Il mondo va male non a causa di coloro che fanno del male
ma a causa di coloro che sanno e lasciano fare!! 
Albert Einstein

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UN ALTRO MONDO POSSIBILE
Creando una nuova Consapevolezza 
UN ALTRO MONDO  POSSIBILE
I FIORI DEL DOMANI
Tutti i fiori di tutti i domani
sono i semi di oggi e di ieri.

Proverbio cinese
Ancora un sogno
... Sì, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti, di speranze rovinate, ma nonostante tutto voglio concludere dicendo che ho ancora dei sogni, perché so che nella vita non bisogna mai cedere.
Se perdete la speranza, perdete anche quella vitalità che rende degna la vita, quel coraggio di essere voi stessi, quella forza che vi fa continuare nonostante tutto.
Ecco perché io ho ancora un sogno...
Continua...
Varsavia
<b>Varsavia </b>







Hanno ucciso il ragazzo di vent'anni
l'hanno ucciso per rabbia o per paura
perché aveva negli occhi quell'aria sincera
perché era una forza futura
sulla piazza ho visto tanti fiori
calpestati e dispersi con furore
da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Sull'altare c'è una madonna nera
ma è la mano del minatore bianco
che ha firmato cambiali alla fede di un mondo
sulla pelle di un popolo già stanco
Continua...

POTETE SOLO ESSERE LA RIVOLUZIONE
Ursula le Guin

Non abbiamo nulla se non la nostra libertà.
Non abbiamo nulla da darvi se non la vostra libertà.
Non abbiamo legge se non il singolo principio del mutuo appoggio tra individui.
Non abbiamo governo se non il singolo principio della libera associazione.
Non potete comprare la Rivoluzione.
Non potere fare la Rivoluzione.
Potete solo essere la Rivoluzione.
È nel vostro spirito, o non è in alcun luogo

da " The dispossessed" 1974
LA FINE DELLA VITA
é l'inizio della sopravvivenza

<b>LA FINE DELLA VITA<br> é l'inizio della sopravvivenza </b>





Come potete comperare
o vendere il cielo,
il calore della terra?
l'idea per noi é strana.
Se non possediamo
la freschezza dell'aria,
lo scintillio dell'acqua.
Come possiamo comperarli?
Continua...
I CREATIVI CULTURALI
<b>I CREATIVI CULTURALI</b>





L'altro modo di pensare
e vivere

Ervin Laszlo
Possiamo pensare in modi radicalmente nuovi circa i problemi che affrontiamo?
La storia ci dimostra che le persone possono pensare in modi molto differenti. C'erano, in Oriente e in Occidente, sia nel periodo classico, che nel Medio Evo ed anche nelle società moderne, concezioni molto diverse sulla società, sul mondo, sull'onore e sulla dignità. Ma ancora più straordinario è il fatto che anche persone moderne delle società contemporanee possano pensare in modi diversi. Questo è stato dimostrato da sondaggi di opinioni che hanno indagato su cosa i nostri contemporanei pensano di loro stessi, del mondo e di come vorrebbero vivere ed agire nel mondo.

Una recente indagine della popolazione americana ha dimostrato modi di pensare e di vivere molto differenti.
Questo è molto importante per il nostro comune futuro, poiché è molto più probabile che alcuni modi di pensare preparino il terreno per uno scenario positivo piuttosto che altri.
Questi sono stati i risultati principali:
Continua...
PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI
<b>PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI </b>





Alexander Langer


La domanda decisiva è: Come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile?
Lentius, Profundis, Suavius”, al posto di ”Citius, Altius, Fortius”

La domanda decisiva quindi appare non tanto quella su cosa si deve fare o non fare, ma come suscitare motivazioni ed impulsi che rendano possibile la svolta verso una correzione di rotta.
La paura della della catastrofe, lo si è visto, non ha sinora generato questi impulsi in maniera sufficiente ed efficace, altrettanto si può dire delle leggi e dei controllo; e la stessa analisi scientifica
Continua...
CITTADINO DEL MONDO
<b>CITTADINO DEL MONDO</b> Graffito a Monaco






Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere…. Straniero.
Il viaggiatore leggero
<b>Il viaggiatore leggero </b> Adriano Sofri
Introduzione al libro di Alex Langer, ed. Sellerio 1996

Alexander Langer è nato a Sterzing (Vipiteno-Bolzano) nel 1946, ed è morto suicida a Firenze, nel luglio del 1995.
Benché abbia dedicato la sua vita intera, fin dall'adolescenza, a un impegno sociale e civile, e abbia attraversato per questa le tappe più significative della militanza politica, da quella di ispirazione cristiana a quella dell'estremismo giovanile, dall'ecologista e pacifista dell'europeismo e alla solidarietà fra il nord, il sud e l'est del mondo, e sempre alle ragioni della convivenza e del rispetto per la natura e la vita, e benché abbia ricoperto cariche elettive e istituzionali, da quelle locali al Parlamento europeo, è molto difficile parlarne come di un uomo politico. O almeno, è del tutto raro che nella politica corrente si trovi anche una piccola parte dell'ispirazione intellettuale e morale che ha guidato la fatica di Langer. La politica professata, anche quando non è semplicemente sciocca e corrotta, non ha il tempo di guardare lontano, e imprigiona i suoi praticanti nella ruotine e nell'autoconservazione. Uno sguardo che
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MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
di Beppe Grillo

Ma che pianeta mi hai fatto? Petrolio e carbone sono proibiti. Nei centri urbani non possono più circolare auto private. L'emissione di Co2 è punita con l'assistenza gratuita agli anziani. I tabaccai sono scomparsi, non fuma più nessuno. Non si trovano neppure le macchinette mangiasoldi nei bar. La più grande impresa del Paese produce biciclette. La plastica appartiene al passato, chi la usa di nascosto è denunciato all'Autorità per il Bene Comune e condannato ai lavori socialmente utili. Continua...
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Culture e globalizzazione


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SOTTO LA DITTATURA DELL'IGNORANZA
SOTTO LA DITTATURA DELL'IGNORANZA di Guido Viale

Ma perché nel paese che ha avuto il più grande partito comunista e il più forte movimento operaio dell’Occidente, una cultura di sinistra egemone per almeno tre decenni, una delle manifestazioni più radicali e prolungate del «’68» e la maggiore proliferazione dei gruppi della sinistra radicale siamo poi caduti tanto in basso da diventare lo zimbello di tutta l’Europa, sia di destra che di sinistra?
Per alcuni, perché non sono stati elaborati quegli anticorpi che hanno permesso invece ad altri popoli e paesi di non venir travolti – o di venir travolti in misura minore – dall’ondata di demagogia e populismo che ha accompagnato gli sviluppi della globalizzazione nel corso degli ultimi due decenni; e che rischia di avere effetti ancora più deleteri con lo scoppio e il prolungarsi – a tempo indeterminato – della crisi economica. Per altri, perché la maggior parte delle risorse di quelle organizzazioni, o di una parte preponderante di esse, è stata per anni impegnata nel contenere, nel contrastare, nello screditare, assai più che nell’assecondare, le spinte sociali di cui pretendevano la rappresentanza; lasciando così liberi i germi della reazione di sviluppare indisturbati tutte le loro potenzialità; o addirittura alimentandoli. Forse le due tesi non sono così alternative come la loro contrapposta formulazione potrebbe far credere...CONTINUA...
IL FUTURO DELLE NOSTRE CITTA' E' NELL'INTEGRAZIONE CON L'AMBIENTE
IL FUTURO DELLE NOSTRE CITTA' E' NELL'INTEGRAZIONE CON L'AMBIENTE di Emanuele Bompan
intervista a Daniel Learch

A colloquio con Daniel Learch, autore del saggio Post Carbon Cities. Per capire come costruire centri urbani resistenti alle mutazioni del clima e in grado di provvedere ai propri bisogni energetici senza dipendere dal petrolio.
Città, picco della produzione petrolifera e cambiamento climatico sono intimamente correlati. Le città, dove oggi vive più della metà della popolazione sono responsabili del 40 delle emissioni di gas serra. Secondo climatologi, economisti e geografi urbani sono anche i luoghi dove cambiamento climatico e crisi energetiche legate ai picchi di produzione dei combustibili fossili produrranno effetti devastanti.
Continua...
LO STATO E LA GUERRA
LO STATO E LA GUERRA di Rocco Altieri

Perché mi uccidete? – E che! Non abitate forse sull’altra sponda del fiume? Amico, se abitaste da questa parte, io sarei un assassino, e sarebbe ingiusto uccidervi in questo modo; ma poiché abitate dall’altra parte, io sono un valoroso e quel che faccio è giusto (Blaise Pascal)
Ekkehart Krippendorff è da annoverare tra i grandi precursori a livello mondiale di quelle “scienze per la pace” che solo di recente hanno trovato accoglienza, pur tra tante incertezze e molte resistenze, nel mondo accademico italiano. Non è casuale che il Centro Irene dell’Università di Udine, una di queste nuove promettenti realtà, lo abbia voluto fin dagli inizi tra i membri più autorevoli del suo consiglio scientifico. Tra le opere di Krippendorff il libro qui pubblicato è, per sua stessa ammissione, il più importante. Benché altri suoi saggi siano da tempo accessibili in italiano, si è dovuto attendere più un quarto di secolo per realizzare l’attuale traduzione. Evidentemente il tema del libro e lo spirito “sovversivo e dissacratorio” con cui vengono trattati gli idola fori hanno spaventato e ritardato un’operazione editoriale che era quanto mai urgente e necessaria. Continua...
CULTURA E ARTE NELLA NUOVA ERA
CULTURA E ARTE NELLA NUOVA ERA “Cultura” è termine ormai onnipervadente: dai fumetti alla teologia, dalla gastronomia alla speculazione filosofica, dal folclore popolare alla musica classica, tutto è ormai “cultura”. Ciò da una parte indica come l’umanità, in un’evoluzione sempre più accelerata, ricerca significato e spessore in campi dell’esistenza e settori prima considerati minori e “a latere” dell’esistenza “seria”; dall’altra ci pone l’interrogativo: ma cos’è oggi, che fine ha, a chi si rivolge e da chi è ricercata la “cultura”?Il termine sembra aver perso ogni riferimento all’erudizione degli studiosi, alla pesantezza delle dottrine , all’elite delle menti più elevate; ma sembra d’altronde non aver più un significato definito. Il senso dell’autentica cultura (coltivazione della mente) è , a nostro parere, inscindibile da quello dell’educazione ( da e-ducere, portar fuori) poichè promuove, con metodo maieutico, la scoperta di sè e dell’altro da sé; essa si presenta, perciò, sfrondata da accademisti e utilitarismi e mirata alla fioritura del vero Uomo. A questo binomio cultura-educazione è affidato il futuro dei giovani , e, quindi, del nostro Pianeta.
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LA RICOSTRUZIONE CONVIVIALE
LA RICOSTRUZIONE CONVIVIALE

di Ivan Illich

I sintomi di una crisi planetaria in corso di accelerazione sono manifesti. Se ne è ricercato il motivo un po' ovunque. Da parte mia, io avanzo la seguente spiegazione: la crisi ha le sue radici nel fallimento dell'impresa moderna, cioè la sostituzione della macchina all'uomo. Il grande progetto di sostituire la soddisfazione razionale e anonima alla risposta occasionale e personale si è trasformato in un implacabile processo di asservimento del produttore e di intossicazione del consumatore.
La relazione dall'uomo allo strumento è divenuta una relazione dallo strumento all'uomo. Qui bisogna riconoscere il fallimento. E un centinaio d'anni che cerchiamo di far lavorare la macchina per l'uomo e di educare l'uomo a servire la macchina. Adesso ci si accorge che a un certo punto la macchina non «funziona», che l'uomo non riesce a conformarsi alle sue esigenze, a farsi suo servitore a vita. Per un secolo l'umanità si è dedicata a un esperimento basato su questa ipotesi: lo strumento può rimpiazzare lo schiavo. Ora vediamo chiaramente che, impiegato per siffatti scopi, è lo strumento che fa dell'uomo il suo schiavo. La dittatura del proletariato e la dittatura del mercato sono due varianti politiche che celano lo stesso dominio da parte di un'attrezzatura industriale in costante espansione. Il fallimento del grande sogno di razionalizzazione progressiva porta a concludere che l'ipotesi è falsa.
La soluzione della crisi esige un radicale rovesciamento: solo ribaltando la struttura profonda che regola il rapporto tra l'uomo e lo strumento potremo servirci degli strumenti che sappiamo costruire. Lo strumento veramente razionale risponde a tre esigenze: genera efficienza senza degradare l'autonomia personale, non produce né schiavi né padroni, estende il raggio d'azione personale. L'uomo ha bisogno di uno strumento col quale lavorare, non di un'attrezzatura che lavori al suo posto. Ha bisogno di una tecnologia che esalti l'energia e l'immaginazione personali, non di una tecnologia che lo asservisca e lo programmi. L'industrializzazione programmatica ci ha progressivamente privato di tali strumenti.
Io credo che occorra invertire radicalmente le istituzioni industriali, ricostruire la società da cima a fondo. Per essere efficiente e andare incontro ai bisogni umani che pure determina, un nuovo sistema di produzione deve ritrovare la dimensione personale e comunitaria. La persona, la cellula di base congiungono in maniera ottimale l'efficacia e l'autonomia: soltanto sulla loro scala si può determinare il bisogno umano la cui produzione sociale è realizzabile. Che si sposti o sia fermo, l'uomo ha bisogno di strumenti. Ne ha bisogno per comunicare con gli altri come per curarsi. L'uomo che va a piedi e prende erbe medicinali non è l'uomo che corre a centosessanta sull'autostrada e prende antibiotici; ma tanto l'uno quanto l'altro non possono fare tutto da sé e dipendono da ciò che gli fornisce il loro ambiente naturale e culturale. Lo strumento e quindi la fornitura di oggetti e di servizi variano da una civiltà all'altra. Continua...
L'INVENZIONE DELLA RUOTA PER L'ACQUA
L'INVENZIONE DELLA RUOTA PER L'ACQUA Una buona notizia non fa mai male. Avra' un impatto sulla storia pari all'invenzione della sua omologa da terra. La ruota per l'acqua contiene un paradigma mentale in grado di incidere sulla struttura intima delle idee: e' un messaggero proteico di un nuovo modo di pensare. L'idea e' di una semplicita' allucinante: una tanica di plastica a forma di ruota, con un buco al centro. Assomiglia alla ruota di un'auto. Basta un tappo e una corda per trasformarla in un contenitore d'acqua che puoi tirare facendolo rotolare invece di caricartelo sulla schiena, come si e' fatto per secoli. Contiene fino a 50 litri d'acqua. Un uso intelligente della plastica, materiale meraviglioso, resistente, elastico, leggero, malleabile. E non e' solo una soluzione straordinaria per milioni di esseri umani (per lo piu' donne e bambini) che ogni mattina devono percorrere chilometri a piedi e rompersi la schiena trasportando 10 o 20 litri d'acqua. Per capire l'importanza di questa invenzione, bisogna calcolare che procurarsi l'acqua e', per la maggioranza dei terrestri, un'attivita' che assorbe una parte considerevole della capacita' lavorativa. Quando hai percorso dieci chilometri, di cui cinque con una tanica sulla testa, poi sei gia' stanco e devi ancora procurarti da mangiare.Continua...
LA SFIDA INTROVERSA ALLA MONDIALIZZAZIONE
LA SFIDA INTROVERSA ALLA MONDIALIZZAZIONE Eduardo Zarelli

Sono tre le grandi rivoluzioni che hanno segnato indelebilmente la storia conosciuta dell’umanità.
Quella del neolitico, con l'introduzione dell'agricoltura.
Quella del 1700, con l'introduzione della produzione industriale.
Quella che stiamo vivendo, caratterizzata dal precipitato della biotecnologia e delle applicazioni dell'informatica, che qui denomineremo grande accelerazione.
Ognuna di queste rivoluzioni è contemporaneamente economica, tecnica, sociale e culturale. Ognuna segna un diverso e più accentuato tentativo dell'umanità, o di parte di essa, di dominare la natura con la hýbris (tracotanza) che alimenta l'inesausto struggimento nichilistico ad oltrepassare i limiti imposti dalla realtà. Tale idea di dominio è inconcepibile prima
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LA RABBIA E LA MOSCHEA
<b>LA RABBIA E LA MOSCHEA</b> Per Oriana Fallaci una camicia. Di forza.
Che questa possa essere l’unica soluzione realistica iniziano a esserci sempre meno dubbi.
Ma per chi invece di dubbio ne nutrisse ancora qualcuno: «Non amo i messicani: se hai una pistola e ti dicono di scegliere chi è peggio tra i musulmani e i messicani avrei un attimo di esitazione; poi sceglierei i musulmani perché mi hanno scassato le palle». E poi: «Non voglio vedere questa moschea, è molto vicina alla mia casa in Toscana. Non voglio vedere un minareto di 24 metri nel paesaggio di Giotto, quando io nei loro paesi non posso neppure indossare una croce o portare una Bibbia».
Sono alcune delle dichiarazioni rilasciate al settimanale New Yorker, la seconda a proposito del progetto di costruzione di una moschea fuori Siena. Che una moschea rovini la vista dal terrazzo di casa è obiettivamente troppo: «Se sarò ancora viva andrò dai miei amici a Carrara, la città dei marmi. Lì sono tutti anarchici; con loro prendo gli esplosivi e la faccio saltare per aria».
Se queste uscite (farneticazioni?) provenissero da uno squilibrato qualunque e non da
MA E' IL PROGRESSO CHE CI RUBA LA VITA
MA E' IL PROGRESSO CHE CI RUBA LA VITA

di Wolfgang Sachs*

Un apologo di Heinrich Boll racconta di un turista che arringa un pescatore riguardo i vantaggi di un maggiore impegno nel lavoro. Uscendo due tre volte al giorno in mare, sostiene, potrebbe catturare più pesce, e innescare una dinamica di crescita inarrestabile: una barca a motore, poi due, una flotta di lance, uno stabilimento per la surgelazione, l'affumicamento e magari un elicottero per rintracciare i banchi di pesce. "E allora?" chiede il pescatore. "E allora", conclude il turista trionfante,"potrebbe sedere tranquillamente sulla spiaggia, sonnecchiando al sole e contemplando il bellissimo oceano!". Il pescatore lo guarda:"E'proprio quello che stavo facendo prima che arrivasse lei!". L'aneddoto è sconcertante per la sua struttura circolare: il ricco si adopera per arrivare là dove il povero ha cominciato. Ed è interessante per riflettere sui veri obiettivi dello sviluppo umano.
Se, infatti, la storia dello sviluppo consiste nell'acquisire progressivamente l'abbondanza dei beni per pervenire all'abbondanza del tempo, allora le società affluenti hanno fallito l'obiettivo. E la necessità dello sviluppo sostenibile ci appare non solo in relazione ai limiti che la Terra pone alla crescita fisica, ma anche al soddisfacimento dei bisogni umani.
Come viene spesso osservato, l'economia del tempo è al centro di ogni azione economica. Dal telaio meccanico di Richard Arkwright al browser Explorer di Bill Gates, quasi tutta la tecnologia impiegata per il progresso si è basata sulla convinzione che fare più cose più rapidamente sia meglio che farne meno più lentamente.
E proprio la capacità di risparmiare tempo è sempre stata la caratteristica delle rivoluzioni che hanno trasformato negli ultimi duecento anni i modelli di produzione e consumo.
Sin dall'inizio, uomini e donne lungimiranti hanno visto il regno della libertà sorgere all'orizzonte, un reame in cui il duro lavoro sarebbe finalmente scomparso e le persone avrebbero avuto possibilità sempre maggiori di dedicarsi ad attività di loro gusto.Ma così non è stato. Perchè? L'uso dell'automobile è la classica citazione usata in questi frangenti.
Ma il dilagare dell' e-mail è un esempio più moderno. Nell'aprile 1997 Time ha pubblicato un articolo intitolato "Persi nell'e-mail. Lo fanno tutti. E proprio questo è il problema". Continua...
UN PO' DI SILENZIO
UN PO' DI SILENZIO

Rossana Rossanda

Che la terra gli sia leggera, più di quanto lo sono stati i media. Giovanni Paolo II si è spento, dopo giorni di patimento mentre l'Italia era sommersa da un mare di parole, immagini rubate, indiscrezioni. Un indecente voyeurismo.
L'ultima fotografia del suo volto sfigurato nell'inutile" tentativo di parlare alla folla ha campeggiato sulle prime pagine. Chi lo diceva morto, chi lo sentiva parlare in italiano e in tedesco, chi lo assicurava vigile e chi in coma. Se avessero potuto tenere le telecamere a mezzo metro dal letto e captare in audio l'ultimo respiro, lo avrebbero fatto. I soliti Vescovi da tv non erano inginocchiati a pregare, stavano negli studi della Rai o di Mediaset a invitare alla preghiera gli altri. In
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IVAN ILLICH: IL PLURILINGUE
IVAN ILLICH: IL PLURILINGUE

di Alexander Langer

Ivan Illich, il plurilingue non si definirebbe mai un "ecologo" o un "verde". Eppure la sua visione delle cose un forte punto di riferimento  per molti verdi, e parecchie sue speranze sono legate ai movimenti verdi. Nei confronti dei quali, per, sa  anche essere molto scettico, soprattutto per quella loro tendenza a voler costruire a tavolino il nuovo mondo, guardando solo al futuro  e non tenendo conto dl passato.
E forse anche perché attingono troppo dai libri e troppo poco dagli usi e costumi e dalle saggezze popolari. E per certe tentazioni di ritorno alla natura che saltano a più pari cultura e civiltà.
Ma, infine, parla di "ecologia politica" in tutto il mondo, dal Messico al Giappone, dagli Stati uniti all'Europa, ed  insite su quel "politico" con fermezza, tacciando di ingenuità molti verdi. Perché che non sa vedere la storia, non capisce la dimensione politica dei rapporti tra gli uomini, e neanche  con la natura, par di capire. L'uomo di cui si parla è Ivan Illich, prete - anzi, col grado  di "monsignore" - cattolico, ex-rettore (a meno di 30 anni) dell'Università di Porto Rico, attualmente professore  di non so quante discipline (tra cui "Storia del sistema fognario") in non so quante Università, animatore del Centro di documentazione inter-culturale di Cuernavaca (in Messico), autore di numerosissimi libri e saggi, in varie lingue, ed uno dei più radicali critici della civiltà tecnologica, cui oppone una visone di convivialità non elaborata nel quadro di alcuna utopia, bensì ricavata da una attenta esplorazione storica di quanto nelle diverse civiltà si è sviluppato prima che il mercato tutto mangiasse e tutto omologasse.
Illich non vive in una caverna, non disdegna la macchina o l'aereo  per spostarsi (anche se preferisce il treno), non sembra praticare nessun genere di salutismo nella sua alimentazione  o nel suo stile di vita. Ma da anni non legge i giornali: si vede che l'attualità quotidiana gli appare fatua ed inconsistente, mentre dalla ricerca - che so - sulla formazione del vincolo coniugale nel diritto canonico del XII secolo riesce ad illuminare più aspetti della vita (della considerazione del corpo, dei rapporti interpersonali, del governo delle coscienze, ecc.) che non dalla quotidianità politica. Continua...
GLOBALIZZAZIONE E CULTURE CONTRO
VECCHI E NUOVE SUPERSTIZIONI

<b>GLOBALIZZAZIONE E CULTURE CONTRO<br> VECCHI E NUOVE SUPERSTIZIONI</b> Ulderico Bernardi – Università di Venezia

E’ spuntata appena qualche anno fa, imponendosi dapprima nella gergata degli economisti, ma ora no c’è contesto linguistico i cui non trovi uso. Intendo la parola globalizzazione. Dilatata al punto da divenire addirittura scenario, premessa indispensabile di ogni considerazione d’ordine socio-politico, socio-culturale, socio-economico. La gestazione del termine va riferita a mamma deregulation, che l’ha concepito per l’abuso di babbo global village. Nozze ideologiche, benedette dal neo-liberalismo reso euforico dalla decadenza e caduta dell’economia pianificata, e più in generale del socialismo reale.
La rilocalizzazione delle imprese, l’organizzazione del lavoro post-fordista, le necessità di un mercato più flessibile, i nuovi trionfi dell’innovazione tecnologica, piuttosto che essere colti per quello che sono, cioè fenomeni che toccano una parte, sia pure importantissima, delle relazioni umani attinenti alla sfera economica, sono stati enfatizzati in senso esistenziale e usati per strumentalizzare il concetto di villaggio globale proposto all’alba della rivoluzione mediatica da Marshall McLuhan.
Nel gran polverone sollevato dallo
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SETTE CARATTERISTICHE NEGATIVE DEL SAPERE
PER LA SOPRAVVIVENZA DEL PIANETA

<B>SETTE CARATTERISTICHE NEGATIVE DEL SAPERE <br> </b>PER LA SOPRAVVIVENZA DEL PIANETA dagli scritti di Vandana Shiva

Nei suoi scritti mostra come la cosiddetta rivoluzione verde "era volutamente destinata all’introduzione della monocoltura e alla distruzione della ‘diversità. Voleva realizzare il controllo centralizzato dell’agricoltura e impedire la possibilità di decisioni decentrate in materia di scelte sui raccolti agricoli.
L’uniformità e la centralizzazione sono alla base della vulnerabilità e della rottura ecologica e sociale". Per Vandana Shiva queste pratiche riflettono una ecocolonizzazione occidentale del Terzo Mondo, a livello culturale ed economico, rilevando come siano i sistemi occidentali di conoscenza a non conoscere alternative. Inoltre, rileva Vandana Shiva "la dicotomia locale/universale è mal posta se applicata alle tradizioni indigene e occidentali del sapere, perché il sapere occidentale è una tradizione locale che si è diffusa nel mondo con la colonizzazione intellettuale. L’universale si diffonde come
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I NUOVI VALORI
<b>I NUOVI VALORI </B> Shridath Ramphal

(Brani tratti dall’intervista a Shridath Ramphal, presidente del LEAD International - Programma di Guida Internazionale per l’Ambiente e lo Sviluppo).

Ciò che ci necessita è una ristrutturazione radicale e un cambiamento istituzionale a livello nazionale e internazionale. Qual è l’insieme di valori di riferimento su cui ricostruire il mondo? I valori quindi, devono diventare il tema dominante e rimanere al centro dell’attenzione, dar loro vita e significato.
Ci sono dei valori universale che nascono dalla lunga e ricca storia del pensiero umano, sono i valori fondamentali accettati universalmente e che si ritrovano in tutte le religioni; valori fondamentali di ogni filosofia politica.
Non sono valori sconosciuti, anzi sono
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FIGLIA DI DUE MONDI
<b>FIGLIA DI DUE MONDI </b> Mariagrazia De Cola

Quando sento parlare Sandra mi fa un certo effetto, si esprime in perfetto fiorentino, con tanto di acca aspirata!! Ma cosa c’è di strano visto che siamo alle porte di Firenze? E’ che Sandra Chen è una vivace ragazzina cinese dal viso dolce e i modi gentili, figlia quindi di due culture, due tradizioni che tentano con caparbietà di convivere qui, nella operosa periferia fiorentina.
Il progetto migratorio degli immigrati cinesi mira all’insediamento stabile e soprattutto ad una piena integrazione dei figli nella società di arrivo e quindi Sandra è un esempio vivente, sempre più frequente, della concreta possibilità di convivenza e di positiva relazione fra questi due mondi così diversi e distanti tra loro.
Prato, Campi Bisenzio, San Donnino, ecco i luoghi dove si è maggiormente concentrata l’immigrazione cinese in Toscana, cresciuta progressivamente nel corso degli anni ’90, con un forte incremento nell’ultimo triennio, caratterizzata dalla alta percentuale femminile, oltre il 50% dei 20.000 immigrati.

A differenza di altre immigrazioni la comunità cinese
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CITTADINO DEL MONDO
<b>CITTADINO DEL MONDO</b> Graffito a Monaco






Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere…. Straniero.
PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI
<b>PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI </b>





Alexander Langer


La domanda decisiva è: Come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile?
Lentius, Profundis, Suavius”, al posto di ”Citius, Altius, Fortius”

La domanda decisiva quindi appare non tanto quella su cosa si deve fare o non fare, ma come suscitare motivazioni ed impulsi che rendano possibile la svolta verso una correzione di rotta.
La paura della della catastrofe, lo si è visto, non ha sinora generato questi impulsi in maniera sufficiente ed efficace, altrettanto si può dire delle leggi e dei controllo; e la stessa analisi scientifica
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PER UN PROGETTO DI VITA ETICO-SOCIALE
<b>PER UN PROGETTO DI VITA ETICO-SOCIALE </b> Gaetano Mollo
E' necessario che la nostra civiltà, così ricca di possibilità, possa diventarlo anche nei fini. Per questo ci si deve chiedere - in quanto collettivit rivolta verso la pace e la giustizia - quale possa essere l'autentica via per la felicità; quale sia il modo migliore per vivere nella serenità e nell'armonia con se stessi ed il prossimo; come rapportarci agli altri per ritrovarci uniti nel bene e partecipi del giusto.
Farsi collaboratori di una comunità di giustizia significa scoprire che la violenza produce oppressione per tutti, il possesso isola chi ne ha maggiore brama, la vanità fa perdere il gusto dell'autenticità.
Si tratta, quindi, di farsi coscienti dei nostri pregiudizi, per
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IL NUOVO UMANESIMO
<b>IL NUOVO UMANESIMO</b> Giuliana Conforto
Assistiamo oggi al tramonto degli "dei" falsi e bugiardi ovvero delle tante idee prive di fondamento che hanno finora composto il paradigma culturale dominante. Le idee alle quali gli uomini hanno creduto così tanto da determinare la loro stessa esistenza, pregna di paura, solitudine, divisione, dipendenza da un "potere" che non ha, in verità alcun reale potere. Il "potere" è infatti pura virtualità, resa reale dalle idee comuni. Un primo esempio è l'idea di "dio' come è stata dipinta dalle religioni: un "dio" indifferente alle tante tragedie degli uomini e morbosamente interessato solo alla loro sessualità...
Altri esempi sono la guerra, la SARS, il terrorismo, il pacifismo che chiama "pace"
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CRISI ECOLOGICA COME MANCANZA DI UNA COSCIENZA PLANETARIA
<b>CRISI ECOLOGICA COME MANCANZA DI UNA COSCIENZA PLANETARIA</b> Nella lotta tra te e il mondo, stai dalla parte del mondo. (Frank Zappa )
Parallelamente al recente sviluppo della democrazia, dell’informazione e della libertà che investe ormai pressoché l’intero pianeta - chiare espressioni della nuova coscienza emergente – stiamo vivendo la più drammatica crisi ecosistemica della storia umana. Questa crisi ecologica planetaria può essere compresa come il frutto di una grave mancanza di coscienza planetaria, che si manifesta in una cieca e irresponsabile politica e filosofia economica, con i suoi devastanti e insoluti problemi (sovrappopolazione, inquinamento industriale, distruzione dell’ambiente, sfruttamento umano, povertà, indebitamento dei paesi del terzo mondo, ecc... ). Questa crisi di consapevolezza investe ogni aspetto e relazione tra uomo, società e natura e impone un drastico mutamento di rotta alla gran parte della società legata agli schemi passati e ai suoi consueti e pericolosi stili di vita. Continua...
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09 MARZO 2019 MILANO - INCONTRO COME SOPRAVVIVERE IN UNA ERA DIGITALE
15 MARZO 2019 BATTAGLIA TERME (PD) - DOCUMENTARIO UNA POPOLAZIONE FUORI DAL GREGGE
12 - 14 MARZO 2019 LONDRA - PARTECIPAZIONE COLLETTIVA ALLA LONDON BOOK FAIR 2019
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