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UN ALTRO MONDO POSSIBILE
Creando una nuova Consapevolezza 
UN ALTRO MONDO  POSSIBILE
I FIORI DEL DOMANI
Tutti i fiori di tutti i domani
sono i semi di oggi e di ieri.

Proverbio cinese
Ancora un sogno
... Sì, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti, di speranze rovinate, ma nonostante tutto voglio concludere dicendo che ho ancora dei sogni, perché so che nella vita non bisogna mai cedere.
Se perdete la speranza, perdete anche quella vitalità che rende degna la vita, quel coraggio di essere voi stessi, quella forza che vi fa continuare nonostante tutto.
Ecco perché io ho ancora un sogno...
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Varsavia
<b>Varsavia </b>







Hanno ucciso il ragazzo di vent'anni
l'hanno ucciso per rabbia o per paura
perché aveva negli occhi quell'aria sincera
perché era una forza futura
sulla piazza ho visto tanti fiori
calpestati e dispersi con furore
da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Sull'altare c'è una madonna nera
ma è la mano del minatore bianco
che ha firmato cambiali alla fede di un mondo
sulla pelle di un popolo già stanco
Continua...

POTETE SOLO ESSERE LA RIVOLUZIONE
Ursula le Guin

Non abbiamo nulla se non la nostra libertà.
Non abbiamo nulla da darvi se non la vostra libertà.
Non abbiamo legge se non il singolo principio del mutuo appoggio tra individui.
Non abbiamo governo se non il singolo principio della libera associazione.
Non potete comprare la Rivoluzione.
Non potere fare la Rivoluzione.
Potete solo essere la Rivoluzione.
È nel vostro spirito, o non è in alcun luogo

da " The dispossessed" 1974
LA FINE DELLA VITA
é l'inizio della sopravvivenza

<b>LA FINE DELLA VITA<br> é l'inizio della sopravvivenza </b>





Come potete comperare
o vendere il cielo,
il calore della terra?
l'idea per noi é strana.
Se non possediamo
la freschezza dell'aria,
lo scintillio dell'acqua.
Come possiamo comperarli?
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I CREATIVI CULTURALI
<b>I CREATIVI CULTURALI</b>





L'altro modo di pensare
e vivere

Ervin Laszlo
Possiamo pensare in modi radicalmente nuovi circa i problemi che affrontiamo?
La storia ci dimostra che le persone possono pensare in modi molto differenti. C'erano, in Oriente e in Occidente, sia nel periodo classico, che nel Medio Evo ed anche nelle società moderne, concezioni molto diverse sulla società, sul mondo, sull'onore e sulla dignità. Ma ancora più straordinario è il fatto che anche persone moderne delle società contemporanee possano pensare in modi diversi. Questo è stato dimostrato da sondaggi di opinioni che hanno indagato su cosa i nostri contemporanei pensano di loro stessi, del mondo e di come vorrebbero vivere ed agire nel mondo.

Una recente indagine della popolazione americana ha dimostrato modi di pensare e di vivere molto differenti.
Questo è molto importante per il nostro comune futuro, poiché è molto più probabile che alcuni modi di pensare preparino il terreno per uno scenario positivo piuttosto che altri.
Questi sono stati i risultati principali:
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PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI
<b>PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI </b>





Alexander Langer


La domanda decisiva è: Come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile?
Lentius, Profundis, Suavius”, al posto di ”Citius, Altius, Fortius”

La domanda decisiva quindi appare non tanto quella su cosa si deve fare o non fare, ma come suscitare motivazioni ed impulsi che rendano possibile la svolta verso una correzione di rotta.
La paura della della catastrofe, lo si è visto, non ha sinora generato questi impulsi in maniera sufficiente ed efficace, altrettanto si può dire delle leggi e dei controllo; e la stessa analisi scientifica
Continua...
CITTADINO DEL MONDO
<b>CITTADINO DEL MONDO</b> Graffito a Monaco






Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere…. Straniero.
Il viaggiatore leggero
<b>Il viaggiatore leggero </b> Adriano Sofri
Introduzione al libro di Alex Langer, ed. Sellerio 1996

Alexander Langer è nato a Sterzing (Vipiteno-Bolzano) nel 1946, ed è morto suicida a Firenze, nel luglio del 1995.
Benché abbia dedicato la sua vita intera, fin dall'adolescenza, a un impegno sociale e civile, e abbia attraversato per questa le tappe più significative della militanza politica, da quella di ispirazione cristiana a quella dell'estremismo giovanile, dall'ecologista e pacifista dell'europeismo e alla solidarietà fra il nord, il sud e l'est del mondo, e sempre alle ragioni della convivenza e del rispetto per la natura e la vita, e benché abbia ricoperto cariche elettive e istituzionali, da quelle locali al Parlamento europeo, è molto difficile parlarne come di un uomo politico. O almeno, è del tutto raro che nella politica corrente si trovi anche una piccola parte dell'ispirazione intellettuale e morale che ha guidato la fatica di Langer. La politica professata, anche quando non è semplicemente sciocca e corrotta, non ha il tempo di guardare lontano, e imprigiona i suoi praticanti nella ruotine e nell'autoconservazione. Uno sguardo che
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PER BOICOTTARE ISRAELE


NO AL CODICE A BARRE CHE INZIA PER 729
Ogni prodotto ha un codice a barre. I prodotti israeliani hanno un codice che inizia per 729. Boicottare l’economia israeliana è l’unico modo che abbiamo per farli smettere. Cominciamo con qualcosa di piccolo. ma, in questo mondo governato dal capitale efficace: quando andate al supermercato, nei negozi, nei mercati controllate la provenienza dei prodotti che acquistate. Se il codice a barre riporta il numero 729 non comprateli.
6 gennaio 2009 - Matteo Della Torre (Casa per la nonviolenza, associazione di ispirazione gandhiana.)
Fonte: http://femminismo-a-sud.noblogs.org

Codice a barre
Ogni prodotto ha un codice a barre. I prodotti israeliani hanno un codice che inizia per 729. Boicottare l’economia israeliana è l’unico modo che abbiamo per farli smettere . Dovrebbero farlo gli Stati. Dovrebbero farlo le imprese. Dovrebbero farlo tutti quelli che vivono e lavorano nel mondo dell’economia globale. Ogni euro che noi gli diamo si trasforma in bombe e tank che sparano contro la popolazione civile palestinese . Quando andate a fare la spesa, non comprate. Non dirigete soldi in quella direzione. Non facciamolo noi da consumatori ma spero non lo facciano neppure quelli che si occupano di grandi investimenti. Pia illusione, immagino, perchè chi lavora per fare soldi aspetta la distruzione degli stati per vincere gli appalti della ricostruzione. Perciò dipende da noi. Cominciamo a togliere qualche arma a chi ne sgancia a tonnellate sulla popolazione palestinese. Diamoci da fare. Passate parola.

FONTE: http://www.ilgridodeipoveri.org/gdp/a/28215.html


Il boicottaggio dei prodotti israeliani: alla ricerca di una cittadinanza globale

La discussione sul boicottaggio è solitamente incentrata su qualche obiettivo politico a breve termine, la fine di questa o di quella politica, di questo o di quel governo. In realtà, l'azione del boicottaggio deve essere più profonda. Boicottare significa impegnarsi in un atto morale per protestare contro specifici atti di ingiustizia, ed affermare l'aspirazione ad una maggiore giustizia sociale in generale.
Sergio Yahni
Fonte: News from Within Gennaio 2003
Mensile dell'Alternative Information Center http://www.alternativenews.org

Sudafrica

Julius Nyerere considerava gli sforzi contro il sistema dell'apartheid come una 'responsabilità individuale' ed un 'contributo personale' alla lotta in Sud Africa.
Comprare i prodotti sudafricani era moralmente sbagliato, ed il boicottaggio di tali prodotti divenne una dichiarazione morale, oltre che una forma di lotta politica.

Il 26 giugno del 1959, Julius Nyerere, allora primo ministro del Tanganyka, fu il principale oratore ad un incontro a Londra che lanciò il Boycott Movement (Movimento per il Boicottaggio, nel 1960 fu ridenominato Anti-Apartheid Movement, Movimento Anti-Apartheid). In quel meeting, Nyerere disse: "Noi Africani odiamo le politiche del governo sudafricano. Aborriamo la condizione di semi-schiavitù sotto la quale i nostri fratelli e le nostre sorelle in Sud Africa sono vivono, lavorano e producono i beni che acquistiamo. Stiamo approvando delle risoluzioni contro questo sistema odioso, e continuiamo a sperare che un giorno le Nazioni Unite ed i governi del mondo intero faranno pressione sul governo sudafricano perché questo tratti come esseri umani i suoi abitanti di origine non europea".

Quei sentimenti possono essere oggi fatti propri da molti di coloro che lottano per la solidarietà con i Palestinesi. Certamente, detestiamo le politiche del governo israeliano, aborriamo le condizioni di limitazione degli spostamenti, assedio e persecuzione sotto la quale i nostri fratelli e sorelle vivono in Palestina. Marciamo, protestiamo, denunciamo, facciamo pressioni e riusciamo ad approvare delle risoluzioni che condannino queste politiche in svariati forum internazionali. Tuttavia, sappiamo che queste risoluzioni, queste marce e queste proteste non sono abbastanza di per se stesse. Sappiamo che gli interessi globali, i governi e la manipolazione dell'opinione pubblica mondiale proteggono il sistema politico di Israele.

Per Nyerere, la politica è divenuta un'affermazione di carattere morale. Comprare i prodotti sudafricani era moralmente sbagliato e boicottarli è divenuta una dichiarazione morale, ma anche una lotta politica. Il destino del popolo del Sud Africa è divenuto una responsabilità mondiale, la lotta per la democrazia in Sud Africa è divenuta un'espressione di cittadinanza globale.

Allo stesso modo, la solidarietà con la causa palestinese è oggi un'espressione di cittadinanza globale. Ciò si esprime sia nella responsabilità individuale per gli affari globali, che si dimostra mediante le azioni di boicottaggio, ma è anche espressione diretta da parte dei cittadini del pianeta del loro interesse per l'impunità garantita ad Israele. La protezione offerta dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea dall'arena internazionale rende le azioni di boicottaggio una lotta su due fronti: il primo, in rapporto agli avvenimenti in Palestina, il secondo in relazione all'agenda politica interna degli Stati Uniti e dell'Unione Europea.

Israele gode di un'impunità unica al mondo generata da una combinazione di interessi statunitensi in Medio Oriente e dell'abuso cinico della tragedia dell'olocausto al fine di bloccare le critiche provenienti dall'Europa. Gli interessi nordamericani nella regione costituiscono una salvaguardia continua ed inflessibile per le politiche reazionarie di Israele, ed impediscono una risoluzione del conflitto in Medio Oriente. Le politiche statunitensi impediscono l'esecuzione delle risoluzioni delle Nazioni Unite riguardanti il conflitto israelo- palestinese, e bloccano tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, nel caso che condannino Israele o contraddicano i suoi obiettivi politici.

Le politiche messe in atto dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea riguardo ad Israele hanno fatto di questo paese un caso esemplare di impunità, e quindi di importanza globale. Questa impunità porta a sminuire il sistema internazionale che regola i rapporti tra le nazioni. L'impunità di Israele è contagiosa, e ciò indebolisce il valore della Quarta Convenzione di Ginevra in altri conflitti come quello in Afghanistan, in Iraq, Iran e Corea del Nord.

È dunque sia un compito, sia un interesse della comunità globale dei cittadini costringere i responsabili a porre fine a questo stato di impunità, e di ristabilire le norme internazionali che proteggono i diritti umani, politici, sociali e culturali su scala globale. Julius Nyerere considerava gli sforzi contro il sistema dell'apartheid come una 'responsabilità individuale' ed un 'contributo personale' alla lotta in Sud Africa. "Ognuno di noi- ha affermato- può eliminare il proprio sostegno personale al sistema sudafricano rifiutando di acquistare i beni sudafricani. Ci sono milioni di persone nel mondo che sostengono in questo modo il governo sudafricano, e che possono smettere di farlo tramite il boicottaggio. Credo che solo in questo modo possiamo dare significato al nostro disgusto per il sistema, ed incoraggiare i governi propensi a questa causa ad agire".

Il sistema israeliano è moralmente sbagliato, ed esiste un obbligo morale a boicottare dei prodotti che lo sostengano in qualsiasi modo. Ogni prodotto boicottato ha una storia che deve essere spiegata, in modo da legarla alla giustizia sociale. Ogni prodotto ha un legame con gli Stati Uniti e con l'Unione Europea per il destino del popolo palestinese. Attraverso il boicottaggio, il nostro obiettivo è cambiare un sistema globale ingiusto con uno più giusto, che assicuri i diritti individuali e nazionali al popolo palestinese. Dobbiamo rompere la catena di impunità internazionale che protegge Israele.

Note:

Traduzione di Susanna Valle per PeaceLink


Io non compro "Made in Israel"

Si diffonde anche in Italia il boicottaggio dell'economia di guerra israeliana
19 marzo 2003 - Claudio Grassi
Fonte: Liberazione, 19 marzo 2003

Rachel Corrie aveva solo 23 anni e tanta voglia di vivere, di lottare per difendere il diritto alla vita dove viene negato. Era un'attivista dell'International Solidarity Movement e rappresentava l'altra faccia degli Stati Uniti, quella del "not in my name", del ripudio della guerra di Bush. Ha trovato la morte tra le strade polverose di Rafah, nella Striscia di Gaza, sotto un bulldozer dell'esercito israeliano: stava difendendo con il proprio corpo le case dei palestinesi. Il suo paese si è limitato a chiedere: "spiegazioni per il fatto increscioso", ben attento però a pesare le parole nei confronti del governo di Tel Aviv. Rachel era una pacifista, non un marines, e Sharon è pur sempre il migliore alleato degli Usa nella regione, schierato in prima linea nella nuova crociata contro il mondo arabo.

Anche nel nostro paese parlare senza fronzoli di Israele, delle sue ininterrotte violazioni dei diritti del popolo palestinese, è ancora un tabù. Rischi d'incappare in una campagna mirata che ti paragona ai peggiori antisemiti della storia, come è avvenuto ad Alberto Asor Rosa, di leggere il tuo nome sul solito "scoop" di Libero sui "legami tra la sinistra nostrana e i kamikaze integralisti", di trovare qualche rabbino estremista che invoca l'applicazione della legge Mancino, pensata apposta per i neonazisti. Figuriamoci se l'oggetto della discussione sono azioni pratiche e praticabili, volte a colpire alle fondamenta l'economia di guerra su cui si basa lo stato israeliano, a esercitare una pressione dal basso affinché abbia termine l'occupazione illegale di Gaza, della West Bank e di Gerusalemme Est e sia riconosciuto il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi; una pressione sull'esempio di quella che ha contribuito a sgretolare il Sudafrica dell'apartheid.

LE ACCUSE INFONDATE

Perfino a sinistra, tra le forze amalgamatesi attorno al rifiuto della guerra senza se e senza ma, capaci di critiche anche molto nette alla politica del governo americano o al regime turco (autore del genocidio di milioni di kurdi), spesso si è costretti a ripiegare su posizioni difensive quando si denunciano i crimini commessi in Palestina. Proprio per non incorrere nella scure dell'"antisemitismo". Può quindi capitare che, assieme a dirigenti Forza Italia e post-fascisti di An (dal passato tutt'altro che immacolato su argomenti di questo tipo), amministratori locali di centrosinistra si scaglino contro un tranquillo circolo Arci di Pisa, giudicando "assolutamente sbagliato e incondivisibile" il boicottaggio dei prodotti made in Israel. O che intellettuali di origine progressista, strumentalizzando questa campagna, alludano al ritorno di un clima da "notte dei cristalli".
La risposta più eloquente è venuta dalla Rete degli "Ebrei contro l'occupazione", secondo la quale la paura dell'"antisemitismo" è "un'arma formidabile nelle mani di Sharon, del governo israeliano e di tutti coloro che lo appoggiano", il cui uso politico è grave "non solo perché distrae da ciò che è stato l'antisemitismo storico ed offende la memoria delle sue conseguenze, fino al massacro degli ebrei europei, ma anche perché genera nuovo antisemitismo".
I critici del boicottaggio, evidentemente, non sanno - o fingono di non sapere - che l'appello ai "consumatori" a non comprare merci israeliane (riconoscibili dal codice a barre che inizia col numero 729) e di aziende direttamente coinvolte in questa economia di guerra, è stato lanciato più di due anni fa, in concomitanza con l'inizio della nuova Intifada, proprio da gruppi e personalità ebraiche degli Stati Uniti e dei territori occupati. Non sanno - o fingono di non sapere - che a livello mondiale ed europeo la campagna è sostenuta dai soggetti più svariati. In Inghilterra lo stesso governo di Tony Blair, pressato da alcune associazioni di consumatori, è stato costretto a far ritirare dagli scaffali dei supermercati una serie di prodotti provenienti dalle zone sotto occupazione israeliana, soprattutto dalle alture del Golan, e illegalmente marchiati "made in Israel". In Francia il boicottaggio è attuato dalla quasi totalità dei partiti di sinistra, dal Partito comunista alla Lcr passando per i Verdi, ma anche dalle Donne in Nero, Attac e la Confederazione contadina di Bovè. Il parlamento europeo sta discutendo se mantenere o meno le relazioni commerciali con lo stato israeliano e, in ogni caso, il 10 aprile dello scorso anno ha votato la sospensione dell'associazione di Israele all'Ue.

I PRODOTTI DA NON ACQUISTARE

E in Italia? Nonostante la strumentalizzazione o, più spesso, la ferrea censura dei media, nel nostro Paese hanno già avuto luogo centinaia di iniziative. Promossi principalmente dal Forum Palestina (www.forumpalestina.org) e altri comitati di supporto alla causa palestinese, volantinaggi hanno informato i clienti abituali dei supermercati Auchan, La Rinascente, Upim e Carrefour, e azioni dimostrative sono state indette contro le sedi di Caterpillar, Mac Donald's e Hazera Genetics, tre delle aziende inserite nella lunga lista.
Sono prodotti dalla Caterpillar, i bulldozer dell'esercito israeliano utilizzati per demolire le case palestinesi e sradicare gli alberi d'ulivo. Il presidente della più nota catena di fast-food, Greenberg, è direttore onorario di una Camera di Commercio e Industria America-Israele e, secondo il Chicago Online, Mac Donald's è uno dei maggiori partner economici di un'organizzazione ultra-conservatrice ebraica. La Hazera Genetics è, invece, un'azienda israeliana specializzata nell'import di sementi geneticamente modificate e che, con i suoi pomodorini "Pachino" di dubbia genuinità, sta mettendo in crisi le coltivazioni tradizionali della Sicilia.
Che il boicottaggio sia uno strumento utile, dai risultati tangibili, lo dimostra la recente sospensione dell'accordo stipulato tra l'azienda italiana Acea (di cui il Comune di Roma è il principale azionista) e le autorità israeliane in materia di sfruttamento delle acque. Le petizioni firmate in calce da decine di esponenti politici, giornalisti, docenti, semplici cittadini e le interrogazioni presentate al sindaco Veltroni hanno fatto sentire il fiato sul collo, contribuendo a fare chiarezza su un atto che sarebbe suonato alla stregua di una provocazione. Infatti, fa notare il Forum Palestina, la sottrazione dell'acqua ai palestinesi e agli altri paesi della regione (il Libano, per esempio) è un elemento fondamentale del colonialismo israeliano; Israele, a differenza dei paesi vicini, non ha mai sottoscritto i trattati internazionali sulle acque e non si contano le risoluzioni dell'Onu che hanno condannato le sue rapine delle risorse naturali, prima fra tutte proprio l'acqua.
Al rifiuto di acquistare prodotti di società dai nomi esotici, come Jaffa, Carmel, Delta Galil, di multinazionali tipo Nestlé, Coca Cola, Nokia e L'Oréal, o di stipulare accordi commerciali con le autorità d'Israele, ora si aggiunge anche la richiesta di una moratoria delle relazioni scientifiche e culturali con lo stato sionista. Centinaia di docenti e ricercatori di ogni parte del globo, tra cui diversi italiani, hanno sottoscritto due appelli distinti del "Coordinamento degli scienziati per una pace giusta in Medio Oriente", nei quali si chiede la cessazione di ogni forma di collaborazione istituzionale e di sostegno materiale agli organismi israeliani, fino a quando il governo di Sharon non deciderà di avviare seri negoziati di pace con i palestinesi. Con l'impegno dei firmatari di non assistere ad alcuna conferenza scientifica in Israele e non rispondere alle richieste di perizie provenienti dalle istituzioni di quel paese, fermo restando che nessuno mette in discussione le relazioni personali con singoli colleghi israeliani.

UNO STRUMENTO EFFICACE

"L'abolizione del diritto all'educazione e all'insegnamento, la chiusura delle Università, la persecuzione degli studenti", sono le parole di Etienne Balibar, docente emerito all'Università di Paris X Nanterre, "sono intollerabili, soprattutto nelle condizioni di una occupazione militare.
Non possiamo accettare che da un lato della linea di demarcazione regnino le libertà accademiche e dall'altro la costrizione e la schiavitù". Per lui e gli altri accademici non è stata una scelta facile. La calunnia di "antisemitismo" è sempre dietro l'angolo, e non mancano anche tra le presunte "colombe" coloro che considerano il boicottaggio una proposta "senza precedenti", salvo poi non battere ciglio dinnanzi all'embargo criminale che colpisce l'intero popolo irakeno o ad atti di pirateria internazionale come la legge Helms-Burton. A chi ha cercato di trovare le differenze tra l'attuale situazione nei territori occupati e quella del Sudafrica del razzismo boero, prima della vittoria di Mandela, Balibar risponde che "io non credo che l'occupazione della Palestina sia meno orribile dell'apartheid", e ai colleghi israeliani che hanno mostrato "sconcerto" e "indignazione" propone di impegnarsi concretamente per sostenere le Università palestinesi, "poiché ogni dialogo, anche quello accademico, ha come condizione il ristabilimento di un minimo di uguaglianza fra le parti".
Il boicottaggio è un'arma pacifica, alla portata di tutti, non rivolta contro le popolazioni civili (a differenza dell'embargo) ma contro l'establishment politico, militare ed economico che tiene sotto il tallone di ferro milioni di persone. Un mezzo attraverso il quale far sentire la nostra vicinanza alla Resistenza palestinese e alla sua legittima lotta di liberazione nazionale, ma anche alle forze democratiche, ai refusenik, a quella parte di Israele che dice "signornò" alla violenza del regime di Ariel Sharon. Un modo di acquistare intelligente, in antitesi al modello produci-consuma-crepa.


Questa è la copia cache di Google di http://www.cdbchieri.it/pace/boicotta_israele.htm. È un'istantanea della pagina visualizzata il 4 gen 2009 04:24:57 GMT. Nel frattempo la pagina corrente potrebbe essere stata modificata. Ulteriori informazioni

Sono stati evidenziati i seguenti termini usati nella ricerca: boicotta israele  

Boicotta Israele

Lista prodotti israeliani:

AHAVA: prodotti estetici e dermatologici distribuiti in Italia da P.M.
CHEMICALS S.R.L./Milano
AMCOR: purificatori e condizionatori d'aria, insetticidi
ALBATROSS: fax e sistemi di posta elettronica
CANTINE BARKAN Ltd: vini con etichetta Reserved, Barkan e Village
CANTINE DELLE ALTURE DEL GOLAN: vini con etichetta Yarden, Gamla e Golan distribuiti in Italia da GAJA DISTRIBUZIONE, Barbaresco (Cuneo)
CARMEL: prodotti d'esportazione come avocados, fiori recisi e succhi di frutta
CALVIN KLEIN: alcuni capi di vestiario sono realizzati in Israele
DATTERI DELLA VALLE DEL GIORDANO varietà Medjoul e Deglet Nour
EPILADY/MEPRO: epilatori
HALVA: barrette di sesamo
INTEL: microprocessori e periferiche
JAFFA: agrumi
MOTOROLA: prodotti di irrigazione e fertilizzanti
MUL-T-LOCK Ltd: porte blindate, serrature di sicurezza, cilindri e attrezzature
NECA: saponi
PRETZELS: snack salati della Beigel
SALI DEL MAR MORTO: prodotti cosmetici
Società Gitto Carmelo e Figli Srl di Messina: ha costruito una strada che passa nei territori occupati ed è a solo uso dei coloni
SODA-CLUB Ltd.: sistemi per carbonare e sciroppi per la preparazione di
soda e soft drinks
SOLTARN Ltd: pentole e tegami in acciaio antimacchia
VEGGIE PATCH LINE: hamburger di soia e prodotti alternativi

 

Generi : marche

Abbigliamento: Ask Retailer; Gottex, Gideon Oberson, Sara Prints, Calvin Klein
Aromi e spezie: MATA, Deco-Swiss, Israel Dehydration Co. Ltd.
Bevande: Askalon, Latroun, National Brewery Ltd., Carmel, Eliaz Benjamina
Ltd., Montfort, Yarden Vineyards, International Distilleries of Israel
Ltd. (Sabra), Gamla, Hebroni
Budini: OSEM, MATA, Israel Edible Products Ltd. -Telma
Cipolle: Beit Hashita, Carmit, Sunfrost
Formaggi: Kfir Bnei-Brak Dairy Ltd., Tnuva, Central Co-op, MATA, Haolam
Frutta: Assis Ltd., Carmel Medijuice, NOON, PRI-TAIM, Agrexco USA Ltd.,
Yakhin, PRI-ZE, FIT (Federation of Israel Canners), Jaffy's Citrus
Products
Prodotti a base di pomodoro: FIT, Medijuice, Pardess, Yakhin, VITA
Prodotti dolciari (caramelle e noccioline): Carmit, Elite, Geva, Rimon,
Karina, Lieber, Oppenheimer, OSEM, Taste of Israel, Israel Edible
Products - Telma
Olive: Beit Hashita, H&S Private Label, Shan Olives Ltd. (Hazayith)
Marmellate, conserve, sciroppi, miele e frutta candita: Assis Ltd., I&B
Farm Products, Meshek Industries (Beit Yitshak 778) Ltd., VITA
Pesce: Noon, Yonah, Carmel, Ask retailer/frozen fillets
Prodotti a base di tacchino: Hod Lavan, Soglowek, Yarden, Ask retailer/butcher/Deli
Prodotti dietetici: Elite, Froumine, OSEM, Israel Edible Products - Telma, Kedem, Afifit Ltd., Magdaniat Hadar Ltd., Tivon
Prodotti di forneria: Affifit Ltd., Barth, Elite, Einat, Froumine, Hadar, Israel Edible Products - Telma, Magdaniat Hadar Ltd., OSEM, Taste of Israel

Prodotti vegetali:

Yakhin, PRI-TAIM, PRI-ZE Growers/MOPAZ, Sanlakol, Carmelit Portnoy, Tapud, Sun Frost
Salse per pizza: Jaffa-Mor, VITA, H&S Private Label, MATA
Zuppe, salse e dadi: Israel Edible Products Ltd. - Telma, OSEM, MATA, Gourmet Cuisine

Software e componenti per computer: Four M, Cimatron, Eliashim Micro Computers, Sintel, Ramir (Adacom), Rad, Orbotech, Shatek, Scitex, 4th Dimension Software Ltd., magic Software, 32-bit

 

Un'azienda da boicottare



La Gilat Ltd è una delle maggiori multinazionali israeliane della net economy.
Impiega circa 1.600 dipendenti, con un fatturato annuo intorno ai 900 milioni di euro. E’ quotata al NASDAQ di New York (GILTF).
Ha sede principale in Israele con filiali in diverse capitali mondiali tra cui Roma.
I capi e fondatori sono due manager israeliani, che hanno lavorato per più di 10 anni per IDF, l’esercito israeliano. Il prodotto principale sono sistemi di connessione satellitare bidirezionale alle reti IP, tra cui Internet. L’ideale per chi non possiede una rete telefonica fissa.
Un vero vanto di efficienza ed innovazione per l’intera industria israeliana. I prodotti vengono distribuiti in tutto il mondo da partner regionali come compagnie telefoniche e provider per l’accesso alla rete.
Il partner paneuropeo della Gilat è l’azienda italiana Tiscali S.p.a., che commercializza l’intera soluzione, i prodotti e perfino l’assistenza della azienda israeliana, tramite il servizio TiscaliSat per il momento in Italia, Germania e Svezia. Entro fine anno in tutta Europa. Tiscali è infatti il maggior provider paneuropeo per la fornitura di accessi ad Internet low-band tramite modem, e in ottima posizione per i collegamenti broadband (ad alta velocità, per esempio ADSL) grazie ad una rete di fibre ottiche europea per i collegamenti fissi e all’accordo paneuropeo in esclusiva con Gilat per le connessioni broadband satellitari.
Ha naturalmente sedi in tutto il mondo. E’ il simbolo della new economy italiana, la prima società ad essere quotata nel Nuovo Mercato di Milano, ed attualmente quotata anche nel listino del nuovo mercato di Parigi, quella che ha dato un impulso straordinario al boom della Borsa. La prima azienda ad offrire l’accesso gratuito alla rete.

L’obiettivo è costringere Tiscali a cessare la distribuzione in tutta Europa dei sistemi di collegamento alla rete via satellite prodotti dall’azienda israeliana Gilat e commercializzati in esclusiva con il servizio TiscaliSAT. Sarebbe una forma di embargo economico europeo dal basso dell’economia israeliana, che funzionerebbe anche come richiesta di embargo economico che la UE dovrebbe effettuare verso Israele


Lista aggiornata prodotti israeliani da boicottare

17 aprile 2002 - Associazione YaBasta

AGRUMI JAFFA (i pompelmi sono uno dei prodotti israeliani più diffusi in Italia)

AGRUMI e FRUTTA CARMEL (pompelmi, pomelo, avogado)

ARACHIDI GIGANTI DI ISRAELE MISTER NUT e LIFE

Prodotti surgelati ZIO ELIO, Kibbutz Eilon (nuvolette, verdurette, svizzere, wurstel, cotolette)

tra i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani vi segnaliamo:

AHAVA (Dead Sea Laboratories) (prodotti cosmetici e dermatologici)
Distributore italiano: P.M. Chemicals S.R.L./Milano
i sali da bagno (Cristalli di Sali da Bagno del Mar Morto)
I prodotti AHAVA sono talvolta venduti nelle erboristerie e nelle farmacie.

Barkan Wine Cellars Ltd (vini venduti con l'etichetta Reserved, Barkan e Village)

I Pretzels della Beigel & Beigel bakery (le ciambelline salate, biscotti saporiti e crackers)

Golan Heights Winery
(vini venduti con l'etichetta Yarden, Gamla e Golan) GAJA DISTRIBUZIONE, Barbaresco (CN)

HALVA
Dolci di sesamo in barra da 100 grammi, Kosher Produced by Achva. http://www.halva.co.il/

Jordan Plains dates
(le principali varietà di datteri che crescono nella Valle del Giordano degli insediamenti israeliani sono Medjoul e Deglet Nour) Esportato da Israele da Agroexco.
Solitamente si trova nei negozi di frutta o sulle bancarelle di frutta e verdura dei mercati
Esportato da Israel da Hadiklaim Date Growers' Cooperative Ltd.

Soda-Club Ltd.
(sistemi per carbonare e sciroppi per la preparazione di soda e soft drinks)
http://www.sodaclubenterprises.com/content/english/about1.html


Inoltre è in atto una campagna internazionale di boicottaggio contro la Caterpillar Company, azienda USA con sede a Peoria, Illinois.
Le azioni contro la CATERPILLAR vogliono condannare l'uso illegale dei bulldozers forniti a basso costo allo Stato d'Israele per la devastazione dei Territori Palestinesi.
Ricordiamo che CATERPILLAR in Italia commercializza oltre ai suoi bulldozers, con il suo logo CAT anche scarpe ed abbigliamento.

VI INVITIAMO A SEGNALARE TUTTI I PRODOTTI, LE AZIENDE CHE ABBIANO CONNESSIONI CON GLI INSEDIAMENTI ISRAELIANI E LA POLITICA DI ANNIENTAMENTO E DISTRUZIONE DEL POPOLO PALESTINESE DA PARTE DEL GOVERNO DI SHARON.
yabasta@sherwood.it


Campagna per il boicottaggio d'Israele

La seguente lista include quelle ditte che sostengono attivamente lo stato sionista d'Israele. Ci auguriamo che la gente di coscienza tenga in considerazione i nomi di queste ditte e prenda una decisione etica e morale nel non acquistare i loro prodotti. 

Questa lista non è da considerarsi completa poiché la ricerca di tali ditte è un processo continuo. 

Ringraziamo i fratelli del sito www.inminds.com per averci autorizzato ad usarla.

 

Lista (in inglese)









non sono chiarii siboli tondo barrato delle ditte
sono da comprare o ? grazie

non sono chiarii siboli tondo barrato delle ditte
sono da comprare o ? grazie

scritto da: Fede il 07/11/2011 alle 20:55
Ci sono altri produttori di prodotti del Mar Morto da boicottare?

IN QUESTO PERIODO NON SOLO IN TUTTI I SUPERMERCATI SONO IN VENDITA MOLOGRANI, ARACHIDI EC.. PROVENIENTI DA IASRAELE .
PREPARATE DEI VOLANTINI NON TROPPO GRANDI ALTRIMENTI I COMMESSI LI VEDONO SUBITO ,SCRIVETE QUELLO CHE VOLETE ESEMPIO . Es. non comprare questo prodotto,se lo compri finanzi l'acquisto di armi ,che servono anche a fare violenze ai PALESTINESI ecc.
POI LASCIATELO SUL PRODOTTO IN VENDITA,SENZA FARVI BECCARE.
mettete poche frasi significative ,devono colpire subito,come la pubblicita che rincoglionesce non solo i nostri figli.

scritto da: stefanovaldisserra il 21/10/2012 alle 16:06
E NECESSARIO CONDIVIDERE COL MAGGIOR NUMERO DI PRERSONE IL BOICOTTAGGIO DEI PRODOTTI ISRAELIANI SI DEVE FARE SENTIRE

scritto da: stefanovaldisserra il 21/10/2012 alle 16:06
E NECESSARIO CONDIVIDERE COL MAGGIOR NUMERO DI PRERSONE IL BOICOTTAGGIO DEI PRODOTTI ISRAELIANI SI DEVE FARE SENTIRE

mi piace la tua terra , pertanto tu la rubo.
mi piace la tua casa ,pertanto te la rubo .
tu sei un essere inferiore da colonizzare , se vuoi puoi essere il mio servo, come prevedono le leggi razziali da me fatte.
DOMANDA
QUANDO TUTTI GLI ESSERI UMANI AVRANNO I MEDESIMI DIRITTI ?

IVANO


scritto da: stefanovaldisserra il 23/10/2012 alle 16:04
tanta gente ignora cio che compra,bravo ivano ottima idea...ma attenti a non farvi scoprire

scritto da: Dixabibre il 01/02/2013 alle 07:09
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Vi ringrazio per quanto pubblicato. Adesso so, con precisione, cosa acquistare. Però ho notato una mancanza: non ci sono medicine fabbricate in Israele?

Vi ringrazio molto per l'elenco dei prodotti e delle varie ditta da boicottare.
Io trovo che il male assoluto si chiami sionismo, una dittatura (bem peggiore di tantissime altre) che da decenni tiene il mondo in una
Boicottare lo stato ebraico mi pare cosa buona ed assai giusta. Non vogliono sentire ragioni e continuano ad occupare ed uccidere? Noi che non siamo dei barbari assassini e continuamente assetati di sangue, possiamo dare vita a campagne di boicottaggio immense.
Ricordate: colpisci il vero e pazzo nemico di tutta la vera e pacifica umanità nell'economia. Colpiscilo civilmente, non dirgli parolacce, non cadere nei suoi tranelli semantici, non cascarci quando questo criminale ti dici che vuole dialogare: lo fa solo per avere notizie su di te e colpirti alle spalle. Io mi firmo con nome e cognome, ed ho pure perso processi che gli ebrei hanno intentato contro di me. Ma trovo che essi siano il male, ancor più da quando hanno creato la loro santabarbara assassina sulla terra di Palestina. Il boicottaggio è l'arma che tutti abbiamo: non ci costa nulla, da ottimi e risolutori risultati. Boicotto israele da decenni, fate come me, fate meglio e più di me!

GAZA :un vero inferno , HAMAS toglie diritti , le donne perdono liberta,gli israeliani dall'unico varco bloccano tutto e affamano i palestinesi . IL NUOVO GOVERNO EGIZIANO in pochi mesi ha gia distrutto 330 tunnell Dai quali passavano merci indispensabili. Un milione e mezzo di persone come vivono ? IL MONDO STA A GUARDARE ! SERVE SUBITO UN INTERVENTO MILITARE DELL'ONU A DIFESA DEI PALESTINESI FACENDO OSSERVARE AGLI ISRAELIANI LE OLTRE 75 RISOLUZIONI ONU ALLE QUALI GLI ISRAELIANI NON HANNO MAI UBBIDITO !
IVANO

Il boicottaggio contro il cosidetto stato di israele deve essere continuo, tutti i giorni, tutto l'anno.
possiamo benissimo vivere con prodotti alternativi a quelli ebraico-sionisti.
Ma dovete considerare che ogni ebreo (pochi milioni ma occupati 24 ore al giorno a fare propaganda alla loro criminale entità) spedisci migliaia di e-mail a difesa del suo Male.
La crudele mentalità ebraica, da quando dal 1948 hanno piazzato in Palestina la loro caserma assassina, è quella di occupare, occupare, occupare.
Occupano la Palestina (e uccidono gli autoctoni), occupano scaffali delle librerie con i loro propagandistici libri (finanziati dallo stesso loro governo, ed aiutati da ditte "amiche" o dagli USA), occupano le menti dei giovani con la loro vittimistica propaganda sul genocidio. La volontà ebraica è del dominio su di noi: siamo visti come animali a due zampe, siamo visti come funzionali alle loro volontà. E passibili di ostracismo se osiamo ribellarci al loro perenne e ripetitivo giogo. Ma io invito tutti a ribellarsi alla loro violenza, sia essa diretta o mascherata da "cultura". Grazie e procedete con il boicottaggio perenne.


Dedicato a chi vuole BOICOTTARE Israele, ma farlo sul serio. Basta seguire attentamente le istruzioni.


Volete boicottare Israele?????

Vi sorpenderò, ma se lo volete veramente fare, fatelo sul serio. Vi aiuto io.

Controlla tutte le tue medicine. Assicurati di non avere pillole, gocce, pozioni etc. fabbricati da Abic o Teva. Significa che tu potresti soffrire di raffreddore ed influenza quest'inverno, ma dai, è un piccolo prezzo da pagare per la tua campagna contro Israele, giusto?

Mentre stiamo parlando del vostro boicottaggio verso Israele e verso tutte le scoperte mediche che i medici e scienziati israeliani hanno fatto contribuendo così al benessere mondiale, ecco come dovreste indirizzarvi per boicottare i seguenti prodotti e brevetti…

Una compagnia israeliana ha sviluppato un semplicissimo esame del sangue che distingue fra casi leggeri e casi gravi di Sclerosi Multipla. Così, se conoscete qualcuno che ha il sospetto di avere questa terribile malattia, ditegli di ignorare un eventuale diagnosi più accurata dei suoi sintomi.

Un apparecchio inventato e prodotto in Israele aiuta a ripristinare l'utilizzo di mani paralizzate. Questo congegno stimola elettricamente i muscoli della mano, ridando speranza a milioni di persone sofferenti di ictus paralizzante o ferite alla colonna vertebrale. Se desidererete spegnere questa speranza di una migliore qualità di vita di questa gente, andate avanti e boicottate Israele.

Bambini con problemi respiratori potrebbero presto dormire meglio, grazie ad un nuovo congegno israeliano chiamato Child Hood. Questa innovazione sostituisce la maschera da inalazione con una macchina per la somministrazione di farmaci che provvede al sollievo dei piccoli pazienti e dei loro genitori. Per piacere, dite alle madri ansiose di questi bambini che non dovrebbero usare questo congegno per sostenere la vostra appassionata causa.

Questi sono solo pochissimi esempi di quanta gente abbia beneficiato dalle conoscenze e scoperte israeliane che voi desiderereste bloccare. I boicottaggi spesso fermano la ricerca. Un nuovo centro di ricerca in Israele sta cercando di vedere la luce sui disordini cerebrali come la depressione e il morbo di Alzheimer.

Il Joseph Sangol Neuroscience Center nello Sheba Medical Center presso il Tel HaShomer Hospital, cerca di coinvolgere migliaia di dottori e scienziati per focalizzarsi sulla ricerca cerebrale.

Un ricercatore presso l'università Ben Gurion in Israele, sta avendo successo nel creare anticorpi umani monocellulari, i quali possono neutralizzare virus altamente contagiosi (smallpox) senza i pericolosi effetti collaterali dei vaccini esistenti.

Due israeliani hanno ricevuto nel 2004 il premio Nobel per la Medicina. I dottori Ciechanover e Hershko hanno ricercato e scoperto uno dei più importanti processi ciclici che porteranno alla riparazione del DNA, al controllo delle nuove proteine prodotte e del sistema immunitario.

Il programma di chirurgia neurologica presso l'Israel Hadassah Medical Center ha eliminato con successo le manifestazioni fisiche del morbo di Parkinson in un gruppo selezionato di pazienti con una tecnica di profonda stimolazione del cervello.

Per le donne operabili di isterectomia a causa di fibromi uterini, lo sviluppo in Israele dell' Ex Ablate 2000 System è estremamente benvenuto e offre un'alternativa molto meno invasiva dell'intervento chirurgico.

In Israele si stanno sviluppando delle gocce nasali che provvedono alla vaccinazione contro l'influenza per cinque anni.

Di nuovo, sono sempre pochissimi esempi di progetti che voi potreste fermare con il vostro boicottaggio nei confronti di Israele. Ma non sentitevi ossessionati da questa ricerca; ci sono molte altre strade con le quali potrete fare sacrifici personali finalizzati al vostro boicottaggio.

La maggior parte dei sistemi operativi Window sono stati sviluppati da Microsoft-Israel da personale israeliano. Quindi, iniziate con un esempio personale da dare a tutti gli altri boicottatori. SPEGNETE IL VOSTRO COMPUTER!

I computers dovrebbero avere un adesivo con scritto sopra Israel Inside! La tecnologia per lo sviluppo del processore Pentium MMX fu disegnata alla Intel in Israele. Entrambi i processori Pentium 4 e Centrum sono stati interamente disegnati, sviluppati e prodotti in Israele.

La tecnologia Voice Mail è stata sviluppata in Israele. La tecnologia per AOL Instant Messenger ICQ è nata in Israele da 4 giovanissimi ragazzi israeliani.

Sia Microsoft che Cisco hanno costruito le loro sedi di Ricerca e Sviluppo al di fuori degli Stati Uniti in Israele.

Quindi, grazie al vostro completo boicottaggio di qualsiasi cosa proveniente da Israele, ora potete avere una salute cagionevole e niente computers! Come va? Tutto bene?

Ma per voi le cattive notizie devono ancora arrivare. Parliamo un pò dei vostri telefoni cellulari. Anche la telefonia cellulare fu sviluppata da Motorola in Israele, che infatti ha nello Stato Ebraico il maggiore centro di sviluppo. Scienziati israeliani hanno creato tutte le più importanti tecnologie presenti nei vostri telefoni mobili.

Vi sentite inquieti? E fate bene. Parte della vostra sicurezza personale è dovuta all’inventiva israeliana, nata dalla nostra esigenza di proteggere e difendere la nostra vita dai terroristi che vi piacciono così tanto.

Un telefono può attivare a distanza un’autobomba, o può essere usato per comunicazioni fra gruppi di terroristi, rapinatori di banche, o sequestratori. E’ di vitale importanza che gli ufficiali di sicurezza e le forze di polizia possano utilizzare sistemi di disturbo e di individuazione delle linee cellulari. Israel Net line Communications Technologies (con i loro esperti di sicurezza) aiuta a combattere il terrorismo.

Dunque tutte le cose che avete sentito sul fatto che gli Stati Uniti ascoltino le nostre telefonate private, dovreste sapere che è Israele che ascolta per noi.

Vorrei anche farvi sapere che Israele ha la più alta percentuale al mondo di graduati nelle università.

Israele ha la più alta produzione di pubblicazioni scientifiche procapite al mondo: ratio di 109 per 10,000.

Israele ha anche il maggior numero di giovani compagnie al mondo. In termini assoluti il numero più alto, eccetto gli Stati Uniti. Israele detiene anche un numero impressionante di brevetti per ogni anno.

Al di fuori della Silicon Valley (USA) è Israele ad avere la più alta concentrazione di aziende high tech ed è numero due al mondo per Venture Capital Funds, dietro agli USA.

Israele ha il maggior numero di musei procapite. Israele è secondo al mondo per pubblicazione di nuovi libri. Relativamente alla popolazione, Israele è la nazione che ha saputo meglio assorbire le nuove immigrazioni dal mondo e in quantità notevole.

Questi immigrati vengono in Israele perchè cercano democrazia, libertà religiosa, libertà di espressione, opportunità economiche e qualità della vita.

Che ci crediate o no, Israele è la sola nazione al mondo che è in netto guadagno nel numero di alberi presenti sul suolo nell’ultimo anno.

Anche Even Warren Buffet di Berkshire-Hathaway ha appena investito milioni di dollari nelle compagnie israeliane.

Quindi, voi potete continuare a sminuire e demonizzare lo Stato di Israele. Potete continuare con il vostro stupido boicottaggio, se lo desiderate. Ma io spero stiate pensando anche alle conseguenze e alla verità. Pensate all’impressionante contributo che Israele sta dando al mondo, incluso ai palestinesi, e anche a voi, in termini di scienza, medicina, tecnologia, comunicazioni, sicurezza, agricoltura.

ISRAELE E' LA NAZIONE CHE CONTRIBUISCE DI PIU' AL MONDO AL VOSTRO BENESSERE. RICORDATEVELO!

Friends of Israel

http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90



Il testo del sito ebraico sionista Informazione corretta (certo, le informazioni le corrwggono a loro piacimento) e´vecchio. Difatti questo sito ebraico lo fa sempre circolare. Non crediate che sia origianle, lo spacciano a tutti. Notate come gli ebreicambiano sempre argomento, e non parlano delgi assassinii di Gaza e delle terre rubate in Cisgiordania.
Che aiuto da israele ai palestinesi?
Quello di eliminarli, o di arrestarli e tenerli nelel rpigioni come ostaggi per futuri cambi-ricatti.
Vogliamo parlare dei 1417 palestinesi assassinati a Gaza dal 28 dicembre 2008 al 19 gennaio 2009???
Ma dai ebrei, smettetela di spacciare propaganda e assumetevi le vostre assassine responsabilita´.
GAZA va vendicata, giustizia per i 1417 palestinesi assasinati.
Il sito suddetto e´un sito ebraico, che spaccia per vero le sue verita´, ennesima propaganda sionista.
Senza gli USA questa violenta caserma piazzata su terra palestinese, scomparirebbe immediatamenbte.
Ma gli USA proteggono gli ebrei, ancor piu´se sono ebrei che occupano la Palestina.
Ripeto: boicottiamo l´entita´ sionista, e´il vero Male assoluto. Grazie

Questi controboicottano! E in effetti hanno anche un po' ragione su certi argomenti. https://www.facebook.com/ProgettoDreyfus

Israele è davvero uno stato difficile da boicottare, bisogna ammettere che sono dei fenomeni, primeggiano in quasi tutti i campi. Tra un po' nemmeno l'acqua potremo bere...

E poi non sono d'accordo sul fatto che tutti i prodotti israeliani siano da boicottare, forse solo quelli dei territori. Ma boicottare quelli fatti a Tel Aviv per esempio, che senso ha?

Basta con la perenne disinformazione (sempre minacciosa,...si sa hanno creato l'industria del "vittimismo razziale").
Tutti i prodotti vanno boicottati, chi fa dei "distinguo" in realtà o è disinformato (da arte ebraica, fautori della perenne disinformazione), oppure sta dal lorolato.
Notare che gli ebrei non smentiscono mai le mie affermazioni, e sorvolano sugli eccidi che fanno da sempre.
In un sito ebraico vengono pure considerato "malato di mente".
Meglio malato che essere un "sano" servo delle perenni volontà ebraiche.
Pace nel mondo, Israele deve risarcire i Palestinesi e ridare loro tutte le terre rubate dal 1947.
Grazie, e ricordatevi di chiamare Stato di Palestina, e non Autorità Nazionale Palestinese.
La Palestina esiste, è occupata dagli ebrei che si fanno chiamare "israeliani".

Pietro, inaccettabile quello che scrivi, non ti seguo proprio. "industria del vittimismo"? Ma scherzi? Hanno subito la tragedia più grande del XX secolo, adesso questa la vogliamo far diventare una "colpa"? "servo delle perenni volontà ebraiche"...queste sono espressioni razziste e inaccettabili. Mi dispiace che un sito le ospiti.

Inoltre io sono per la pace. E la terra appartiene agli arabi ma anche agli ebrei. Da 2000 anni. Chi nega questa che è una verità è un cretino. Fine della conversazione, mi ritiro.

Vittimismo ebraico caro Angelo, Stalin ne ha uccisi 38.000.000, Mao Tse Dong quasi 60.000.000, ma non se ne parla.
Per non parlare dei milioni di morti in giro per il pianeta, vittime del brutale Capitalismo (che naturalmente non verranno mai risarciti, quanto meno le loro famiglie. Vogliamo parla di Bophal in India? 15.000 morti intossicati, e da Down Chemical non ha mai pagato.Vogliamo parlare dei morti nelle fabbriche tessili, dove la stessa Benetton fa produrre i propri straccetti?
Perché?
Perché si deve solo parlare degli ebrei (loro si risarciti, anche da chi non ha colpe sulle loro disgrazie, dato che i veri "colpevoli" sono tutti morti e i discendenti ne pagano il conto,visto che la Germania è sotto loro ricatto e gli fornisce sottomarini atomici!!!)).
Noto che da bravo servo dei suddetti non hai risposto alle mie affermazioni: perché non parli degli eccidi di Palestinesi???. Cretino sei tu, dominato dalla propaganda, e non cambio idea, malgrado le minacce.
Non ti fare passare per un angelo (caso mai il sito non deve ospitare il tuo delirante e guerresco commento!)
SA

Oltre a questi importanti marchi di aziende affiliate ad Israele,va ricordata la Philip Morris,che non produce solo sigarette come ben sappiamo ma anche prodotti alimentari,tessili e quant'altro.Allego questo interessantissimo link che fornisce delucidazioni sulla PM e altre insospettabili aziende da boicottare:
http://www.ateneonline.it/peter5e/casi/Isbn%206779-4_casoPhilip-Morris.pdf

Grazie per le info adesso so cosa devo comprare per suppoertare ISRAELE alla faccia di voi antisemiti

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