Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono sempre molto sicuri,
mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (B. Russell)
home | Dossier | News ed Eventi | FioriGialli Edizioni | Libreria | Musica & Video | Bazaar | Negozi | Newsletter | Ecocredit | Pubblicità | Mappa | contatti  
L'ECOLOGIA IN PRATICA
UNO STILE DI VITA NATURALE
PER SE' E PER IL PIANETA
L'ECOLOGIA IN PRATICA
Sono la natura
sono la terra.
i miei occhi sono il cielo,
le mie membra gli alberi.
Sono la roccia,
la profondità dell'acqua,
non sono qui per dominare
la Natura.
Io stesso sono la Natura.

Indiani Hopi

Questa terra é sacra
<b>Questa terra é sacra</b>





Come potete comperare
o vendere il cielo,
il calore della terra?
l'idea per noi é strana.
Se non possediamo
la freschezza dell'aria,
lo scintillio dell'acqua.
Come possiamo comperarli?
Continua...
ONDE DI CRESCITA INTERIORE
ONDE DI CRESCITA INTERIORE La crisi ecologica - ovvero il principale problema di Gaia - non è l’inquinamento, i rifiuti tossici, il buco nell’ozono o qualcosa del genere. Il principale problema di Gaia è che un numero non sufficiente di esseri umani si è sviluppato ai livelli di coscienza postconvenzionali, planetari e globali in cui sarebbero spinti automaticamente alla cura per il globale comune. E gli esseri umani sviluppano questi livelli postconvenzionali, non imparando la teoria dei sistemi, ma passando attraverso almeno una mezza dozzina delle principali trasformazioni interiori, che vanno dall’egocentrico all’etnocentrico al mondocentrico, punto in cui e non prima, possono risvegliarsi a una profonda e autentica cura per Gaia. La prima cura per la crisi ecologica non consiste nell’imparare che Gaia è la Rete della Vita, per quanto vero ciò sia, ma nel promuovere queste numerose e ardue onde di crescita interiore, nessuna delle quali viene indicata dalla maggior parte di questi approcci del nuovo paradigma.
Continua... 
UN'ALTRA ITALIA E' POSSIBILE
UN'ALTRA ITALIA E' POSSIBILE 1 L’Italia vive l’anomalia di un nuovo Medioevo. Più che in altri paesi, è visibile in Italia l’emergenza ecologica, il degrado sociale e la crisi di fondamentali valori etici; permangono aree vaste di ignoranza, incapacità, ingiustizia. Meno facilmente che altri paesi, l’Italia quindi può affrontare la conversione ecologica delle attività economiche, il risanamento ambientale e morale del paese, la partecipazione diretta delle persone alla attività sociale ed una effettiva realizzazione di una sana cultura dei diritti e dei doveri che dovrebbero regolare ed ispirare la vita sociale collettiva. 2 Sia in Europa che nel resto del pianeta, vi è una tripla crisi :a) economica e finanziaria (causata da un modello di crescita superato) b) ambientale conseguente, c) socio-culturale. Tre grandi crisi che non trovano più risposte adeguate dal sistema della politica: non dai partiti socialdemocratici in crisi dappertutto e neppure dall’egoismo sociale e dall’indifferenza ambientale dei vari partiti conservatori. Solo un modello sociale e produttivo eco-orientato ed eco-sostenibile, che all’idea di una crescita senza limiti sostituisca un idea di sobrietà, che non escluda anche l’utilità di avere aree di decrescita virtuosa e felice, può essere in grado di affrontare le difficoltà del presente. ...Continua...
IL BENESSERE ANIMALE E' BENESSERE UMANO
IL BENESSERE ANIMALE E' BENESSERE UMANO di Maneka Gandhi

Mangiare carne è una delle maggiori cause della distruzione ambientale. Ogni specie non solo ha il diritto di vivere, ma la sua vita è essenziale per il benessere dell’umanità. Ciò che chiamiamo sviluppo, cioè la sterile città nella quale portiamo i nostri cani al guinzaglio, non è vita. Ci abituiamo così velocemente al malessere, alla tensione, alle carestie e alle alluvioni che pensiamo che i pezzi di carta che teniamo in tasca possano sostituire un corpo sano e una mente gioiosa. Scegliamo di non sapere che, praticamente tutte le nostre malattie sono causate dalla mutilazione e dall’uccisione di animali: dai 70.000 acri di foresta pluviale del Sudamerica abbattuti ogni giorno – che in gran parte servono per far pascolare il bestiame – fino al virus Ebola, proveniente dalle scimmie strappate dal loro habitat naturale in Africa allo scopo di fare esperimenti. Abbiamo ottenuto più cibo uccidendo i lombrichi con le nostre sostanze chimiche o abbiamo ottenuto più malattie? Abbiamo ottenuto una salute vigorosa allevando forzatamente bestiame per il latte e la carne, o abbiamo piuttosto ottenuto emissioni di gas metano che hanno contribuito enormemente all’effetto serra, mettendo in pericolo la vita del pianeta? Continua...

LA RIVOLUZIONE AMBIENTALE
LA RIVOLUZIONE AMBIENTALE

di Lester Brown

Per creare una economia sostenibile bisognerà sostenere una rivoluzione ambientale, come è avvenuto per quella agricola e industriale. Alla fine del libro Piccolo è bello, Schumacher parla di una società che violenta la natura e danneggia gli esseri umani e, da quando queste parole sono state scritte, diciotto anni fa, abbiamo potuto vedere con maggiore evidenza i modi con i quali la nostra società agisce proprio in quella direzione.Mi trovavo all’aeroporto di Dulles e presi una copia del US News and World Report, che conteneva un editoriale di David Gergen, un alto funzionario dell’Ufficio Stampa di Reagan alla Casa Bianca. L’articolo descriveva quello che stava accadendo oggi alla società americana e l’autore affermava che, in un certo senso, abbiamo perso la strada. Continua...

RISPETTA LA (TUA) NATURA
<b>RISPETTA LA (TUA) NATURA </b> Michele Vignodelli

Il nostro corpo e la nostra mente sono meraviglie naturali in pericolo, da difendere come le foreste, i fiumi, il mare e le montagne. Sono continuamente aggrediti dal sistema tecnologico ed economico che ci governa, proprio come il resto del mondo naturale.
Non potremo mai rispettare e vivere veramente la suprema bellezza e armonia della natura esterna se non cominciamo da noi stessi. Eppure esiste una spaventosa ignoranza sulla nostra natura interna, che fa pensare a una congiura del silenzio.
Negli ultimi anni sono emerse abbondanti prove dell’esistenza di
Continua...
RICORDO DI IVAN ILLICH
<b>RICORDO DI IVAN ILLICH </b>

Giannozzo Pucci *

Il primo libro di Illich, pubblicato alla fine degli anni '60, riguarda appunto la Chiesa nel processo di trasformazione della società moderna (The Church, change and development).
Il secondo, del 1970, intitolato "Celebration of Awareness (Celebrazione della consapevolezza": un appello alla rivoluzione istituzionale), è contro le certezze delle istituzioni che imprigionano l'immaginazione e rendono insensibile il cuore.
Poi, nel 1971, esce "Descolarizzare la società", che è stato al centro del dibattito pedagogico internazionale con la tesi che la scuola produce la paralisi dell'apprendimento e danneggia i ragazzi, educandoli a diventare meri funzionari della macchina sociale moderna. Convinto che il sistema educativo occidentale fosse al collasso sotto il peso della burocrazia, dei dati e del culto del professionalismo, combatteva i diplomi, i certificati, le lauree,
Continua...

LA VENDETTA DI GAIA
LA VENDETTA DI GAIA di James Lovelock

La vendetta di Gaia : assediati dall'inquinamento e dalle crescenti anomalie del clima, siamo al punto di non ritorno. Lo sostiene uno scienziato di fama mondiale.
Per millenni abbiamo vissuto con la strategia del parassita, ai danni dell'organismo vivente che ci ospita. Ora, assediati dall'inquinamento e dalle crescenti anomalie del clima, siamo al punto di non ritorno. Lo sostiene uno scienziato di fama mondiale.
Il parassita e' un essere che vive a spese di un altro organismo. Se ne nutre, cresce, si riproduce e prospera. Eppure, la sua non e' una strategia lungimirante. Le energie dell'organismo ospite diminuiscono giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Finche' un giorno accade l'inevitabile: l'organismo ospite si avvia a una fine certa. E il parassita, senza risorse, e' destinato a scomparire. Questa immagine e' la perfetta metafora della storia della specie umana. A dimostrarlo sono i fatti. Continua...

Il tao dell'ecologia
<b>Il tao dell'ecologia </b> Goldsmith E.
Muzzio
€. 19.63
Se vuoi comprarlo

In questo libro che presenta una summa generale del suo pensiero, Edward Goldsmith, famoso scienziato e promotore di iniziative ecologiste, ci accompagna ad un viaggio avvincente lungo la strada di una nuova visione del mondo. Umanità e natura come elementi armonici di un rapporto tutto da recuperare. L'illustrazione delle motivazioni scientifiche, etiche, psicologiche e religiose di un rapporto che abbiamo drammaticamente deteriorato. in excursus tra i temi quali l'attuale insostenibilità del nostro sviluppo economico, la presunta oggettività della scienza e la sacralità della natura, che ci offre tanti elementi per irflettere sul nostro rapporto con il mondo che ci circonda. Un classico recente della letteratura ecologista che qui riproponiamo alla vostra attenzione.
Versione Stampabile << torna indietro

SCORDIAMOCI QUESTI PARTITI


di Maurizio Pallante

Per favore, lasciamo perdere i partiti: con loro è tempo perso. Sanno solo ripetere la fiaba della crescita, che si sta frantumando giorno per giorno sotto i nostri occhi. Di loro non c’è da fidarsi: sono alleati, da sempre, con la grande industria, la finanza e le multinazionali, comprese quelle degli armamenti, necessari per dominare il pianeta allo scopo di garantirsi il monopolio delle risorse planetarie. Il mondo si è rotto, e non saranno certo loro a ripararlo: serve una nuova alleanza sociale, che metta insieme movimenti liberi, cittadini attivi, sindacati indipendenti, piccole imprese, artigiani e agricoltori.
 
Un patto, per invertire la rotta verso l’unica soluzione possibile: la “decrescita selettiva” della produzione di merci, creando occupazione “utile” fondata sui territori, tagliando gli sprechi. «Solo per l’energia, l’Occidente butta via il 70% di quello che produce». Maurizio Pallante, teorico italiano della decrescita, lancia un appello: uniamo le forze, da subito, per riscrivere l’agenda dell’Italia.

Una visione chiara, che nasce dall’analisi compiuta dal Movimento per la Decrescita Felice. «Siamo in crisi, prima ancora che per il crollo finanziario dei mutui subprime, per lo scoppio della bolla immobiliare: negli Usa, in Spagna, in Irlanda e anche in Italia». Troppe case invendute, debiti, disoccupazione. Risollevare il settore? La parola è: riconversione energetica. «Ristrutturare gli edifici, tagliando i due terzi del costo per riscaldarli, produce economia virtuosa: lavoro qualificato, occupazione e fatturati, risparmi, vantaggi ecologici. Costi: interamente finanziati dal risparmio stesso».
 
Riconversione anche per l’auto: «Perché illudersi di vendere ancora automobili, quando in Italia circolano 35 milioni di veicoli? Meglio sfruttare quella tecnologia industriale per produrre co-generatori». O ancora, i generi alimentari: in dieci anni sono rincarati del 170% per i costi crescenti delle fonti fossili. Piano-B: «Abbandonare la grande distribuzione, che è costosissima, e puntare sull’agricoltura biologica comprando direttamente dal contadino e rafforzando così l’economia pulita dei territori, l’unica che potrà produrre redditi e benessere senza devastare l’ambiente in cui viviamo».

Siamo nel paese della follia: ogni singolo lavoratore impegnato nei cantieri Tav della Torino-Lione “costerebbe”, da solo, più di un milione di euro, secondo le fonti ufficiali del ministero dello sviluppo economico. Con quella cifra, rivela il “Sole 24 Ore”, si creano almeno 3-4 posti di lavoro nel settore dell’energia da fonti rinnovabili. Posti di lavoro che diventano addirittura 13, nel caso si decidesse di investire in progetti di efficienza energetica. Perché invece si sceglie – ancora e sempre – di gettare via i soldi pubblici per grandi opere inutili? Perché sono quelle che avvantaggiano la super-lobby della crescita, risponde Pallante: le grandi opere sono perfette, perché restano esclusivo appannaggio delle grandi aziende, le multinazionali collegate al potere politico.
 
Ecco perché i grandi cantieri restano il principale investimento realizzato con denaro pubblico, mentre per tutto il resto – servizi essenziali compresi – si preferisce tagliare, magari anche privatizzando e svendendo i beni comuni. Pagano i cittadini, incassano partiti e grandi lobby economiche. E tutto, naturalmente, con la vecchia scusa della crescita. Che però si è fermata, e per sempre.

In un sistema economico fondato sulla crescita della produzione di merci, spiegano i promotori della decrescita, la concorrenza costringe le aziende ad aumentare la produttività adottando tecnologie sempre più performanti. Sistemi che consentono di produrre in poco tempo quantità sempre maggiori di merci, e con un numero sempre minore di addetti: più produttività e più offerta, ma meno occupazione. Di conseguenza: meno redditi, meno domanda, consumi in crisi. Squilibrio accentuato dalla globalizzazione, che delocalizza la produzione dove il lavoro costa meno: le retribuzioni sono così basse da rendere irrisorio il potere d’acquisto, e siamo daccapo. Senza ancora arrivare al problema del debito, che è «l’altra faccia della medaglia della crescita». Se esplode l’offerta di merci che restano invendute, nella “società della crescita” finora si è ricorso al debito, pubblico e privato: Stato, enti locali, famiglie e aziende. Fino ai record del debito aggregato, che sfiora il 200% del Pil.

Senza più sovranità finanziaria, l’incremento del debito diventa un suicidio, a causa degli interessi che lo fanno letteralmente esplodere. Se la domanda di merci continua ad essere sostenuta essenzialmente dal debito, le ricette tradizionali non funzionano più: le manovre per ridurre il debito deprimono i consumi e aggravano la crisi, mentre – al tempo stesso – ogni tentativo di far crescere i consumi non fa che gonfiare il debito. Finora, dice Pallante, sono state varate misure ingiuste e tutte fallimentari. Ridurre il debito tagliando i servizi e scaricando i “risparmi” sui meno abbienti e sul ceto medio? E’ il cosiddetto “massacro sociale”: meno garanzie sindacali ai lavoratori, licenziamenti facili, blocchi delle assunzioni, precariato per i giovani, nuove tasse, privatizzazione dei beni pubblici. Oppure: si tenta di rilanciare la crescita finanziando con denaro pubblico le grandi opere, vero forziere della casta delle multinazionali, finanziata a spese del contribuente e senza vere ricadute occupazionali.

Tutto quello che ha fatto il governo Monti è stato «inasprire la lotta di classe dei ricchi contro i poveri»: strategia dolorosa e fallimentare, per superare la crisi, ma «sostenuta da un blocco di potere costituito da tutti i partiti politici, di destra e di sinistra, che hanno la loro matrice culturale nell’ideologia della crescita di derivazione ottocentesca e novecentesca». Partiti che dimostrano «un progressivo disprezzo delle regole democratiche a cui pure dicono di ispirarsi». La verità è che sono al servizio dei poteri forti: fingono di dividersi su come redistribuire la ricchezza, ma in realtà «è ormai sostanziale la convergenza, da destra a sinistra, sulla scelta di scaricare sulle classi popolari e sul ceto medio i costi del rientro dal debito pubblico e di rilanciare la crescita attraverso la mercificazione dei beni comuni e un programma di grandi opere».

Pallante e i suoi bocciano anche i neo-keynesiani, che sperano di limitare almeno i danni sociali chiedendo maggiore equità: meno austerity, perché la recessione impoverisce il fisco e quindi il welfare. Investimenti pubblici per sostenere i redditi e rilanciare i consumi? Socialmente giusto, ma economicamente sbagliato: non si possono ignorare le vere ragioni della crisi, che nasce proprio dalla teologia della crescita.

«Un’incredibile rimozione collettiva – sostiene Pallante – induce i sostenitori della crescita, a qualsiasi corrente di pensiero appartengano, a ignorare i legami delle attività produttive con i contesti ambientali da cui prelevano le risorse da trasformare in merci, e in cui scaricano le emissioni dei processi produttivi», fino agli stessi rifiuti. Nella fase storica attuale, aggiunge Pallante, la crescita non è solo la causa della crisi economica – una crisi da cui non ci si può illudere di uscire ripristinando le condizioni di partenza, cioè un’offerta in eccesso rispetto alla domanda – ma è anche l’origine una gravissima crisi ambientale, col prelievo scriteriato di risorse non più rinnovabili, fino alla drastica riduzione delle riserve vitali, come quelle delle fonti fossili. «La scelta strategica per uscire dalla crisi aprendo una fase più avanzata nella storia dell’umanità – ribadisce il “Movimento per la Decrescita Felice” – è lo sviluppo delle tecnologie che riducono gli sprechi delle risorse naturali aumentando l’efficienza con cui si usano».

Se la politica industriale venisse finalizzata a ridurre gli sprechi (che oggi gonfiano un indicatore fuorviante come il Pil), si aprirebbero ampi spazi per un’occupazione utile, i cui costi sarebbero pagati di per sé dai risparmi economici generati. L’economia anti-spreco si chiama “decrescita selettiva”, ed è «alternativa sia all’austerità, sia al consumismo irresponsabile». Di quale “ripresa” parlano i politici? Dell’unica che conoscono: quella basata sul rilancio del consumismo finanziato col debito. Effetti: crisi ambientale sempre più grave, insieme al disastro della crisi finanziaria. O, a scelta: il rigore, che fa esplodere la disoccupazione, lascia i giovani senza futuro e mette in croce i più deboli. L’austerità, sostiene Pallante, non è l’unica alternativa all’aumento del debito pubblico: solo la “decrescita selettiva” combatte davvero la recessione, perché tagliando gli sprechi aumenta lavoro e benessere, abbattendo i costi.

E se oggi la decrescita non è ancora nell’agenda dei governi, è perché l’ideologia suicida della crescita conviene al blocco di potere che l’ha finora interpretata. Sono i grandi partiti di destra e di sinistra cresciuti nella cultura ottocentesca del produttivismo, le grandi multinazionali globalizzate e anche il complesso politico-militare con cui si pensa di continuare a “rapinare” il pianeta: «Non a caso, le politiche restrittive adottate per ridurre i debiti pubblici non hanno scalfito i privilegi della casta politica, non hanno tagliato i finanziamenti per le grandi opere pubbliche, né le commesse all’industria militare».

«Una politica economica e industriale finalizzata alla “decrescita selettiva” della produzione di merci – sostiene il “Movimento per la Decrescita Felice” – si può realizzare soltanto se si aggrega un’alleanza di forze politiche, sociali, imprenditoriali e professionali consapevoli del contributo che possono apportarvi con la loro cultura, le loro scelte comportamentali, il loro impegno sociale o ambientale, le loro competenze tecniche, la legittima esigenza di utilizzare appieno i loro impianti tecnologici per produrre e dare lavoro». L’Italia vive un fermento sociale, fatto di movimenti: come i No-Tav della valle di Susa, le tante amministrazioni locali “virtuose” e le forze politiche «non catalogabili negli schieramenti di destra e sinistra in cui si suddividono i partiti accomunati dall’ideologia della crescita, già presenti nelle istituzioni».

E poi le piccole e medie imprese, gli imprenditori spesso costretti a lavorare nell’indotto delle grandi multinazionali, in condizioni di svantaggio. Piccole aziende e artigiani rappresentano il 99% della forza produttiva italiana: liberarle dal giogo dell’economia della crescita è possibile solo se si crea una rete territoriale di scambi commerciali ravvicinati, a contatto diretto con gli acquirenti. Occorre allora archiviare i partiti e «collaborare», dal basso, «ad affrontare una crisi che non è solo economica e ambientale, ma una vera e propria crisi di civiltà».


Ciao,
seguo da tempo medicina alternativa e terapie del cuore, avvicinarsi con semplicità è il mio motto,maurizio pallante sei bellissimo, lo penso e te lo dico....,quanto a quello che stanno facendo con l'economia e le risorse della terra e di noi esseri umani è gravissimo. La politica, non è politica e forse da sempre ma negativa come adesso. Lascio la mia e_mail per qualsiasi iniziativa e per conoscervi ciao a presto Alberta

scritto da: Vedanta il 04/01/2013 alle 17:38
Grazie per la Chiarezza e obiettività.
Condivido con Amore
Master Osho neo Reiki Prem Vedanta
www.zenschool.it

Maurizio caro dici cose straordinarie,musica per le mie orecchie,purtroppo quello che ci aspetta nel prossimo futuro politico non ci rende affatto ottimisti,nessuno fa riferimento alla situazione ambientale ,paesaggistica,culturale;si discute di crescita ma nessuno dice come.Condivido pienamente che con il recupero del territorio,con la riconversione industriale e favorendo l'energia pulita si troverebbero nuovi posti di lavoro e sviluppo economico.Il gattopardo docet"tutto cambia perche' tutto resti come prima".io sono pessimista, tuttavia ho un modus vivendi da tempo in funzione del totale rispetto della natura,una forma di panteismo che diffondo nel mio piccolo.Speriamo che la gente prenda coscienza al piu' presto.un saluto cordiale Lucia

PALLANTE sei chiaro, semplice,vero e sopratutto ATUALE.MA IL PROBLEMA e come intervenire,per cambiare veramente la direzione di questo TRENO DELLA MORTE...(dove tutti siamo sopra)..che e senza stazione,al massimo rallenta ma non si ferma MAI.Solo il cancro cresce senza fermarsi,finche CONSUMA ANCHE L'ORGANISMO CHE LO TIENE IN VITA, somiglia al economia del consumo USA -GETA cosi stanno gettando via il pineta con tutta l'umanita ...dopo averlo consumato, usato,mangiato,amalato...SIAMO NELLE MANI DEI MALATI MENTALI, CHE DECIDONO PER TUTTI,GENTE SENZA ANIMA E COSCENZA,VIVONO NEL BIUO TOTTALE DELLA MATERIA...ACCHECATI DAL DENARO NON RIESCONO A VEDERE IL PROSIMO PASSO ...FIGURATI LA VIA. RIPETO IL PUNTO E COSA SI PUO FARE PER CONTARE DI PIU NELLE DECISIONI...???? SIAMO IN TANTTI UNIAMO LE NOSTRE CANDELE PER ILLUMINARE LA STRADA A CHI NON LO VEDE...SOLO UN CAMBIAMENTO DI COSCENZA COLLETIVA PUO CAMBIARE I BINARI DI QUESTO TRENO SENZA FINE E SENZA STAZIONE....INSIEME SI PUO

Carissimo Maurizio. Ti ringrazio per aver pubblicato le mie riflessioni ma sono ancora piu' pessimista di prima.Le cose non cambiano come vedi pare si discuta in politica di nulla si vuole nascondere la testa sotto la sabbia. Siamo gia' in ritardo per qualunque intervento sull'ambiente, pensa quanti posti di lavoro si creerebbero solo nel ripulire i nostri campi, mari siti archeologici eccc.Un abbraccio lucia

Carissimo Maurizio. Ti ringrazio per aver pubblicato le mie riflessioni ma sono ancora piu' pessimista di prima.Le cose non cambiano come vedi pare si discuta in politica di nulla si vuole nascondere la testa sotto la sabbia. Siamo gia' in ritardo per qualunque intervento sull'ambiente, pensa quanti posti di lavoro si creerebbero solo nel ripulire i nostri campi, mari siti archeologici eccc.Un abbraccio lucia

Scrivi un commento
lascia la tua opinione.

nome


e-mail(obbligatoria, ma non verrà pubblicata)


sito (facoltativo)


testo del commento




 Ricerca nel Dossier
 Menu
Home di questo Dossier
Elenco principale Dossier
Consiglia il Dossier
 Argomenti
Casa ecologica
Ecologia domestica
Consumi consapevoli
SPECIALE TRASPORTI
Ambiente e Territorio
Natura e Wilderness
Iniziative e incontri
Tecnologie Dolci
Libri Consigliati
Chi é Chi
SPECIALE RIFIUTI
SPECIALE NUCLEARE
ECOLOGIA E POLITICA
SPECIALE ACQUA
LIBRERIA FIORIGIALLI
consulta i libri in:

Agricoltura e giardino 
Ambiente e territorio 
Ecologia /Ecologismo
Medicine naturali
Alimentazioni naturali
Etologia
Scienze olistiche
Altre economie
Politica e società 
Nord-Sud

per acquisti on line e per
approfondire gli argomenti
di questo DOSSIER,  la più
ampia scelta ed i migliori
libri con sconti e offerte
eccezionali !
ISCRIVITI alla Newsletter
Iscriviti alla Newsletter, riceverai le novità e le offerte nella tua e-mail

 News
26-27-28 SETTEMBRE - THINK GREEN ECOFESTIVAL - ROMA
REGALO A CHI INQUINA E' LEGGE
GROENLANDIA: IN 4 GIORNI SCIOLTO META' DEL GHIACCIO, ORA QUASI TUTTO
IN GERMANIA STANZIATI 32 MILIARDI PER USCIRE DAL NUCLEARE
711 ECOLOGISTI UCCISI NEGLI ULTIMI 10 ANNI
WWF: L'ORA DELLA TERRA UNA GRANDE MOBILITAZIONE CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI
SOLAR IMPULSE AEREO A ENERGIA SOLARE
26 APRILE 1986 CERNOBYL
PER NON DIMENTICARE

LA NUOVA BICI A IDROGENO
100 KM CON 1/2 LITRO D'ACQUA

 Link
Envirolink Network
Natura Network
Feng Shui Consulting
Aduc Ass.Consumatori
Adiconsum Ass.Consumatori
Lega dei Consumatori
Codacons Ass.Consumatori
Unione Naz.Consumatori
Studio Arch.Bernardini
Ecofeminist
Lipu Protez.Uccelli
La voce dell'albero
Greennet
Greenpeace Italia
Legambiente Convento S.Giorgio
Italia Nostra
Natura Nostra Italia
INBAR Ist.Bioarchitettura
ANAB Ass.Bioarchitettura
Promiseland
Critical Mass
Paea progetti Energia
Consorzio Pannello Ecologico
CarBusters
Amici della Bici
Gruppi Acquisto Solidali
Thank-Water
Stile Biologico
Bioteca Associazione - Udine
IRIS strategie per l'ambiente
Wilderness
World Watch Institute
Wilderness in Italia
Fiera delle Utopie Concrete
Ecoage
Yoga Wear Bindu
OLO - conslulenti nel biologico
AMICI della Terra
Ecoistituto delle Tecnologie Appropriate di Cesena
Parchi italiani
Bioedilizia
ECO-ECOBLOG
EcoRiflesso.org
Verdi del Trentino
Associazione Torino Viva
TERRA NEWS
TERRANEWS
Officina Naturae
Artimestieri - Cooperativa Sociale
 Consiglia il Dossier
Tua e-mail E-mail destinatario Testo







 
home | Dossier | News ed Eventi | FioriGialli Edizioni | Libreria | Musica & Video | Bazaar | Negozi | Newsletter | Ecocredit | Pubblicità | Mappa | contatti  
FioriGialli è un marchio Il Libraio delle Stelle - Via Colle dell'Acero 20 - 00049 Velletri
P. Iva 00204351001- email: info@fiorigialli.it - tel 06 9639055

sviluppo e hosting: 3ml.it