Il vero viaggio di scoperta non consiste
nel cercare nuove terre ma nell'avere nuovi occhi.
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UN ALTRO MONDO POSSIBILE
Creando una nuova Consapevolezza 
UN ALTRO MONDO  POSSIBILE
I FIORI DEL DOMANI
Tutti i fiori di tutti i domani
sono i semi di oggi e di ieri.

Proverbio cinese
Ancora un sogno
... Sì, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti, di speranze rovinate, ma nonostante tutto voglio concludere dicendo che ho ancora dei sogni, perché so che nella vita non bisogna mai cedere.
Se perdete la speranza, perdete anche quella vitalità che rende degna la vita, quel coraggio di essere voi stessi, quella forza che vi fa continuare nonostante tutto.
Ecco perché io ho ancora un sogno...
Continua...
Varsavia
<b>Varsavia </b>







Hanno ucciso il ragazzo di vent'anni
l'hanno ucciso per rabbia o per paura
perché aveva negli occhi quell'aria sincera
perché era una forza futura
sulla piazza ho visto tanti fiori
calpestati e dispersi con furore
da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Da chi usa la legge e si serve del bastone
e sugli altri ha pretese di padrone
Sull'altare c'è una madonna nera
ma è la mano del minatore bianco
che ha firmato cambiali alla fede di un mondo
sulla pelle di un popolo già stanco
Continua...

POTETE SOLO ESSERE LA RIVOLUZIONE
Ursula le Guin

Non abbiamo nulla se non la nostra libertà.
Non abbiamo nulla da darvi se non la vostra libertà.
Non abbiamo legge se non il singolo principio del mutuo appoggio tra individui.
Non abbiamo governo se non il singolo principio della libera associazione.
Non potete comprare la Rivoluzione.
Non potere fare la Rivoluzione.
Potete solo essere la Rivoluzione.
È nel vostro spirito, o non è in alcun luogo

da " The dispossessed" 1974
LA FINE DELLA VITA
é l'inizio della sopravvivenza

<b>LA FINE DELLA VITA<br> é l'inizio della sopravvivenza </b>





Come potete comperare
o vendere il cielo,
il calore della terra?
l'idea per noi é strana.
Se non possediamo
la freschezza dell'aria,
lo scintillio dell'acqua.
Come possiamo comperarli?
Continua...
I CREATIVI CULTURALI
<b>I CREATIVI CULTURALI</b>





L'altro modo di pensare
e vivere

Ervin Laszlo
Possiamo pensare in modi radicalmente nuovi circa i problemi che affrontiamo?
La storia ci dimostra che le persone possono pensare in modi molto differenti. C'erano, in Oriente e in Occidente, sia nel periodo classico, che nel Medio Evo ed anche nelle società moderne, concezioni molto diverse sulla società, sul mondo, sull'onore e sulla dignità. Ma ancora più straordinario è il fatto che anche persone moderne delle società contemporanee possano pensare in modi diversi. Questo è stato dimostrato da sondaggi di opinioni che hanno indagato su cosa i nostri contemporanei pensano di loro stessi, del mondo e di come vorrebbero vivere ed agire nel mondo.

Una recente indagine della popolazione americana ha dimostrato modi di pensare e di vivere molto differenti.
Questo è molto importante per il nostro comune futuro, poiché è molto più probabile che alcuni modi di pensare preparino il terreno per uno scenario positivo piuttosto che altri.
Questi sono stati i risultati principali:
Continua...
PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI
<b>PIU’ LENTI, PIU’ PROFONDI, PIU’ DOLCI </b>





Alexander Langer


La domanda decisiva è: Come può risultare desiderabile una civiltà ecologicamente sostenibile?
Lentius, Profundis, Suavius”, al posto di ”Citius, Altius, Fortius”

La domanda decisiva quindi appare non tanto quella su cosa si deve fare o non fare, ma come suscitare motivazioni ed impulsi che rendano possibile la svolta verso una correzione di rotta.
La paura della della catastrofe, lo si è visto, non ha sinora generato questi impulsi in maniera sufficiente ed efficace, altrettanto si può dire delle leggi e dei controllo; e la stessa analisi scientifica
Continua...
CITTADINO DEL MONDO
<b>CITTADINO DEL MONDO</b> Graffito a Monaco






Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere…. Straniero.
Il viaggiatore leggero
<b>Il viaggiatore leggero </b> Adriano Sofri
Introduzione al libro di Alex Langer, ed. Sellerio 1996

Alexander Langer è nato a Sterzing (Vipiteno-Bolzano) nel 1946, ed è morto suicida a Firenze, nel luglio del 1995.
Benché abbia dedicato la sua vita intera, fin dall'adolescenza, a un impegno sociale e civile, e abbia attraversato per questa le tappe più significative della militanza politica, da quella di ispirazione cristiana a quella dell'estremismo giovanile, dall'ecologista e pacifista dell'europeismo e alla solidarietà fra il nord, il sud e l'est del mondo, e sempre alle ragioni della convivenza e del rispetto per la natura e la vita, e benché abbia ricoperto cariche elettive e istituzionali, da quelle locali al Parlamento europeo, è molto difficile parlarne come di un uomo politico. O almeno, è del tutto raro che nella politica corrente si trovi anche una piccola parte dell'ispirazione intellettuale e morale che ha guidato la fatica di Langer. La politica professata, anche quando non è semplicemente sciocca e corrotta, non ha il tempo di guardare lontano, e imprigiona i suoi praticanti nella ruotine e nell'autoconservazione. Uno sguardo che
Continua...
MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
MA CHE PIANETA MI HAI FATTO
di Beppe Grillo

Ma che pianeta mi hai fatto? Petrolio e carbone sono proibiti. Nei centri urbani non possono più circolare auto private. L'emissione di Co2 è punita con l'assistenza gratuita agli anziani. I tabaccai sono scomparsi, non fuma più nessuno. Non si trovano neppure le macchinette mangiasoldi nei bar. La più grande impresa del Paese produce biciclette. La plastica appartiene al passato, chi la usa di nascosto è denunciato all'Autorità per il Bene Comune e condannato ai lavori socialmente utili. Continua...
 categoria:

Identità e diritti globali


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PRIMA ERANO QUELLI DELLE RIVOLUZIONI
PRIMA ERANO QUELLI DELLE RIVOLUZIONI

di Maurizio Di Gregorio

Prima erano quelli delle rivoluzioni. Rivoluzioni assai particolari che non avvenivano mai oppure avvenivano sempre altrove. Oppure sempre rivoluzioni procrastinate nel tempo, in attesa delle condizioni ottimali. Rivoluzioni fuori dal proprio luogo o fuori dal proprio tempo. Eppure rivoluzioni comode da sognare sia la sera che la mattina, tanto utili e formative  della propria identità personale per la quale rinunciarvi non era proprio possibile.
Un comportamento normale negli anni di gioventù la cui persistenza in età adulta costituisce però una deriva patologica: ovvero il rifiuto sia di rendersi conto del reale come della mancanza di volontà e capacità di avere rapporti con essa. In due parole il rifiuto di crescere e di divenire adulti e responsabili.
Solo così, in fondo,  si può spiegare l’avvilente continua  e ripetuta baraonda di scissioni di quelle che furono (e non sono proprio più) sia le sinistre radicali che le destre radicali.
Occorre osservare e riconoscere che molti cosiddetti trasformatori del mondo, pur elaborando teorie fini e sofisticate, non incidono di un millimetro la situazione circostante e a lungo andare sono semplicemente trasformati dal sistema stesso a cui si oppongono.
E in questa dinamica assai spesso divengono peggiori di colori che avversavano: nella vita, nel lavoro, nelle relazioni.
Come nell’ attesa messianica di ogni credente, per loro il presente è sempre svilito in nome di un radioso sol dell’avvenire che  ricordiamolo -  così tanto ha funestato il secolo scorso.
Eppure l’utopia eletta a fondamento della propria esistenza presenta anche un risvolto ed un pericolo psicologico forse non adeguatamente indagato. Un errore sottile ma sostanziale sia di percezione che di azione nel reale.
Perché mai cambiare oggi davvero le cose, se per loro, il bello è oltre il cambiamento,dopo la rivoluzione,  in un futuro radioso e mai nel grigio oggi? Ecco una ragione arguta e insidiosa per non cambiare oggi mai nulla veramente.
E per non partecipare mai a nessun cambiamento. Solo così può essere spiegata l’incapacità di riconoscere il Movimento 5Stelle come agente di un cambiamento sia anticasta che ecologico e di giustizia sociale. E pertanto di riuscire a parteciparvi. Continua...
CE LO INSEGNANO I BAMBINI
CE LO INSEGNANO I BAMBINI


di Isabella Bresci

Vi sono due livelli di amore. Sovente, quando si dice di amare i bambini, ci si riferisce alle cure, alle carezze che si prodigano a quei bambini (…) Ma il livello di cui parlo io è un altro. L'amore non è più né personale, né materiale: chi serve i bambini sente di servire lo spirito dell'uomo, lo spirito che deve liberarsi (…) (Maria Montessori)
Mai dire mai... diceva mia madre. Infatti alla veneranda età di 54 anni, la Vita mi ha riportata alla professione per la quale avevo studiato ma che avevo da sempre accantonato per una moltitudine di ragioni: l'insegnante di scuola primaria... la maestra, come dicono i bambini.
Primo giorno di scuola, autunno 2016. Un flash-back. La classe di cui ho appena varcato la sogliaassomiglia spaventosamente a quella del mio primo giorno di scuola nell'autunno del 1967. Tutto sembra cristallizzato nel tempo. Fisicamente pare tutto quasi uguale e poco dopo scopro che, nella scuola in cui mi trovo, anche il metodo è quasi identico. I libri di tutti e cinque gli anni invece sono molto diversi, testo e immagini sono fitti e riempiono tutto lo spazio, alcuni degli argomenti che trattano, ricordo di averli studiati in terza media...Da lì si susseguono fino a giugno una pletora di forti sentimenti ed emozioni contrastanti e difficoltà di ogni genere che non sto ad elencare perché ci vorrebbe un articolo a parte oppure un libro Cuore 2.0 Durante le vacanze di Natale decido di concedermi un po' di “riposo spirituale” e acquisto un libro di cui avevo sentito parlare in una trasmissione culturale in tv.
L'autore è Davide Tamagnini, un maestro di scuola primaria di Varallo Pombia, un paesino del novarese presso il Ticino. Davide è uno di quei maestri col quale imparare diventa un'avventura, un gioco, un impegno a volte faticoso ma stimolante. Ciò che scrive nel libro mi ridona l'entusiasmo Continua...

L'APPRENDIMENTO INTELLIGENTE
L'APPRENDIMENTO INTELLIGENTE

di Alberto Nigi

“Laboratori e  biblioteche,  sale  e  portici  e  archi  e   dotte  conferenze… 
Tutto sarà vano se sono assenti il cuore saggio e l’occhio che sa vedere”. (Anthony De Mello)
 
Parlare in poche righe di apprendimento intelligente e di com’è e come dovrebbe essere la scuola oggi richiederebbe un libro intero, ma fatto sta che senza apprendimento intelligente non esiste scuola, almeno quella capace di raggiungere gli obiettivi che le competono. Ovvio che l’intelligenza, oltre ad essere una prerogativa di entrambi discente e docente, dovrebbe esserlo anche delle istituzioni.Quando ero studente liceale ho imparato ad apprendere con intelligenza grazie al mio professore di lettere Marcello Fruttini (oggi ultraottantenne preside a riposo, autore di numerose pubblicazioni). In seguito, grazie a lui, ho imparato ad insegnare con intelligenza e ad essere amato dai miei studenti.
Ecco il primo punto da tener presente: in termini tecnici, l’insegnamento altro non è che la giusta creazione metodologica di situazioni di apprendimento interattive e funzionali in cui l’informazione si muta in conoscenza (memoria a breve termine) e poi in formazione culturale (memoria a lungo termine). Ciò determina, nel tempo, scelte critiche e comportamenti adeguati individuali e sociali e orientamenti affettivi. Insomma, detto più semplicemente, tutto il complesso di una personalità in crescita dipende sì dall’eredità genetica e dall’ambiente, ma soprattutto dai percorsi educativi di cui la scuola è responsabile.In una società civile che si rispetti la figura del docente dovrebbe essere tenuta nella massima considerazione, così come spontaneamente avviene nelle comunità tribali dove la trasmissione dell’esperienza e la continuità della tradizione sono la base della sopravvivenza e fanno riferimento all’anziano capo tribù e allo stregone, depositari di tutta la conoscenza. Continua...

LA POVERA CASA DELLE DONNE DI ROMA
LA POVERA CASA DELLE DONNE DI ROMA

di Maurizio Di Gregorio

La vicenda della Casa delle Donne si Roma è un caso esemplare di cui si parla in questi giorni. La giunta Raggi, (come già la precedente giunta Marino) aveva chiesto che fossero pagati i fitti agevolati degli ultimi 10 anni (per un totale di 880.000 euro) ma si è trovata  davanti il consorzio  di gestione  della Casa delle Donne che ha cercato di continuare a fare quel che fa da sempre: non pagare.
 Dopo due anni di trattativa e dopo che all’ennesima richiesta comunale di pagamento dei fitti arretrati veniva risposto chiedendo addirittura l’assegnazione gratuita del Palazzo ove si trova il centro, la Giunta Raggi decide di affrontare la questione di petto: avoca a sé la gestione dell’ immobile della Casa delle Donna, predisponendo con delibera comunale il reintegro del bene comunale tra le disponibilità dell’amministrazione con l’intenzione di intervenire direttamente in un progetto complessivo comunale di servizi rivolti alle donne e articolato anche nelle zone di periferia.
 Cioè prende atto del fallimento del progetto Casa delle Donne ed interviene con un piano di riassegnazione degli spazi aperto anche alle associazioni attualmente ospitate dalla struttura ma anche alle altre. Con regolari Bandi di Concorso. Un voltare pagina ed un ritorno alla legalità.
 Apriti Cielo: il consorzio Casa delle Donne diffonde alcuni comunicati ed un volantino in cui proclama la  Guerra Santa contro il Comune che vuole sfrattare la Povera Casa delle Donne.
 Inizia anche la solita raccolta di firme di solidarietà e si giunge persino ad una manifestazione sotto il Comune di alcune centinaia di donne tra cui spicca la presenza gongolante di alcune ministre del PD come Marianna Madia, l’immancabile Laura Boldrini, Veronica Pivetti ed altre. Loredana De Petris e Fassina (Leu). Nei Social si sprecano i commenti anti5stelle e si diffondono le classiche dichiarazioni di solidarietà. Continua...
 
PERCHE' NON SONO PIU' UNA FEMMINISTA
PERCHE' NON SONO PIU' UNA FEMMINISTA

di Helen Pluckrose 

Non ricordo di non essere mai stata femminista. Ho partecipato alle marce negli anni settanta con mia madre. Lei si identificava come femminista fin dagli anni sessanta, dopo che le era stato negato un mutuo senza un garante maschio, e dopo che le era stato riferito che non avrebbe potuto studiare per gli esami di ragioniera perché “non ci sono ragionieri donne”.Dopo avere partecipato per breve tempo ai movimenti femministi radicali, ha rifiutato le loro idee in quanto estremiste e irrazionali: era stata criticata per la sua relazione eterosessuale e la sua passione per gli abiti femminili. Aveva trovato asilo nel femminismo liberale, e da lì è diventata molto attiva nella scrittura, nelle marce e nelle proteste a favore di cambiamenti che le dessero le stesse opportunità degli uomini. Nei tardi anni ottanta, mia madre ha capito che le battaglie più importanti erano ormai vinte e ha iniziato a ritirarsi dall’attivismo, nonostante continuasse a identificarsi come femminista e a studiare la storia delle donne.Vista la sua influenza, ovviamente mi identificavo io stessa come femminista, una femminista liberale. Crescendo, ho protestato contro la legalità dello stupro all’interno del matrimonio (criminalizzato nel 1990) e ho vinto una battaglia personale per portare i lavori manuali nelle scuole al posto dei corso di cucina (ero pessima anche in quelli, ma mai quanto lo sono in cucina!). Ho criticato i comportamenti sessisti sui luoghi di lavoro, i quali erano molto diffusi negli anni novanta.Il femminismo liberale già all’epoca era aggressivo, ma in un modo diverso dall’odio misandrico che va di moda oggi. Era ottimista, quasi giocoso. Eravamo sicure di potere vincere. Era divertente vedere come riuscivamo a sconvolgere i fanatici degli stereotipi sessisti e sfidare il sessismo di tutti i giorni, spesso con ironia. Non pensavamo che gli uomini fossero persone orribili e che dovessero essere puniti. Volevamo solo fargli capire che i tempi erano cambiati e dovevano adeguarsi. “Ora le donne sono dappertutto, fatevene una ragione”.Continua...

IL MOVIMENTO FEMMINISTA E LA CIA
IL MOVIMENTO FEMMINISTA E LA CIA

di  FioriGialli Dossier

Guardate questa donna. Il suo nome è Gloria Steinem. Nel 1996 Nancy Friday, nota femminista americana, pubblicò un libro The Power of Beauty (in Italia ripubblicato l'anno seguente da Corbaccio con il titolo Il Potere della Bellezza) che ebbe un certo successo internazionale ma fu poi ben presto ignorato dalla scena culturale femminista. E continuando a leggere ne comprenderete il perché.
Nelle sue 650 pagine Nancy Friday illustrava con rigore e partecipazione di vita vissuta molte delle tematiche e problematiche interne al movimento delle donne  tra cui in particolare il rapporto femminile con la bellezza, il sesso e le relazioni con gli uomini e descrive l'ascesa fulminante di Gloria Steinem alla leadership del movimento femminista americano succedendo a Betty Friedan. Questa nuova leadership portò ad un nuovo tipo di femminismo (separatista) in cui si sarebbe passati dal tema dell'uguaglianza tra uomini e donne al tema esclusivo dei diritti delle donne  portando alla metà degli anni '70 alla posizione di rifiuto dell'affido congiunto dei figli nelle cause di separazione familiari, cosa che provocò il definitivo allontanamento degli uomini dai movimenti di liberazione della donna (come Lawrence Farrell) e porterà poi alla attuale mentalità vittimistica (come oggi nel pervertito #metoo). Bene oggi si sa che Gloria Steinem lavorava per la Cia (e lo ha confermato lei stessa) ... Continua...
COME L'ABORTO HA TRADITO LE DONNE
COME L'ABORTO HA TRADITO LE DONNE

di Elizabeth Fox-Genovese

Molti fanno finta di credere che per una donna l’aborto sia una cosa senza gravi conseguenze. L’aborto si limita ad eliminare un ostacolo verso lo scopo reale della vita di una donna, qualunque sia lo scopo secondo lei. Eppure, come suggerisce l’esperienza delle mie amiche, raramente le donne prendono alla leggera l’esperienza dell’aborto. Per la maggior parte di loro la realtà dell’aborto mette a nudo il fallimento della pretesa che esso sia solo una questione di convenienza e di opportunità. La scelta dell’aborto espone una donna a una sfilza di rischi di carattere fisico, tra cui l’impossibilità permanente di avere bambini in futuro. (...) Inoltre, l’aborto espone la donna ad una serie di rischi psicologici, in particolare senso di colpa e depressione. Oltre ai rischi fisici e psicologici, l’aborto mette la donna di fronte a grandi quesiti esistenziali riguardo il senso della vita: Chi sono io? A che scopo esisto? 
Come le croci di pietra che una volta venivano erette ai crocicchi, l’aborto segna la convergenza delle più funeste questioni sociali, politiche e morali del nostro tempo. Domande che ci sfidano a definire le nostre attitudini verso lo scopo della vita e della società a cui apparteniamo – verso la vita, la morte e le nostre responsabilità nei confronti degli altri. Così come le domande convergono nell’aborto, le loro risposte divergono, conducendo rispettivamente, (...), alla cultura della vita o alla cultura della morte. Continua...
LE LEGGI NATURALI DEL BAMBINO
- CELINE ALVAREZ

LE LEGGI NATURALI DEL BAMBINO<br> - CELINE ALVAREZ


di Isabella Bresci

In settembre mi sono recata al Circolo dei Lettori di Torino perché avevo letto che nell'ambito del programma di “Torino Spiritualità 2017” era previsto un incontro dal titolo Nati per imparare - Le leggi naturali dei bambini.  Il tema e filo conduttore della manifestazione, quest'anno era: “Piccolo me – Restare o diventare bambini
“Il nostro sistema educativo non prende in considerazione i meccanismi naturali dell'apprendimento umano”, questa la tesi di Céline Alvarez, giovane maestra decisa a rivoluzionare dall'interno il sistema scolastico nazionale francese e magari internazionale...(...) Cèline Alvarez é  stata invitata per presentare il suo libro Le leggi naturali del bambino – La nuova rivoluzione dell'educazione. Definisce se stessa una “pacifica rivoluzionaria” perché nel suo piccolo, anni fa si pose l'obiettivo a dir poco ambizioso di smantellare dal di dentro il sistema scolastico francese  (...)  Provenendo lei stessa da un quartiere degradato, sceglie di insegnare in un sobborgo disagiato di Parigi.
Gli ostacoli e le resistenze al suo “non metodo” all'inizio sono enormi, quindi decide di avvalersi del supporto di un team di neuroscienziati per avere un riscontro scientifico alle sue “teorie” che altro non sono che quelle note dei pedagogisti più illustri come Maria Montessori, Jean Itard, Edouard Séguin, ecc... ma rivitalizzate dall'esperienza e reinterpretate alla luce delle nuove scoperte delle neuroscienze. Celine scrive: “(...) Non ho inventato nulla, ma mi impegno per dimostrare la validità e mettere in pratica le più illuminanti intuizioni dei grandi pedagogisti Continua... 

I DIRITTI CIVILI LIBERATI DAL PREGIUDIZIO FEMMINISTA
I DIRITTI CIVILI LIBERATI DAL PREGIUDIZIO FEMMINISTA

di Erin Pizzey

Oggi le femministe radicali sono impegnate ad attaccare qualsiasi uomo che osi mettere in dubbio la loro ideologia ed il loro potere su tutte le aree della nostra vita. Il loro dominio si estende in tutti i media: televisione, giornali, siti web e riviste. Ho visto retorica femminista radicale su internet che parla di castrare gli uomini, di uccidere i neonati maschi e minacciare i transessuali.
Quando finalmente gli uomini  cominciano ad alzare la testa ed a parlare della violenza internazionale contro di loro per mano di queste femministe radicali, dei loro centri, servizi sociali e tribunali da loro controllati, queste femministe etichettano ogni cosa detta dagli uomini come crimine di odio (hate crime). Vi è, infatti, una guerra in gran parte invisibile in cui uomini e gruppi di uomini si riuniscono per opporsi al movimento femminista radicale e al loro odio criminale. Vorrei prima raccontarvi una storia che spero possa spiegare perché siamo arrivati a questo punto.
Verso la fine degli anni Sessanta un nuovo movimento nacque da molte delle frustrazioni che le donne stavano vivendo in quel momento. Mi ricordo l’umiliazione di dover dimostrare che avevo intenzione di sposarmi prima che il mio medico accettasse di darmi la pillola. Negli anni cinquanta, ho conosciuto tante donne che erano incinte e sono rimaste vittime di aborti clandestini. Ho perso un’amica per una infezione contratta perché era troppo spaventata per andare in ospedale, temendo di aver commesso un atto illegale e di finire in prigione. Una donna  doveva avere una firma del padre o del marito a garanzia di un mutuo. Sì, ci sono stati motivi validi per abbracciare questo nuovo movimento che prometteva di ascoltare le voci delle donne e che diceva che si sarebbero unite per creare un mondo nuovo e migliore per tutti noi. Tutti i miei amici erano entusiasti quanto me di questo nuovo movimento. Continua...
FAI ATTENZIONE AL MONDO SMART
FAI ATTENZIONE AL MONDO SMART


di Ugo Mattei

Negli ultimi tre o quattro anni sono stati installati, soltanto nella parte occidentale del mondo, quindi nel nord globale, circa un miliardo e quattrocentomila sensori per l’internet delle cose. Gran parte dei quali sono costruiti nei muri delle case, nei nuovi televisori – in tutti gli apparecchi elettronici che comperiamo – e nelle automobili. Parte di questi sensori, che sono invece fissi, sono inseriti negli spazi pubblici e sono quelli con i quali i nostri meccanismi elettronici si collegano senza che noi lo sappiamo.

Queste cose vengono chiamate “Smart“, nel senso che noi sentiamo parlare costantemente di “Smart City“, “Smart Card” eccetera. Tutte le volte in cui si sente la parola “Smart” io penso sempre che gli “Smart” siano loro e i cretini siamo noi. Qui la situazione sta diventando davvero molto preoccupante, soprattutto alla luce di quello che è stato detto adesso. C’è in costruzione un gigantesco dispositivo (e qui proprio la parola “Dispositivo” studiata da Foucault è direttamente utilizzabile per parlare dei dispositivi elettronici che noi compriamo). Un gigantesco dispositivo di controllo sociale di tutti quanti, che viene ovviamente sperimentato per fare un passo in avanti in modo da rendere in qualche modo l’umanità coerente con la nuova frontiera.

Parliamo della frontiera di tanto tempo fa, del saccheggio coloniale e così via. Quella era la frontiera della modernità. Con la modernità si scoprono le Americhe, nelle Americhe si sperimenta tutto ciò che non si poteva fare all’interno del nostro continente europeo. Perché non si poteva fare? Perché la tradizione lo impediva. La tradizione giuridica impediva la sperimentazione di ideologie proprietarie come quelle di Locke, che presupponevano la tabula rasa, un’idea di un vuoto che viene colmato attraverso delle istituzioni giuridiche fortemente semplificate. Fra le quali due capisaldi della modernità che sono la proprietà privata assoluta, il dominio dispotico di cui hanno parlato i giuristi da un lato e la sovranità dello Stato. Che sono i due poli organizzativi intorno ai quali noi abbiamo costruito le categorie giuridiche e politiche della modernità: il pubblico e il privato. Continua...

ELEZIONI: DOPO IL VOTO NULLA SARA' COME PRIMA
ELEZIONI: DOPO IL VOTO NULLA SARA' COME PRIMA

di Massimo Marino

Ad un anno esatto dal referendum costituzionale, dove il successo del NO ha bloccato il tentativo di rottamazione di parti vitali della Costituzione (e indirettamente dell’Italicum) e a 24 ore dall’assemblea romana in cui sarebbe nato qualcosa di nuovo a sinistra è difficile trovare o sostenere commenti entusiasti e neppure auspici di un futuro radioso. I commenti, quando espressi con sincerità, sono perlopiù desolanti. Ma resta da comprendere perché siamo a questo punto e perché la strada del cambiamento, anche per chi dà un qualche credito e qualche chance al M5Stelle, si è fatta nell’ultimo anno ancora più stretta.

Lorenza Carlassare (costituzionalista per il NO, di Libertà e Giustizia): «Il 4 dicembre abbiamo ottenuto una vittoria schiacciante. Ma ha prodotto un effetto molto modesto sul sistema politico. Naturalmente abbiamo evitato guai peggiori, eppure dietro quei tantissimi “No” al referendum costituzionale c’erano delle richieste che sono andate deluse. Non c’è stato il cambiamento che era lecito sperare. Se devo cercare le ragioni di questa delusione non posso che partire dal ruolo di Renzi».
Antonio Floridia (Ricercatore su Partecipazione e sistemi elettorali): “A un anno dal referendum che ha affossato anche la legge elettorale, l’Italicum, che della riforma costituzionale renziana era il naturale complemento, ci ritroviamo con un nuovo sistema elettorale, di cui si è detto e si dovrà continuare a dire tutto il male possibile. Tutto inutile, dunque? La vittoria del “No” non ha lasciato alcun segno? .. Lungi dall’essere una sciagura, il ritorno a un sistema limpidamente proporzionale – con una soglia di sbarramento non aggirabile al 4 o al 5 per cento – potrebbe rappresentare il solo terreno su cui almeno provare a invertire un radicale processo di delegittimazione delle istituzioni democratiche “ Continua...
ER CORAGGIO DELL'EROI TRASPARENTI
ER CORAGGIO DELL'EROI TRASPARENTI

Er concetto più comune de coraggio
é che é solo dell'eroi più rinomati
o guerrieri o santi o rivoluzionari,
oppuranche de chi sfida er brigantaggio.
Ma ce stanno der coraggio artri formati
dell'anonimi che a merito so pari.

So l'eroi de tutti i giorni che vedemo
ma che c'hanno 'n importanza relativa
perché l'umile pe a gente è na scamorza
Continua...
 
NO ALLA DIREZIONE FOLLE
NO ALLA DIREZIONE FOLLE

Intervento di Tiziana Ciprini (M5Stelle) alla Camera dei Deputati
 
TIZIANA CIPRINI. Grazie, Presidente. In Italia una donna su cinque non fa più figli. In Italia la bassa soglia di sostituzione nella popolazione non consente di fornire un ricambio generazionale. Il valore di 1,37 figli per donna colloca il nostro Paese tra gli Stati europei con i più bassi livelli. Questo determina un progressivo invecchiamento della popolazione. Nel 2050 la popolazione inattiva sarà in misura pari all'84 per cento di quella attiva vista. L'ISTAT ha stimato circa 74 mila bambini nati in meno rispetto al 2008. Le previsioni demografiche che si ricavano da tali andamenti stimano, nel 2050, una quota di ultrasessantenni pari al 22 per cento della popolazione mondiale, circa due miliardi di persone, e pari al 37 per cento della popolazione europea.   

La dinamica della denatalità, che caratterizza il nostro Paese, mostra un andamento ancora più pronunciato nelle ultime generazioni, per le quali si assiste a una progressiva contrazione delle nascite e a uno spostamento della riproduzione in età sempre più tardiva. I giovani non mettono su famiglia perché non hanno un lavoro che garantisca loro una stabilità, sia economica che emotiva, oppure perché condannati, grazie anche al Jobs Act, a un precariato a vita.   

Il ritardo nell'entrare nel mondo del lavoro ha una conseguenza diretta anche in relazione allo spostare in avanti alcuni passaggi determinanti, quali il matrimonio e avere figli. Giovani sempre più rassegnati, condannati a consumare senza produrre, con un tasso di disoccupazione giovanile del 37,9 per Pag. 82cento. Anche l'età media del parto è giunta ormai a 32 anni. Particolarmente elevato è stato l'aumento delle over 40 al primo figlio, passate dall'1,5 per cento al 4 per cento, mentre le madri fino a 24 anni sono diminuite dal 13 all'11 per cento.
 
L'analisi non può prescindere dal mettere in relazione la tematica dell'istruzione con il ritardo nei tempi della maternità e paternità. La crescita del livello di istruzione ha avuto come effetto sia il ritardo nella formazione dei nuclei familiari, sia un vero e proprio minore investimento psicologico nel rapporto di coppia per il raggiungimento dell'indipendenza economica e sociale. Occorre poi evidenziare che il sistema universitario italiano è connotato da un'eccessiva durata del percorso. Continua...
CAMBIARE SI PUO'
CAMBIARE SI PUO'

di Beppe Grillo

Siamo a Ferragosto. Il sole brilla, ma il cielo ci appare plumbeo, grigio, spento come nei pomeriggi di smog d'inverno in città. Cosa sono quelle facce? Quelle smorfie da depressi? Non fate così. Non buttatevi giù. Cambiare si può. Siamo dentro un incubo, ma dagli incubi ci si sveglia al mattino. Dopo la notte arriva sempre l'alba, Queste maschere di cartone che popolano la nostra vita sono destinate a sbiadirsi, a scomparire persino nel ricordo. "Berlusconi chi? Letta chi? Finocchiaro chi? Brunetta chi?" ci chiederemo tra pochi anni. Cambiare si può. Costruire una nuova Italia solidale, una comunità di persone senza privilegi si può. Un luogo dove i diritti civili valgono per tutti, indistintamente. Nessuno rimarrà indietro. Un reddito di cittadinanza e il diritto a un tetto saranno garantiti per legge. Utopie? Cosa sarebbe la nostra vita senza utopie che possono realizzarsi? Continua...

SARA' FATTO A NOME TUO?
SARA' FATTO A NOME TUO?
di Beppe Grillo

Not in my name sarà ceduta la più piccola goccia di sovranità nazionale Not in my name verrà smantellato lo Stato Sociale Not in my name i partiti che hanno distrutto l'Italia si ricicleranno come salvatori della Patria Not in my name i giornali che hanno fatto della menzogna un'arte riceveranno un solo euro di finanziamento pubblico Not in my name ci saranno ancora le pensioni d'oro Not in my name ci saranno i finanziamenti pubblici ai partiti Not in my name rimarremo nell'euro senza una consultazione popolare Not in my name saranno distrutte le piccole e medie imprese Not in my name i concessionari di Stato continueranno a lucrare su beni pubblici Not in my name si faranno Grandi Opere inutili indebitando i cittadini Not in my name chi ha fatto della politica un mestiere rimarrà al suo posto dopo aver rovinato l'economia italiana Not in my name la grande distribuzione ucciderà il commercio locale Not in my name si costruirà un solo inceneritore...Continua...
RETTILI E MINERALI
RETTILI E MINERALI

di Conchita De Gregorio

Anche a non essere lombrosiani, e diventa ogni giorno più difficile, lo spettacolo dei volti dei Riva padre e figlio e del loro ufficiale pagatore Girolamo Archinà dice della vicenda Ilva almeno quanto, forse più delle parole. Che l’erede di una fortuna costruita sulla morte per cancro di centinaia di operai dica al telefono ‘Due tumori in piú? Una michiata’ e’ un’enormità non tanto aggravata quanto illustrata dalla sua faccia. Rettili, questo sembrano i tre affiancati in foto. Archinà, l’equivalente del ragionier Spinelli, come ciascuno in città sa aveva a libro paga non Olgettine ma arcivescovi e cardinali. Che per 52 anni la chiesa tarantina si sia lasciata zittire con una mancia mensile é della storia il dettaglio più indecente. Con una mano si avvelenavano i lavoratori e con l’altra si costruiva, nel quartiere della morte – i Tamburi – la chiesa di Gesù divin lavoratore con un mosaico in stile socialismo reale dove i dirigenti della fabbrica e gli operai, i pescatori e i padroni, tutti insieme, rendono omaggio al dono del lavoro portato dal Cristo ...
LA CASTA DA SPAZZARE
LA CASTA DA SPAZZARE

MarcoTravaglio intervista Beppe Grillo dopo la grande affermazione del Movimento 5 stelle, l'intervista chiarisce molte cose:

Ora mi tocca diventare moderato, sennò questi partiti spariscono troppo rapidamente. Sono anni che dico che sono morti, ma insomma, fate con calma, non esagerate a prendermi alla lettera…”.Beppe Grillo se la ride mentre strimpella la sua pianola canticchiando su una base vagamente jazz, nel salotto della sua villa bianca con vista sul mare di Sant’Ilario (Genova). Accanto c’è quella rossa dove viveva Bartolomeo Pagano, l’attore che interpretava Maciste nei kolossal degli anni ’10 e ’20, ora abitata dai suoi eredi. Ma “Grillo contro Maciste” è un film che rischia di uscire presto dalle sale: l’ultimo sondaggio di La7 dà i Cinquestelle al 20 per cento, seconda davanti al Pdl, a 5 punti dal Pd.
Continua...

NO ALLA TAV: TRUFFA E SPERPERO GIGANTESCO
NO ALLA TAV: TRUFFA E SPERPERO GIGANTESCO
Intervista a Marco Ponti, professore Politecnico di Milano 

Al minimo dubbio non c'è alcun dubbio, come disse Robert De Niro in un suo celebre film. E allora, se non esiste UN SOLO motivo per realizzare la TAV in val di Susa, non economico - costerà 22 miliardi a fronte di benefici inesistenti, non ambientale - distruggerà una valle, non per il traffico merci - in continua discesa da 10 anni sulla tratta attuale, ALLORA a cosa serve? Perché le procure non indagano sullo sperpero di soldi pubblici? E' ammissibile che mentre siamo sull'abisso del default e Tremorti vara una manovra da 47 miliardi di tagli e tasse vengano divorati 22 miliardi di euro (NOSTRI cari pennitavvendoli, non della UE) ? Questa mostruosa e improbabile opera dovrebbe finire tra vent'anni, ma cos'è ci state prendendo per il culo e pretendete pure che vi crediamo?
Oggi il professor Marco Ponti, uno dei pochi che si è esposto per i valsusini, ci spiega perché la Tav è inutile....Continua...
FORTEZZA ITALIA
FORTEZZA ITALIA di Beppe Grillo

Siamo in attesa, ma non si sa di cosa. Deve passare la nottata, ma nessuno sa quanto sia lunga e nera la notte e, in fondo, non ci importa. Dalla nostra fortezza, avamposto in rovina, appartamento di periferia o in centro città, osserviamo l'orizzonte attraverso la malia della televisione. Voci familiari di perfetti sconosciuti ci tengono compagnia ogni sera. Interpretano gli accadimenti alle nostre frontiere e anche i pericoli, e insieme ad essi le soluzioni. Noi, come è ovvio, non ci crediamo più, né ai pericoli, né alle soluzioni. I pericoli sono ben più minacciosi, già dentro i nostri confini, e le soluzioni sono giochi di prestigio di chi non può che perpetuare il proprio potere, non ha del resto scelta. Le falsità di cui ci circondiamo sono troppo evidenti e prolungate, ma quel futuro così minaccioso non si può affrontare ora, con queste miserabili armi, senza una strategia, senza un'oncia, o anche un solo grammo, di coraggio. La fortezza è accogliente, non ci manca nulla a parte la libertà e la conoscenza. L'attesa ci consuma come delle candele, ma il loro calore è sufficiente per rimandare anche il più piccolo esame di coscienza. Continua...
IL FURTO DEL LINGUAGGIO
IL FURTO DEL LINGUAGGIO

di Arundhati Roy

Come autrice e scrittrice di finzione, spesso mi hanno chiesto se l'intento di essere sempre precisa, di cercare di fare in modo che tutto corrisponda esattamente ai fatti, riduce in qualche modo la misura epica di quello che sta succedendo nella realtà. Se occulta in ultima istanza una verità maggiore? Mi preoccupa il fatto che mi si faccia pressione perché offra una precisione prosaica, obiettiva, quando forse ciò di cui abbiamo bisogno è un grido bestiale, o il potere trasformatore e la vera precisione della poesia. Sembra che qualcosa della natura subdola, brahmanica, intricata, burocratica, dipendente dagli archivi […] e dell'asservimento dell'India mi abbiano convertito in una burocrate. La mia unica scusa è affermare che vengono richiesti strumenti insoliti per scoprire il labirinto del sotterfugio e l'ipocrisia che maschera l'insensibilità e la fredda violenza calcolata della nuova superpotenza favorita del mondo. La repressione “attraverso canali adeguati” a volte genera resistenza “attraverso canali adeguati”. Quando si tratta di resistenza non basta, lo so. Però per adesso è tutto quello che ho. Forse un giorno si trasformerà in fondamento per la poesia o per il grido bestiale.
Continua...
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