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<< torna indietro     nella localit&arave;: LOMBARDIA     argomento: Corsi e Seminari del: 24/11/2013
News: 24 NOVEMBRE 2013 MILANO
SINDROME DA BURN-OUT

Sindrome da Burn-Out

Come risolvere e difendersi dal processo stressogeno

Milano - 24 Novembre (Domenica)

Burn out” significa letteralmente scoppiato, bruciato e questo termine è stato utilizzato inizialmente per gli sportivi che non riuscivano più a dare buone prestazioni. Esso indica logoramento, mancanza di energie fisiche e incapacità di sostenere lo stress accumulato in ambito lavorativo. Si accompagna a esaurimento emotivo, depersonalizzazione, atteggiamenti cinici e sentimenti di scarsa realizzazione personale. Segni di un aggravamento sono l’insonnia, la depressione e l’estensione dei disagi dall’ambito lavorativo al piano personale con abuso di alcool, di sostante psicoattive; nella fase di aggravamento estremo compare anche il rischio di suicidio. 

Il “burn out” interessa maggiormente alcune figure professionali quali i medici e le figure sanitarie in genere, i volontari, gli addetti ai servizi di assistenza e servizi di emergenza, gli psicologi, gli psichiatri, gli assistenti sociali, gli insegnanti, gli educatori, i tecnici di riabilitazione psichiatrica, i poliziotti, i vigili del fuoco, i religiosi e sacerdoti in missione, gli avvocati, i ricercatori e gli operatori di call center. Tutte le figure professionali che richiedono sia competenze professionali sia di interfacciarsi con il vissuto emozionale delle persone, che costituisce un carico aggiuntivo per il professionista. 

In generale le persone perdono progressivamente l’entusiasmo e l’interesse, provano frustrazione e insoddisfazione verso il proprio lavoro e la vita in generale e spesso non riescono a discernere l’ambito professionale dalla propria vita in generale. Per prevenire la sindrome sono stati effettuati interventi che sostengono i professionisti su più piani: 
a) ridimensionare le aspettative nei confronti dei risultati ottenibili; 
b) insegnare loro a darsi dei riconoscimenti per i lavori svolti e per gli esiti positivi; 
c) insegnare come affrontare i propri fallimenti in ambito lavorativo ovvero come effettuare una analisi della situazione e come riformulare gli obiettivi da raggiungere. 

In ogni caso si cerca di agire sulla motivazione al lavoro in modo da ridimensionare un investimento eccessivo nei confronti della propria professione. Sicuramente questi interventi hanno portato un giovamento perché la conoscenza dell’esistenza della sindrome consente agli operatori di auto monitorarsi. Nonostante ciò i casi di “burn out” rimangono elevati in queste professioni, soprattutto perché alcune di esse espongono continuativamente a situazioni altamente stressogene e poco gratificanti dal punto di vista professionale e quindi è quasi naturale un logoramento energetico ed emotivo della persona. Infatti i fattori che predispongono il “burn out” sono il sovraccarico di lavoro, con richieste lavorative eccessive rispetto alle energie personali, la sensazione di non riuscire ad influire positivamente sull’esito della situazione o del problema e la mancanza di controllo sulla situazione, la mancanza di riconoscimento per il lavoro svolto, e la facile identificazione con l’utente. 

E’ possibile intervenire su queste problematiche con l’applicazione di metodiche alternative. 

Ad esempio gli approcci attuali al problema non si ispirano ancora alle scoperte effettuate di recente nel campo delle neuroscienze, in base alle quali i neuroni specchio effettuano una continua opera di specchiamento del comportamento altrui. Sulla base di questi studi si è visto che i neuroni dell’osservatore “specchiano” il comportamento dell’osservato* come se fosse l’osservatore stesso a compiere l’azione. Il comportamento peculiare dei nostri neuroni è stato studiato anche da Fiorella Rustici che già dal 1989 parla della “meccanica del copiare”**, secondo questo approccio infatti “…la mente cerebrale ha la capacità di fare una copia di tutto ciò con cui viene in contatto durante la vita, sia esso positivo o negativo. La copia rimane registrata come ricordo”. 

Quali sono gli esiti di questi “copiaggi” protratti nel tempo? Ad esempio nel caso di poliziotti che assistono a molte azioni senza etica o nel caso di infermieri e medici che si occupano di malati terminali o ancora quando gli psicologi ascoltano per anni i racconti carichi di emozioni negative da parte dei loro pazienti; cosa cambia in questi professionisti se la mente a loro insaputa tiene registrata dentro di sé una copia dei comportamenti altrui, anche se negativi? Essendo a conoscenza di questo meccanismo mentale che lavora a livello inconscio è anche possibile individuarne l’azione e porvi rimedio? 

E’ possibile che esistano altri meccanismi energetici di cui non siamo a conoscenza, che possono dare come risultato un senso di svuotamento e di mancanza di motivazione personale. Se un operatore lavora in un ambiente dove assiste di frequente ad azioni scorrette e ritiene di non poter intervenire, il suo senso di impotenza può influire sulla sua motivazione e, a lungo andare portare anche ad una perdita energetica. Cosa accade esattamente al livello mentale quando si assiste a certi tipi di azioni e non si agisce? Che cosa comporta nel “consueto” modo di affrontare la vita? Quando compiamo una azione che valutiamo non essere etica dal punto di vista professionale, quali meccanismi inconsci attiviamo? 

I sensi di colpa abbattono molto la motivazione e l’interesse dell’operatore, infatti anche senza volerlo egli inizia ad attirare persone che lo faranno fallire, situazioni che gli faranno perdere energia, commetterà errori anche nelle mansioni e negli ambiti dove era più competente, inizierà a perdere l’autostima, si ammalerà, in altre parole si punisce in relazione a quello che ritiene di avere sbagliato. Il meccanismo che ho appena descritto in maniera sintetica corrisponde all’attivazione di una punizione, che parte in automatico nella mente di chi vive sensi di colpa***. 

Per il meccanismo mentale della similitudine genetica, il senso di colpa dell’operatore viene “potenziato”, cioè si somma al vissuto di uno o più avi genetici che hanno provato emozioni, sensazioni, pensieri simili. A questo punto il nostro operatore vive un senso di colpa con un “valore aggiunto” che deriva dalla genetica, che purtroppo in questo caso specifico non è positivo. In che modo accorgersi quando questi meccanismi mentali sono all’opera? Ci è mai capitato di commettere un errore e di sentirci molto abbattuti in relazione all’entità dello sbaglio? Quando il vissuto è molto più intenso rispetto alla situazione o si protrae nel tempo e si vive anche un senso di impotenza e di inevitabilità si è quasi certamente attivata una di queste memorie mentali che stanno lavorando a nostra insaputa. 

Nel corso si analizza anche che cosa accade quando si lavora in un ambiente molto conflittuale sia quando si subiscono e si assorbono le conflittualità prodotte dagli altri sia quando siamo noi ad originarle. Un ulteriore meccanismo mentale studiato da Fiorella Rustici e descritto nel corso è l’uso del meccanismo del “fantasticare” o “fare dei castelli in aria” quando dobbiamo affrontare una situazione o risolvere qualcosa. Quando usiamo molte illusioni consumiamo molta energia mentale che non è più disponibile per sistemare o rimediare nell’azione pratica. Che cosa può accadere nella nostra vita quando si usano spesso le fantasie o le illusioni? 

Ho fornito alcuni esempi di possibili meccanismi mentali legati al “burn out”. Nel corso verranno descritti in modo approfondito questi ed altri meccanismi in modo da offrire all’operatore che lo frequenti moltissimi punti di osservazione che gli permettono di trovare soluzioni creative, di rigenerarsi con gli esiti positivi ottenuti grazie ad esse, avere maggiore energia e vitalità, e uscire dal cosidetto "burn out".


Destinatari
Il corso è indirizzato alle persone che svolgono lavori socialmente utili, a cominciare dagli psicologi, assistenti sociali, educatori, ecc.


Docenti:
Fiorella Rustici

Ricercatrice, ideatrice del Metodo che porta il suo nome, autrice dei testi: "Come la Mente Genetica condiziona il rapporto di coppia" (MacroEdizioni - 2010), "E Dio creò la Mente" (MacroEdizioni - 2008), "Morire senza paura" (Hermes Edizioni - 2005), "Fai funzionare bene la mente" (Macro Edizioni - 2003).

Dott.ssa Angela Pistilli
Laureata in psicologia, assistente del Metodo Fiorella Rustici® 

Orario del corso:
10.00 - 17.00

Quota del corso: € 450,00 più la quota associativa

Per convalidare la propria iscrizione è necessario versare una caparra di 50 euro entro 7 giorni dalla data del corso.


* Gallese V., Fadiga L., Fogassi L. e Rizzolatti G., 1996, Action recognition in the primator cortex; Rizzolatti G. e Craighero L., 2004, The Mirror-neuro-system, in <>, n. 27, pp. 189-92.
** Fiorella Rustici, “Il cancro dell’essere”, 1989 (ATC COMO); “Fai funzionare bene la mente”, 2004, Macro Edizioni. 

*** Cap.4: L’etica e la coscienza, in “Fai funzionare bene la mente”, 2004, Macro Edizioni e Cap. 4: L’amore attraverso i sensi di colpa in “Come la mente condiziona il rapporto di coppia”, 2010, Macro Edizioni.
 
http://www.coscienzasalute.it

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