nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario
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BIONoNBIO
Per un biologico davvero naturale
ovvero il biologico oltre il mercato
BIONoNBIO
IL CIBO COSMICO
Per prima cosa conoscere il cibo.Dal cibo tutti gli esseri sono nati, col cibo essi vivono, verso cibo essi muovono. Al cibo tutti ritornano.
da Upanishad
IL MANIFESTO
DEL CONTADINO IMPAZZITO

<b>IL MANIFESTO<br> DEL CONTADINO IMPAZZITO </b>








libero adattamento
del Manifesto di Wendell Berry


Se amate il guadagno facile,
l’aumento annuale di stipendio,
le ferie pagate.
Se desiderate sempre più cose prefabbricate,
se avete paura di conoscere i vostri vicini di casa,
se avete paura di morire….
allora nemmeno il vostro futuro
sarà più un mistero per il potere,
la vostra mente sarà perforata in una scheda
e messa via in un cassettino.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno,
quando vi vorranno far morire per il profitto
Continua...
L’ANIMA DEL BIOLOGICO
OVVERO IL BIO OLTRE IL MERCATO

L’ANIMA DEL BIOLOGICO <br>OVVERO IL BIO OLTRE IL MERCATO
di M. Di Gregorio

Il Bio, (l’alimentazione, l’agricoltura e la cultura del biologico), compie in Italia 35 anni, l’età di un giovane adulto. Se ne parla spesso come di un mercato che è poi il punto di incontro dei suoi tre componenti. La diffusione di un'agricoltura e di una alimentazione naturali, sane equilibrate e nonviolente sono il bel risultato ottenuto grazie al lavoro, all’impegno, alla visione e al sogno di tanti uomini e donne che sono stati in questi anni i pionieri fondatori e costruttori del biologico. Come ciò è stato possibile in una nazione che ha espresso il più piccolo movimento ecologista, è una curiosità speciale . Qui vogliamo trattare del bio oltre il mercato, cioè del bio come pratica di vita, cultura vissuta, intenzione originaria ed anima che si realizza. A 35 anni bisognerebbe occuparsene.  Continua...
TERRA, ANIMA, SOCIETA' Vol. 1
TERRA, ANIMA, SOCIETA' Vol. 1 A.a.V.v. Resurgence Book
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Questo libro raccoglie una serie di straordinari articoli, raccolti in due volumi, della prestigiosa rivista internazionale Resurgence che celebra la pubblicazione del 200° numero. Cos’è Resurgence? È una rivista con molte idee e visioni originali che aiutano a costruire una prossima era ecologica, un’era che unirà la terra, il sé e la società. Resurgence ci parla della fondamentale distruttività della globalizzazione economica; il bisogno di “un’economia come se la gente contasse qualcosa”, l’importanza del rapporto umano, la spiritualità, la ruralità, la nonviolenza e il Terzo Mondo. Una visione in cui natura, società, spiritualità sono parti integranti l’uno dell’altra. Nel corso della vita possiamo imparare a riconoscere i problemi del mondo e possiamo imparare ad affrontare anche i quesiti più profondi della nostra esistenza, ma dovremmo anche imparare a riconoscere il legame imprescindibile tra noi e il mondo.
Continua...
L'IGIENE CONTRONATURA DELL'INDUSTRIA ALIMENTARE
L'IGIENE CONTRONATURA DELL'INDUSTRIA ALIMENTARE
di Edward Goldsmith

In tutto il mondo i piccoli produttori di generi alimentari e i commercianti di tipo tradizionale stanno progressivamente chiudendo a causa di gravose leggi dello Stato, che impongono spese fuori dalla loro portata in nome dell' "igiene". Ma è quest'ultimo il vero motivo che fa chiudere i piccoli produttori alimentari e lascia che le grandi industrie ripuliscano il loro mercato? Per i piccoli produttori alimentari e i commercianti di ogni tipo diventa sempre più difficile sopravvivere da soli nel contesto di un'economia globalizzata e impegnata a massimizzare il commercio e lo sviluppo. Tale tendenza si è enormemente accentuata grazie anche alle regole imposte dall'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), che obbliga i governi ad aprire i mercati nazionali agli alimenti di importazione, in particolare a quelli, solitamente ben sovvenzionati, degli Stati Uniti. Il prezzo della soia importata in India e proveniente dagli USA sarebbe di 34,8 dollari al quintale, invece degli attuali 15,5, se il governo americano non lo sovvenzionasse. [1] Nessun contadino, né in India né altrove, può competere con questo prezzo. Continua...
TERRA, ANIMA, SOCIETA' vol. 2
TERRA, ANIMA, SOCIETA' vol. 2 di A.a.V.v. Resurgence Book
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E' il secondo volume della selezione di articoli pubblicati nel corso degli anni dalla prestigiosa rivista inglese "Resurgence", diretta da Satish Kumar, che da oltre 40 anni coniuga insieme ecologia profonda, temi sociali e crescita interiore spirituale. Tratta di temi tutti attualissimi e scritti, come contributo volontario, da autori di fama internazionale quali Vandana Shiva, Noam Chomsky, Fritjof Capra, James Lovelock, Matthew Fox, Theodore Roszak, Lester Brown, Larry Dossey e tanti altri. Cos’è Resurgence? È una rivista con molte idee e visioni originali che aiutano a costruire una prossima era ecologica, un’era che unirà la terra, il sé e la società. Resurgence ci parla della fondamentale distruttività della globalizzazione economica; il bisogno di “un’economia come se la gente contasse qualcosa”, l’importanza del rapporto umano, la spiritualità, la ruralità, la nonviolenza e il Terzo Mondo.
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SALVARE ORTAGGI IN VIA D'ESTINZIONE


Alberto Olivucci, titolare di un’ azienda agricola biologica nelle vicinanze di Pesaro, coltiva nel proprio orto, con lo scopo di salvaguardarle dall’estinzione, antiche varietà di ortaggi, italiane e non, resistenti a malattie e dotate di valide proprietà nutritive. Un’idea che Vita in Campagna propone ai propri lettori affinché contribuiscano alla sopravvivenza di vecchie varietà locali di ortaggi che, per motivi tecnici e commerciali, non si trovano più sui mercati.

«Un pomodoro con quattro volte più vitamina C degli altri, una zucca capace di conservarsi a temperatura ambiente per oltre due anni, un cocomero di grandi dimensioni immune da tutte le più comuni malattie della sua specie. Questo elenco di sorprendenti ortaggi potrebbe sembrare essere frutto di ricerche di miglioramento ottenuto grazie a tecniche di ibridazione e di manipolazione genetica. Invece, niente di tutto questo. Le piante che vi ho appena elencato sono alcuni dei meravigliosi ortaggi di varietà antiche coltivate nel mio orto. Sono certamente varietà rare e di nessuna di queste si trovano in commercio i semi e, in molte casi, sono in via di estinzione».
A parlare così è Alberto Olivucci, giovane titolare di un’azienda agricola biologica di San Leo, nella provincia di Pesaro, e grande appassionato di antiche varietà di ortaggi.

Come è nata questa sua passione per le vecchie varietà di ortaggi? Era il ge

nnaio del 1996 e, mentre fuori nevicava, sfogliavo annoiato uno dopo l’altro i cataloghi delle ditte sementiere che ero riuscito a reperire. Ero deciso a ordinare dei semi per la primavera, ma trovavo questi cataloghi tutti molto simili fra di loro, con le stesse varietà di ortaggi, gli stessi tipi di pomodori, di carote, di peperoni, di melanzane; cambiavano i nomi ma le forme e i colori erano sempre gli stessi.

Ma io ero venuto in campagna a cercare qualcosa di diverso. Da due anni, cioè da quando abbandonata la città e la precedente attività di erborista avevo preso la decisione di vivere e lavorare a tempo pieno come agricoltore biologico, cercavo di realizzare il progetto di un orto famigliare che mi assicurasse una buona autosufficienza alimentare. Sono vegetariano e desidero avere sulla mia tavola non solo ortaggi e frutti ottenuti senza l’impiego di antiparassitari, ma anche i sapori, gli aromi e i profumi che, secondo me, non abitano più nei moderni prodotti dei campi.

Decisi quindi dì allargare le mie ricerche e cominciai a inviare lettere per cercare sementi adatte all’agricoltura biologica. Ero infatti convinto che le piante che avrei ottenuto da sementi prodotte con metodi biologici sarebbero state più forti e resistenti di fronte alle malattie. Non trovando nulla in Italia indirizzai le mie ricerche in Francia e in Germania. Ricevetti infine il catalogo di un collezionista che offriva ben 1.500 varietà di semi diversi di cui 250 tipi di pomodori, altrettanti peperoni e centinaia fra lattughe, zucche e fagioli, tutti da coltivazione biologica.

A sinistra. Alcune delle varietà di pomodoro coltivate nell’orto di Alberto Olivucci. Sotto a destra. Una vecchia varietà di patata chiamata asparago, già citata in un libro del 1885

Da quel giorno la biodiversità entrò nel mio orto, e cominciai a coltivare pomodori rossi, rosa, gialli, arancioni, violetti, bianchi, neri e zebrati, peperoni di tutte le forme e colori e gli ortaggi antichi, quasi del tutto dimenticati, ma che hanno una storia da raccontare, spesso lunga più di un secolo. Questo collezionista, pressato dalle mie richieste, mi fornì indirizzi di altri collezionisti che si occupavano di salvare i semi di un tempo e la biodiversità minacciata dall’erosione genetica.

Grazie a questi contatti ho scoperto l’esistenza di un piccolo mondo di «salvatori di semi» che cercano gli ortaggi antichi, li rimettono in coltivazione e ne moltiplicano in isolamento i semi su piccola scala per poi ridistribuirli ad altri conservatori. Si tratta per lo più di semi di ortaggi fuori ormai da tempo dai circuiti commerciali e dati per estinti.

Ho allora iniziato a seminare ortaggi in maniera diversa, non più solo per mangiarli ma anche per conservare i semi di queste specie antiche che hanno nutrito l’umanità nel passato e che ora rischiano l’estinzione. Così ogni anno ho cominciato a raccogliere i semi di ogni pianta che coltivavo e a cercare anche negli orti degli anziani che vivono nella mia zona per trovare quelle varietà di ortaggi famigliari che sono state tramandate di generazione in generazione.

Ci illustra le varietà più pregiate che coltiva e che ha scoperto che sono più resistenti a malattie?

Molte varietà che coltivo sono curiose e rare manifestazioni della biodiversità, come le patate «Congo Blu», una antica varietà coltivata, interamente blu intenso in tutte le sue parti. Oppure come il fagiolo «Jacob’s Cattle Gasless» che non procura sgradevoli gonfiori intestinali. Infine mi dedico a mantenere in vita vecchie varietà locali come quel mais che ho coltivato quest’anno che proveniva da un anziano coltivatore della mia valle il quale non ha mai comprato la semente e che lo continua a coltivare da decine di anni. Non ha un nome, non si sa quale sia la sua origine, ma il gusto di quella polenta è squisito. E questo mi basta.

Poi ci sono gli ortaggi dotati di particolari proprietà nutritive come il pomodoro «Double Rich», che contiene una quantità di vitamina C quattro volte superiore a quella di un normale pomodoro, equivalente a quella contenuta nel frutto dell’arancia. Un’altra varietà di pomodoro interessante è «Brandywine», il cui sapore è un accostamen!o di dolce, di acidulo e di profumato. E un pomodoro che può vantare una storia avvincente.

Dopo che era stato dato per estinto, un «salvatore di semi» riuscì a ritrovarne qualche esemplare nell’orto di un anziano che morì dopo qualche anno. Purtroppo è così che perdiamo le risorse genetiche di tanti ortaggi: quando se ne vanno gli anziani che li riseminavano di anno in anno. Di quel pomodoro non c’era traccia nemmeno nella banca-semi statunitense, che tuttavia è una delle più fornite del mondo. Oggi il «Brandywine» è molto considerato, coltivato e nuovamente offerto nei listini di alcune ditte sementiere specializzate. In questa varietà ho notato una buona resistenza alle tipiche malattie del pomodoro, come la peronospora.

Ho anche altre varietà antiche che sono state riconosciute forti e resistenti ad alcuni parassiti, come il cocomero «Luna e Stelle», resistente all’antracnosi, una muffa molto pericolosa.

Le vecchie varietà sono state tutte sottoposte alla prova implacabile del tempo. Se avessero avuto dei difetti, se fossero state deboli di fronte alle avversità, se il loro gusto o le loro qualità nutritive fossero stati carenti sarebbero già state abbandonate e ormai dimenticate.

Il problema principale è che non si sono adattate alle esigenze della commercializzazione. Il pomodoro della varietà «Brandywine», ad esempio, non sopporta lunghi viaggi a causa della sua buccia sottile. Un carattere distintivo così pregiato come la buccia morbida, è invece oggi considerato un difetto perché tutte le verdure consegnate in città devono viaggiare per molte ore. Ecco che allora si commercializzano e si coltivano pomodori dalla buccia dura e spessa, senza preoccuparsi se c’è anche il sapore.

In Italia vi è la necessità di salvare le varietà antiche di ortaggi?

L’Italia è sicuramente un Paese dove la biodiversità è stata fortemente compromessa, data anche l’assenza di un intervento pubblico mirato. Le faccio un esempio: delle 27 varietà locali di cocomero riportate nei cataloghi delle ditte sementiere italiane prima degli anni ‘50 a tutt’oggi non ne rimane una sola in circolazione. Ora, grazie a un programma di ricerca finanziato dalla Regione Toscana, è stato possibile localizzare uno di questi cocomeri nell’orto di un anziano coltivatore: si tratta del «Moscatello a pasta arancione». Due agricoltori si sono presi, ora, l’onere, o l’onore, di ospitarlo nel loro orto per mantenerlo in vita.
Spero di ottenere anch’io qualche seme per vederlo crescere nel mio orto.

Se qualche nostro lettore volesse provare a coltivare delle vecchie varietà di ortaggi a chi si potrebbe rivolgere?

E mia profonda aspirazione che anche in Italia sorga, come già è successo in altre nazioni, una rete di «seed savers» capaci di gestire degli orti conservativi come il mio. Non è un impegno semplice, perché è necessario conoscere le tecniche di isolamento per evitare che piante della stessa specie si impollinino fra di loro dando origine a incroci incontrollati che distruggerebbero la purezza varietale. A tutti i lettori di Vita in Campagna, che sono sicuramente degli appassionati di orticoltura e giardinaggio, voglio raccomandare, se fossero in possesso di sementi tramandate dai loro genitori o da altri anziani, di conservarle con la più alta considerazione e cura e di mantenerle vitali riseminandole ogni anno.

Esse sono una testimonianza che viene da un passato remoto, sono il frutto delle fatiche e dell’esperienza di tante generazioni di agricoltori, sono passate per infinite mani che le hanno coltivate, selezionate e conservate. Perderle equi- varrebbe ad annientare un’ eredità, senza possibilità di recupero.

Vi chiedo anche di inviarmene un piccolo quantitativo, soprattutto se vi accorgete che vi manca la possibilità di mantenerle in coltivazione, affinché possa studiarle, conservarle e moltiplicarle per altri orti conservativi. Questo è il mio indirizzo:

Alberto Olivucci
Via Varco Biforca 7,
61010 Pietracuta di San Leo (Pesaro)
tel e fax 0541924036 oppure potete contattarmi tra
mite E- mail: seedsavers@civiltacontadina.it

Fonte: Stampa Libera



buon giorno sono alla ricerca dei semi del cocomero moscatello,lei mi sa diredove posso trovarli grazie.

spero tanto che coloro che si riconoscono sia nelle preoccupazioni espresse in questo sito che nelle iniziative simile espresse nell'articolo, aumentino di numero in previsione di un ritorno alla vita con la natura equilibratice delle tensioni interne e delle energie esterne che è l'unico modo per riconoscerci in questa vita, fiduciosi con gli altri e rispettosi del mondo. auguri

Sono un coltivatore amante dei prodotti naturali il mio sogno e di riportarli sui banchi dei mercatini. Vorrei sapere se e possibile trovare semi di antiche varietà di ortaggi. Grazie.

Mi sto dilettando con la coltivazione di un appezzamento di c.ca 4oo mq .E' mia intenzione ampliarlo ancora,portandolo a c.ca 6oo/7oo mq.Vorrei ospitare antiche varietà di ortaggi.Per questo sono a chiedere come e dove procurarli.Grazie a chi vorrà darmi indicazioni.

grazie x questa fondamentale attività,spero di avere la possibilità in un futuro prossimo di potermi dedicare alla coltivazione di ortaggi biologici e così poter avere le sementi di cui parla.cari saluti giammichele

Una baita in via di recupero e che io ho preso in affitto situata a 800 mt sul mare, con relativo terreno che desidero coltivare biologicamente con ortaggi ed alberi da frutto sia in via di estinzione che con semi normali ove non ci sia quelli indicati. Nei limiti del possibile cercherò di adottare una vita consona a tale scopo quindi non riscaldamento agas bensì con energie rinnovabili, sia con la legna che con fotovoltaico, così pure nella casa, pareti intonacata con terra etc. Mi farebbe piacere nel frattempo conoscere indirizzi su dove trovare semi o pianticelle da inserire nel terreno con relativo metodo di coltivazione . Cordiali saluti

sono un agricoltore a cui piacciono molto i fagioli ne ho una trentina di qualità alcune delle quali molto vecchie logicamente non ho nelle mie varieta i borlotti lingua di fuoco belllllissssimi.mi sforzo di non far ibridare le mie sei varieta di mais .riesco a fatica a mantenere in vita le patate blu .ho parecchie varieta di uva da vino ....uccellina rollo biestro pisano ,altro che barbera e sangiovese....e il mio adorato pomodoro nero tutto cio non mi rende nulla ma sono felicissima cosi ciao a tutti silvia

Sono un giovane disoccupato,coltivo il mio orto biologico con passione al fianco della mia casa. L'aria è sana essendo in un paesino di 7oo abitanti appollaiato ai piedi della Sila Piccola dista soli 11km. Faccio io stesso l'umido dai residui alimentari e fogliame insieme allo scarto di caffè che recupero dal bar,utilizzo il terriccio maturo del letame di capra per i semenzai che inizierò a preparare dal 1° venerdì di marzo come per tradizione avviandomi alla progammazione stagionale di coltivazione,passo passo tutto con criteri che rispettino la natura quindi con metodi naturali tramandati dai notri nonni. Io desiderei sapere come potrei avere informazioni per trovare antiche varietà di ortaggi come pomodori da insalata e fagioline. Essendo anche disoccupato, come potrei fare domanda di contributo a far si che il mio orto possa anche aderire in un'orto sociale e didattico coinvolgendo le scuole del mio paese e dei comuni limitrofi?
Vorrei trovare ragazzi con le mie stesse idee e poter scambiare consigli,ma anche se possibile scambiare anche le propie sementi che ognuno utilizza con successo. Sono anche su facebook (foto giubotto verde,paese Albi,CZ). Buona progammazione a voi tutti,cordiali saluti,Bruno.

Ho un piccolo orto ed ogni anno compro le piantine di pomodoro per magiarli in insalata. Questo è l'ultimo anno dato che le piantine che compro producono pomodori pari
a quelli del supermercato.Non so se entra nella sua ottica fornire semi antichi di pomodori con semi da insalata, a privati. Nel caso affermativo mi faccia sapere. Ho anche smesso di comprare il cocomero ed il popone in quanto insoddisfacenti al palato oltre ai fagioli cannellini.Sono un gourmet ed a parte il pomodoro che posso coltivare anch'io ho un'amico che ha un bell'orto ma con prodotti commerciali che potrebbe coltivarli per me. Saluti Nutini

Sono una fanatica delle coltivazioni bio e dei semi antichi ma che fatica far capire alla gente che per stare bene bisogna fare un passo indietro e ritornare a questi metodi!Cordiali saluti
Franca

Ho letto con piacere questo articolo, è circa tre anni che cerco di coltivare un piccolo orto, mi appassiona , mi rilassa mi incuriosisce e mi entusiasma, anch'io come molti sono alla ricerca di varietà di ortaggi antichi e meno commercializzati, faccio però fatica a trovare il canale giusto per poterli anche acquistare, mi potreste aiutare con qualche informazione in più ?

scritto da: nicolina il 17/11/2014 alle 19:37
buona sera sono un operaia e nel tempo libero mi diverto a piantare ortaggi per mangiare naturale ma nonostante sono contraria ai pesticidi diserbanti ecc..purtroppo se non usi niente, niente raccogli a cominciare dalle lumache poi le talpe e dopo pidocchi,ragni ecc.Vorrei conoscervi per imparare a coltivare semi diversi magare posso veramente mangiare bio. tanti saluti

Buongiorno Stiamo avviando una attività agricola per la produzione di ortaggi 100% naturali saremmo molto interessati a coltivare ortaggi vecchi ma buoni Se per cortesia riesce a darci delle indicazione dove possiamo trovare i semi
Ringraziamo e salutiamo

Buongiorno sono un giovane che si sta avvicinando per passione al mondo agricolo bio, ho alcuni terreni avuti in eredità da mio nonno che contro il parere dei miei genitori non ho venduto(anche perché comunque fortunatamente un lavoro c'è l ho) vorrei conoscere qualche canale per poter acquistare sementi antiche di varietà colturali oggi quasi in disuso di frutta od orticole. Grazie

scritto da: SPINADIN Mileno il 16/01/2016 alle 15:52
Egr.Sig.Olivucci, casualmente ho letto della sua ricerca di semi antichi e mi fa piacere sentire che esistono ancora persone sensibili alle buone cose di un tempo,che purtroppo oggi sono trascurate per varie questioni commerciali. Il fatto sta che ora sono troppo vecchio (92 anni),mentre fino al 1990 (abitavo in Chioggia,poi trasferitomi nel trevigiano) avevo a 15 km un orto biologico (dal 1959al1990) dove la chimica non esisteva. Gli insetticidi li preparavo con in fusi di varie piante e cercavo sementi ovunque mi riusciva. Avevo trovato un pomodoro con buccia sottilissima in Slovenia,però dovevo avere sementi originale per una cultura sana,il mio terreno di torba,pure con ammendamenti non mi permetteva una niormale crescita da ripetizione di seme. Concludo complimentandomi con lei per questa passione della cultura antica,salvando così quello che di buono ancora si può avere. Auguri e buon lavoro,cordialmente M.S.

Salve ,vorrei sapere se si trovano anche antichi cereali tipo farro o grani antichi

sono un amante della natura e dell'agricoltura fai da te(biologica),abito ad Olevano Romano (RM) ovviamente in campagna, e cerco di soddisfare i fabbisogni alimentari familiari per quanto possibile, usando il più possibile prodotti naturali (vedi sterco animale, rotazione delle coltivazioni, semi tramandate,ect.,), sono molto affascinato e incuriosito dal discorso delle semi in via di estinzione e vorrei poter partecipare al progetto.

Salve, sono in possesso di una varietà di fave lasciatami in eredità da mio padre, sto cercando di preservarne le sementi.
Da qualche anno ne coltivo quanto basta per la conservazione di una piccola quantità di semi, ma vorrei sapere a chi rivolgermi per una migliore conservazione.
Io non posso fare produzione e più in là quello che faccio non posso. Cosa mi consiglia di fare?
Saluti
Calogero Palumbo

scritto da: Monia Giannini il 17/07/2016 alle 11:55
La passione per la terra possa contagiarci tutti. Un ritorno alle nostre origini. Coltivo l'orto ed in cambio lui risponde a tutte le mie domande sull'esistenza.

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