"Apri il cuore e accontentati di quello che la vita ti concede. Siamo tutti invitati alla festa della vita,
dimentica i giorni dell'oscurità, qualsiasi cosa possa essere successa non è la fine"
  Augusto Daolio
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     Dossier
L'ECOLOGIA IN PRATICA
UNO STILE DI VITA NATURALE
PER SE' E PER IL PIANETA
L'ECOLOGIA IN PRATICA
Sono la natura
sono la terra.
i miei occhi sono il cielo,
le mie membra gli alberi.
Sono la roccia,
la profondità dell'acqua,
non sono qui per dominare
la Natura.
Io stesso sono la Natura.

Indiani Hopi

Questa terra é sacra
<b>Questa terra é sacra</b>





Come potete comperare
o vendere il cielo,
il calore della terra?
l'idea per noi é strana.
Se non possediamo
la freschezza dell'aria,
lo scintillio dell'acqua.
Come possiamo comperarli?
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ONDE DI CRESCITA INTERIORE
ONDE DI CRESCITA INTERIORE La crisi ecologica - ovvero il principale problema di Gaia - non è l’inquinamento, i rifiuti tossici, il buco nell’ozono o qualcosa del genere. Il principale problema di Gaia è che un numero non sufficiente di esseri umani si è sviluppato ai livelli di coscienza postconvenzionali, planetari e globali in cui sarebbero spinti automaticamente alla cura per il globale comune. E gli esseri umani sviluppano questi livelli postconvenzionali, non imparando la teoria dei sistemi, ma passando attraverso almeno una mezza dozzina delle principali trasformazioni interiori, che vanno dall’egocentrico all’etnocentrico al mondocentrico, punto in cui e non prima, possono risvegliarsi a una profonda e autentica cura per Gaia. La prima cura per la crisi ecologica non consiste nell’imparare che Gaia è la Rete della Vita, per quanto vero ciò sia, ma nel promuovere queste numerose e ardue onde di crescita interiore, nessuna delle quali viene indicata dalla maggior parte di questi approcci del nuovo paradigma.
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UN'ALTRA ITALIA E' POSSIBILE
UN'ALTRA ITALIA E' POSSIBILE 1 L’Italia vive l’anomalia di un nuovo Medioevo. Più che in altri paesi, è visibile in Italia l’emergenza ecologica, il degrado sociale e la crisi di fondamentali valori etici; permangono aree vaste di ignoranza, incapacità, ingiustizia. Meno facilmente che altri paesi, l’Italia quindi può affrontare la conversione ecologica delle attività economiche, il risanamento ambientale e morale del paese, la partecipazione diretta delle persone alla attività sociale ed una effettiva realizzazione di una sana cultura dei diritti e dei doveri che dovrebbero regolare ed ispirare la vita sociale collettiva. 2 Sia in Europa che nel resto del pianeta, vi è una tripla crisi :a) economica e finanziaria (causata da un modello di crescita superato) b) ambientale conseguente, c) socio-culturale. Tre grandi crisi che non trovano più risposte adeguate dal sistema della politica: non dai partiti socialdemocratici in crisi dappertutto e neppure dall’egoismo sociale e dall’indifferenza ambientale dei vari partiti conservatori. Solo un modello sociale e produttivo eco-orientato ed eco-sostenibile, che all’idea di una crescita senza limiti sostituisca un idea di sobrietà, che non escluda anche l’utilità di avere aree di decrescita virtuosa e felice, può essere in grado di affrontare le difficoltà del presente. ...Continua...
IL BENESSERE ANIMALE E' BENESSERE UMANO
IL BENESSERE ANIMALE E' BENESSERE UMANO di Maneka Gandhi

Mangiare carne è una delle maggiori cause della distruzione ambientale. Ogni specie non solo ha il diritto di vivere, ma la sua vita è essenziale per il benessere dell’umanità. Ciò che chiamiamo sviluppo, cioè la sterile città nella quale portiamo i nostri cani al guinzaglio, non è vita. Ci abituiamo così velocemente al malessere, alla tensione, alle carestie e alle alluvioni che pensiamo che i pezzi di carta che teniamo in tasca possano sostituire un corpo sano e una mente gioiosa. Scegliamo di non sapere che, praticamente tutte le nostre malattie sono causate dalla mutilazione e dall’uccisione di animali: dai 70.000 acri di foresta pluviale del Sudamerica abbattuti ogni giorno – che in gran parte servono per far pascolare il bestiame – fino al virus Ebola, proveniente dalle scimmie strappate dal loro habitat naturale in Africa allo scopo di fare esperimenti. Abbiamo ottenuto più cibo uccidendo i lombrichi con le nostre sostanze chimiche o abbiamo ottenuto più malattie? Abbiamo ottenuto una salute vigorosa allevando forzatamente bestiame per il latte e la carne, o abbiamo piuttosto ottenuto emissioni di gas metano che hanno contribuito enormemente all’effetto serra, mettendo in pericolo la vita del pianeta? Continua...

LA RIVOLUZIONE AMBIENTALE
LA RIVOLUZIONE AMBIENTALE

di Lester Brown

Per creare una economia sostenibile bisognerà sostenere una rivoluzione ambientale, come è avvenuto per quella agricola e industriale. Alla fine del libro Piccolo è bello, Schumacher parla di una società che violenta la natura e danneggia gli esseri umani e, da quando queste parole sono state scritte, diciotto anni fa, abbiamo potuto vedere con maggiore evidenza i modi con i quali la nostra società agisce proprio in quella direzione.Mi trovavo all’aeroporto di Dulles e presi una copia del US News and World Report, che conteneva un editoriale di David Gergen, un alto funzionario dell’Ufficio Stampa di Reagan alla Casa Bianca. L’articolo descriveva quello che stava accadendo oggi alla società americana e l’autore affermava che, in un certo senso, abbiamo perso la strada. Continua...

RISPETTA LA (TUA) NATURA
<b>RISPETTA LA (TUA) NATURA </b> Michele Vignodelli

Il nostro corpo e la nostra mente sono meraviglie naturali in pericolo, da difendere come le foreste, i fiumi, il mare e le montagne. Sono continuamente aggrediti dal sistema tecnologico ed economico che ci governa, proprio come il resto del mondo naturale.
Non potremo mai rispettare e vivere veramente la suprema bellezza e armonia della natura esterna se non cominciamo da noi stessi. Eppure esiste una spaventosa ignoranza sulla nostra natura interna, che fa pensare a una congiura del silenzio.
Negli ultimi anni sono emerse abbondanti prove dell’esistenza di
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RICORDO DI IVAN ILLICH
<b>RICORDO DI IVAN ILLICH </b>

Giannozzo Pucci *

Il primo libro di Illich, pubblicato alla fine degli anni '60, riguarda appunto la Chiesa nel processo di trasformazione della società moderna (The Church, change and development).
Il secondo, del 1970, intitolato "Celebration of Awareness (Celebrazione della consapevolezza": un appello alla rivoluzione istituzionale), è contro le certezze delle istituzioni che imprigionano l'immaginazione e rendono insensibile il cuore.
Poi, nel 1971, esce "Descolarizzare la società", che è stato al centro del dibattito pedagogico internazionale con la tesi che la scuola produce la paralisi dell'apprendimento e danneggia i ragazzi, educandoli a diventare meri funzionari della macchina sociale moderna. Convinto che il sistema educativo occidentale fosse al collasso sotto il peso della burocrazia, dei dati e del culto del professionalismo, combatteva i diplomi, i certificati, le lauree,
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LA VENDETTA DI GAIA
LA VENDETTA DI GAIA di James Lovelock

La vendetta di Gaia : assediati dall'inquinamento e dalle crescenti anomalie del clima, siamo al punto di non ritorno. Lo sostiene uno scienziato di fama mondiale.
Per millenni abbiamo vissuto con la strategia del parassita, ai danni dell'organismo vivente che ci ospita. Ora, assediati dall'inquinamento e dalle crescenti anomalie del clima, siamo al punto di non ritorno. Lo sostiene uno scienziato di fama mondiale.
Il parassita e' un essere che vive a spese di un altro organismo. Se ne nutre, cresce, si riproduce e prospera. Eppure, la sua non e' una strategia lungimirante. Le energie dell'organismo ospite diminuiscono giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Finche' un giorno accade l'inevitabile: l'organismo ospite si avvia a una fine certa. E il parassita, senza risorse, e' destinato a scomparire. Questa immagine e' la perfetta metafora della storia della specie umana. A dimostrarlo sono i fatti. Continua...

Il tao dell'ecologia
<b>Il tao dell'ecologia </b> Goldsmith E.
Muzzio
€. 19.63
Se vuoi comprarlo

In questo libro che presenta una summa generale del suo pensiero, Edward Goldsmith, famoso scienziato e promotore di iniziative ecologiste, ci accompagna ad un viaggio avvincente lungo la strada di una nuova visione del mondo. Umanità e natura come elementi armonici di un rapporto tutto da recuperare. L'illustrazione delle motivazioni scientifiche, etiche, psicologiche e religiose di un rapporto che abbiamo drammaticamente deteriorato. in excursus tra i temi quali l'attuale insostenibilità del nostro sviluppo economico, la presunta oggettività della scienza e la sacralità della natura, che ci offre tanti elementi per irflettere sul nostro rapporto con il mondo che ci circonda. Un classico recente della letteratura ecologista che qui riproponiamo alla vostra attenzione.
LE BUGIE SUGLI INCENERITORI
LE BUGIE SUGLI INCENERITORI  Il termine "termovalorizzatore" è inappropriato e fuorviante tanto che anche la Comunità Europea è intervenuta sull'argomento diffidando le amministrazioni del nostro Paese a utilizzare una simile locuzione. Ben sanno a Bruxelles che in un inceneritore viene valorizzato ben poco ... e tu? I^ Bugia: dalla combustione dei rifiuti con gli inceneritori, si recupera energia elettrica. Smentita: Questi impianti hanno un rendimento energetico molto basso e di conseguenza anche il recupero di energia è molto basso. Ciò è dovuto al fatto che il combustibile (i rifiuti) utilizzato dagli inceneritori è molto eterogeneo e per mantenere elevata la temperatura del forno è necessario immettere del combustibile fossile. In Italia 52 inceneritori attivi producono solo lo 0,85% dell'energia immessa in rete (Fonte Enel). Troppo poco se si dovesse fare una seria analisi dei costi/benefici. Non dimentichiamo, per esempio, che il mancato recupero di materiale, l'elevato livello di inquinamento prodotto dalla combustione con relativi costi sanitari a carico della popolazione basterebbero per far precipitare in un profondo "rosso" la gestione economica di questi impianti. Caso unico in Europa i costi di produzione con questa tecnica sono mascherati dai forti stanziamenti pubblici e senza questi contributi (i CIP6... una vera manna) gli inceneritori diventerebbero subito "archeologia industriale".
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LA LORO ECOLOGIA E LA NOSTRA
LA LORO ECOLOGIA E LA NOSTRA II filosofo Andre Gorz, capace di guardare nel futuro, aveva previsto, in questo testo apparso nel 1974, il recupero dell’ecologia da parte dell’industria, dei gruppi finanziari – in una parola, da parte del capitalismo.
EVOCARE L’ECOLOGIA è come parlare del suffragio universale e del riposo domenicale: in un primo tempo, tutti i borghesi e tutti i partigiani dell’ordine costituito vi dicono che volete la loro rovina, il trionfo dell’anarchia e dell’oscurantismo. Poi, in un secondo tempo, quando la forza delle cose e la pressione popolare diventano insostenibili, vi sì accorda quel che si respingeva il giorno precedente e,  fondamentalmente, non cambia nulla.  -- Sono numerosi coloro che, fra gli industriali, si rifiutino di tener conto delle esigenze ecologiche. Ma queste hanno già cosi tanti sostenitori capitalisti che la loro accettazione da parte delle potenze economiche sta diventando una possibilità concreta. Allora tanto vale, sin da ora, non giocare a nascondino: la battaglia ecologista non è un fine in sé, ma una tappa. Essa può creare delle difficoltà al capitalismo e obbligarlo a cambiare; ma quando, dopo aver a lungo resistito con la forza e l’inganno, alla fine esso cederà poiché l’impasse ecologica sarà diventata ineluttabile, integrerà questa costrizione come ha integrato tutte le altre.
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TRANSITION NETWORK
TRANSITION NETWORK di Rob Hopkins e Peter Lipman

Negli ultimi anni, il picco del petrolio ed i cambiamenti climatici hanno toccato l’interesse di molti; tuttavia spesso, in particolare per quanto riguarda il picco petrolifero, le soluzioni sul campo sono state deboli e deludenti. A partire dalla sua nascita a Kinsale nel 2005, l’idea della Transizione.1 si è diffusa in maniera virale attraverso il Regno Unito e al di fuori di esso, fungendo da catalizzatore alle risposte a queste due sfide, sviluppate in seno alle comunità locali. Mentre la rete di Transizione, il nostro network, cresceva, crescevano anche gli interrogativi sul modo in cui questo movimento si sarebbe strutturato, interrogativi ai quali questo documento è un primo tentativo formale di fornire risposta. Negli ultimi due anni abbiamo visto emergere una struttura organica: quello che proponiamo in questo documento è basato sull’approfondimento e sul sostegno a questo modello emergente, sul principio che l’auto organizzazione, l’innovazione e l’azione debbano essere incoraggiate e appoggiate esattamente dove nascono, con il supporto di una precisa serie di principi e di linee guida. Continua...

CERNOBYL RESTA RADIOATTIVA OLTRE LE PREVISIONI
CERNOBYL RESTA RADIOATTIVA OLTRE LE PREVISIONI Parlando alla riunione annuale dell’America Geophysical Union (AGU), lo scorso lunedì, un gruppo di esperti ha rivelato un fattore problematico a Chernobyl, sul sito della centrale nucleare esplosa nel 1986. Recenti misurazioni effettuate nella zona di esclusione, in cui gli esseri umani non possono accedere senza dispositivi di protezione individuale, hanno rilevato che il materiale radioattivo ricaduto nell’area è risultato quantitativamente di gran lunga lontano dal livello di degrado previsto. In altre parole, gli scienziati dicono che ci vorrà molto più tempo affinchèi suoli potranno ritornare puliti rispetto a quanto creduto inizialmente. Precedenti stime, basate sul fatto che il Cesio 137 ha un tempo di dimezzamento pari a 30 anni, affermavano che la zona di esclusione, evacuata, sarebbe potuta essere ripopolata in tempi brevi. Ma gli esperimenti rivelano che il materiale radioattivo non si decompone così velocemente come previsto, e gli scienziati non hanno idea del perché questo stia accadendo. ...
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PER UNA ECONOMIA ECOLOGICA
PER UNA ECONOMIA ECOLOGICA di Maurizio Pallante

farò insieme a voi delle riflessioni a partire da qualche considerazione sulla crisi che stiamo vivendo, una crisi terribile perché somma due aspetti: l’aspetto economico della sovrapproduzione di berci che non si riescono a vendere e l’aspetto ambientale sia dal punto di vista dell’esaurimento delle risorse, sia dal punto di vista delle emissioni inquinanti e in particolare dell’aggravarsi dell’effetto serra. E’ stata una crisi di sovrapproduzione fin dall’inizio, anche quando la volevamo mascherare come una crisi di carattere finanziario, quando cioè le banche americane prestavano dei soldi per comprare delle case a persone che non avrebbero potuto restituirle e che facevano in questa maniera, sostenevano l’industria dell’edilizia, consentivano di continuare a produrre al di là di quello che il mercato era in grado di assorbire, era una maniera semplicemente di ritardare la crisi di carattere di sovrapproduzione che stava esplodendo. Continua...
ECOLOGIA E DIRITTI DELLA PERSONA
INTERVISTA A JOSE' BOVE'

ECOLOGIA E DIRITTI DELLA PERSONA<BR>INTERVISTA A JOSE' BOVE'

Intervista a Josè Bovè

L’altermondialista Bové spiega l’alleanza con l’europeista Cohn-Bendit e il successo della lista in Francia alle elezioni europee dove hanno eletto insieme 14 deputati, quanto il partito socialista.
Il successo della lista Europa ecologia alle elezioni europee in Francia, che manda a Strasburgo lo stesso numero di eurodeputati del Ps (14), sta trasformando il panorama politico. A partire dall’analisi del voto e delle ragioni del successo della lista ecologista, guidata da personalità che, a prima vista, sembravano lontane: Daniel Cohn-Bendit, Dany il rosso del lontano ‘68, da anni impegnato sul fronte europeo ed europeista, nel 2005 grande sostenitore del «sì» al referendum francese sul Trattato costituzionale; José Bové, leader contadino e altermondialista, che nel 2005 si era schierato per il «no» e nel ‘99 aveva manifestato a Seattle contro la Wto portando una forma di formaggio roquefort; Eva Joly, giudice anti-corruzione, che ha lavorato in Francia, ma anche in altri paesi. Continua...

ACQUA. LA RIAPPROPRIAZIONE SOCIALE
ACQUA. LA RIAPPROPRIAZIONE SOCIALE di Margherita Ciervo

 In Italia la privatizzazione dei servizi idrici passa attraverso la mistificazione giuridica ed economica, “forzando” i meccanismi democratici (con la richiesta della fiducia sulla conversione del D.L. 135/09 in assenza, peraltro, del requisito dell’urgenza), ignorando la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici (sottoscritta da oltre 406.000 cittadini, a fronte di 50.000 firme necessarie) e espropriando gli enti locali dei loro compiti e funzioni. Se l’esercizio della sovranità popolare viene “svuotato” di senso e di sostanza, la popolazione diventa una “posta” nelle mani di chi esercita il potere (Raffestin, 1981) e di chi costruisce la rappresentazione dominante (Dematteis, 1991) e diffonde la “narrazione” (Petrella, 2005) dell’individualismo, della competizione e della mercificazione. Una rappresentazione che “naturalizza” la prevalenza del profitto sui diritti umani, fino a considerare e a presentare come “normale” l’inibizione dell’erogazione dell’acqua per morosità e argomentazioni come quella dell’amministratore delegato di Acqualatina SpA, Silvano Morandi
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PIANO B 4.0 MOBILITARSI PER SALVARE LA CIVILTA'
PIANO B 4.0 MOBILITARSI PER SALVARE LA CIVILTA' di Lester R. Brown
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Quasi ogni giorno sentiamo parlare di cambiamenti climatici, di esaurimento del petrolio, di sovrasfruttamento delle risorse... E quasi ogni giorno ci dimentichiamo di queste notizie, convinti che non ci riguardino, e che tanto tutto si aggiusterà. Lester Brown, invece, arriva a darci due notizie, una cattiva e l’altra, per fortuna, buona. Quella cattiva è che noi mangiamo quello che la Terra produce: riscaldamento globale, picco del petrolio e impoverimento dei suoli e delle riserve ittiche vanno a colpire proprio la capacità del nostro pianeta di produrre cibo. La buona notizia è invece che il modo per evitare di finire in una gigantesca trappola alimentare c’è. Si chiama Piano B, e ci dice cosa fare e perché.
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L'UNICA STRADA E' LA RICONVERSIONE ECOLOGICA DELL'AUTO
L'UNICA STRADA E' LA RICONVERSIONE ECOLOGICA DELL'AUTO di Valerio C. Grimaldi e Alessio Postiglione

Intervista a Cohn-Bendit

L’europarlamentare, leader di Europe écologie, sostiene la necessità di una radicale trasformazione dell’industria automobilistica. Riduzione delle produzioni più inquinanti, incentivi mirati e una nuova mobilità «La riconversione ecologica rappresenta l’unico mezzo per salvare i posti di lavoro, ma occorre che una parte dei lavoratori dell’industria automobilistica sia formata per un altro mestiere, perché non potrà rimanere nell’auto». Daniel Cohn Bendit, europarlamentare verde eletto a furor di popolo in Francia, leader della lista Europe écologie, interviene sulla crisi del settore automobilistico e sul dramma dei posti di lavoro già persi e che si perderanno nel corso dell’anno. Il modello dell’ex Dany il Rosso, tra gli ecologisti più riconosciuti al mondo, è di rottura radicale con il passato.
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PER UN AMBIENTALISMO SOCIALMENTE RESPONSABILE
<b>PER UN AMBIENTALISMO SOCIALMENTE RESPONSABILE </b>

Danilo D'Antonio
Laboratorio Eudemonia

Ultimamente una maggiore attenzione ai problemi dell'ambiente, unitamente a tecnologie sempre più evolute, sta permettendo il conseguimento di diversi successi nel campo del risparmio energetico e delle risorse, delle energie alternative, dello riutilizzo, della gestione dei rifiuti, etc. Tali successi possono facilmente incoraggiare i governi a proseguire imperterriti l'attuale politica di sviluppo ad oltranza, essendo condotti a ritenere che un immutato modello di sviluppo economico, come pure demografico e tecnologico, possa essere realmente sostenibile.
In effetti i governi, che lo dichiarino oppure no, sono costretti a perseguire una crescita, ad ogni costo ed illimitata, per un motivo ben preciso e perfino legittimo. Essi non sono soltanto e semplicemente
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L'AMBIENTE CHIAMA, GLI ECOISTITUTI RISPONDONO
<b>L'AMBIENTE CHIAMA, GLI ECOISTITUTI RISPONDONO </B> Michele Boato

I primi ecoistituti sono nati nella seconda metà degli anni Settanta in Germania, sull’onda delle Burger-Initiativen (iniziative civiche), comitati nati nelle varie città per risolvere grandi problemi ambientali, come l’eccesso di discariche e di rifiuti o il progetto di un inceneritore, di una fabbrica chimica vicino alle abitazioni, di una centrale nucleare o di una nuova autostrada in mezzo alla città.
I comitati di cittadini, per vincere le loro battaglie contro potenti società economiche o amministrazioni locali particolarmente insensibili alle istanze ambientali, prima o poi avevano l’esigenza di perizie tecniche, istanze giuridiche, progetti alternativi per risolvere i problemi sul tappeto. Nascono così gruppi di tecnici, ricercatori, progettisti (chimici, fisici, biologi, architetti, giuristi e così via) che lavorano a fianco dei comitati e talvolta anche con le amministrazioni locali in lotta contro qualche inquinatore o alla ricerca di nuove forme dell’abitare, del muoversi, del produrre e consumare.
Gli ecoistituti più autorevoli, con un’esperienza iniziata nel 1977, e
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PRATICHE DOMESTICHE DI EQUILIBRIO CON LA NATURA
PRATICHE DOMESTICHE DI EQUILIBRIO CON LA NATURA Non è solo la progettazione o la costruzione della casa con materiali ecocompatibili che ci assicura un'abitazione sostenibile o armoniosa con la natura. Ciò che ci spinge verso questo sono soprattutto le buone pratiche che dovrebbero entrare a far parte della gestione quotidiana degli ambienti domestici.La scelta di una casa ecologica ci coinvolge in prima persona nelle scelte consapevoli e nell'attenzione ai gesti quotidiani con i quali ci dedichiamo alla manutenzione e alle attività più frequenti, che vanno dal cucinare alla cura del corpo, dal giardinaggio al rapporto con l'infanzia. Partire dal presupposto che siamo parte di un tutto integrato, e comprendere le nostre esigenze anche alla luce delle esigenze del circostante, ci da una visione più ampia di ciò che può essere l'ecologia domestica. Si può partire innanzitutto dalla famiglia, per coinvolgere tutti nel cambiamento e condividere gli sforzi e le gioie di sentirsi parte della natura anche dentro la propria stanza. Non sono solo le casalinghe a doversi sobbarcare il peso dell'organizzazione pratica degli spazi e dei tempi domestici, anche figli, papà, nonni, devono essere coinvolti. Naturalmente si parte da gesti molto semplici che devono essere il riflesso di domande più profonde. Rivalutiamo cosa sia veramente necessario nei nostri consumi e nelle nostre attività quotidiane. 
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LE CASE IN PAGLIA: I VANTAGGI
LE CASE IN PAGLIA: I VANTAGGI Si sente sempre più spesso parlare di case di paglia, le più ecocompatibili e economiche soluzioni abitative. La storia di queste case non è però così recente, se ne può ricostruire la storia a grandi linee prendendo come evento fondamentale l'invenzione dell'imballatrice a vapore nel lontano 1800, momento in cui i primi coloni americani iniziarono a realizzare queste costruzioni dando alla tecnica di utilizzare le balle come pareti portanti il nome di “Nebraska”. Attualmente le case di paglia si associano però al nome di Barbara Jones, archietetta britannica. Il risparmio dal punto di vista economico, rispetto alla realizzazione di un'abitazione normale, è notevole. La tecnica non è complessa ed anzi più semplice delle case costruite in cemento e mattoni. Assistere alla costruzione di una casa in paglia è molto affascinante e il risultato prende vita davanti ai nostri occhi improvvisamente. A partire dalle fondamenta, a cui bisogna dedicare particolare attenzione per evitare i ristagni d'acqua, assistiamo ad un lavoro scrupoloso. Le balle vengono strette fra di loro per mezzo di cinghie di tessuto. Le balle sono compatte e strette tra di loro anche per impedire che il materiale possa sviluppare la sua capacità infiammabile in caso di fuoco.
TETTI VERDI
TETTI VERDI Il Tetto verde (tetto vegetale o anche copertura vegetalizzata) è un concetto di copertura che utilizza della terra e dei vegetali al posto dell'ardesia, della tegola... Storicamente, la costruzione di coperture vegetali è una tradizione in molti paesi scandinavi ed europei. Il mix tra terra e vegetali attecchiti sui tetti permette di realizzare delle coperture relativamente ben isolate, protette dall'aria e dall'acqua, resistenti al vento e al fuoco. Il tutto tramite materiali facilmente disponibili. Alcuni dati In Germania, durante gli ultimi 10 anni, il 10% dei tetti costruiti sono tetti verdi. Un sistema di punti concede una riduzione della tassa ambientale ai promotori immobiliari che progettano case con tetti verdi. A Berlino, ad esempio, la città prende a suo carico il 60% delle spese legate ai tetti ed all'impianto di trattamento delle acque pluviali. In Giappone, la città di Tokyo esige che ogni costruzione che occupa più di 10.000 piedi quadrati (929m2) di terreno sia coperta di piante sul 20% della sua superficie.
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LA NOSTRA SPESA E L'IMPATTO AMBIENTALE
LA NOSTRA SPESA E L'IMPATTO AMBIENTALE Che fame dopo un'intensa mattina di studio o lavoro! Certo, hamburger e bibita sono allettanti, veloci ed economici maundefined non sono certo ecosostenibili! Purtroppo, le grandi catene di fast food, per garantire prezzi bassi, attuano politiche economiche in stridente contrasto con le esigenze ambientali: per produrre molta carne, servono molte mucche, che hanno bisogno di grandi pascoli, che vengono realizzati mediante deforestazione e cancellazione di colture pre-esistenti, spesso con l'appoggio di governi locali corrotti. Paghiamo pochi soldi per mangiare, ma il conto ambientale è salato. E lo stesso processo avviene per la grande distribuzione: grandi numeri, garantiti da colture ricche di agenti chimici che finiranno nei nostri piatti, dopo aver percorso magari migliaia di chilometri prima di arrivare sotto casa nostra. Qualche volta cerca allora di pranzare in luoghi che servono, se non prodotti locali, almeno regionali o italiani. Molti esercizi iniziano ad offrire cibo biologico, che per sua natura ha una provenienza in gran parte locale e, soprattutto, è privo di fertilizzanti chimici.
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UNA CASA PER L'ANIMA
UNA CASA PER L'ANIMA “Ciascuno ha bisogno del suo posto quale casa per l’anima, e non quale scatola per il corpo”. Un architetto francese con la passione per la psicanalisi, Oliver Marc, sostiene che l’architettura può essere stata la forma artistica originaria, in quanto costruirsi la casa ha coinciso con la più profonda espressione si sé stessi. Creare la propria casa significa creare un luogo dove si incontri il benessere, la protezione, la trasformazione, come in un guscio, come nel ventre materno veniamo accolti dalla nostra abitazione. Per dirla con le parole dell’architetto: (…) dove ci si può ritirare dal mondo e sentire battere il proprio cuore; significa creare un luogo dove non si rischia l’aggressione, un luogo di cui ci sia l’anima. Oltrepassata la porta, assicuratisi che sia ben chiusa, è dentro di sé che si entra”. Abirare implica scelte che si svolgono soprattutto sul piano fisico e che sono principalmente di vita pratica, decisioni inerenti all’arredo, ai colori, ai materiali. Ma vivere un ambiente come la nostra casa coinvolge anche gli aspetti più impercettibili, quelli più spirituali e che hanno a che fare con la nostra anima, che appunto reagisce e percepisce ciò che di più sottile si nasconde oltre la materia.
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FARE ECOLOGIA CON IL BUCATO
FARE ECOLOGIA CON IL BUCATO Impariamo a scoprire le potenzialità nascoste dei prodotti naturali. Al dire il vero non dovrebbero essere poi tanto nascoste, visto che i nostri nonni ben si ricordano di come facevano il bucato un tempo e di come venivano bianche anche le tovaglie con le macchie più aggressive. Forse è più una questione di fiducia, non riusciamo più a fidarci della natura, ora che i facili risultati della teconolgia e della chimica ci hanno viziato ad avere tutto e subito. Il bianco che più bianco non si può, addirittura profumato. Ma non ci vengono a dire che dietro a questi risultati di nascondono il rischio di allergie e altre patologie. La natura ci fa tornare in equilibrio e nel benessere. Ci assicura risultati ottimi, anche se con tempi di poco più lunghi. Pulire con detersivi fatti in casa e farsi dare una mano dai prodotti naturali vuol dire anche ritrovare il tempo per dedicarci a noi e ai nostri spazi lontani dalla fretta.
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GUIDA AD UN USO CONSAPEVOLE DEI DETERGENTI NATURALI
GUIDA AD UN USO CONSAPEVOLE DEI DETERGENTI NATURALI Introduzione Il progresso industriale di questo ultimo secolo ed il conseguente sviluppo economico hanno causato un notevole incremento nell' utilizzo di uno dei beni più preziosi, l'acqua. L'incremento del consumo di acqua ha, come conseguenza diretta, un aumento dell'inquinamento idrico inteso come degradazione della qualità dell'acqua, che ne preclude parzialmente o totalmente l'uso a cui è statadestinata. I detergenti, una volta rappresentati dai soli saponi, comprendono oggi una vasta gamma di prodotti utili per lapulizia di superfici o il lavaggio di indumenti e sono utilizzanti in grande quantità, sia in ambito domestico, cheindustriale. Spesso questi prodotti contengono dei composti chimici che, se presenti in grande concentrazione, possono essere dannosi per la salute umana e compromettere i delicati equilibri degli ecosistemi, a causa dellaloro tossicità intrinseca, della loro permanenza nell'ambiente e dell'alto potenziale di bioaccumulo. Per questi motivi é importante effettuare un sempre più attento, corretto e consapevole uso di questi prodotti.
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IL PUNTO DI NON RITORNO DELLA CIVILTA'
IL PUNTO DI NON RITORNO DELLA CIVILTA' di Lester Brown

Negli ultimi anni vi è stata una crescente attenzione rispetto al raggiungimento di soglie e punti di rottura nei sistemi naturali. Ad esempio, gli scienziati si preoccupano di quando la riduzione della popolazione di una specie in via di estinzione arriverà a un punto tale da renderne impossibile il ripristino. I biologi marini temono il momento nel quale la pratica della pesca senza regole innescherà il collasso di una riserva ittica. Sappiamo che ci sono stati punti di rottura nelle società precedenti alla nostra, oltre i quali sono state sopraffatte dalle forze che le minacciavano. È stato ad esempio il caso dell’accumulo di sali minerali nei canali di irrigazione che ha sopraffatto i Sumeri. I Maya invece sono giunti a un punto in cui l’effetto del taglio di troppi alberi e la relativa perdita degli strati superficiali di terreno, è stato semplicemente al di sopra della loro possibilità di gestire la situazione. Non è sempre facile prevedere il momento in cui ci si trova di fronte al punto di rottura che porta al declino e al collasso delle società sopraffatte da uno o da più problemi contemporanei. In generale, i paesi economicamente più avanzati sono in grado di affrontare le nuove minacce in modo più efficace dei paesi in via di sviluppo.
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LOGICA DELLA NATURA E NECESSITA' DELLA DECRESCITA
LOGICA DELLA NATURA E NECESSITA' DELLA DECRESCITA di Gianni Tamino

Se si analizza il flusso di energia negli ecosistemi si può verificare che quasi tutta l’energia proviene dal sole, sotto forma di fotoni, che, raggiungendo le piante, attivano il processo di fotosintesi. Grazie a una serie complessa di reazioni, si formano in tal modo, a partire da acqua e anidride carbonica, molecole organiche come gli zuccheri, veri accumulatori di energia. E’ proprio l’energia contenuta nei legami chimici di queste molec ole a garantire tutte le attività che richiedono energia sia nelle piante che, attraverso la catena alimentare, negli animali e poi negli organismi decompositori. Le reazioni chimiche necessarie per le diverse attività biologiche sono molteplici e danno origine al complesso metabolismo di ogni essere vivente, ma, pur producendo un po’ di calore, non producono mai quelle temperature elevate, come nelle combustioni, che sarebbero incompatibili con le caratteristiche dei viventi.
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TAVOLI PER CASA COMUNE DEGLI ECOLOGISTI
TAVOLI PER CASA COMUNE DEGLI ECOLOGISTI Gli ecologisti si fanno sentire in Europa e nel mondo: Francia, Ungheria, Germania, Brasile, Gran Bretagna, Colombia … 10 , 15, 20%; non sufficiente ancora per egemonizzare la direzione concreta del modello economico ed il governo di tanti paesi, ma comunque sufficiente per esprimere e diffondere il proprio punto di vista ed ottenere qua e là continui successi puntuali. In Italia gli Ecologisti sono assenti, forse mai nati, comunque frammentati in quell’arcipelago ecologista che una volta si declinava con orgoglio ed oggi è una palude in cui annaspano decine di gruppi, micropartiti, associazioni, che assommano ad una nobile vocazione di intenti una scarsa vocazione a coordinarsi o unirsi. Quel che resta dei Verdi, sull’orlo della scomparsa, dichiara di aprire il percorso di una Costituente ecologista che probabilmente non sono, per come la intendono, in grado di fare. Resta a loro favore che, al di là del fatto che esprimano non più del 5-10% di questo arcipelago, al momento sono l’unico gruppo che dichiara l’intenzione di provarci, che non è questione da poco e gliene va dato atto. ...Continua...
LE SEMPLICI RAGIONI
DEL SUCCESSO DEI VERDI
IN FRANCIA E IN EUROPA

LE SEMPLICI RAGIONI <BR>DEL SUCCESSO DEI VERDI <BR>IN FRANCIA E IN EUROPA di Umberto Mazzantini

Ermete Realacci, responsabile ambiente del Partito Democratico, commentando i risultati elettorali dell’Ue dice alcune cose illuminanti: «Queste elezioni europee sono state anche segnate dal successo delle forze ambientaliste di nuovo segno come quella di Daniel Cohn-Bendict in Francia e dall’opportunità di utilizzare proprio la questione ambientale come chiave di volta per affrontare la crisi e dare nuovo vigore all’economia. Insomma, se fossi stato un elettore francese probabilmente avrei votato per il partito di Cohn-Bendict». Nell’analizzare il successo di Europe Ecologie, che con il 16,3% tallona da vicino i socialisti, bisogna tener conto che il voto europeo, proporzionale, “libera” storicamente gli elettori dalla gabbia dei collegi uninominali e dal maggioritario a doppio turno che concentrano i voti sui partiti maggiori. Un fatto che anche nelle precedenti europee ha portato a clamorosi risultati i verdi (anche se non a questi livelli stratosferici) e formazioni dell’estrema sinistra. La novità è che stavolta il messaggio ecologista, rinnovato e strettamente legato alle questioni del lavoro e di un nuovo modello di società, con una migliore qualità della vita, sembra radicarsi fortemente in ambienti di ceto medio avanzato, sfondare tra i giovani, costruire un blocco sociale con gli agricoltori capeggiati da Bovet, strizzando l’occhio ai nuovi lavori e al “glocal” senza demonizzare il “global”.
GREEN LIFE. GUIDA ALLA VITA NELLE CITTA' DI DOMANI
GREEN LIFE. GUIDA ALLA VITA NELLE CITTA' DI DOMANI di A. Poggio - M. Berrini
se vuoi comprarlo

Nel 2007 una notizia all'apparenza scontata, assume col passare del tempo sempre più importanza: la popolazione che abita nelle città ha superato per la prima volta nella storia quella che vive nelle aree rurali, e si prevede che questa percentuale possa salire al 70% entro il 2050. Inoltre, le città consumano più del 70% di tutta l’energia e producono il 69% delle emissioni di CO2. Queste cifre lanciano un messaggio chiaro: la partita della sostenibilità può essere vinta solo partendo dai contesti urbani, da sempre luoghi dell’innovazione e della creatività, ma oggi anche giganteschi consumatori di energia e produttori di rifiuti e inquinanti. Eppure, come ci dimostrano gli autori di questa utile guida, le alternative ci sono.
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COSI' CI SALVEREMO DAL NUCLEARE
COSI' CI SALVEREMO DAL NUCLEARE
intervista a Jeremy Rifkin

Una fatica inutile. Perché se anche rimpiazzassimo nei prossimi anni tutte le centrali nucleari esistenti nel mondo, il risparmio di emissioni sarebbe comunque un'inezia. Un quarto di quel che serve per cominciare a rimettere le briglie a un clima impazzito. Jeremy Rifkin non ha dubbi: quella atomica è una strada sbagliata, di retroguardia. Come curare malattie nuovissime con la penicillina. E non c'è neppure bisogno dei campanelli di allarme tipo Krsko per capirlo. Basta guardare i numeri senza le lenti dell'ideologia. Proprio l'attitudine che, in Italia, scarseggia di più per il guru dell'economia all'idrogeno. Si vedrebbe così che l'uranio, come il petrolio, presto imboccherà la sua parabola discendente: ce ne sarà di meno e costerà di più. E che il problema dello smaltimento delle scorie è drammaticamente aperto anche negli Stati Uniti dove lo studiano da anni. "Vi immaginate uno scenario tipo Napoli, ma dove i rifiuti fossero radioattivi?" è il suo inquietante memento. Meglio puntare su quella che lui chiama la "terza rivoluzione industriale". Continua...
APPELLO ALL ITALIA E AGLI ECOLOGISTI
APPELLO ALL ITALIA E AGLI ECOLOGISTI Noi che amiamo profondamente l'Italia e abbiamo a cuore il futuro del nostro pianeta, riteniamo necessario impegnarci per dare una risposta ai gravi problemi ambientali e sociali che investono il nostro paese. Il futuro del nostro pianeta e di chi verrà dopo di noi deve essere al centro dell’azione della politica del nuovo secolo. Guardando all’Italia è necessario dare una risposta al degrado dell’ambiente, del paesaggio e ai gravi problemi sociali che investono il nostro paese. La lotta ai cambiamenti climatici, al degrado degli ecosistemi, e alla povertà, strettamente connesse tra loro, devono essere una priorità nell'azione di ogni governo. Per questo sono necessarie politiche coraggiose, capaci di assicurare un futuro anche alle generazioni che verranno. Le ideologie e i partiti del Novecento sono inadeguati a rispondere alle nuove questioni che si pongono, e che agiscono sulla base di meccanismi finanziari, economici e politici alla scala globale. La questione ambientale non è uno dei temi della politica, ma una chiave di lettura per una nuova visione dell’economia e della società ... Continua...
QUANTO COSTANO GLI INCENERITORI
QUANTO COSTANO GLI INCENERITORI Quanto costa l'incenerimento? Tanto, troppo, sotto tutti i punti di vista! Pubblichiamo un lavoro di Roberto Pirani, referente per Roma della Rete Nazionale Rifiuti Zero. Il lavoro di ricerca che segue sintetizza la mole di sussidi, diretti e soprattutto indiretti, che rende appetibile un business a rischio zero (sopra le 150.000 tonn/anno, sotto lavorano in perdita comunque, stante il bilancio energetico RIDICOLO di tale scelta). Sono dati pubblici, non smentibili. Da nessun politico o "esperto de noantri". Gli atti della X Commissione attività produttive, novembre del 2003, che hanno reso evidente questo scandalo, si trovano tranquillamente in rete. In nome di quale interesse pubblico si permette tutto questo? Continua...
SPIRITO NATURALE
SPIRITO NATURALE di Stefano Fusi

L’ecologia “profonda” è il filone dell’ecologia per il quale non bastano soluzioni tecniche e politiche per risolvere la crisi ambientale, ma occorre che l’umanità guardi alla vita in un modo radicalmente nuovo. Passando dal considerarsi, quali esseri umani, non un elemento “esterno” alla natura, ma parte stessa della natura. Per l’ecologia profonda, possiamo vivere bene se siamo in armonia con la natura. Quella “esterna”: elementi, pietre, piante, animali, ecosistemi; e quella “interna”: la nostra natura fisica ed emozionale – corpo, sentimenti, emozioni, le nostre qualità intrinseche di esseri viventi. Ritrovare l’armonia con la natura è un’arte. È una capacità insita in ciascuno di noi. Noi siamo natura. Ritrovare la semplicità della natura è un “lavoro” all’incontrario: togliere, eliminare il superfluo, badare all’essenziale, accettare quello che c’è e trasformarlo in coscienza. È un grande lavoro di ricerca spirituale. Da fare nello stupore e nella gratitudine verso il Grande Mistero, il nome con cui i nativi americani Lakota chiamano lo Spirito. Le pratiche di ecologia profonda sono esperienze di conoscenza, e strumenti per aiutarci a sentire che siamo parti coscienti della natura vivente.
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BUGIE NUCLEARI
BUGIE NUCLEARI di Silvia Pochettino
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La storia vera di due scienziati che hanno gestito le conseguenze di Chernobyl. Perché dopo vent'anni non conosciamo ancora i veri dati su Chernobyl? Quali retroscena internazionali avvolgono quello che è stato definito il più tragico incidente nucleare della storia? Nella vicenda umana di Vassili Nesterenko, fisico nucleare sovietico di grande fama, e Yuri Bandazhevsky, direttore del più grande Istituto di ricerca medica nelle zone contaminate, incarcerato per sei anni per le sue denunce, la ricostruzione di due decenni di bugie, occultamenti, alto spionaggio. Un romanzo-inchiesta ad alta tensione, una storia vera che in Europa ha infiammato l'opinione pubblica e mobilitato le diplomazie internazionali.
MOBILITA’ E TRASPORTO : LE SOLUZIONI ESISTONO

MOBILITA’ E TRASPORTO : LE SOLUZIONI ESISTONO<i><br> Intervista a John Whitelegg*


D. Cosa ci può dire su mobilità e trasporto nelle città piccole e medie? Secondo lei ci sono tipi di problemi e soluzioni diverse tra città come York e Londra o Siena e Perugia su un lato e Roma e Milano sull’altro?  Whitelegg: Ci sono delle grandi differenze. I problemi dal mio punto di vista sono più facilmente risolvibili nelle città piccole/medie perché, molto spesso, hanno un modello insediativo compatto e ci sono buone possibilità di connettere facilmente molti punti di partenza e di destinazione a piedi, in bicicletta, con il trasporto pubblico. È più facile che nelle grandi città. Quest’impostazione, in fondo geografica, risale al geografo svedese Torsten Hagerstrand che negli Anni Sessanta ha sviluppato tutto un linguaggio sullo spazio e il tempo. Torniamo all’esempio di Lancaster o York; è perfettamente possibile, in entrambe le città, raggiungere a piedi o in bicicletta, in trenta minuti o meno, tutti i principali luoghi di lavoro, negozi,
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VOGLIO UNA CASA SANA
VOGLIO UNA CASA SANA Si chiama rete nazionale delle cooperative per l’abitare sostenibile ed è figlia di Federabitazione, di Lega Ambiente, dell’Isituto nazionale di Bioarchitettura e della Banca Popolare Etica. Si promette di realizzare, nei prossimi 2 anni, 1000 alloggi ecologici. Le eco-case, certificate d aun marchio di qualità, avranno un costo di costruzione più alto (15%) ma, secondo i calcoli fatti, consentiranno di risparmiare dal 25 al 30 per cento in luce e riscaldamento. E guadagnarci in salute grazie ai materiali naturali, ai pannelli fonoassorbenti, ai pannelli solari e alla schermatura contro l’elettromagnetismo. Per fare un esempio di come i materiali possono i material possono contribuire in maniera determinante a inquinare l’aria di casa, basta guardare i risulatati di uno studio della fondazione Salvatore Maugeri, che ha controllato per un anno la concentrazione di benzene in sei città europee (Anversa, Copenaghen, Rouen, Murcia, Padova e Atene): nonostante questa sostanza sia presente in maggiori quantità nell’aria delle città del sud, si concentra di più nelle case nordiche. Moquette, carta da parati, legno di pino o abete, tendaggi usati al Nord, sono più assorbenti di ceramica, marmo e muratura, diffusi al Sud. Le sostanze nemiche della salute sono tante, e spesso producono sintomi generici: indebolimento delle difese immunitarie, disturbi alle vie respiratorie, infiammazioni agli occhi, sino all’invecchiamento precoce delle cellule.
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PERCHE' SONO ANDATO A VIVERE CAMPAGNA
PERCHE' SONO ANDATO A VIVERE CAMPAGNA di Leo Hickman

Oggi il rapporto tra città e campagna è simbiotico. Nessuna delle due può vivere senza l’altra. Verso la fine del 2008 le Nazioni Unite hanno annunciato una svolta nella storia dell’umanità. Per la prima volta le persone che vivevano nelle aree urbane erano di più di quelle che abitavano nelle zone rurali. Metà dei 6,7 miliardi di abitanti del mondo ora si sveglia al suono dei clacson invece che al canto del gallo. Stiamo per completare il nostro lungo viaggio dalla condizione di cacciatori e agricoltori a quella di cittadini moderni. Da molti punti di vista è sensato vivere e lavorare tutti insieme in una città, grande o piccola che sia. Nei secoli scorsi abbiamo creato fiorenti comunità – Roma, Londra, Parigi, New York – vicino ai luoghi più convenienti per i commerci e i trasporti, come i fiumi e gli estuari, e ben presto tutte sono diventate metropoli. In quest’ultimo secolo, a determinare la crescita delle città sono state strade e autostrade, perché l’automobile è diventata essenziale nella vita moderna. Anche gli aeroporti e le ferrovie sono stati fondamentali per lo sviluppo dei centri urbani.
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VASTU: L'ARCHITETTURA OLISTICA
VASTU: L'ARCHITETTURA OLISTICA VASTU E ASTROLOGIA Se vogliamo comprendere il vastu dobbiamo sapere che esso è connesso all’astrologia vedica. Vi sono dei versi nella Bhagavad-gita nei quali è affermato che gli esseri celesti dirigono vari aspetti dell’universo. Le otto direzioni dello spazio sono controllate da loro. Indra, il re dei cieli e della pioggia domina l’est. Il sole sorge ad est e dunque ha un potere dominante in quella direzione. Se l’est ha un buon vastu potremo avere salute e prosperità. Varuna, il controllore delle acque, si trova a ovest. Saturno ha una forte influenza ad occidente e dunque un buon vastu a ovest elargisce buona cultura e abbondanza di cibo. Kuvera, il tesoriere degli esseri celesti, protegge la vostra ricchezza e le finanze al nord. Agni, signore del fuoco, è situato a sud-est, che è una buona posizione per il fuoco, le cerimonie del fuoco e per la cucina. Questa direzione è connessa al pianeta Venere. Sri Visnu è al nord est, dunque questa è la parte più spirituale della casa. Dunque questa parte della casa dovrebbe essere mantenuta molto pulita e adibita alla preghiera ed alla adorazione.
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CONSUMIAMO AD OCCHI APERTI
CONSUMIAMO AD OCCHI APERTI   Restiamo totalmente ignari di ciò che accade alle nostre spalle, di come agiscono le logiche delle multinazionali che si divertono a giocare con i capitali e con le risorse spostandolo da un capo all'altro del mondo sotto forma di prodotti. Non contanto gl Stati nazionali, che sono inseriti pienamente in questo gioco, pur sapendo che devono sottostare a leggi che non hanno stabilito loro. Gli stati non possono ormai fare nulla con le proprie regole, queste vengono superate e divorate dal sistema dell'economia internazionale. Questa può essere una delle ragioni per cui assistiamo a continue guerre, soprusi, alleanze difficili da comprendere.  Il nostro ruolo di consumatori in questo senso è decisivo. Siamo noi stessi che diamo forza o incriniamo queste strutture sovrastatali con i nostri acquisti di tutti i giorni: "Come consumatori siamo considerati bestie da ingrasso e da macello, alla stregua degli animali allevati nelle stalle industriali, altrettanto prevedibili e manovrabili, altrettanto facili da mungere"1.
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IL MANUALE PRATICO DELLA TRANSIZIONE
IL MANUALE PRATICO DELLA TRANSIZIONE

di Dario Tamburrano

ll Manuale Pratico della Transizione, scritto da Rob Hopkins, è una vera e propria cassetta degli attrezzi per permettere a chiunque di cambiare la propria città, rendendola via via indipendente dal petrolio e dalle altre fonti fossili. Un manuale per sopravvivere al picco del petrolio, per vivere più felici e per far avviare definitivamente anche in Italia il processo delle Transition Town. La copertina del Manuale Pratico della Transizione di Rob HopkinsFinalmente, dopo tanto attendere, è arrivato anche in italiano il “Manuale Pratico della Transizione”, il testo scritto da Rob Hopkins, fondatore del movimento delle Transition Town, una rete di comunità locali che si pone l'obiettivo di realizzare in maniera morbida ed in forma proattiva le grandi sfide che il picco del petrolio ed i cambiamenti climatici impongono alla nostra generazione: il passaggio dall'era dei combustibili fossili alla civiltà post-petrolifera a ridotte emissioni di gas serra. Continua...
LA SALUTE DELL'HABITAT
LA SALUTE DELL'HABITAT di Claudio Viacava

Il Domoterapeuta, esperto in Medicina dell' Habitat valuterà, attraverso l'uso della Radioestesia nonchè di adeguate strumentazioni elettroniche, la salubrità o meno della nostra casa o del nostro ufficio ed indicherà le soluzioni migliori per bonificare la stessa. Anche la Bibbia riporta, nel Levitico, uno straordinario brano che fa esplicito riferimento alla Geopatologia cioè alla dottrina che ci indica i potenziali pericoli a cui andiamo incontro vivendo in case o edifici insalubri. Per questa ragione vi chiedo di non giudicare la Geopatologia come una stupida"superstizione" frutto della mente distorta di un gruppo di scaltri approfittatori della credulità popolare ma come una vera e propria Scienza. Il Domoterapeuta è innanzitutto un serio e colto professionista, dotato di una straordinaria sensibilità nel percepire le disarmonie ambientali e geologiche e che si potrebbe definire il "Medico della Casa".
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L'INQUINAMENTO DOMESTICO
L'INQUINAMENTO DOMESTICO Ma chi l'avrebbe mai detto che più ci impegniamo e più ci sforziamo a pulire le superfici della nostra abitazione, con olio di gomito e prodotti di ultima generazione, più inquiniamo? Eppure tutte le ricerche confermano questa tesi: i prodotti di cui ci serviamo per la pulizia della casa contengono sostanze tossiche che provocano patologie diverse soprattutto di tipo respiratorio. È stato accertato che la principale fonte di inquinamento domestico sono appunto detersivi, sgrassanti, brillantanti e tutto ciò che concerne l'igiene degli spazi. Allora non si tratta proprio di igiene. Ciò che non viene preso in considerazione è l'effetto sinergico tra gli agenti chimici, ossia la combinazione di componenti che insieme sono altamente nocivi. Tali componenti perdurano sulle superfici lavate e si trasformano con il tempo in sostanze volatili che vengono inalate. Ancora non è stato studiato che tipo di reazione possa avere il nostro corpo nel respirare contemporaneamente questi agenti inquinanti.
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