Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono sempre molto sicuri,
mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (B. Russell)

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Info
rilegatura: brossura
formato: 15 x 21 cm.
pagine: 288
ISBN: 978-88-6118-001-7
Editore: FioriGialli edizioni
Anno di pubblicazione: settembre 2006
Euro: 16.00
Approfondimenti
Prefazione di Satish Kumar
Indice dell'opera
Dichiarazione di Dipendenza
Capitolo 8: Le 5 pratiche
Comunicato Stampa
Notizie sull'autore
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Cenni biografici
Resurgence
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Prefazione di Satish Kumar << torna indietro
Questo libro è un pellegrinaggio della mente. Ho qui voluto riportare le fonti d’ispirazione che hanno formato la mia comprensione del mondo, secondo la quale l’esistenza è una rete di relazioni multiple e variegate ma sempre interdipendenti.

Il libro è suddiviso in quattro parti. La prima parte descrive i miei ricordi di conversazioni con mia madre, con il mio insegnante e con il mio guru, i quali furono tutti profondamente religiosi e capaci di offrirmi una solida base spirituale. La seconda parte narra del tempo trascorso con Vinoba Bhave, il saggio indiano, con Krishnamurti, profeta della libertà, con Bertrand Russell, filosofo del razionalismo scientifico, con Martin Luther King, liberatore dell’oppresso, e con Fritz Schumacher, economista ecologico. Questi cinque grandi attivisti e pensatori mi hanno ispirato a impegnarmi in opere di carattere sociale, spirituale e politico. Nella terza parte parlo dei viaggi in India che hanno continuato a nutrire la mia mente e a collegarmi con le mie radici.

La quarta parte descrive una visione del mondo basata sulle relazioni e sul collegamento esistente tra tutte le cose, piuttosto che sulla filosofia del dualismo, della divisione e della separazione, di cui Cartesio fu probabilmente il padre fondatore. Tragedie come l’attacco dell’11 settembre 2001 alle torri gemelle di New York, cui io sono stato testimone, e altri conflitti internazionali – la corsa agli armamenti, la degradazione ecologica e l’ingiustizia sociale – sono tutte radicate nel dubbio cartesiano, nel dualismo, nell’individualismo e in tutti gli altri ‘ismi’. I semi del pensiero dualista sono rintracciabili nel famoso detto di Cartesio ‘Io penso, dunque sono’: Cogito, ergo sum.

Personalmente, io appoggio una visione del mondo, che è ora emergente, incapsulata nel detto sanscrito So Hum, molto noto in India e meno in Occidente. Questo è ormai il mio mantra, il mantra delle relazioni non-dualistiche e non-frammentarie. Io traduco So Hum con ‘Tu sei, dunque io sono’: Estis, ergo sum. Questo mantra è il fondamento di tutte le esperienze riportate nel libro.

Durante il mio viaggio intellettuale, la mia mente è stata abbondantemente nutrita e affascinata da tre grandi fonti di saggezza. La prima è l’India stessa. Pur essendovi nato e cresciuto, l’India rappresenta ancora, pe rme, un enigma. Sono sovente scosso, sorpreso e incantato da lei. Per me, l’idea dell’India è sempre intrigante e ispirante quanto lo è la terra e la cultura stessa. Questo è, in parte, un libro sull’India.

La seconda fonte è il paesaggio della mia mente, dipinto con i colori della religione giainista. Ho recentemente notato di attingere sovente alle storie e ai riferimenti giainisti che credevo essermi lasciato alle spalle da tempo. Questo è anche un libro sui precetti e sui princìpi del Giainismo.

Il terzo punto è che mi trovo alla confluenza tra Oriente e Occidente. Vivendo in Inghilterra da ormai trent’anni, sono influenzato tanto dall’Occidente quanto dall’Oriente. La mia mente è modellata da una sintesi tra Oriente e Occidente, eppure perseguo il cammino di uno spirito libero che attraversa i confini della geografia, della religione e della cultura.

Io provengo da una cultura di tipo orale. Tutte le conversazioni riportate in questo libro sono il frutto dalla mia memoria personale. Non ho mai tenuto un diario, né ho scritto resoconti di alcun tipo. Per facilitare il lettore, ho usato la punteggiatura del linguaggio parlato. Non posso affermare di aver riferito le conversazioni alla lettera, perché non mi è possibile. Ho riportato semplicemente quanto ho compreso, in quell’istante, e il modo in cui lo ricordo ora

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