PAROLE SU DIO
Non è dal modo in cui un uomo parla di Dio, ma dal modo in cui parla delle cose terrestri, che si può meglio discernere se la sua anima ha soggiornato nel fuoco dell’amore di Dio. … Così pure, la prova che un bambino sa fare una divisione non sta nel ripetere la regola; sta nel fatto che fa le divisioni.
Il bello è ciò che si desidera senza volerlo mangiare. Desideriamo che sia. Restare immobili e unirsi a quel che si desidera senza avvicinarsi. Ci si unisce a Dio così: non potendosene avvicinare. La distanza è l’anima del bello.
Ci sono momenti in cui il pensare a Dio ci separa da lui. Il pudore è la condizione dell’amore nuziale
Nella prima leggenda del Graal è detto che il Graal, pietra miracolosa che in virtù dell’ostia consacrata sazia ogni fame, apparterrà a chi per primo dirà al custode della pietra, il re quasi paralizzato dalla più dolorosa ferita: “Qual è il tuo tormento?”. La pienezza dell’amore del prossimo sta semplicemente nell’essere capace di domandargli: “Qual è il tuo tormento?”, nel sapere che lo sventurato esiste, non come uno fra i tanti, non come esemplare della categoria sociale ben definita degli “sventurati”, ma in quanto uomo, in tutto simile a noi, che un giorno fu colpito e segnato dalla sventura con un marchio inconfondibile. Per questo è sufficiente, ma anche indispensabile, saper posare su di lui un certo sguardo.
Ci sono individui che cercano di elevare la loro anima come un uomo che salti continuamente a piedi uniti, nella speranza che a forza di saltare sempre più in alto, un giorno, invece di ricadere, riuscirà a salire fino in cielo. Ma mentre è tutto preso da questi tentativi egli non può guardare il cielo. Noi non possiamo fare nemmeno un passo verso il cielo la direzione verticale ci è preclusa. Ma se guardiamo a lungo il cielo, Dio discende e ci rapisce.
Iddio pena, attraverso lo spessore infinito del tempo e della specie, per raggiungere l’anima e sedurla. Se essa si lascia strappare, anche solo per un attimo, un consenso puro e intero, allora Iddio la conquista. E quando sia divenuta cosa interamente sua, l’abbandona. La lascia totalmente sola. Essa a sua volta, ma a tentoni, deve attraversare lo spessore infinito del tempo e dello spazio alla ricerca di colui che essa ama. Così l’anima rifà in senso inverso il viaggio che Iddio ha fatto verso di lei. E ciò è la croce.
Simone Weil
Parlare di Dio ha poco senso se i nostri occhi sono spenti. Parlare di Dio non porta a niente se il nostro sguardo non è luminoso. Parlare di Dio è tempo perso se il nostro cuore non alberga la felicità.
Dio infatti non si fa trovare dal semplice parlare di Lui, comunque sia il nostro sguardo, occhi, cuore...
Tuttavia ci sono momenti di buio, di deserto, espressamente destinati a noi uomini , nel nostro cammino, dove ci si accorge di quanto \\\"piccoli\\\" siamo...
E vuoi vedere che cresce in noi anche un pò di umiltà ?
E\\\' strano a dirsi ,ma proprio mentre ciò succede, tutto il resto ci appare privo di importanza , compreso noi stessi.
A quel punto, proprio quando sembrerebbe che nulla più conti, niente valga la pena, ci interessi , ci faccia nascere un sorriso , beh...compare Dio.
In genere ha un veste che pare illuminarci tutto d\\\'un colpo!
Mica lo vedi , che non credi !
Ma vedi chi te lo porta...
Conosci quella nuova persona, ti arriva quello strano messaggio, ti capita quell\\\'inaspettata novità...
E paf ! Eccolo....è Lui...attraverso altre vesti...altre sembianze...la giusta parola, il senso che cercavi : il Tutto.
Ma devi mantenerti aperto , curioso, mai sconfitto alla vita, sempre convinto che qualsiasi cosa sia ciò che vivi , passerà.
Ma è grazie a quella che qualcosa che non passerà più , subentrerà , e ti cambierà la vita !
Le persone felici sono quelle che fanno la volontà Dio,molti credono di fare la volontà di Dio,invece soddisfano il loro egoismo,accettare la croce,vuol dire sofferenza,ma a livello del corpo,sul piano dello spirito niente di pùò ti fare male,se tu ami la ricompensa sarà grande.
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