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        <title>L'ECOLOGIA IN PRATICA - fiorigialli.it</title>
        <description>UNO STILE DI VITA NATURALE PER SE' E PER IL PIANETA </description>
        <link>http://www.fiorigialli.it</link>
        <lastBuildDate>Wed, 08 Sep 2010 14:03:25 +0100</lastBuildDate>
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            <title>LA BOLIVIA RECLAMA IL DIRITTO UMANO ALL'ACQUA</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1965_la-bolivia-reclama-il-diritto-umano-allacqua</link>
            <description><![CDATA[Il governo boliviano ha appena presentato presso le Nazioni Unite una proposta di risoluzione per il riconoscimento del diritto umano all'acqua e ai servizi igienico-sanitari di base. Proposta che tutte le organizzazioni internazionali, in particolare quelle impegnate nella lotta alla fame e alla sete, nella difesa dei diritti umani, della giustizia sociale e dell'uguaglianza, assieme a tutti i movimenti sociali che si battono per i beni comuni dovrebbero sostenere. Ecco il testo della proposta: <BR>Siamo organizzazioni non governative con membri provenienti da tutto il mondo e per i quali l'accesso all'acqua ed ai servizi sanitari sono preoccupazioni importanti. Presentiamo la bozza della risoluzione chiamata "Il diritto umano all'acqua e ai servizi sanitari" che è attualmente sotto esame dei membri dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Esortiamo il vostro appoggio a questa risoluzione. Riteniamo fondamentale che questa risoluzione si consideri una chiara affermazione del diritto all'acqua potabile ed ai servizi sanitari come diritto umano universale; chiediamo, inoltre, la sollecitazione del Segretario Generale [delle Nazioni Unite, N.d.T] affinché presenti un rapporto implementativo di questa risoluzione nella sessione 65 dell'Assemblea Generale. <BR>Continua]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>106</category>
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            <title>PROPOSTE PER UNA COSTITUENTE ECOLOGISTA E UN NEW DEAL AMBIENTALE ITALIANO</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1960_proposte-per-una-costituente-ecologista-e-un-new-deal-ambientale-italiano</link>
            <description><![CDATA[<EM>di Giuliano Tallone<BR><BR></EM>Le ultime elezioni politiche e europee, con la scomparsa dal Parlamento nazionale e comunitario della rappresentanza dei Verdi, ed in quello di Bruxelles anche di ecologisti italiani in senso generale (nessun “Ecodem” del PD è stato eletto), pongono una questione seria ed una riflessione storica e di svolta sulla rappresentanza ecologista in Italia. La questione dell’ambientalismo politico italiano è oggi anche un paradosso: nel momento in cui a livello internazionale la questione ambientale, soprattutto attraverso il paradigma dei cambiamenti climatici, si impone al centro della società e della politica, esso sostanzialmente scompare. Questa riflessione diventa ancora più forte se si guarda allo scenario dei prossimi anni nel quale le questioni ambientali, del clima, dell’estinzione e scomparsa degli ecosistemi, delle migrazioni umane connesse ai fenomeni di desertificazione diventeranno sempre più pressanti sulla società e sull’economia. Il futuro del nostro pianeta e di chi verrà dopo di noi deve essere al centro dell’azione della politica del nuovo secolo. <BR><STRONG>Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>104</category>
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            <title>IMPATTO ZERO: TRA BISOGNI E FELICITA'</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1956_impatto-zero-tra-bisogni-e-felicita</link>
            <description><![CDATA[<EM>Intervista a Colin Beavan di Laura Stefani<BR><BR></EM>Un giorno nel novembre del 2006 Colin Beavan, quarantenne americano, scrittore di libri di storia, che si autodefi nisce a liberal schlub (traducibile come “un bamboccione di sinistra”), ha deciso di passare all’azione, anzi alla eco-azione. Dice che semplicemente era stufo di quelli come lui, quelli che a parole denunciano il riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacci, la deforestazione e tutti i danni infl itti all’ambiente, ma nella pratica continuano a sposare uno stile di vita che ne è la principale causa. Obiettivo: vivere per un anno – con sua moglie Michelle, sua fi glia Isabella e Frankie, il cane – nel loro appartamento del Greenwich Village a Manhattan, a impatto zero. <STRONG>Riflessione </STRONG>Non stiamo parlando solo di azzerare le emissioni di carbonio, ma di un progetto ben più ambizioso, cioè cercare di limitare al minimo l’incidenza dei consumi umani su aria, corsi d’acqua, terra. Tradotto in termini di vita quotidiana signifi ca eliminare auto e mezzi pubblici, ma anche tv, frigorifero, lavatrice, smettere di prendere l’ascensore – la coppia abita fortunatamente solo al nono piano di un grattacielo<BR><STRONG>Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>32</category>
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            <title>LE STORIE E I NUMERI DELLA CRIMINALITA' AMBIENTALE</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1955_le-storie-e-i-numeri-della-criminalita-ambientale</link>
            <description><![CDATA[<EM>di Roberto Saviano<BR><BR></EM>Raccontano che la crisi rifiuti è risolta. Che l'emergenza non c'è più. Gli elenchi dei soldati di camorra e 'ndrangheta arrestati dovrebbero rassicurare che la battaglia è vinta. O almeno, questa è la versione. Molto distante, però, da ciò che realmente accade. Se aprite le pagine di analisi e dati di questo dossier conoscerete davvero cosa succede nel paese Italia. Ogni anno Legambiente attraverso il suo Osservatorio ambiente e legalità produce questo plico di storie e numeri: Ecomafia. Ogni anno, quando si arriva all'ultima pagina, leggendo capitolo per capitolo, si ha il quadro esatto della situazione; l'esatta percezione di quanto sia ampia la voragine tra ciò che viene proclamato pubblicamente e la realtà pura fermentata sotto quintali di terreno, intombata in ogni angolo disponibile in quelle che ormai sono terre compromesse da traffici di rifiuti di ogni tipo. "Ma come? - direte - Se ci sono i dati com'è possibile che le cose non si sappiano?" Le ecomafie sono business, sono silenzio, sono tacito accordo. Il puzzo del loro malaffare è coperto dalle parole rassicuranti di quelli che ripetono a oltranza che tutto va bene. <BR><STRONG>Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>36</category>
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            <title>COME TI DISINTOSSICO DAL PETROLIO</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1921_come-ti-disintossico-dal-petrolio</link>
            <description><![CDATA[<EM>intervista di Chiara Somajni a Rob Hopkins<BR><BR></EM>Rob Hopkins li definisce così: «Luoghi in cui si stia promuovendo il superamento della dipendenza dal petrolio verso modalità energeticamente meno dispendiose e più localizzate. In un processo che ha portata storica e che si focalizza sulle potenzialità positive di questo passo». Fondatore del movimento della transizione, autore del Manuale pratico della Transizione: dalla dipendenza dal petrolio alla forza delle comunità locali (tradotto da Il filo verde di Arianna), l’inglese Hopkins incuriosisce per l’attenzione che ha posto ai problemi di comunicazione. Difficile infatti pensare di cambiare paradigma di sviluppo senza incidere sulla mentalità, le abitudini, le aspettative delle persone. <STRONG>In che modo ha inizio la transizione in un paese o in una città? </STRONG>Quando un gruppo di persone si sente ispirato o motivato a farla accadere. Secondo il nostro modello la transizione avviene in dodici passi. <BR><STRONG>Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>36</category>
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            <title>LA LORO ECOLOGIA E LA NOSTRA</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1909_la-loro-ecologia-e-la-nostra</link>
            <description><![CDATA[II filosofo <EM>Andre Gorz</EM>, capace di guardare nel futuro, aveva previsto, in questo testo apparso nel 1974, il recupero dell’ecologia da parte dell’industria, dei gruppi finanziari – in una parola, da parte del capitalismo.<BR>EVOCARE L’ECOLOGIA è come parlare del suffragio universale e del riposo domenicale: in un primo tempo, tutti i borghesi e tutti i partigiani dell’ordine costituito vi dicono che volete la loro rovina, il trionfo dell’anarchia e dell’oscurantismo. Poi, in un secondo tempo, quando la forza delle cose e la pressione popolare diventano insostenibili, vi sì accorda quel che si respingeva il giorno precedente e,&nbsp; fondamentalmente, non cambia nulla.&nbsp; -- Sono numerosi coloro che, fra gli industriali, si rifiutino di tener conto delle esigenze ecologiche. Ma queste hanno già cosi tanti sostenitori capitalisti che la loro accettazione da parte delle potenze economiche sta diventando una possibilità concreta. Allora tanto vale, sin da ora, non giocare a nascondino: la battaglia ecologista non è un fine in sé, ma una tappa. Essa può creare delle difficoltà al capitalismo e obbligarlo a cambiare; ma quando, dopo aver a lungo resistito con la forza e l’inganno, alla fine esso cederà poiché l’impasse ecologica sarà diventata ineluttabile, integrerà questa costrizione come ha integrato tutte le altre.<BR><STRONG>Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>36</category>
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            <title>LE BUGIE SUGLI INCENERITORI</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1906_le-bugie-sugli-inceneritori</link>
            <description><![CDATA[&nbsp;Il termine "termovalorizzatore" è inappropriato e fuorviante tanto che anche la Comunità Europea è intervenuta sull'argomento diffidando le amministrazioni del nostro Paese a utilizzare una simile locuzione. Ben sanno a Bruxelles che in un inceneritore viene valorizzato ben poco ... e tu?&nbsp;<STRONG>I^ Bugia</STRONG>: dalla combustione dei rifiuti con gli inceneritori, si recupera energia elettrica. <STRONG>Smentita</STRONG>: Questi impianti hanno un rendimento energetico molto basso e di conseguenza anche il recupero di energia è molto basso. Ciò è dovuto al fatto che il combustibile (i rifiuti) utilizzato dagli inceneritori è molto eterogeneo e per mantenere elevata la temperatura del forno è necessario immettere del combustibile fossile. In Italia 52 inceneritori attivi producono solo lo 0,85% dell'energia immessa in rete (Fonte Enel). Troppo poco se si dovesse fare una seria analisi dei costi/benefici. Non dimentichiamo, per esempio, che il mancato recupero di materiale, l'elevato livello di inquinamento prodotto dalla combustione con relativi costi sanitari a carico della popolazione basterebbero per far precipitare in un profondo "rosso" la gestione economica di questi impianti. Caso unico in Europa i costi di produzione con questa tecnica sono mascherati dai forti stanziamenti pubblici e senza questi contributi (i CIP6... una vera manna) gli inceneritori diventerebbero subito "archeologia industriale". <BR><STRONG>Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>36</category>
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            <title>IL PUNTO DI NON RITORNO DELLA CIVILTA'</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1905_il-punto-di-non-ritorno-della-civilta</link>
            <description><![CDATA[<EM>di Lester Brown<BR><BR></EM>Negli ultimi anni vi è stata una crescente attenzione rispetto al raggiungimento di soglie e punti di rottura nei sistemi naturali. Ad esempio, gli scienziati si preoccupano di quando la riduzione della popolazione di una specie in via di estinzione arriverà a un punto tale da renderne impossibile il ripristino. I biologi marini temono il momento nel quale la pratica della pesca senza regole innescherà il collasso di una riserva ittica. Sappiamo che ci sono stati punti di rottura nelle società precedenti alla nostra, oltre i quali sono state sopraffatte dalle forze che le minacciavano. È stato ad esempio il caso dell’accumulo di sali minerali nei canali di irrigazione che ha sopraffatto i Sumeri. I Maya invece sono giunti a un punto in cui l’effetto del taglio di troppi alberi e la relativa perdita degli strati superficiali di terreno, è stato semplicemente al di sopra della loro possibilità di gestire la situazione. Non è sempre facile prevedere il momento in cui ci si trova di fronte al punto di rottura che porta al declino e al collasso delle società sopraffatte da uno o da più problemi contemporanei. In generale, i paesi economicamente più avanzati sono in grado di affrontare le nuove minacce in modo più efficace dei paesi in via di sviluppo.<BR><STRONG>Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>36</category>
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            <title>PIANO B 4.0 MOBILITARSI PER SALVARE LA CIVILTA'</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1888_piano-b-40-mobilitarsi-per-salvare-la-civilta</link>
            <description><![CDATA[<EM>di Lester R. Brown<BR></EM><A href="http://www.fiorigialli.it/libri/index.php?big=13739" target=_blank>se vuoi comprarlo</A><BR><BR>Quasi ogni giorno sentiamo parlare di cambiamenti climatici, di esaurimento del petrolio, di sovrasfruttamento delle risorse... E quasi ogni giorno ci dimentichiamo di queste notizie, convinti che non ci riguardino, e che tanto tutto si aggiusterà. Lester Brown, invece, arriva a darci due notizie, una cattiva e l’altra, per fortuna, buona. Quella cattiva è che noi mangiamo quello che la Terra produce: riscaldamento globale, picco del petrolio e impoverimento dei suoli e delle riserve ittiche vanno a colpire proprio la capacità del nostro pianeta di produrre cibo. La buona notizia è invece che il modo per evitare di finire in una gigantesca trappola alimentare c’è. Si chiama Piano B, e ci dice cosa fare e perché. <BR><STRONG>Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>81</category>
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            <title>TAVOLI PER CASA COMUNE DEGLI ECOLOGISTI</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1883_tavoli-per-casa-comune-degli-ecologisti</link>
            <description><![CDATA[Gli ecologisti si fanno sentire in Europa e nel mondo: Francia, Ungheria, Germania, Brasile, Gran Bretagna, Colombia … 10 , 15, 20%; non sufficiente ancora per egemonizzare la direzione concreta del modello economico ed il governo di tanti paesi, ma comunque sufficiente per esprimere e diffondere il proprio punto di vista ed ottenere qua e là continui successi puntuali. In Italia gli Ecologisti sono assenti, forse mai nati, comunque frammentati in quell’arcipelago ecologista che una volta si declinava con orgoglio ed oggi è una palude in cui annaspano decine di gruppi, micropartiti, associazioni, che assommano ad una nobile vocazione di intenti una scarsa vocazione a coordinarsi o unirsi. Quel che resta dei Verdi, sull’orlo della scomparsa, dichiara di aprire il percorso di una Costituente ecologista che probabilmente non sono, per come la intendono, in grado di fare. Resta a loro favore che, al di là del fatto che esprimano non più del 5-10% di questo arcipelago, al momento sono l’unico gruppo che dichiara l’intenzione di provarci, che non è questione da poco e gliene va dato atto. <STRONG>...Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>104</category>
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            <title>I VERDI DEL TRENTINO-ALTO ADIGE ALLA PROVA DELLA STORIA</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1882_i-verdi-del-trentino-alto-adige-alla-prova-della-storia</link>
            <description><![CDATA[di Marco Boato<BR><BR>Domenica 16 maggio elezioni comunali nelle due Province autonome di Trento e Bolzano. Il Trentino e l’Alto Adige-Südtirol all’inizio degli anni ’80 sono stati la culla dell’esperienza verde italiana, che dai Grünen tedeschi e austriaci prendeva ispirazione politica e alimento culturale. Memorabile resta il Convegno internazionale “Un partito/movimento verde anche in Italia?”, che si tenne nel dicembre 1982 nel Palazzo della Regione a Trento, con la partecipazione di molti ecologisti e ambientalisti, che negli anni seguenti avrebbero dato vita prima all’Arcipelago verde, poi alla Federazione delle Liste verdi e quindi alla Federazione dei Verdi. Il nome di Alexander Langer resta segnato, come principale protagonista del raccordo tra nascenti Verdi italiani e Grünen tedeschi, nella storia dell’ecologismo politico del nostro Paese<BR>Sono passati ormai quasi 30 anni e i Verdi in Italia hanno vissuto una parabola discendente nell’ultima fase storica, che li aveva portati quasi alle soglie dell’estinzione e di un vero e proprio suicidio politico nella riserva indiana dell’estrema sinistra comunista e post-comunista. Nel Congresso di Fiuggi dell’ottobre 2009, questa parabola discendente ha fortunatamente trovato una inversione di tendenza, con l’elezione di Angelo Bonelli a nuovo presidente nazionale e con la decisione di rifiutare l’assorbimento dei Verdi all’interno di una formazione della sinistra post-comunista, rilanciandone invece l’identità culturale trasversale e post-ideologica e l’autonomia politica verso la prospettiva della Costituente ecologista&nbsp; <STRONG>...Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>104</category>
        </item>
        <item>
            <title>CERNOBYL RESTA RADIOATTIVA OLTRE LE PREVISIONI</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1872_cernobyl-resta-radioattiva-oltre-le-previsioni</link>
            <description><![CDATA[Parlando alla riunione annuale dell’America Geophysical Union (AGU), lo scorso lunedì, un gruppo di esperti ha rivelato un fattore problematico a Chernobyl, sul sito della centrale nucleare esplosa nel 1986. Recenti misurazioni effettuate nella zona di esclusione, in cui gli esseri umani non possono accedere senza dispositivi di protezione individuale, hanno rilevato che il materiale radioattivo ricaduto nell’area è risultato quantitativamente di gran lunga lontano dal livello di degrado previsto. In altre parole, gli scienziati dicono che ci vorrà molto più tempo affinchèi suoli potranno ritornare puliti rispetto a quanto creduto inizialmente. Precedenti stime, basate sul fatto che il Cesio 137 ha un tempo di dimezzamento pari a 30 anni, affermavano che la zona di esclusione, evacuata, sarebbe potuta essere ripopolata in tempi brevi. Ma gli esperimenti rivelano che il materiale radioattivo non si decompone così velocemente come previsto, e gli scienziati non hanno idea del perché questo stia accadendo. ...<BR><STRONG>Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>103</category>
        </item>
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            <title>LA SALUTE DELL'HABITAT</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1771_la-salute-dellhabitat</link>
            <description><![CDATA[<EM>di Claudio Viacava<BR><BR></EM>Il Domoterapeuta, esperto in Medicina dell' Habitat valuterà, attraverso l'uso della Radioestesia nonchè di adeguate strumentazioni elettroniche, la salubrità o meno della nostra casa o del nostro ufficio ed indicherà le soluzioni migliori per bonificare la stessa. Anche la Bibbia riporta, nel Levitico, uno straordinario brano che fa esplicito riferimento alla Geopatologia cioè alla dottrina che ci indica i potenziali pericoli a cui andiamo incontro vivendo in case o edifici insalubri. Per questa ragione vi chiedo di non giudicare la Geopatologia come una stupida"superstizione" frutto della mente distorta di un gruppo di scaltri approfittatori della credulità popolare ma come una vera e propria Scienza. Il Domoterapeuta è innanzitutto un serio e colto professionista, dotato di una straordinaria sensibilità nel percepire le disarmonie ambientali e geologiche e che si potrebbe definire il "Medico della Casa". <BR><STRONG>Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
        </item>
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            <title>UNA CASA PER L'ANIMA</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1770_una-casa-per-lanima</link>
            <description><![CDATA[“Ciascuno ha bisogno del suo posto quale casa per l’anima, e non quale scatola per il corpo”. Un architetto francese con la passione per la psicanalisi, Oliver Marc, sostiene che l’architettura può essere stata la forma artistica originaria, in quanto costruirsi la casa ha coinciso con la più profonda espressione si sé stessi. Creare la propria casa significa creare un luogo dove si incontri il benessere, la protezione, la trasformazione, come in un guscio, come nel ventre materno veniamo accolti dalla nostra abitazione. Per dirla con le parole dell’architetto: (…) dove ci si può ritirare dal mondo e sentire battere il proprio cuore; significa creare un luogo dove non si rischia l’aggressione, un luogo di cui ci sia l’anima. Oltrepassata la porta, assicuratisi che sia ben chiusa, è dentro di sé che si entra”. Abirare implica scelte che si svolgono soprattutto sul piano fisico e che sono principalmente di vita pratica, decisioni inerenti all’arredo, ai colori, ai materiali. Ma vivere un ambiente come la nostra casa coinvolge anche gli aspetti più impercettibili, quelli più spirituali e che hanno a che fare con la nostra anima, che appunto reagisce e percepisce ciò che di più sottile si nasconde oltre la materia. <BR><STRONG>Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
        </item>
        <item>
            <title>VASTU: L'ARCHITETTURA OLISTICA</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1769_vastu-larchitettura-olistica</link>
            <description><![CDATA[<STRONG>VASTU E ASTROLOGIA</STRONG> Se vogliamo comprendere il vastu dobbiamo sapere che esso è connesso all’astrologia vedica. Vi sono dei versi nella Bhagavad-gita nei quali è affermato che gli esseri celesti dirigono vari aspetti dell’universo. Le otto direzioni dello spazio sono controllate da loro. Indra, il re dei cieli e della pioggia domina l’est. Il sole sorge ad est e dunque ha un potere dominante in quella direzione. Se l’est ha un buon vastu potremo avere salute e prosperità. Varuna, il controllore delle acque, si trova a ovest. Saturno ha una forte influenza ad occidente e dunque un buon vastu a ovest elargisce buona cultura e abbondanza di cibo. Kuvera, il tesoriere degli esseri celesti, protegge la vostra ricchezza e le finanze al nord. Agni, signore del fuoco, è situato a sud-est, che è una buona posizione per il fuoco, le cerimonie del fuoco e per la cucina. Questa direzione è connessa al pianeta Venere. Sri Visnu è al nord est, dunque questa è la parte più spirituale della casa. Dunque questa parte della casa dovrebbe essere mantenuta molto pulita e adibita alla preghiera ed alla adorazione. <BR><STRONG>Continua...<BR></STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>32</category>
        </item>
        <item>
            <title>CONSUMIAMO AD OCCHI APERTI</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1768_consumiamo-ad-occhi-aperti</link>
            <description><![CDATA[&nbsp; Restiamo totalmente ignari di ciò che accade alle nostre spalle, di come agiscono le logiche delle multinazionali che si divertono a giocare con i capitali e con le risorse spostandolo da un capo all'altro del mondo sotto forma di prodotti. Non contanto gl Stati nazionali, che sono inseriti pienamente in questo gioco, pur sapendo che devono sottostare a leggi che non hanno stabilito loro. Gli stati non possono ormai fare nulla con le proprie regole, queste vengono superate e divorate dal sistema dell'economia internazionale. Questa può essere una delle ragioni per cui assistiamo a continue guerre, soprusi, alleanze difficili da comprendere.&nbsp; Il nostro ruolo di consumatori in questo senso è decisivo. Siamo noi stessi che diamo forza o incriniamo queste strutture sovrastatali con i nostri acquisti di tutti i giorni: "Come consumatori siamo considerati bestie da ingrasso e da macello, alla stregua degli animali allevati nelle stalle industriali, altrettanto prevedibili e manovrabili, altrettanto facili da mungere"1.<BR><STRONG>Continua...&nbsp; </STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>34</category>
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            <title>FARE ECOLOGIA CON IL BUCATO</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1767_fare-ecologia-con-il-bucato</link>
            <description><![CDATA[Impariamo a scoprire le potenzialità nascoste dei prodotti naturali. Al dire il vero non dovrebbero essere poi tanto nascoste, visto che i nostri nonni ben si ricordano di come facevano il bucato un tempo e di come venivano bianche anche le tovaglie con le macchie più aggressive. Forse è più una questione di fiducia, non riusciamo più a fidarci della natura,&nbsp;ora che i facili risultati della teconolgia e della chimica ci hanno viziato ad avere tutto e subito.&nbsp;Il bianco che più bianco non si può, addirittura profumato.&nbsp;Ma non&nbsp;ci vengono a dire che dietro a questi risultati di nascondono il rischio di allergie e&nbsp;altre patologie. La natura ci fa tornare in&nbsp;equilibrio e nel benessere. Ci assicura risultati ottimi, anche se con tempi di poco più lunghi. Pulire con detersivi fatti in casa e farsi dare&nbsp;una mano dai prodotti naturali vuol dire anche ritrovare il tempo per dedicarci a noi e ai nostri spazi lontani dalla fretta. <BR><STRONG>Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
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            <title>REFRIGERAZIONE E RISPARMIO ENERGETICO</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1766_refrigerazione-e-risparmio-energetico</link>
            <description><![CDATA[Quando ci occupiamo di risparmio energetico ci occupiamo praticamente di un uso consapevole della tecnologia e delle fonti di energia che ci circondano. Per riuscira ad avere un impatto sempre minore sull’ambiente è necessario sempre più scoprire come usare in maniera ottimale i nostri elettrodomestici, se proprio non possiamo farne a meno. Frigoriferi e congelatori si trovano ormai in ogni casa, anche se non proprio in ogni casa si cerca di rendere efficiente l’utilizzo in modo da gravare meno sulla quantità di energia impiegata. Per imparare a ridurre i consumi dobbiamo prendere in considerazione diversi aspetti. Non basta avere un frigorifero di classe A per stare tranquilli quando arriveranno le bollette. Con un cattivo utilizzo dell’apparecchio non solo pregiudichiamo il risparmio energetico che ci dovrebbe assicurare, ma anche il suo buon finanziamento. <BR><STRONG>Continua...<BR></STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
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            <title>DOVE SI NASCONDE IL PETROLIO</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1765_dove-si-nasconde-il-petrolio</link>
            <description><![CDATA[Imparando a conoscere cosa consumiamo riusciamo a vedere anche cosa si nasconde dietro i materiali con cui entriamo in contatto. Tutti noi probabilmente ignoriamo quante volte al giorno entriamo in contatto con il petrolio, eppure sta in molti più prodotti di quelli che immaginiamo, da quelli necessari per la cura del corpo a quelli necessari per nutrirci. Non è solo una questione connessa alla benzina e al trasporto delle merci e non solo delle materie plastiche. Un improvvisa penuria di petrolio non cambiarebbe radicalmente solo il modo di muoversi e di spostarsi o come riscaldare la propria casa, ma l’intero stile di vita quotidiano, fatto di gesti apparentemente innocui, come ad esempio masticare una gomma. La presenza così frequente di derivati del petrolio non deriva solo dall’efficacia di questo, anzi, spesse volte è stato sostituito a componenti naturali ben più benefiche ed efficaci. Ma il petrolio è indubbiamente più vantaggioso visto nell’ottica industriale, completamente indifferente ai costi relativi all’ambiente e alla salute.<BR><STRONG>Continua...<BR></STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
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            <title>L'INQUINAMENTO DOMESTICO</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1764_linquinamento-domestico</link>
            <description><![CDATA[Ma chi l'avrebbe mai detto che più ci impegniamo e più ci sforziamo a pulire le superfici della nostra abitazione, con olio di gomito e prodotti di ultima generazione, più inquiniamo? Eppure tutte le ricerche confermano questa tesi: i prodotti di cui ci serviamo per la pulizia della casa contengono sostanze tossiche che provocano patologie diverse soprattutto di tipo respiratorio. È stato accertato che la principale fonte di inquinamento domestico sono appunto detersivi, sgrassanti, brillantanti e tutto ciò che concerne l'igiene degli spazi. Allora non si tratta proprio di igiene. Ciò che non viene preso in considerazione è l'effetto sinergico tra gli agenti chimici, ossia la combinazione di componenti che insieme sono altamente nocivi. Tali componenti perdurano sulle superfici lavate e si trasformano con il tempo in sostanze volatili che vengono inalate. Ancora non è stato studiato che tipo di reazione possa avere il nostro corpo nel respirare contemporaneamente questi agenti inquinanti.<BR><STRONG>Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
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            <title>LA CASA PASSIVA</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1763_la-casa-passiva</link>
            <description><![CDATA[Quando si parla di bioedilizia non si può trascurare la casa passiva. Ancora non tanto celebre in Italia, inizia a farsi molto popolare in Germania e nei paesi scandinavi. La prima casa passiva è stata realizzata in un paesino tedesco, mentre tuttora costruzioni di questo tipo non sono frequenti nel nostro paese, tranne qualche esempio in Trentino Alto Adige. Il termine passiva sta ad indicare la funzionalità della casa, che senza utilizzo di alcun tipo di energia mantiene la temperatura ideale. Questa capacità è data dall'unione di tre fattori fondamentali, l'isolamento, l'uso di materiali naturali comuni della bioedilizia e l'impiego di fonti di energia rinnovabile. La casa passiva nasce infatti da un'esigenza di risparmio energetico che ci permette di ritrovare anche una migliore relazione con l'ambiente naturale circostante. Il termine passiva sta ad indicare la funzionalità della casa, che senza utilizzo di alcun tipo di energia mantiene la temperatura ideale. Questa capacità è data dall'unione di tre fattori fondamentali, l'isolamento, l'uso di materiali naturali comuni della bioedilizia e l'impiego di fonti di energia rinnovabile. <BR><STRONG>Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>32</category>
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            <title>CONDIZIONAMENTO AD ENERGIA GEOTERMICA</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1762_condizionamento-ad-energia-geotermica</link>
            <description><![CDATA[La Terra assorbe circa il 47% dell'energia che riceve dal Sole e la mantiene sotto forma di energia pulita e rinnovabile. Le pompe di calore ad energia geotermica sfruttano il fatto che la temperatura del terreno già pochi metri sotto la superficie si mantiene circa costante durante l'arco dell'anno: questo fatto permette di estrarre calore dal terreno d'inverno per riscaldare con una efficienza che si avvicina o supera il 400% e di cedere calore al medesimo in estate per condizionare. L'utente di un impianto di questo tipo non necessita quindi di due sistemi distinti, uno per riscaldare ed uno per condizionare, ma ottiene lo stesso risultato con un unico sistema ed in maniera più efficace ed efficiente. Le componenti di un impianto ad energia geotermica sono sostanzialmente tre: una o più pompe di calore normalmente collocate all'interno dell'edificio, un insieme di tubi opportunamente interrati per scambiare calore con il terreno ed un sistema di scambio di calore con l'ambiente interno (bocchette d'aria o pannelli radianti). <BR><STRONG>Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>32</category>
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            <title>GUIDA AD UN USO CONSAPEVOLE DEI DETERGENTI NATURALI</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1761_guida-ad-un-uso-consapevole-dei-detergenti-naturali</link>
            <description><![CDATA[<STRONG>Introduzione</STRONG> Il progresso industriale di questo ultimo secolo ed il conseguente sviluppo economico hanno causato un notevole incremento nell' utilizzo di uno dei beni più preziosi, l'acqua. L'incremento del consumo di acqua ha, come conseguenza diretta, un aumento dell'inquinamento idrico inteso come degradazione della qualità dell'acqua, che ne preclude parzialmente o totalmente l'uso a cui è statadestinata. I detergenti, una volta rappresentati dai soli saponi, comprendono oggi una vasta gamma di prodotti utili per lapulizia di superfici o il lavaggio di indumenti e sono utilizzanti in grande quantità, sia in ambito domestico, cheindustriale. Spesso questi prodotti contengono dei composti chimici che, se presenti in grande concentrazione, possono essere dannosi per la salute umana e compromettere i delicati equilibri degli ecosistemi, a causa dellaloro tossicità intrinseca, della loro permanenza nell'ambiente e dell'alto potenziale di bioaccumulo. Per questi motivi é importante effettuare un sempre più attento, corretto e consapevole uso di questi prodotti. <BR><STRONG>Continua...</STRONG> ]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
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            <title>ECOLOGIA E RISPARMIO ENERGETICO</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1760_ecologia-e-risparmio-energetico</link>
            <description><![CDATA[Nonostante sempre più spesso le politiche ecologiche e i prodotti eco sono diventati un business, l'ecologia domestica può essere un modo utile per risparmiare denaro, facendo del bene alla natura. Abbiamo sentito ripetere diverse volte la tiritera sullo spegnere tutti gli interruttori, le luci e le prese di corrente elettrica. Bene, chi ce lo ripete così tanto non lo fa solo per ambientalismo estremo ma anche per salvaguardare il nostro portafoglio. La perdita economica per l'energia inutilizzata si aggira tra i 75 e i 150 euro per ogni famiglia media. Attenzione anche agli acquisti di elettrodomestici. Per norma devono essere esposte le etichette assegnate dasl Group for Energy Efficient Appliances, le classi di merito vanno dalla A++ alla E, indicando dalla A ++la maggiore efficienza e di conseguenza il miglior risparmio in bolletta. Anche le lampadine vale lo stesso discorso, privilegiare quelle a basso consumo. <BR><STRONG>Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
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            <title>TETTI VERDI</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1759_tetti-verdi</link>
            <description><![CDATA[Il Tetto verde (tetto vegetale o anche copertura vegetalizzata) è un concetto di copertura che utilizza della terra e dei vegetali al posto dell'ardesia, della tegola... Storicamente, la costruzione di coperture vegetali è una tradizione in molti paesi scandinavi ed europei. Il mix tra terra e vegetali attecchiti sui tetti permette di realizzare delle coperture relativamente ben isolate, protette dall'aria e dall'acqua, resistenti al vento e al fuoco. Il tutto tramite materiali facilmente disponibili. <STRONG>Alcuni dati</STRONG> In Germania, durante gli ultimi 10 anni, il 10% dei tetti costruiti sono tetti verdi. Un sistema di punti concede una riduzione della tassa ambientale ai promotori immobiliari che progettano case con tetti verdi. A Berlino, ad esempio, la città prende a suo carico il 60% delle spese legate ai tetti ed all'impianto di trattamento delle acque pluviali. In Giappone, la città di Tokyo esige che ogni costruzione che occupa più di 10.000 piedi quadrati (929m2) di terreno sia coperta di piante sul 20% della sua superficie. <BR><STRONG>Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>32</category>
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            <title>LA NOSTRA SPESA E L'IMPATTO AMBIENTALE</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1758_la-nostra-spesa-e-limpatto-ambientale</link>
            <description><![CDATA[Che fame dopo un'intensa mattina di studio o lavoro! Certo, hamburger e bibita sono allettanti, veloci ed economici maundefined non sono certo ecosostenibili! Purtroppo, le grandi catene di fast food, per garantire prezzi bassi, attuano politiche economiche in stridente contrasto con le esigenze ambientali: per produrre molta carne, servono molte mucche, che hanno bisogno di grandi pascoli, che vengono realizzati mediante deforestazione e cancellazione di colture pre-esistenti, spesso con l'appoggio di governi locali corrotti. Paghiamo pochi soldi per mangiare, ma il conto ambientale è salato. E lo stesso processo avviene per la grande distribuzione: grandi numeri, garantiti da colture ricche di agenti chimici che finiranno nei nostri piatti, dopo aver percorso magari migliaia di chilometri prima di arrivare sotto casa nostra. Qualche volta cerca allora di pranzare in luoghi che servono, se non prodotti locali, almeno regionali o italiani. Molti esercizi iniziano ad offrire cibo biologico, che per sua natura ha una provenienza in gran parte locale e, soprattutto, è privo di fertilizzanti chimici.<BR>Continua...<BR>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>34</category>
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            <title>ECOLOGIA DOMESTICA...ALL'ACETO</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1757_ecologia-domesticaallaceto</link>
            <description><![CDATA[<EM>di Rita Rutigliano<BR><BR></EM>Difesa dell'ambiente? Un obiettivo importante, che ci riguarda tutti. E, tutti, dovremmo cominciare a cercare di raggiungerlo anche partendo dalle piccole cose, da piccoli gesti che fanno parte della nostra vita quotidiana. Da una attenta "economia domestica", ad esempio. Intesa non solo come oculata amministrazione delle sempre più risicate somme che ci troviamo a dover gestire per sbarcare il lunario, ma anche nel senso di insieme di atti necessari per mantenere l'"ambiente" in miniatura racchiuso fra le quattro pareti di casa nostra caldo e accogliente. E, anzitutto, pulito. Parliamo un po', allora, proprio di questo. Per pulire spazi ed oggetti esistono numerosi (anche troppi!!) preparati industriali, specificamente fabbricati a questo preciso scopo. Un ininterrotto bombardamento pubblicitario sembra imporci pavimenti tirati a lucido, locali perfettamente deodorizzati, rubinetterie splendenti e così via elencando. <BR><STRONG>Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
        </item>
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            <title>AVERE UNA CASA VERDE</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1756_avere-una-casa-verde</link>
            <description><![CDATA[Vivere in modo ecologico non è solo una scelta ideologica: è diventato conveniente. Ecco proposte e costi del nuovo.... "Stile verde". Le case? Meglio se coperte da un prato, che è un buon isolante termico. Le piscine? Sì, se l’acqua è filtrata dalle piante. E il cibo? Meglio se è biologico. Vivono in case "passive", cioè che usano minime quantità di energia (e ne producono per i vicini). Si vestono con abiti di cotone e lana provenienti da coltivazioni e allevamenti biologici; non rinunciano agli ultimi gadget tecnologici, come lettori Mp3 e cellulari, ma li rivestono con materie plastiche di recupero; parcheggiano in garage un'auto ibrida, metà a benzina e metà elettrica. E fanno il bagno nella "biopiscina", un ecosistema completo, ricostruito in giardino. Sono i neo green, gli "integralisti del verde", un fenomeno sociale in crescita, soprattutto in California (Usa) e nel nord Europa. <BR><STRONG>Continua...</STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>32</category>
        </item>
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            <title>NUOVA VITA DAL COMPOST</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1755_nuova-vita-dal-compost</link>
            <description><![CDATA[Il compostaggio domestico è un processo naturale che consente di trasformare la sostanza organica presente nei nostri rifiuti organici della cucina e dell'orto o giardino (circa un terzo dei rifiuti prodotti da ciascuno di noi è rappresentato da rifiuti organici) in compost, ovvero in un prodotto utile per fertilizzare la terra. A differenza dei normali processi di decomposizione naturale, il compostaggio domestico avviene in tempi brevi perché favorito dal sistema di raccolta e da opportuni accorgimenti nello stoccaggio dei prodotti immessi. Esso consente quindi non solo di ridurre la quantità dei rifiuti avviati a smaltimento in discarica o inceneritore ma anche di ottenere un ottimo fertilizzante ecologico (compost) per il giardino o orto. <STRONG>Cos’è il compostaggio domestico? </STRONG>Grazie alla tecnica del compostaggio domestico è possibile trasformare i rifiuti provenienti dalla cucina, dal campo e dal giardino in terriccio fertile per il terreno e l'orto. Con questa operazione viene imitato e accelerato un ciclo di degradazione che avviene spontaneamente in natura. <BR><STRONG>Continua...</STRONG><BR>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
        </item>
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            <title>SCARTI ORGANICI: ELEMENTI PER IMPOSTARE UNA BUONA PRATICA</title>
            <link>http://www.fiorigialli.it/dossier/view/7_lecologia-in-pratica/1754_scarti-organici-elementi-per-impostare-una-buona-pratica</link>
            <description><![CDATA[<EM>di Massimo Centemero<BR></EM><BR>Raccolta Differenziata. Ecco la nuova definizione:&nbsp; raccolta differenziata: la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclo ed al recupero di materia. La frazione organica umida e' raccolta separatamente o con contenitori a svuotamento riutilizzabili o con sacchetti biodegradabili certificati; Si sono introdotti quindi due concetti-cardine: il primo concetto si fonda sull’omogeneità della frazione che si origina dalla separazione a monte del rifiuto e il secondo è specifico per la frazione umida: in sintesi la raccolta l’umido è ritenuta tale se effettuata sfusa o con manufatti biodegradabili e, aggiungiamo, compostabili visto il destino attuale e potenziale di questa frazione che prevede il conferimento in impianti che producono “compost di qualità” anche in abbinamento al pretrattamento in fase anaerobica per la produzione di biogas ed energia.<BR><STRONG>Continua...<BR></STRONG>]]></description>
            <author>fiorigialli.it</author>
            <category>33</category>
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