Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono sempre molto sicuri,
mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (B. Russell)

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UN ALTRO MONDO POSSIBILE
Creando una nuova Consapevolezza 
UN ALTRO MONDO  POSSIBILE
I FIORI DEL DOMANI
Tutti i fiori di tutti i domani
sono i semi di oggi e di ieri.

Proverbio cinese
Ancora un sogno
... Sì, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti, di speranze rovinate, ma nonostante tutto voglio concludere dicendo che ho ancora dei sogni, perché so che nella vita non bisogna mai cedere.
Se perdete la speranza, perdete anche quella vitalità che rende degna la vita, quel coraggio di essere voi stessi, quella forza che vi fa continuare nonostante tutto.
Ecco perché io ho ancora un sogno...
Continua...
Varsavia
<b>Varsavia </b>







Hanno ucciso il ragazzo di vent'anni
l'hanno ucciso per rabbia o per paura
perché aveva negli occhi quell'aria sincera
perché era una forza futura
sulla piazza ho visto tanti fiori
calpestati e dispersi con furore
da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Sull'altare c'è una madonna nera
ma è la mano del minatore bianco
che ha firmato cambiali alla fede di un mondo
sulla pelle di un popolo già stanco
Continua...

POTETE SOLO ESSERE LA RIVOLUZIONE
Ursula le Guin

Non abbiamo nulla se non la nostra libertà.
Non abbiamo nulla da darvi se non la vostra libertà.
Non abbiamo legge se non il singolo principio del mutuo appoggio tra individui.
Non abbiamo governo se non il singolo principio della libera associazione.
Non potete comprare la Rivoluzione.
Non potere fare la Rivoluzione.
Potete solo essere la Rivoluzione.
È nel vostro spirito, o non è in alcun luogo

da " The dispossessed" 1974
LA FINE DELLA VITA
é l'inizio della sopravvivenza

<b>LA FINE DELLA VITA<br> é l'inizio della sopravvivenza </b>





Come potete comperare
o vendere il cielo,
il calore della terra?
l'idea per noi é strana.
Se non possediamo
la freschezza dell'aria,
lo scintillio dell'acqua.
Come possiamo comperarli?
Continua...
I CREATIVI CULTURALI
<b>I CREATIVI CULTURALI</b>





L'altro modo di pensare
e vivere

Ervin Laszlo
Possiamo pensare in modi radicalmente nuovi circa i problemi che affrontiamo?
La storia ci dimostra che le persone possono pensare in modi molto differenti. C'erano, in Oriente e in Occidente, sia nel periodo classico, che nel Medio Evo ed anche nelle società moderne, concezioni molto diverse sulla società, sul mondo, sull'onore e sulla dignità. Ma ancora più straordinario è il fatto che anche persone moderne delle società contemporanee possano pensare in modi diversi. Questo è stato dimostrato da sondaggi di opinioni che hanno indagato su cosa i nostri contemporanei pensano di loro stessi, del mondo e di come vorrebbero vivere ed agire nel mondo.

Una recente indagine della popolazione americana ha dimostrato modi di pensare e di vivere molto differenti.
Questo è molto importante per il nostro comune futuro, poiché è molto più probabile che alcuni modi di pensare preparino il terreno per uno scenario positivo piuttosto che altri.
Questi sono stati i risultati principali:
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PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI
<b>PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI </b>





Alexander Langer


La domanda decisiva è: Come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile?
Lentius, Profundis, Suavius”, al posto di ”Citius, Altius, Fortius”

La domanda decisiva quindi appare non tanto quella su cosa si deve fare o non fare, ma come suscitare motivazioni ed impulsi che rendano possibile la svolta verso una correzione di rotta.
La paura della della catastrofe, lo si è visto, non ha sinora generato questi impulsi in maniera sufficiente ed efficace, altrettanto si può dire delle leggi e dei controllo; e la stessa analisi scientifica
Continua...
CITTADINO DEL MONDO
<b>CITTADINO DEL MONDO</b> Graffito a Monaco






Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere…. Straniero.
Il viaggiatore leggero
<b>Il viaggiatore leggero </b> Adriano Sofri
Introduzione al libro di Alex Langer, ed. Sellerio 1996

Alexander Langer è nato a Sterzing (Vipiteno-Bolzano) nel 1946, ed è morto suicida a Firenze, nel luglio del 1995.
Benché abbia dedicato la sua vita intera, fin dall'adolescenza, a un impegno sociale e civile, e abbia attraversato per questa le tappe più significative della militanza politica, da quella di ispirazione cristiana a quella dell'estremismo giovanile, dall'ecologista e pacifista dell'europeismo e alla solidarietà fra il nord, il sud e l'est del mondo, e sempre alle ragioni della convivenza e del rispetto per la natura e la vita, e benché abbia ricoperto cariche elettive e istituzionali, da quelle locali al Parlamento europeo, è molto difficile parlarne come di un uomo politico. O almeno, è del tutto raro che nella politica corrente si trovi anche una piccola parte dell'ispirazione intellettuale e morale che ha guidato la fatica di Langer. La politica professata, anche quando non è semplicemente sciocca e corrotta, non ha il tempo di guardare lontano, e imprigiona i suoi praticanti nella ruotine e nell'autoconservazione. Uno sguardo che
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MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
di Beppe Grillo

Ma che pianeta mi hai fatto? Petrolio e carbone sono proibiti. Nei centri urbani non possono più circolare auto private. L'emissione di Co2 è punita con l'assistenza gratuita agli anziani. I tabaccai sono scomparsi, non fuma più nessuno. Non si trovano neppure le macchinette mangiasoldi nei bar. La più grande impresa del Paese produce biciclette. La plastica appartiene al passato, chi la usa di nascosto è denunciato all'Autorità per il Bene Comune e condannato ai lavori socialmente utili. Continua...
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Politica e Spiritualità


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M5STELLE: UN BENE COMUNE PER IL NOSTRO FUTURO?
M5STELLE: UN BENE COMUNE PER IL NOSTRO FUTURO?

di Massimo Marino

Finalmente ci stanno riuscendo. È dal 2013 che un’alleanza non dichiarata di forze di centrodestrasinistra, espressione delle élite che realmente gestiscono il paese, o almeno vorrebbero farlo indisturbate, aveva l’obiettivo di stroncare quel singolare e imprevisto fenomeno di aggregazione sociale che si è espresso attraverso il successo del M5Stelle. Un caso unico e straordinario di un progetto di cambiamento sociale che non ha omologhi di un qualche peso in Europa e nell’intero Occidente. Che malgrado evidenti e rilevanti punti deboli è arrivato a diventare, almeno per un po’, il centro politico egemone nelle istituzioni parlamentari del paese. Quando alle elezioni politiche del 2013 8,7 milioni di elettori, in modo praticamente omogeneo dalla Sicilia al Veneto, dal Piemonte alla Sardegna, hanno dato un momentaneo voto di fiducia alla creatura di Beppe Grillo è diventato evidente che era necessaria una risposta decisa per difendere il tranquillo status quo di immobilismo in cui l’Italia sonnecchia da trent’anni. La campagna anti Grillo si è espressa con l’uso senza scrupoli del sistema dei media che ben rappresentano saldamente le élite della società italiana molto meglio dei traballanti partiti di centrodestrasinistra che travolti da scandali, subalternità, incompetenza, hanno perso la fiducia di consistenti parti della società. Il successo del 2013 ha provvisoriamente messo di lato i punti deboli del Movimento, che destava stupore per la sua resistenza agli attacchi, ma erano e sono noti: Continua...
ALTERNATIVE:LE SCONFITTE INSEGNANO MA SOLO A CHI VUOLE IMPARARE
ALTERNATIVE:LE SCONFITTE INSEGNANO MA SOLO A CHI VUOLE IMPARARE


di Massimo Marino

Il 27 maggio e il 15 giugno ho scritto due interventi (Elezioni: il Re è nudo, qualcuno troverà le mutande? e  Europa: Il Parlamento di Arlecchino  che analizzano risultati e conseguenze delle elezioni europee del 26 maggio e di altri risultati elettorali del periodo, dalle politiche e amministrative in Spagna ( on Barcellona e Madrid fra gli altri) alle amministrative e regionali (Piemonte) in Italia. Mi sembra che le riflessioni si adattino bene anche alle più recenti elezioni politiche in Grecia con cui si chiude la meteora Syriza di Tsipras e come in un tragico gioco dell’oca si torna alla casella di partenza: i Conservatori di Neo Demokratia tornano al governo con Mitsotakis ( iglio). 
La formazione dei gruppi al PE ha seguito il copione prevedibile da mesi, la prevedibile alleanza del vecchio-nuovo gruppo che comprende En Marche di Macron con i due alleati di prima (Popolari e Socialisti) in una nuova-vecchia, anzi vecchissima maggioranza. Prevedibile anche  l’isolamento dei 5Stelle che non hanno potuto costruire alcun gruppo e sono finiti nell'ottavo gruppo: NI (cioè i non iscritti che noi chiamiamo gruppo misto). Non ho mai dato credito neanche per un attimo agli annunci prelettorali di Di Maio su un nuovo ipotetico gruppo al PE.
Non è una polemica con Di Maio, anche se chi minimamente conosce il quadro delle forze europeo vedeva quanto fosse poco credibile l'annuncio, ma una costatazione di quanto sia indietro lo scenario politico europeo che neppure comprende uno dei soggetti più interessanti dell’Europa come i 5Stelle collocandoli alla leggera nei rivoli locali del populismo. Quella al PE è stata una tragica occasione mancata già nel 2014 per Verdi, Podemos e alcuni altri per costruire con il M5S un dirompente scenario di alternativa, l’unico possibile peraltro. 
E come sempre le occasioni mancate si pagano, che è quanto stà avvenendo. Non solo per Podemos e i 5Stelle ma anche per i Verdi collocati fra i vincitori mentre il loro composito gruppo è il quarto di fatto alla pari con I&D (Identità e Democrazia) di Salvini e Le Pen. In realtà più indietro perché ospitano nel gruppo parecchi aggregati indipendenti ( dai Pirati ad alcuni autonomisti e socialisti radicali).Continua...
GANDHI, VITA VISIONE ED ECOLOGIA DI UNA GRANDE ANIMA
GANDHI, VITA VISIONE ED ECOLOGIA DI UNA GRANDE ANIMA

di Max Strata

Nell'aria bollente di una Delhi a 40°, dopo aver percorso a piedi l'arteria urbana che con il suo traffico incessante corre fino al Red Fort mostrando senza soluzione di continuità un desolato groviglio umano di indigenti distesi all'ombra degli alberi, ho varcato l'ingresso presidiato dai militari e sono entrato nel Rajghat, il luogo in cui Mohandas Karamchand Gandhi è stato cremato.
Il memoriale, costituito da una pietra nera e lucida ornata da fiori di tagete e protetta da un muretto bianco, si raggiunge dopo aver lasciato le scarpe ad un omino ossuto e senza denti che per una cifra simbolica ti permette l'ingresso. Così, a piedi nudi, calpestando un tappeto di tessuto rosso costantemente irrorato d'acqua da un inserviente che ha il preciso compito di abbassarne la temperatura, mi sono avvicinato con rispetto e trepidazione al primo posto che desideravo vedere nel mio solitario viaggio in India.
Nel guardare quell'oggetto ho provato una forte emozione e mentre passavano per la mia testa le immagini viste più e più volte nelle foto e nei filmati d'epoca, ho accostato le mani l'una all'altra e nel gesto di Namaskar, per qualche secondo, ho chinato la testa in suo ricordo. Seguendo le sue volontà, le ceneri sono state ripartite tra varie urne e disperse nei maggiori fiumi del mondo tra i quali il Nilo, il Tamigi, il Volga, il Gange e in occasione del sessantesimo anniversario della sua morte, quelle contenute nell'unica urna non ancora svuotata sono state versate nell'oceano davanti a Mumbai.
Rajghat Nei pressi del Rajghat c'è il museo che porta il suo nome, una vecchia palazzina riempita di fotografie, testi, libri, busti metallici e vari oggetti appartenuti a Bapu, come affettuosamente veniva chiamato dai suoi amici e collaboratori. Tra questi, un logoro paio di sandali e un semplice bastone di legno usato in uno dei suoi interminabili percorsi a piedi. Lungo un corridoio, una serie di telai e in particolare alcuni arcolai (charka) forse utilizzati dallo stesso Gandhi per realizzare il khadi, il tessuto bianco delle semplici e tradizionali vesti contadine. I charka lo hanno accompagnato anche nelle prigioni dell'impero britannico tra cui l'orribile carcere di Yeravda, dove Bapu fu rinchiuso per così tanto tempo da indicarlo come suo indirizzo permanente.
Nelle sue mani, l'arcolaio utilizzato per filare la seta e il cotone, diventò l'oggetto che incarna l'ideale di un impiego e di un ambiente dignitosi, elemento essenziale per mantenere viva l'attività artigianale delle famiglie indiane vessate e impoverite dalla predazione coloniale e dalla industrializzazione forzata del Paese. Tessendo da solo le proprie vesti mediante questo strumento pratico e simbolico che favorisce la collaborazione e la "buona volontà", Gandhi ha insegnato nuovamente alla sua gente a recuperare il lavoro manuale e a rispettare i tempi umani che non dipendono dalle macchine. Del resto, è noto come egli abbia trovato deplorevole l'ideologia mercantile, l'industrialismo, la sperequazione e il ricatto sociale causati dall'economia capitalista e come vi abbia fermamente opposto la semplicità di una vita frugale ma spiritualmente elevata e la forza tradizionale delle piccole comunità che condividono il principio dell'autosufficienza. Continua...
ELEZIONI: IL RE E' NUDO, QUALCUNO TROVERA' LE MUTANDE?
ELEZIONI: IL RE E' NUDO, QUALCUNO TROVERA' LE MUTANDE?

di Massimo Marino

Giusto per riflettere sui numeri veri e non sui romanzi scritti dai media, qualche dato sul voto in Italia alle elezioni europee e qualche battuta a caldo che spero mi venga perdonata:
Gli astenuti    In controtendenza rispetto a tutto il resto dell’Europa sono aumentati a quasi 24 milioni di voti (mdv) su quasi 51 milioni di elettori (erano 23,2 nel 214 e circa 16,5 nel 2013 e 2018 ). Mi sembrano la vera inconsapevole quinta colonna della stabilità e della tenuta delle élite, nel bene e nel male l’anomalia italiana. 
La Lega ha ottenuto quasi  9,2 mdv ( ne aveva 1,7 nel 2014 e 5,7 nel 2018). Un successo notevole ma non un’onda populista. Salvini può ringraziare il sistema dei media, in particolare quelli “progressisti” che per mesi gli hanno fatto una involontaria (?) campagna elettorale. Mettendolo in prima pagina ogni volta che faceva pipì o si toglieva una caccola dal naso. In funzione anti 5stelle, il vero e unico nemico. Forse negli ultimi due mesi si sono accorti di aver esagerato ma era tardi. Comunque hanno raggiunto l’obiettivo. Gruber, Fazio, Floris, Panella, Merlino, Giannini, Concita, Vespa, Formigli, Bianchi e il resto della banda adesso possono rilassarsi per lo scampato pericolo. Il loro reddito di sudditanza è salvo. Doveroso per Salvini regalare mazzo di fiori e cioccolatini alla Gruber per ringraziare. Di persona, come promesso venerdì scorso alla Lilli ex parlamentare europea piddina.  
Il M5S ha ottenuto circa 4,6 mdv ( ne aveva 5,8 nel 2014, 8,6 nel 2013 e 10,7 nel 2018). La fase vincente del movimento grillino si è esaurita mancando nell’esperienza di governo molti aspetti del cambiamento promesso, smarrendo la propria collocazione di centro radicale, forse garanzia di baluardo provvisorio verso corruzione e clientelismo che da oggi non avranno più argini. Di Maio è rimasto nudo e non lo invidio. Dopo ore di silenzio dice che cercherà le mutande per coprire le nudità. Ci spero, anche se dubito che le trovi, perché è un bravo ragazzo. Invece di una lunga agonia devastante non sarebbe meglio restituire le chiavi del Palazzo d’inverno prima di essere fatti a pezzi? Ennesima esperienza fallimentare dell’uomo solo al comando, come sostenevo già sei mesi fa. Che ingenui però questi grillini...
Il PD ha ottenuto quasi 6,1 mdv ( varie decine di migliaia in meno del 2018 ). Aveva ottenuti 11,2 mdv nel 2014. Ha perduto anche il Piemonte. Quale successo festeggino non mi è chiaro. Mi chiedo da mesi, immaginando quali siano i dieci principali problemi della società italiana, in che cosa esattamente il PD del postrenziano Zingaretti sia diverso da Salvini. Boh! Neppure sulla questione dei barconi, che è una questione piccola diventata grande, è difficile capire le differenze di fondo fra Minniti e la Lega. Magari me lo spiegherà Pisapia. Malgrado lo stuolo di cuginetti e altri parenti nell’intero sistema dei media ed il più noto e più simpatico fratello del capo ( Montalbano) il PD di Zingaretti non ha preso un voto in più del 2018, anzi quasi 100mila in meno. Un leader di passaggio in attesa di meglio.  Continua...
CHE FARE SE PERDIAMO IL PALAZZO D'INVERNO?
CHE FARE SE PERDIAMO IL PALAZZO D'INVERNO?

di Massimo Marino
 
1)   Il 23 ottobre del 1917, in realtà la notte del 7 novembre del nostro calendario, i bolscevichi presero il Palazzo d’Inverno, sede storica degli Zar nella capitale della Russia San Pietroburgo ( all’epoca Pietrogrado). La banalizzazione della Storia, che spesso viene raccontata senza ricavarne una memoria rispettosa dei fatti e degli insegnamenti che può regalare indica in quella notte la fine dello zarismo, la vittoria dei Soviet e l’inizio della storia del Comunismo fatto Stato. Parentesi storica che durò in fin dei conti meno di 90 anni, cioè meno di una contadina delle steppe in buona salute. In realtà la dinastia degli Zar era già stata annientata da sei mesi e nel Palazzo d’Inverno era riunito il governo rivoluzionario provvisorio di Kerenskj. Era costituito da radicali liberali e socialisti moderati.  Lo sparuto drappello di bolscevichi aveva però trascinato con sé una consistente frazione di operai, soldati e contadini, ma anche intellettuali stufi dei capricci degli Zar, appellandosi a tre semplici parole d’ordine: uscire dalla guerra, garantire il pane a tutti e dare più riconoscimento al ruolo dei consigli degli operai e dei contadini.
In realtà quella notte (fig1)  non ci fu nessuno scontro perché nel Palazzo non c’era nulla da conquistare. Un migliaio di cadetti dell’Accademia e un altro migliaio di soldatesse del battaglione femminile non opposero nessuna resistenza e dopo due cannonate a salve da una nave in mano agli insorti sulla Neva si arresero. Due morti in tutto. Il governo provvisorio che era riunito nel palazzo fu mandato a casa ed al suo posto si riunì l’assemblea dei Soviet. Non essendo comodo per le riunioni il Palazzo venne presto abbandonato. Perché lì non c’era motivo di stare.  Per quanto ne so le riunioni dei Soviet si spostarono ben presto in un comodo albergo di Mosca famoso per essere l’unico allora esistente fornito di acqua calda, riscaldamento efficiente e telefoni.
La storia, che trovo divertente ma solo fino ad un certo punto, traslata ai giorni nostri è come se un manipolo di aderenti a Rifondazione Comunista nel 2017 occupasse la sede nazionale del PD in via del Nazareno a Roma, ne espellesse la segreteria nazionale riunita e si dichiarasse legittimo rappresentante della Nazione in nome del popolo. Tranne scoprire ben presto che nei locali i telefoni sono tagliati, le stampanti non hanno più il toner e nei bagni scarseggia la carta igienica.  Insomma, che dal Nazareno si può anche andarsene prima che faccia notte perché lì ormai non c’è più niente e se si vuole conquistare il potere bisogna cercarlo da qualche altra parte.
2)    La notte del 4 marzo 2019 al termine delle elezioni politiche gli exit pool prima, le proiezioni e i primi dati consistenti poi indicavano senza ombra di dubbio il grande successo del M5Stelle, di gran lunga primo partito italiano del momento con il 32,7% e 10,7 milioni di voti alla Camera, con un particolare trionfo in numerosi collegi del centro sud Italia dove superava in molti casi il 40% e in alcuni anche il 50 percento.  Nessun movimento o partito politico italiano ha raggiunto negli ultimi 70 anni un risultato così straordinario e del tutto insolito considerato che ancora 10 anni prima, esattamente l’8 marzo 2009 le “Liste Civiche Beppe Grillo” non ancora neanche costituite in movimento nazionale definivano sommariamente a Firenze le “5 stelle” su cui agire nei Comuni italiani. Di presenza in Parlamento neppure si parlava ( fig 2 ). 
Qualcuno quella notte dello scorso anno in un comprensibile sfogo di entusiasmo ha parlato di conquista dello Stato (“lo Stato siamo noi!”). In attesa di trovare tre mesi dopo un accordo di governo, abilmente e correttamente definito contratto (su cose da fare) e non alleanza (fra partiti vicini) i leader vincenti ebbero il tempo di trovare e conoscere il loro Palazzo d’Inverno, cioè la dislocazione delle stanze di quei Ministeri da cui dare avvio a quella vera e propria rivoluzione gentile (“il cambiamento”) che, non ho mai avuto dubbi, era ed è ancora l’obiettivo del M5Stelle. Come tanti altri ho provato soddisfazione ma anche preoccupazione per i risultati elettorali. Da quasi dieci anni sono un puntuale elettore dei grillini e lo sarò anche alla prossima puntata anche se neanche per un momento ho pensato di farne parte. La soddisfazione derivava dal vedere decine di personaggi (di destra e di sinistra) fra i principali responsabili del declino italiano degli ultimi 30 anni, restare almeno per un po’ disoccupati e buttati fuori dalle aule del nostro Palazzo d’Inverno. Le ragioni della preoccupazione sono più complesse e vale la pena spiegarle. Continua...
EXTINTION REBELLION E L'ALGORITMO DELLA RIVOLUZIONE ECOLOGISTA
EXTINTION REBELLION E L'ALGORITMO DELLA RIVOLUZIONE ECOLOGISTA

di Riccardo Luna

Extintion Rebellion (XR) è un movimento di protesta che è riuscito a bloccare Londra per un weekend. Usa gli algoritmi per pianificare le azioni, è non violento ma per calcolo, ed è stato fondato da due scienziati, di cui una ha detto di aver cambiato approccio alle proteste sociali dopo aver assunto alcuni allucinogeni in Costa Rica.
Extinction Rebellion, il movimento di protesta che ha bloccato Londra per un weekend di aprile collezionando quasi mille arresti, l’adesione convinta dell’attrice Emma Thompson e di un atleta olimpico, e la simpatia di qualche decina di manager britannici che hanno firmato una lettera aperta al Times, non nasce per caso all’improvviso e rappresenta una novità assoluta nella storia dei movimenti sociali.
Si tratta infatti del primo esempio di un movimento che dichiara di usare la matematica come strumento per pianificare le proteste e per misurarne l’efficacia. I due fondatori, Gail Bradbrook e Roger Hallam, due scienziati che hanno un dottorato nel curriculum accademico, hanno trascorso gli ultimi tre anni a studiare la storia delle proteste sociali dal 1900 ad oggi, estrapolando ogni volta i fattori chiave che hanno portato al successo o al fallimento. E a partire da questa messe di dati, sostengono di aver creato “l’algoritmo delle proteste”, grazie al quale hanno costruito la strategia con cui sono andati in scena a Londra.
Gli arresti, per dire, sono stati pianificati e voluti. Un certo numero, mille, era l’obiettivo perché, dati alla mano, mille arresti di persone pacifiche costituiscono un costo sociale troppo alto per essere ignorato dalla autorità politiche. Mille era il numero da raggiungere per costringere la politica ad ascoltarli, aveva detto Hallam alla Bbc il 10 aprile: “A un certo punto il capo della polizia andrà dal primo ministro e gli dirà: non possiamo fare altri arresti, non possiamo arrestare nonne di 84 anni e bambini di 10. Serve una soluzione politica”. Obiettivo raggiunto.
L’origine dell’algoritmo delle proteste Extinction Rebellion è insomma una cosa totalmente nuova anche se non sbaglia chi sostiene che questo movimento abbia qualche punto di contatto con alcuni esempi del recente passato, come il movimento contro la globalizzazione protagonista della drammatica Battaglia di Seattle del 1999; e di quello contro la finanza che portò nel 2011 migliaia di persone a occupare pacificamente per giorni Wall Street (in realtà il vicino Zuccotti Park).
Ma XR (questa la loro sigla) è sostanzialmente un’altra cosa, come vedremo. Ed è molto diverso anche dagli altri movimenti di protesta che in questo momento sono sulla scena sebbene anche qui ci siano punti di contatto. Come gli scioperi del clima lanciati a partire dall’agosto scorso dalla sedicenne Greta Thunberg, anche Extinction Rebellion ha come obiettivo la lotta al cambiamento climatico, ma i fondatori di XR non sono studenti, sono dei cinquantenni con alle spalle numerose esperienze di protesta sui temi più disparati. Generazionalmente quindi parliamo di due mondi diversi, sebbene Greta Thunberg lunedì 22 fosse a Londra, in occasione della Giornata mondiale della Terra, a sostenere la lotta dei militanti di XR. Continua...

QUESTO MOVIMENTO DOVEVA NASCERE
QUESTO MOVIMENTO DOVEVA NASCERE


di Greta Thurneberg

Pubblichiamo la lettera-manifesto del movimento globale Fridays for Future scritta dalla svedese Greta Thunberg e da altre sette attiviste. Le foto sono state scattate dalla redazione di Italia che Cambia che ha partecipato alle manifestazioni indette in tantissime città italiane.
Tutto è cominciato sulle scale del Parlamento svedese, il 20 agosto – un giorno di scuola come un altro. Greta si è seduta con il suo cartello scritto a mano e i volantini fatti in casa. Quello è stato il primo sciopero per il clima in assoluto. Da allora, i venerdì hanno smesso di essere normali giorni di scuola. Tutte noi, e molte altre ed altri con noi, hanno iniziato a scioperare ogni settimana in Australia, Germania, Belgio, Colombia, Nuova Zelanda, Svizzera, Uganda e poi in giro per il resto del mondo.
Questo movimento doveva nascere, non avevamo scelta. Sapevamo che c’è una crisi climatica in atto. Lo sapevamo perché le foreste in Svezia o negli Stati Uniti erano state decimate dalle fiamme. Lo sapevamo per il susseguirsi di alluvioni e siccità in Germania e Australia, per il collasso di iconici ghiacciai alpini e per lo scioglimento del permafrost nel Circolo Polare Artico, e così via. Lo sapevamo, perché i resoconti che leggevamo e le immagini che vedevamo gridavano che qualcosa di molto sbagliato stava accadendo.
Il primo giorno in cui ci siamo rifiutate di andare a scuola lo abbiamo tutte speso in solitudine, ma da allora un movimento di giovani in sciopero per il clima si è diffuso in tutto il pianeta. Oggi giovani in oltre 100 Paesi abbandoneranno le lezioni per esigere risposte concrete alla più grande minaccia con la quale l’umanità ha mai dovuto confrontarsi.Lo sciopero per il clima a Roma
Questi scioperi stanno avendo luogo oggi – da Washington a Mosca, da Beirut a Gerusalemme, da Shanghai a Mumbai – perché i politici ci hanno delusi. Abbiamo visto anni di negoziazioni finire in accordi sul clima a dir poco patetici. Abbiamo visto come alle compagnie di combustibili fossili sia stata data mano libera nello sventrare le nostre terre, forare il suolo e bruciare il nostro futuro per il loro profitto. Abbiamo visto le fratturazioni idrauliche nei campi, le perforazioni petrolifere in alto mare e le miniere di carbone andare avanti. I politici sanno da tempo qual è la verità sul cambiamento climatico e sono disposti a mettere il nostro futuro nelle mani dei profittatori la cui ricerca di soldi facili minaccia la nostra stessa esistenza. Continua...

UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L'EUROPA ...
NON E' IL COMUNISMO E NEANCHE IL POPULISMO ...

UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L'EUROPA ...<BR>NON E' IL COMUNISMO E NEANCHE IL POPULISMO ...

di Massimo Marino 
   
Comunque la si pensi e comunque vadano le elezioni europee del maggio prossimo misureranno bene la febbre dell’Europa e credo molto più del solito saranno sentite direttamente pertinenti con i nostri problemi nazionali e perché no personali. Mai come in questi ultimi mesi larga parta delle popolazioni dei 28 membri della UE hanno compreso che loro e i loro paesi sono in libertà vigilata per quanto innocenti: perché banche, finanzieri, partiti e lobbisti del passato hanno svuotato le loro casseforti, oggi chiedono anche il pagamento degli interessi, domani renderanno ardua la sopravvivenza di molti in modo irrimediabile. Perché ci lasciano in regalo un pianeta in pessimo stato ed una insopportabile condizione di precarietà per molti.
In fin dei conti non è una burocrazia europea, malgrado i suoi 30mila funzionari, che ci affama di sua sponte e che va abbattuta, così come è un miraggio quello dei fautori di una europa unita che si muove con fervore per il benessere di 510 milioni di europei. Gli ideologhi dell’una e dell’altra guerra di religione sono un po’ dei superficialoni che non ce la contano giusta. Per questo non mi affascinano gli sponsorizzatori degli euroexit che vogliono disfare l’europa così come gli adulatori dell’ europa politica unita e federata che non ci sarà mai. Riconosco il possibile ruolo di una unità europea contro la guerra, per la salvezza dal cambiamento climatico e per l’inversione della tendenza allo sviluppo degli armamenti nel mondo, in particolare quelli nucleari e di potente impatto offensivo. Realisticamente però per avere questi risultati dobbiamo provare a rovesciare il funzionamento dell’Europa come un calzino. L’Euroexit o gli Stati Uniti d’Europa non sono, per questo secolo, all’ordine del giorno. Smettiamo di parlarne.
A Bruxelles c’è solo una concentrazione fisica e organizzativa di un insieme di forze sociali, economiche e finanziarie diffuse (multinazionali appunto) che hanno molte facce e che di comune hanno un unico obiettivo, quello di mantenere l’egemonia delle élite che si sono consolidate nel secolo scorso, in particolare dopo l’assestamento provvisorio seguito alla fine della Seconda guerra mondiale e successivamente dopo il crollo di uno dei due blocchi. Il bipolarismo “ideologico” fra est e ovest non ha avuto neanche 80 anni di storia ma gli è seguito, contro ogni aspettativa, un moltiplicarsi di focolai di guerra localizzata invece di una prevista e auspicata era di pace.   
Se si contano i votanti al Parlamento europeo, che nella forma attuale ha meno di 40 anni, si nota che, malgrado il sistema di tipo proporzionale, difficilmente si raggiunge il 50% degli elettori. Nel 2014 i voti validi sono stati circa il 40%. Continua...
ANIMA E AMBIENTE
SOLO UNA RIVOLUZIONE CI SALVERA'

ANIMA E AMBIENTE<br> SOLO UNA RIVOLUZIONE CI SALVERA'


di Dalila Nesci

Grande partecipazione e tante emozioni alla Camera dei deputati per il IX appuntamento con "Parole Guerriere. Seminari Rivoluzionari". Il fortunato ciclo di incontri che ho promosso a partire dal luglio scorso continua a riscuotere successo.(...)
Anima e Ambiente, solo una rivoluzione ci salverà!” è il tema di cui si è parlato nella consapevolezza che stiamo vivendo un momento storico inedito, di limite, di rottura. 
La capacità dell’uomo di distruggere sé stesso, dalla bomba atomica ai cambiamenti climatici, è ormai evidente. A secondo del grado di consapevolezza, data dai percorsi di vita e formazione, tutti ed in modo sempre più profondo viviamo questa sensazione di limite opprimente difficile da gestire. La sensazione è questa: il modo in cui gli esseri umani hanno organizzato i propri rapporti fra di loro e con l’ambiente circostante non funzionano più! Necessitano di essere cambiati, ripensati alla radice, rivoluzionati. Bisogna creare nuovi paradigmi mentali (dall’industria all’educazione) per la convivenza improntati alla cooperazione, per l’evoluzione e la presenza stessa degli uomini e delle donne sulla Terra. Per riuscirci dobbiamo allenarci a processi creativi e allo stesso tempo pazienti di sintesi.
Se fossimo in grado, come Occidente, di metabolizzare le scoperte che la scienza e la tecnica (vedi Einstein - Bohr - Heisemberg) hanno già fatto, accetteremmo che quello che pensiamo, diciamo e facciamo è cruciale per noi e per gli altri. Gli effetti dei nostri comportamenti, anche quelli reputati più banali come un sorriso o una scorrettezza a lavoro, cambiano il destino del mondo. Continua...

UNA TERRA UNA UMANITA' UN FUTURO
UNA TERRA UNA UMANITA' UN FUTURO

di Satish Kumar
 
Sostituire la vecchia storia della separazione con la nuova storia dell’unità e sposare il radicalismo radicale è l’ imperativo dei nostri giorni. La separazione - l’idea che le cose viventi esistano individualmente, isolate le une dalle altre – è stata una storia dominante per molti secoli. Questo approccio intellettuale, persino ideologico, alla vita, occasionalmente ha il suo valore, ma i suoi limiti, in effetti i suoi danni, diventano sempre più evidenti.  
Il primo, e più ovvio, è la separazione che esso implica tra umani e Natura. Siamo arrivati a pensare che la Natura sia qualcosa di esterno; che le colline, i fiumi, gli oceani, le foreste, gli animali e gli uccelli siano Natura, una cosa distinta dagli esseri umani e dalle nostre azioni. Questa definizione sostiene e addirittura legittima l’idea che il mondo naturale sia a noi subordinato e che esista per soddisfare i nostri bisogni.    Seguendo tali idee di separazione, lo scopo di molta parte di scienza, tecnologia, industria ed economia è perciò diventato quello di conquistare la Natura e di utilizzarla per soddisfare gli umani bisogni e, fin troppo spesso, l’umana avidità. Pertanto possiamo fare alla Natura quello che ci pare (...) Secondo questo modo di vedere la Natura non ha anima, non ha spirito, non ha intelligenza, non ha memoria. La Natura è inanimata.
Ma se andiamo al suo significato originario, ci accorgiamo subito che la parola ‘natura’ vuol dire semplicemente ‘nascita’. ‘Natale’, ‘natività’, ‘natura’, hanno tutte la stessa radice. Ogni cosa che è nata è Natura. Noi esseri umani siamo nati, o no? Continua...
ECCO A VOI LE ELEZIONI HORROR
ECCO A VOI LE ELEZIONI HORROR

di Marzio Aprile

A due settimane dal 4 marzo potremmo definire la situazione politica italiana come una scena horror. Ancora oggi, dopo sette decenni di fallimenti  si affrontano  culture politiche di destre e sinistre. Sono entrambe malconcie  ma si disputano ancora i resti di quella che fu, un tempo l’Italia. Come iene affamate lottano all’ultimo osso, incuranti dello strazio collettivo. Certo la democrazia rappresentativa è in crisi in gran parte dell’Occidente, ma in Italia essa raggiunge un apice di rara e tragica intensità, degna quindi del maggior esito drammatico. Ecco a voi Berlusconi,  e se siete arcaici vi domanderete in sequenza: ma è ancora vivo?, ma è ancora libero per davvero? Ci sono ancora persone che lo seguono?
 Falsamente avversato da Renzi che invece probabilmente si alleerà con lui e se siete ancora ingenui vi domanderete come mai sia ancora in circolazione dopo aver affermato perentoriamente che in caso di sconfitta al referendum si sarebbe definitivamente ritirato dalla politica e se siete maliziosi vi domanderete se anche lui sia effettivamente a piede libero. Salvini e Meloni si ostinano a sembrare autentici e sono lì a confondere: la loro funzione è costruire un  alibi alla mancanza di valori reali delle destre italiane: chi tra loro scamperà al Nulla?

 Poi la Bonino che dice che abbiamo bisogno di un milione e seicentomila stranieri per ripopolare l’Italia: eccovi servito il funerale dei diritti civili. Il miglior modo per votare Renzi fingendo di fare altro. Ma la Bonino chi, quella degli aborti? Come cambiano le cose nel tempo! Continua...
FARE PACE CON IL PIANETA
FARE PACE CON IL PIANETA
di Satish Kumar

In India esistono quattro religioni principali che sono originarie del paese: Induismo, Buddhismo, Sikhismo e Jainismo. Ci sono anche quattro religioni importanti che sono venute dall’estero, ma hanno dato contributi significativi alla vita degli Indiani: Cristianesimo, Islam, Zoroastrismo – la religione dei Parsi – ed Ebraismo. Tra queste otto religioni, i Jainisti sono probabilmente i meno conosciuti. Ci sono solo circa 4 milioni di Jainisti in tutto il mondo e la maggior parte vive in India.
Il principio più elevato e più profondo del Jainismo è la nonviolenza (Ahimsa). È il principio totale e integrale di non violenza in pensiero, parola e azione. Questo significa non violenza verso se stessi, non violenza verso gli altri e non violenza verso la Natura. Naturalmente i Jainisti si rendono conto che una completa non violenza non è possibile, ma ciò che ci viene richiesto è di essere consapevoli delle nostre attività mentali, verbali e fisiche al fine di ridurre al minimo ogni danno che potremmo arrecare a noi stessi o agli altri esseri viventi.
Questa costante consapevolezza è la chiave per potere aumentare al massimo la compassione e ridurre al minimo il far del male. Continua...
L'ACQUARIO E LE NUOVE SFIDE PER UNA LEADERSHIP
L'ACQUARIO E LE NUOVE SFIDE PER UNA LEADERSHIP
di World Global Goodwill
 
LA TRANSIZIONE DELL'UMANITÀ, da un'epoca individualistica, condizionata dai Pesci, ad un'età più acquariana a livello di gruppo, può portare utili approfondimenti sulle sfide che devono essere affrontare da leader e leadership. Inevitabilmente, la transizione è ardua e faticosa, sia per gli individui che per le società, costrette in massa a rispondere in una quasi infinita varietà di modi alle influenze di queste due condizionanti energie: l’adattamento alle opportunità e le “linee di minor resistenza”; reagire alle forze opposte; Ispirarsi agli ideali che sono in decadenza o verso quelli in una dominanza maggiore; cadere in forme basse di influenza. In un certo senso, la visione acquariana pienezza della vita, celebrata regolarmente in queste pagine, sta drammaticamente riformando la psiche e la società.
 
Le relazioni aperte e cooperativistiche tra paesi, regioni e culture sono in crescita, così come in ogni disciplina professionale, scientifica e accademica. Le nuove generazioni sono particolarmente adattate a questi ambienti altamente interattivi. Si dice che l'Acquario sia legato all'elemento pervasivo dell'aria, che influenza il modo in cui vediamo il mondo e il nostro esserci in esso. Per coloro che hanno una mente ben sviluppata, queste energie stimolano una facilità crescente per una percezione intuitiva, favorendo la conoscenza della relazione tra una parte ed il tutto, ed il suo sviluppo in piena ricchezza, portando ad un vivace nuovo senso di sintesi. Continua....
 
M5STELLE: NUOVI PROTAGONISTI PER UNA NUOVA EUROPA
M5STELLE:  NUOVI PROTAGONISTI PER UNA NUOVA EUROPA
Gruppo delle Cinque Terre

1. La falsificazione dell’idea di Europa Unita
Cosa è l’Europa oggi ? Era un progetto di unione solidale dei popoli, dei territori e delle culture europee, è diventata una unione politica incompiuta, un’ area, in parte a moneta comune, controllata di fatto da una oligarchia finanziaria che condiziona i sistemi politici nazionali ignorando le esigenze e le necessità dei suoi cittadini. Il nobile progetto originario di una Europa federata è tradito nella realtà dei fatti dallafalsificazione del progetto originario: per la democrazia , per l’economia reale, per la cultura europea. I principali partiti politici europei, conservatori e socialdemocratici, si diceva una volta “ di destra e di sinistra”, non hanno più differenze sostanziali tra loro e sono subordinati ad élite bancarie, finanziarie, industriali e ad altre lobbies. Non hanno più alcuna visione di insieme. I sistemi elettorali a carattere maggioritario producono una rappresentanza politica falsificata a vantaggio di chi detiene il controllo dei mezzi di informazione ed ha un potente apparato organizzativo, imponendo un fittizio bipolarismo destra/sinistra che provoca una astensione elettorale crescente. Si determina così un sistema governato da caste politiche che sono suddite di altre caste finanziarie e convergenti con “ le larghe intese” vanificando una reale partecipazione democratica dei cittadini. Continua...
FINALMENTE SVELATA LA VERA NATURA DEL MOVIMENTO 5 STELLE
FINALMENTE SVELATA LA VERA NATURA DEL MOVIMENTO 5 STELLE
di Sergio Di Cori Modigliani

Le rivoluzioni sono tutte uguali; eppure sono tutte diverse tra di loro. In compenso, le rivolte sono tutte uguali, e sono anche tutte uguali tra di loro. Ciò che le contraddistingue -e non è roba da poco- consiste nel fatto che le rivolte finiscono tutte male. Le rivoluzioni, invece, finiscono tutte bene; altrimenti non sarebbero tali. Le rivolte nascono e si manifestano in maniera imprevista, inattesa, soprattutto spontanea. La maggior parte di esse scaturiscono da eventi minimi, vere e proprie cause occasionali, che esplodono con sorpresa generale. Si affermano e trovano immediata adesione perchè contengono l’esplosiva miscela di rabbia, indignazione, disperazione e impossibilità di farsi ascoltare; veicolano quindi il forte bisogno di un gruppo sociale, di un movimento, di un popolo, di far sentire finalmente la propria voce e presentare pubblicamente le proprie esigenze, istanze. Continua...
IL PD FA SEMPRE VINCERE BERLUSCONI
IL PD FA SEMPRE VINCERE BERLUSCONI

di Beppe Grillo

Una domenica di aprile triste, un silenzio strano. Quella poca gente che si vede in giro nelle città la mattina non sorride e tira dritto. Ti senti come il giorno dopo la scomparsa di una persona cara. Quella indefinibile mancanza che provi dentro, che non riesci ad accettare e che sai ti accompagnerà troppo a lungo. La Repubblica, quella che si dice democratica e fondata sul lavoro, ieri è morta. Pensi al sorriso raggiante di Berlusconi in Parlamento, risplendente come il sole di mezzogiorno, dopo la nomina di Napolitano, e ti domandi come è possibile tutto questo, pensi ai processi di Berlusconi, a MPS, alle telefonate di Mancino, ai saggi e alle loro indicazioni per proteggere la casta. Sai che alcuni di loro diventeranno ministri. Ti viene lo sconforto. Tutto era stato predisposto con cura. Un governissimo, le sue "agende" Monti e Napolitano, persino il nome del primo ministro, Enrico Letta o Giuliano Amato, e un presidente Lord protettore dei partiti. Continua...
MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
di Beppe Grillo

Ma che pianeta mi hai fatto? Petrolio e carbone sono proibiti. Nei centri urbani non possono più circolare auto private. L'emissione di Co2 è punita con l'assistenza gratuita agli anziani. I tabaccai sono scomparsi, non fuma più nessuno. Non si trovano neppure le macchinette mangiasoldi nei bar. La più grande impresa del Paese produce biciclette. La plastica appartiene al passato, chi la usa di nascosto è denunciato all'Autorità per il Bene Comune e condannato ai lavori socialmente utili. Continua...
LA SFIDA E LA VISIONE
LA SFIDA E LA VISIONE

di Ervin Laszlo 

.....Significa pensare in termini di processi e non di strutture, in termini di unità dinamiche e non di entità statistiche. Pensare in modo globale significa vedere la foresta, non solo gli alberi.(pag.47)....Come ha dichiarato Robert Shapiro, amministratore delegato della Monsanto, alla Harvard Business Review ( nel numero del Gennaio-Febbraio 1997), e ben difficile dedicare tutte le proprie energie per periodi di tempo prolungati a un’astrazione chiamata impresa o a un’idea chiamata profitto. Gli esseri umani possono dare il loro contributo solo ad altri essere umani; ai colleghi, se sono convinti di essere impegnati insieme in un’imprese di una certa importanza; alla società ( e questo è solo un altro modo di dire che possono dare ai loro figli) ; possono dare, insomma , solo se sono convinti che il loro valore sia in qualche modo integrato in una visione completa della vita. (pag.61) ....Lo stato nazionale formalmente costituito è un mito accettato quasi universalmente, ma resta pur sempre un mito. E’ un fenomeno storico apparso sulla scena mondiale solo con i trattati di Westfalia del 1648. (pag.66) Continua...
LA SFIDA DI UN'EVOLUZIONE COLLETTIVA
LA SFIDA DI UN'EVOLUZIONE COLLETTIVA

di Ervin Laszlo

Oggi viviamo nel mezzo di una delle più profonde, e certamente più veloci, trasformazioni della storia dell'umanità. All'alba del prossimo secolo quasi tutti gli aspetti e le attività della vita umana saranno esercitati all'interno di interazioni globali, di mercati globali, di tecnologie globalmente efficienti e informazioni circolanti in un sistema globale. Vivere e agire nelle nuove condizioni comporterà pertanto un diverso modo di agire e di pensare. Anche a causa della velocità con la quale l'era prossima sta irrompendo su noi, nella nostra generazione e nella generazione dei nostri figli non si sono ancora evoluti la logica, i valori e le pratiche necessari. Nella maggior parte dei casi stiamo per ora cercando di fronteggiare le condizioni della emergente società del XXI secolo con le forme di comportamento del sistema industriale del XX secolo. Questo, tuttavia, equivale al tentativo di vivere nelle città industriale degli anni 90 con la forma mentis dei villaggi feudali del Medioevo. È insufficiente e, a causa della vulnerabilità delle nostre temporanee strutture sociali ed ecologiche, perfino pericoloso. Il pericolo riguarda tutti noi. Ecco perché la maieutica strutturale oggi, come resa concreta dai gruppi attivi con Danilo Dolci, è essenziale.
Continua...
LA MODA DELLO SPIRITO
LA MODA DELLO SPIRITO

di Adriano Sofri

A trattare dell' auge o della rinascita della spiritualità, sia pure in un articolo di giornale, occorrerebbe prima di tutto sapere con qualche precisione che cosa sia la spiritualità, e io ne sono lontano. Quanto alla precisione, può darsi che non le debba appartenere, e che convenga alla spiritualità serbare una sua vaghezza, come un pregio e insieme una versatile disposizione a lasciarsi tirare di qua e di là. Il nostro tempo è così svelto e volubile, e così longeva la media delle sue esistenze personali, che probabilmente si potrebbe riconoscere un' auge o una rinascita a tutto e al contrario di tutto, e non si è finito di commemorare la decadenza di una moda che già se ne avvista il ritorno. Gli indizi specifici si moltiplicano, dall' alto al basso: i teologi in testa alle classifiche, e l' avanzata generale dell' editoria religiosa, e poi Sant' Agostino e Santa Monica in prima serata (e tutti i santi), e i calchi librari e cinematografici della Bibbia, e la fiction giallo-cristiana che arriva dall' America. Di questa ritornante spiritualità, termine che muove un riflesso di soggezione, è lecito sospettare che sconfini in quella cosa new age data troppo benignamente per passata. 
Continua...
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