono i punti shu della medicina tradizionale cinese. Tendere la colonna equivale stimolare questo tipo di attività.

(3) "Ku" termine giapponese (in sanscrito Sunyara) il cui significato è: vuoto, vacuità; concetto centrale del buddhismo. Tutti i dharma sono fondamentalmente privi di sostanza autonoma, non sono altro che pure apparenze; non esistono al di fuori del vuoto. "Ku" include e pervade tutti i fenomeni e rende possibile il loro sviluppo. Da quest'idea del vuoto di tutto ciò che esiste, però, non si deve pervenire a un nichilismo: essa non significa che le cose non esistono, ma solo che, non avendo un'essenza autonoma, non rappresentano nient'altro che apparenze. (Tratto dal "Dizionario della Sapienza Orientale" ed. Mediterranee).

(4) È un verso tratto dall'"Hannya Shingyo", Sutra della Saggezza Suprema.



Impressionante!Io da qualche anno mi sono presa la briga di approfondire partendo dalla mia persona;pratico il karate,la meditazione zen e studio psicosomatica..da sola!
è MOLTO COMPLICATO ma penso che insistendo arriverò ad un dunque.
Nello specifico sto analizzando i miei pensieri e le mie azioni passate e presenti cercando però un certo distacco che mi permetta di essere obiettiva il più possibile,ed il loro riflesso sul mio corpo..
Infondo non ho mai creduto a chi mi diceva"sei così di costituzione"
Bravi davvero ottimo sito!

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