La bellezza salverà il mondo (Dostoevskij)

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I SENTIERI DELL' ESSERE
Le mille Vie della Spiritualità
I SENTIERI DELL' ESSERE
LA PRATICA DA SEGUIRE
Un monaco chiese a Dong-Shan:
C'è una pratica che le persone debbano seguire?
Dong Shan rispose:
quando diventi una vera persona c'è una tale pratica.
Sai essere freccia, arco, bersaglio?
<b>Sai essere freccia, arco, bersaglio?

Sai essere freccia, arco, bersaglio?
Conosci la sequenza delle costellazioni?
La fusione dell'idrogeno in elio?
Sai misurare la tua integrità?
Se rispondi
Avrai l'immortalità.

Laura Scottini

MEDITAZIONE TAOISTA
<b>MEDITAZIONE TAOISTA </b>





 

Chiudi gli occhi e vedrai con chiarezza.
Smetti di ascoltare e sentirai la verità.
Resta in silenzio e il tuo cuore potrà cantare.
Non cercare il contatto e troverai l'unione.
Sii quieto e ti muoverai sull'onda dello spirito.
Sii delicato e non avrai bisogno di forza.
Sii paziente e compirai ogni cosa.
Sii umile e manterrai la tua integrità.

 

IL VUOTO CHE DANZA
IL VUOTO CHE DANZA










di H.W.L. Poonja


Rimani ciò che sei ovunque tu sei.
Se fai così, saprai immediatamente
di essere Quello che hai cercato
per milioni di anni.

Non c'è ricerca,
perchè si cerca solo qualcosa che si è perso.
ma quando niente è andato perduto
non ha senso
cercare qualcosa.

Qui semplicemente Stai Quieto.
Non formare nemmeno un pensiero nella mente.
Allara saprai
Chi sei realmente.

per tre motici la ricerca e la pratica
sono follie fuorvianti
sono l'inganno della mente
per posporre la libertà.
Continua...

PAROLE SU DIO
PAROLE SU DIO

di Simone Weil

Non è dal modo in cui un uomo parla di Dio, ma dal modo in cui parla delle cose terrestri, che si può meglio discernere se la sua anima ha soggiornato nel fuoco dell’amore di Dio. … Così pure, la prova che un bambino sa fare una divisione non sta nel ripetere la regola; sta nel fatto che fa le divisioni.

Il bello è ciò che si desidera senza volerlo mangiare. Desideriamo che sia. Restare immobili e unirsi a quel che si desidera senza avvicinarsi. Ci si unisce a Dio così: non potendosene avvicinare. La distanza è l’anima del bello.

Nella prima leggenda del Graal è detto che il Graal, pietra miracolosa che in virtù dell’ostia consacrata sazia ogni fame, apparterrà a chi per primo dirà al custode della pietra, il re quasi paralizzato dalla più dolorosa ferita: “Qual è il tuo tormento?”. La pienezza dell’amore del prossimo sta semplicemente nell’essere capace di domandargli: “Qual è il tuo tormento?”, nel sapere che lo sventurato esiste, non come uno fra i tanti, non come esemplare della categoria sociale ben definita degli “sventurati”, ma in quanto uomo, in tutto simile a noi, che un giorno fu colpito e segnato dalla sventura con un marchio inconfondibile. Per questo è sufficiente, ma anche indispensabile, saper posare su di lui un certo sguardo. Continua...
I BAMBINI
DAGLI OCCHI DI SOLE

I BAMBINI<br> DAGLI OCCHI DI SOLE










Vidi i pionieri ardenti dell’Onnipotente
superando la soglia celeste che è volta alla vita
discendere in frotta i gradini d’ambra della nascita;
precursori d’una moltitudine divina,
essi lasciavano le rotte della stella del mattino
per l’esigua stanza della vita mortale.

Li vidi traversare il crepuscolo di un’era,
i figli dagli occhi di sole di un’alba meravigliosa,
i grandi creatori dall’ampia fronte di calma,
i distruttori possenti delle barriere del mondo
che lottano contro il destino nelle arene della Sua volontà,
operai nelle miniere degli dei,
messaggeri dell’Incomunicabile,
architetti dell’Immortalità.

Nella sfera umana caduta essi entravano,
i volti ancora soffusi della gloria dell’Immortale,
le voci ancora in comunione coi pensieri di Dio,
i corpi magnificati dalla luce dello spirito,
portando la parola magica, il fuoco mistico,
portando la coppa dionisiaca della gioia,
Continua...
IL SEGRETO DELLE STELLE CADENTI
IL SEGRETO DELLE STELLE CADENTI

di Maurizio Di Gregorio

Tutti cerchiamo qualcosa. Se lo cerchiamo nel mondo materiale pensiamo di trovarlo all’esterno di noi stessi. Se lo cerchiamo nel mondo spirituale siamo portati a credere di poterlo trovare all’interno di noi. Una massima dice: la risposta è dentro di te. Una battuta invece dice: la risposta è dentro di te, ma è sbagliata. Ambedue le affermazioni sono vere perché si riferiscono a due esseri diversi. Uno vero e l’altro falso. Come si fa a sapere quale é l’Io interiore che contiene tutte le risposte della vita? Dalla felicità. Nel primo caso si sa solo che si è felici, sia pure per un attimo, si è completamente, immensamente e interamente felici e più correttamente si dovrebbe chiamarla beatitudine. Nel secondo caso sappiamo solo, che a dispetto di ogni altra cosa, momentanea soddisfazione o eccitazione, non si è veramente felici. 
Aivanhov, definendo la natura umana, parla della coesistenza di una natura inferiore e di una natura superiore. All’interno di ognuno è una continua lotta tra due esseri (o stati di essere) in competizione che Aivanhov chiama Personalità e Individualità. “Persona “ è la maschera e in ogni incarnazione la maschera è diversa, “Individualità” è l’abitante della maschera, colui che non cambia, il vero Sé divino. La personalità è in parte ancora inesistente nel bambino ma già tracciata, si sviluppa con l’età come la trama di un tessuto e si consuma nella vecchiaia. Il risveglio dell’anima consiste nel riconoscimento del Sé interiore e nell’abbandono momentaneo della maschera della personalità. Ora anche se possiamo capire qualcosa del nostro essere maschera, né la mente, né il cuore né la volontà sono risolutivi.
E questo perché mente cuore e volontà sono una triade che esiste tanto nella natura delle Individualità quanto nella natura della Personalità.
“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” Quale è, in ogni dato momento, il cuore che chiede, la mente che cerca, la volontà che agisce? La strada dell’evoluzione spirituale, cioè della evoluzione dell’essere allo Spirito, è insidiosa perché ad ogni sviluppo della Individualità segue uno sviluppo della Personalità. Differentemente il discernimento è possibile solo dal punto di vista della Coscienza Superiore che è esattamente ciò che si illumina.
Fuori da questa esperienza si persiste sempre in un tipo di coscienza media, anche se ampliata o sofisticata, una coscienza media perché media in un equilibrio precario le necessità delle due nature....Continua...
I SETTE ASPETTI DELLA NUOVA COSCIENZA
I SETTE ASPETTI DELLA NUOVA COSCIENZA
di Ervin Laszlo

Il grande compito, la grande sfida del nostro tempo è cambiare se stessi.
Questo elenco delle principali caratteristiche della nuova visione, della nuova coscienza, è scritto per stimolare la trasformazione, perché è possibile acquisire una nuova consapevolezza, perché tutti possono evolvere, tante persone l'hanno già fatto ed è diventata una conditio sine qua non della nostra sopravvivenza sulla Terra.
La prima caratteristica è l'olismo, la visione olistica, per contrastare la visione frammentaria, disciplinaria, atomistica, che separa tutto: la mente dalla natura, l'uomo e la società dalla biosfera, e tutti i campi della realtà l'uno dall'altro. La visione olistica è proprio quella comprensione Continua...
I FIGLI DELLA LUCE
I FIGLI DELLA LUCE




 


I Figli della Luce si nutrono di Pace, Libertà, Amore, Giustizia, Grazia, Benevolenza, Comprensione, Compassione, Generosità, Bontà, Luce, Verità, Positività, trasmettendo tutto questo intorno a loro. Le creature che vengono in contatto con i Figli della Luce percepiscono la Positività dell’operato della “Luce Amore” e uno stato di benessere entra in loro. Non sono consapevoli della fonte di questa Positività, ma stanno volentieri in compagnia dei Figli Luce dispensatori d’Amore.
Continua...
UNA SPIRITUALITA' ECOLOGICA
UNA SPIRITUALITA' ECOLOGICA

di Matthew Fox

L’ecologia e la spiritualità sono le due facce della stessa medaglia. La religione deve lasciar andare i dogmi in modo da poter riscoprire la saggezza del mondo.
Come dovrebbe essere una religione ecologica? Negli ultimi 300 anni l’umanità è stata coinvolta in una grande desacralizzazione del pianeta, dell’universo e della propria anima, e questo ha dato origine all’oltraggio ecologico. Saremo capaci di recuperare il senso del sacro?La religione del futuro non sarà una religione in senso stretto del termine, dovrà imparare a lasciare andare la religione. Il Maestro Eckhart, nel quattordicesimo secolo disse, “Prego Dio di liberarmi da Dio”. Per riscoprire la spiritualità, che è il cuore autentico di ogni religione vera e fiorente, dobbiamo liberarci dalla religione. Sembra un paradosso. La spiritualità significa usare il cuore, vivere nel mondo, dialogare con il nostro sé interiore e non semplicemente vivere a un livello organizzativo esterno.
E. F. Schumacher, nel suo profetico modo di scrivere, disse, nell’epilogo di Piccolo è bello, “Dappertutto la gente chiede, ‘Cosa posso fare praticamente?’ La risposta è tanto semplice quanto sconcertante, possiamo, ciascuno di noi, mettere in ordine la nostra casa intima, interiore. Per far questo non troviamo una guida nella scienza o nella tecnologia, poiché i valori sui quali esse si poggiano dipendono sommamente dal fine per il quale sono destinate. Tale guida la si può invece ancora trovare nella tradizionale saggezza dell’umanità”.
Tommaso d’Aquino, nel tredicesimo secolo disse, “Le rivelazioni si trovano in due volumi – la Bibbia e la natura”. Ma la teologia, a partire dal sedicesimo secolo, ha messo troppa enfasi nelle parole della Bibbia, o del Vaticano o dei professori, ha messo tutte le uova nel paniere delle parole, parole umane, e ha dimenticato la seconda fonte della rivelazione, la natura!
Il Maestro Eckhart disse, “Ogni creatura è la parola di Dio e un libro su Dio”. In altre parole, ogni creatura è una Bibbia. Ma come ci avviciniamo alla saggezza biblica, alla saggezza sacra delle creature? Col silenzio. C’è bisogno di un cuore silente per ascoltare la saggezza del vento, degli alberi, dell’acqua e della terra. Nella nostra ossessiva cultura verbale, abbiamo perso il senso del silenzio. Schumacher disse, “Siamo ormai troppo intelligenti per sopravvivere senza saggezza”. Continua... 
SULL'ANARCHIA BUDDISTA
SULL'ANARCHIA BUDDISTA di Gary Snyder

Da un punto di vista buddista, l'ignoranza che si proietta nella paura e nel vano appetito impediscono la manifestazione naturale. Storicamente, i filosofi buddisti non hanno saputo analizzare fino a che punto l'ignoranza e la sofferenza erano dovuti o favoriti da fattori sociali, considerando il timore e il desiderio come fatti intrinseci alla condizione umana. Così, la filosofia buddista si interessò principalmente alla teoria della conoscenza e la psicologia fu svantaggiata, per dare più spazio allo studio dei problemi storici e sociologici. Anche il buddismo Mahayana possiede un'ampia visione della salvezza universale, la sua realizzazione effettiva si è concretizzata nello sviluppo di sistemi pratici di meditazione per liberare a una minoranza di individui da blocchi psicologici e condizionamenti culturali. Il buddismo istituzionale è stato chiaramente disposto ad accettare o a ignorare le disuguaglianze e le tirannie sotto il sistema politico che vigeva. È stata come la morte del buddismo, posto che è comunque la morte che riesce a far comprendere il significato della compassione. La saggezza senza compassione non sente dolore.
Continua...
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L'arte di vivere


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RICERCA DELL'ESSENZA E CORTESIA COME MASCHERA
RICERCA DELL'ESSENZA E CORTESIA COME MASCHERA

di Bianca Carelli
 
Sul Sentiero, l’aspirante impara ad ascoltare la voce della propria più intima Essenza, che fiorisce come un fiore nel deserto, spesso dopo aver vissuto l’aridità, la solitudine e la ricerca infaticabile dell’Acqua che sola può placare la sete dell’anima.   
Non ancora o non sempre l’individuo sul Sentiero ha strutturato il Coraggio (da cor, cuore) di presentarsi libero da sovrastrutture e da meccanismi di difesa; la sua immaturità spirituale appare talvolta evidente nel formalismo delle relazioni, che possono essere ansiogene e vissute in una dimensione di difesa; nell’incapacità di Dialogo ravvicinato, davvero aperto e fraterno; nella difficoltà di rapportarsi agli altri in modo umile e trasparente; nella difficoltà a Cooperare in modo vero e sentito.  
A questo proposito l’informatica, con la possibilità di vivere isolamenti protettivi o narcisistici attraverso l’utilizzo di mail, social, ogni tipo di messaggistica, forum e  siti contribuisce a fornire i mezzi per tali distanziamenti. Perfino la “spiritualità”  offre alibi e razionalizzazioni per l’evitamento o la rarefazione di relazioni umane, amicali e perfino sentimentali, che si sceglie di vivere “a distanza”: ci si può così trincerare dietro la necessità di ridimensionare aspetti affettivi per “stabilirsi sul piano mentale”, “superare l’emotività” e “evitare i conflitti di personalità”; o dietro il presunto valore di leggere ogni emozione o sentimento riferendoli ad una dimensione “universale”, e mai personalistica o riguardante contingenze e rapporti vicini e reali, così da poter agevolmente e “nobilmente” evadere il confronto.
Gli Ideali professati, ma non sempre vissuti, diventano il sostegno cui affidare la propria stabilità emotiva, i propri riferimenti mentali ed il proprio valore. Si sviluppa allora la “cortesia” (“comportamento adeguato ad una corte”) virtù elevata se intesa nel suo senso più alto di rispetto e riconoscimento del valore dell’altro, ma in tali casi vissuta come formalismo separativo teso a evitare confronti e coinvolgimenti.
Essa, intesa nel suo senso più convenzionale ed esteriore, è per lo più una formazione reattiva che nasconde aggressività repressa e difficoltà di Dialogo reale; in ogni caso, tale “cortesia” nulla ha a che fare con l’Attenzione e la Cura per l’altro, che hanno ben altre qualità, più elevate, vibranti, pure e sottili. Analogamente, la “cordialità” (da cor, cuore, atteggiamento, gesto del cuore) in situazioni di scarsa aderenza al Sé diventa mera esteriorità, che non scalda e non convince, puro artefatto dell’ego, caricatura dell’amorevolezza; serva degli umori volubili o dei piccoli obiettivi della personalità, si manifesta come superficialità ondivaga ed estemporanea; non sostenuta dai fatti, si presenta palesemente incoerente con l’azione. Continua...
ECOLOGIA DEL SUONO ED EMOTIVITA' NATURALE
ECOLOGIA DEL SUONO ED EMOTIVITA' NATURALE
di Paolo D'Arpini

Dobbiamo partire dalla consapevolezza che prima di ogni espressione musicale o letteraria  esiste il silenzio. Il silenzio non denota semplice assenza di suoni o di parole ma la condizione essenziale per mezzo della quale possono sorgere parole e suoni. Il vuoto mentale non è un vero  "vuoto" ma lo spazio attraverso la quale l'invenzione letteraria o musicale assume una forma armonica  e sensata. Ma c'è una differenza sostanziale tra la creazione musicale e quella letteraria. Quest'ultima sorge dal raziocinio dal lobo logico del cervello mentre  la melodia musicale nasce dal  lobo analogico, dall'emotività.   
Trattandosi di argomento così differenziato,  al fine di esprimere un senso compiuto almeno su uno dei due aspetti in esame, vorrei utilizzare la capacità descrittiva "delle parole" per illustrare -in termini empiricamente comprensibili - l'importanza della musica ecologica per la psiche umana. Non a caso nel confucianesimo uno degli aspetti conduttivi all'armonia sociale è la musica. Ma attenzione quando si parla di musica non si intende il rumore elettronico e cacofonico al quale ci hanno assuefatti i tecnologi moderni del suono.   
Nel campo musicale  dobbiamo invece far sì che gli studi sull’acustica  abbiano un valore positivo. Quali sono i suoni che intendiamo privilegiare, conservare, moltiplicare? Per capire questo discorso dobbiamo imparare a scegliere il suono al quale sottoporci. Possiamo cominciare discriminando fra l’ascolto volontario della nostra melodia preferita ed il martellamento della musica indiretta. Questa presa di coscienza non ci potrà certo impedire l’ascolto della musica indiretta, spesso ammannitaci nelle forme più subdole come quando si va al supermercato o si ascoltano musiche strane su internet o televisioni (e dir si voglia), ma ci consentirà comunque di abituarci al distacco ed al discernimento in modo da non cadere vittime degli incantatori pubblicitari.
Infatti la sottomissione passiva (ignorante) alla musica indiretta è fonte di stravolgimento culturale e mutazione dei costumi (esattamente ciò che vuole la pubblicità..). Se restiamo vittime di questo influsso la musica, che è l’arte più vicina alla spirito (essendo nata proprio in funzione del nutrimento spirituale) ed orgoglio della nostra tradizione millenaria, smette di essere una cosa nata per “illuminare” la mente umana, allietando il nostro vivere, ma diventa fonte di confusione ed alienazione dalla vita. Continua...
TERTIUM NON DATUR
TERTIUM NON DATUR

di Guido Dalla Casa

Un prato in salita Ero sdraiato su un prato di montagna, a prendere il sole. A volte un leggero soffio di vento mi accarezzava il viso. Ero semi-sveglio. Mi rendevo conto di essere tutt’uno con il prato, il vento, le nuvole, il vicino bosco, dal quale sentivo aleggiare gli spiriti degli alberi. Qualche volta riuscivo a sentire gli alberi: sapevo che erano viventi e senzienti, mentre nella civiltà industriale erano considerati risorse, oppure legname, e venivano accettati solo per questo. Vidi alcune galline, di quelle poche che ancora razzolano e beccano per terra: le altre, laggiù, erano chiamate risorse-per-fabbricare-uova ed erano ammassate in capannoni, tutte in fila, immobili. Così crescevano i cosiddetti indici di efficienza, ma molto di più la sofferenza e la tristezza del mondo.
Forse le sofferenze apportate alla Vita saranno restituite e ci sarà un “ritorno” ad opera delle forze sistemiche, o, se preferite, ad opera del karma. 
Perché ero lì? Avevo scelto io, oppure ero destinato ad essere lì? In una logica non-dualistica, la domanda non ha senso: forse mi aveva portato su quel prato il mio karma di quel momento. Non potevo sfuggire alla legge del karma, però lo avevo accumulato con le mie azioni, quindi ero/non ero libero, così come lo erano l’erba, gli alberi, il cielo, le nuvole. 
Mi accorsi che il principio di non-contraddizione era volato via. Tertium non datur? Mentre mi assopivo, vedevo il gatto di Schroedinger nel suo scatolone, nella sua condizione di vivo/morto in quella ora fra la rottura/non rottura della fiala di cianuro e l’apertura dello scatolone da parte dell’”osservatore”. Così, pian piano, mi accorgevo che anche per questa via il principio del terzo escluso (il Tertium non datur) stava volando via, insieme alla logica aristotelica.  A e non-A possono coesistere, quindi anche l’Essere e il Nulla.
Tertium datur: si può anche esistere/non esistere contemporaneamente. Pensavo e sentivo che tutto si risolveva nel vuoto quantistico, che è vuoto/pieno, una Vacuità creativa: così se ne andava allegramente col vento anche la visione atomistica di Democrito e dell’Occidente moderno.  Ma se io ero quel prato e quegli alberi, o quelle montagne, non c’è nessun ego separato. Mi stavo consolando per la morte? Se non c’è nessun ego, non c’è niente che muore. Non moriremo perché non siamo mai nati. Questo ego/non-ego è inconsistente, è solo una successione di stati mentali, variabile e impermanente come tutte le cose del mondo. Continua...
IL SERVIZIO COME ESPRESSIONE DI SE'
IL SERVIZIO COME ESPRESSIONE DI SE'

di Vittorio Viglienghi 
 
Parlare del servizio come di uno degli aspetti portanti della Nuova Era non è affatto semplice, soprattutto perché si tratta di un termine già ampiamente utilizzato nell’era uscente, e quindi già carico di significati, interpretazioni e contenuti che devono essere innanzitutto rimossi. E non si tratta appunto di cosa semplice, considerato lo spessore che questi engrammi ormai collaudatissimi hanno assunto nell’inconscio collettivo.
 Quali sono infatti le interpretazioni convenzionali e scontate del termine?
In linea di massima sono due: una per così dire laica, e una religiosa, entrambe comunque caratterizzate da un netto ed esclusivo riferimento all’idealismo, che nella prima si esprime squisitamente nel concetto di volontariato, e nella seconda nell’atteggiamento di dedizione, devozione, rinuncia, oblatività, sacrificio, ecc. Si possono tutti ben riassumere nel concetto del cosiddetto “spirito di servizio”, che ha in effetti rappresentato e tuttora rappresenta un valore di punta di quest’epoca, ma che si rivela essere ampiamente insufficiente e fuorviante, se si vuole – come è mio intendimento – considerare l’argomento sullo sfondo della Nuova Era.
 Il disinteresse, la generosità, la dedizione, la rinuncia, il servizio in nome di..., qualunque cosa o chiunque sia questo “nome”, non trova infatti spazio nella Nuova Era, e vi resta quindi estraneo. Questo perché – e non solo a livello di servizio – nella Nuova Era non esiste il lavoro in conto terzi, ma solo il lavoro in proprio. Non esistono dipendenti, ma solo liberi professionisti. Non esiste il servizio a... o l’essere al servizio di..., ma solo il servizio, e basta. Il verbo servire, cioè, si coniuga solo all’intransitivo.
 E questo ci introduce a quella totale risignificazione del termine di servizio che è un indispensabile passaggio da realizzare per poter effettivamente collocare l’argomento nell’ottica della Nuova Era. Del vecchio concetto di servizio va recuperato giusto il termine, il nome, ben svuotato di ogni contenuto precedente. Solo a questo punto si può allora prendere in considerazione come si può configurare il tema del servizio nella Nuova Era, e qual è la nuova accezione che in essa vi assume.
 A mio avviso, l’essenziale fattore di differenziazione del servizio nella Nuova Era risiede nel soggetto di questo servizio, che a differenza di prima è ora rappresentato dall’Io fenomenico illuminato dal Sé e non più dalla personalità, o da qualche parte di essa. Continua...
COME PARTI DI UN INTERO
COME PARTI DI UN INTERO

di Satish Kumar

Siamo in un viaggio: un viaggio dalla separazione alla relazione e dal dualismo all’unità. Uno dei dualismi dominanti della nostra epoca è stato l’idea di scollegamento tra la scienza e la spiritualità. Dall’inizio dell’epoca della pura ragione, in nostro sistema educativo si è impegnato a fondo per far sì che si affermasse la convinzione che la scienza debba essere libera dalla spiritualità, e che la spiritualità non debba avere nulla a che fare con la scienza.  
Negli ultimi quattrocento anni, milioni di laureati sono usciti dalle università dopo aver subito un lavaggio del cervello, con la credenza che o la spiritualità è una questione che riguarda esclusivamente la vita personale e privata, o che sia roba da stregoni, superstizione. Questa visione dominante ha ignorato gli scienziati del passato e del presente che non vedono alcuna dicotomia tra scienza e spiritualità.
Lo straordinario poeta e scienziato tedesco Johann Wolfgang von Goethe lavorò con un profondo spirito scientifico. Nei suoi libri ’La Metamorfosi delle Piante’ e ‘La Teoria dei Colori’, egli sfidò la visione ristretta e lineare della scienza. Con la sua comprensione fenomenologica della Natura, egli espose una scienza più interconnessa, ciclica e olistica. Ma la scienza idealistica e spirituale di Goethe è stata trascurata dagli studenti di scienze nella maggior parte delle università. Fu molto apprezzato come grande poeta, ma non come scienziato!
Lo stesso vale per Leonardo da Vinci. Ognuno pensa a lui come un grande artista, ma raramente viene riconosciuto come scienziato. Però, la nostra scienza contemporanea di complessità e teoria dei sistemi trova le sue radici nell’opera di Leonardo, perché egli si occupava di forme viventi, e perciò sposava una scienza di qualità, oltre che di quantità.
Nel momento in cui pensiamo ad una scienza di qualità, viene in mente la parola ‘spiritualità’. Anche Albert Einstein era uno scienziato spirituale. Continua...
PSICOLOGIA DELLA DONNA
E RELAZIONI DI COPPIA

PSICOLOGIA DELLA DONNA<br> E RELAZIONI DI COPPIA

Intervista ad Assagioli di Claude Servan Schreiber
 
 Vidi Roberto Assagioli per la prima volta circa due anni fa, a Firenze, nella sua vecchia casa dove ha passato gran parte della sua vita. Fece entrare mio marito e me nel suo studio, pieno di libri e carte a tal punto che dovette muoverne una pila per farci sedere.
Per un lungo momento ci guardammo, noi tre, senza parlare. Assagioli sorrideva, i suoi occhi straordinariamente vitali in una faccia segnata dalla vecchiaia, e guardava ora l’uno ora l’altra di noi. Ci stava sottoponendo ad un esame? Era proprio il contrario: ci stava permettendo di scoprirlo senza fretta, e di stabilire un rapporto con lui, senza che noi neppure ci rendessimo conto di che cosa stava succedendo. Era un clima di comunicazione, dove le parole potevano trovar posto in seguito, mentre fra noi si stava sviluppando qualcosa di simile a una corrente. La sua faccia era illuminata da una gioia interna straordinaria e radiosa, come non ho mai incontrato in un ottuagenario, e raramente in uomini molto più giovani. Il suo messaggio di gioia, percepito immediatamente, e immediatamente comunicato, è il ricordo più bello che io conservo dei numerosi incontri che abbiamo avuto in seguito con lui. «Tutto è possibile e accessibile a voi: gioia, serenità, ve le offro come un dono».
Non mi aspettavo di trovare in Roberto Assagioli l’eco del mio interesse in un’area specifica: la psicologia delle donne in un mondo in cui i loro ruoli e le loro funzioni le portano a subire dapprima un condizionamento, poi un’oppressione che spesso non riconoscono. Agli occhi della femminista che io sono, il padre della psicosintesi ha dunque un merito in più: una straordinaria capacità di adattarsi ad atteggiamenti che cambiano, che gli viene dalla sua volontà di capire gli altri, e dal suo amore della verità scientifica, anche quando questa è diversa da credenze avute in passato. Sul soggetto delle donne Assagioli una volta era stato limitato; lo sa e lo ammette francamente.
Non c’è e non può esserci una psicosintesi generale delle donne, e neppure degli uomini. C’è solo, per ogni individuo di entrambi i sessi, un itinerario personale unico verso lo sviluppo di tutte le sue facoltà emotive, mentali e spirituali. «L’essere umano — mi ha detto Assagioli — oggi non è più definito da nessuno dei suoi ruoli. Io credo nel primato dell’essere umano non condizionato dal suo sesso». Ci può essere un messaggio più bello? Ecco, più estesamente, ciò che mi ha detto su questo soggetto: Continua...
TRACCIARE IL CAMMINO:
L’ARTE DI UNA NAZIONE

TRACCIARE IL CAMMINO:<BR> L’ARTE DI UNA NAZIONE

di Christine Morgan

Salve amici.(...) Il titolo di questo intervento è Tracciare il cammino verso l’unità: L’arte di una nazione. Il suo tema di unità è famigliare ma, dati i recenti avvenimenti mondiali, sembra opportuno tornare ancora una volta su di esso.(...)
Naturalmente, conoscete già molto di questi argomenti e starete anche realizzando che questi drammi nazionali hanno bisogno di essere riconosciuti e affrontati nel nostro lavoro soggettivo per un mondo nuovo e migliore. A differenza di prima, oggi i conflitti hanno luogo nell’era dell’informazione e delle comunicazioni, il che aggiunge un’altra dimensione ai molti problemi dell’umanità, così come molte opportunità; recenti statistiche dell’UNESCO riportano che attualmente esistono circa 44.000 stazioni radio, che trasmettono discorsi e musica di ogni tipo. Oltre a questo mezzo, c’è anche internet – un potere per il bene, di cui ci si avvantaggia ovunque; allo stesso tempo una piattaforma per il crimine e per tutto ciò che di male c’è nel mondo, il tutto diffuso in un istante.
In questo mondo interconnesso, pensieri e desideri di ogni genere viaggiano velocemente attraverso le linee eteriche di comunicazione che circumnavigano il mondo. È impressionante pensare a tutta questa energia che attraversa l’etere, e gli effetti che ciò può avere sui nostri corpi eterici o corpi di energia. Questi sono cambiamenti eccezionali, che stanno avendo luogo nella sostanza eterica di questo mondo polarizzato ed è da questa sostanza che l’umanità deve incidere il suo futuro. Ora, in queste condizioni di estremo mutamento, sembra che ci venga presentata, come mai prima, la scelta tra il giusto e lo sbagliato, tra principi maggiori e minori, sapendo che ciò che scegliamo determinerà i valori e le forme della prossima civiltà.
(...) Non è difficile riscontrare qui la rilevanza per l’umanità nel suo insieme, che sta davvero sospesa tra un vecchio e un nuovo stato dell’essere. Sta rapidamente e chiaramente divenendo disillusa rispetto ai valori materiali, con la corruzione e la mancanza di leadership; tuttavia, individuare l’importante e necessario passo in avanti è immensamente difficile. Attualmente si trova nello stato doloroso di oscillazione tra una visione più ampia ed espansiva e il ritrarsi verso ciò che è conosciuto e famigliare. (...)
Così, il nostro tema “Tracciare il cammino verso l’unità” è tempestivo ed ha una rilevanza particolare per l’Italia dal momento che, secondo gli insegnamenti, il motto dell’Italia è “Io traccio i sentieri”. Come ogni altra nazione, l’essenza spirituale dell’Italia è racchiusa nel lavoro visionario dei suoi precursori, che ne incarnarono il cuore e l’anima. Esotericamente, potremmo dire che i precursori spirituali racchiudono la qualità dell’anima di una nazione e il suo proposito spirituale. Continua...
LA VERITA' E' SULL'AMORE E SULLA SAGGEZZA
LA VERITA' E' SULL'AMORE E SULLA SAGGEZZA


di Bollettino Buona Volonta Mondiale -  08/2018

In una recente lettera del Lucis Trust, la domanda  di assoluta  verità e realtà ultima è presentata  attraverso  una citazione  dall’Inno della Creazione dal Rig Veda. L’Inno chiede: “Chi lo sa davvero? Da dove viene questa creazione?... lui nel più alto dei cieli è il geometra.  Sicuramente  EGLI  lo sa,  o forse non lo sa.”  Da ciò vediamo  che la verità  è relativa,  poiché la scoperta  della verità a un livello serve solo ad aprire un mistero più grande  ad  un  altro.  La  verità  sta  sempre avanti ma, mentre la ricerca di essa si intensifica, la coscienza indagatrice evoca la luce della rivelazione,  e l’essenza di ciò che si trova  appena  al di là del nostro  presente stato   di   coscienza,   può   essere   toccata   e conosciuta.
Per quanto riguarda la conoscenza  della verità  di  un’altra  persona  –  la  sua  qualità essenziale  – essa può essere raggiunta  solo attraverso l’Amore-Saggezza. Questa è un‘energia  che  usa  la  mente  per  penetrare nel  cuore  di  un  altro  e  vedere  la  persona come un’unica parte del tutto. Coloro che percorrono un sentiero spirituale, stanno imparando  a  lavorare  con  questa  energia; ma anche molte altre centinaia  di migliaia, se non milioni di persone intelligenti in tutto il mondo, stanno iniziando ad attingere a questa energia, in maniera inconscia. Diventano naturalmente inclusivi nei loro pensieri   –  provano   un  senso   di  identità condivisa con gli altri e si risvegliano in una certa qualità di saggezza  e una più ampia comprensione della verità. Molte migliaia stanno associando questo con una ricerca consapevole di significato attraverso la meditazione. La meditazione porta luce spirituale nella propria vita, ma richiede uno sforzo mentale e la costante pratica  del  distacco.  Ci  chiede  di  affrontare  ciò  che  è distorto e non redento in noi stessi e negli altri, e questo non è un processo comodo.   Uscire dalle distorsioni  che possiamo  incontrare  nei  regni  delle  emozioni  e  della mente concreta richiede tempo e sforzi persistenti.
E‘ vero che le barriere e gli ostacoli alla realizzazione spirituale  sono scoraggianti  in questo periodo maniacale della  storia.  Il materialismo,  l’egoismo,  il sentimento  e l’intelletto   non   illuminato   e   orgoglioso,   sono   alcuni esempi  delle comuni  illusioni  che velano e spengono  la luce. Per dissipare questi veli, alcuni dei quali avvolgono tutti  noi  in  una  certa  misura  e  ad  un  certo  livello, dobbiamo continuare ad osservare il mondo esterno come il mondo dei simboli – e continuare a cercare di guardare attraverso  tutte  le  forme  e  gli  eventi  verso  il  mondo interiore del significato che è l’origine degli stessi. Continua...

INNOCUITA' INCLUSIVITA' IMPERSONALITA'
INNOCUITA' INCLUSIVITA' IMPERSONALITA'


di Mariabianca Carelli

Acquistiamo più chiaramente la percezione di noi stessi e della nostra esistenza quando entriamo in relazione. La qualità della nostra vita è determinata in gran parte dalla qualità dei nostri rapporti; a seconda della loro maggiore o minore armonia e delle ampie o ristrette potenzialità progettuali che da essi scaturiscono, la nostra esistenza sembra acquistare o perdere senso, illuminarsi d’amore o spegnersi nell’indifferenza. L’Età dell’Acquario vedrà attuarsi sulla Terra la Legge dei retti rapporti, basata sull’altruismo e sulla Pace; per l’avvento di tale realtà siamo tutti chiamati a portare il nostro contributo di amore e intelligenza. Il nostro passaggio sulla Terra richiede che sviluppiamo:

– l’Innocuità, intesa in senso attivo, come la capacità di favorire il progresso di tutti gli elementi della Manifestazione;
– l’Inclusività, la qualità del cuore che permette di abbracciare una parte sempre più vasta di umanità;
– l’Impersonalità, ovvero la capacità di stabilire rapporti privi di colorazioni “personalistiche”, rivolti all’anima, e non alla personalità dei nostri interlocutori; si terrà presente, cioè, che tutti coloro che avviciniamo sono, in realtà, “anime in evoluzione”.

Afferma Hermann Hesse, scrittore e ricercatore spirituale: “Il mio prossimo non è solamente ‘un uomo come me’ ma è ‘me’, poiché la separazione è solo un’illusione. Chi ha compreso che il mondo è un’unità, ha ben chiara l’assurdità che le singole parti di un tutto si facciano del male reciprocamente”.
Nel cammino evolutivo, la qualità dell’Innocuità è il presupposto affinché i gruppi umani funzionino a livelli più alti. “Innocuità” (da non nocere, non nuocere) non è da intendersi solo nel senso omissivo di “non fare del male” ma in senso assertivo e propositivo: sostenere lo sviluppo delle creature di tutti i regni di natura, i quali sono parti del grande Essere in cui abbiamo la nostra esistenza e che evolve con noi. L’innocuità diventa “ovvia” quando l’uomo comprende che la propria evoluzione è collegata a quella di tali altre “parti”. Continua...

MENZOGNA E VERITA'
MENZOGNA E VERITA'

"La leggenda vuole che un giorno la verità e la menzogna si siano incrociate.

-Buongiorno. Disse la menzogna.
-Buongiorno. Rispose la verità.
-Bella giornata. Disse la menzogna.
Quindi la verità si sporse per vedere se era vero. Lo era.
-Bella giornata. Disse allora la verità.
-Il lago è ancora più bello. Rispose la menzogna.
La verità guardò verso il lago e vide che la menzogna diceva il vero e annuì.
La menzogna disse: 
-L'acqua è ancora più bella. Nuotiamo.
La verità sfiorò l'acqua con le dita ed era davvero bella e si fidò della menzogna.
Entrambe si spogliarono e nuotarono tranquille. Continua...

BYPASS SPIRITUALE O COME NON AFFRONTARE LA VITA
BYPASS SPIRITUALE O COME NON AFFRONTARE LA VITA


di Fabiana Fondevila

Ti sei rifugiato talvolta nella Spiritualità per evitare di affrontare un aspetto doloroso della tua Vita? Lasciato correre abusi nel nome della compassione? Ti sei mai fatto scudo delle tue convinzioni più elevate per evitare di sentire gelosia o rabbia, considerandole emozioni “poco spirituali”? Se la risposta a qualcuna di queste domande è positiva sei in buona compagnia. La maggior parte delle persone che fanno un cammino spirituale restano vittime di tale inganno, che lo psicologo statunitense John Welwood chiamò nel 1984 ‘Bypass Spirituale’.
Di fatto, è una circostanza tanto comune nella pratica spirituale che pochi ne riconoscono la frequenza e i pericoli che essa nasconde.
Autori come Ken Wilber e Robert Masters avvertono che molti consiglieri spirituali e psicologi transpersonali favoriscono, con le migliori delle intenzioni, questo errore, proponendo la ricerca spirituale a coloro che cercano il loro aiuto per problemi di altra natura (cognitivi, psicologici, fisici). Lo psicoterapeuta Robert Masters nel suo libro ‘Bypass Spirituale’ scrive: Quando la Spiritualità ci sconnette da quanto è veramente importante’ dice che la nostra difficoltà a tollerare e far fronte alla nostra ombra personale e collettiva è la spinta che ci conduce a cercare la spiritualità come rifugio o soluzione facile ai nostri problemi. In questo caso, le Pratiche o ciò in cui crediamo non aiutano ad elevarci ma soltanto ad evitare il faticoso transito dentro l’esame di noi stessi e l’auto osservazione, a zittire la voce interiore che ci dice che qualcosa non va, a nascondere sotto il tappeto i conflitti e le difficoltà che chiedono di essere affrontati. Continua...

 

FORSE IL SILENZIO ESISTE DAVVERO
FORSE IL SILENZIO ESISTE DAVVERO

di Paolo Quircio

 Una delle tante cose che colpiscono il viaggiatore che si reca in India per la prima volta (ma in realtà anche in quelle successive), è l’attitudine degli Indiani, tutti gli Indiani, ricchi e poveri, colti e illetterati, di pronunciare quelle che alle nostre orecchie suonano come piccole perle di saggezza. Non credo che gli Indiani siano particolarmente più saggi degli altri popoli, ma evidentemente la loro antichissima cultura li ha forniti di un sistema di pensiero diverso dal nostro, con una visione della realtà apparentemente più semplice, in effetti molto profonda.
Molti anni fa mi trovavo in un villaggio dell’India centrale, ospite di un piccolo albergo ricavato da un’ala di un palazzo Moghul quasi in rovina. Mentre aspettavamo che la cena fosse pronta, andò via la luce, cosa assai frequente nell’India rurale di quel periodo. Mohammed, il factotum che gestiva il posto, sembrava quasi contento del piccolo, momentaneo incidente e spiegò, “Nel buio si vedono tante cose”. Sembra una frase banale, e forse lo è, detta tanto per suscitare stupore in chi la ascolta. Ma a ben guardare, soprattutto per chi, come noi, vive in una società ricchissima di stimoli visivi, dalla televisione al computer, dai poster affissi in ogni angolo alle pubblicità martellanti sui giornali e anche sui cellulari, è difficile riposare gli occhi. Per non parlare poi dell’inquinamento luminoso. È ormai impossibile vedere un cielo stellato per chi vive in città. Per vedere la Via Lattea bisogna andare in posti davvero remoti, lontani da centri abitati, e non è stato sempre così. Anche in India, ormai, per vedere il cielo notturno nella sua totalità bisogna recarsi in posti fuori mano.  Continua...
COMUNICAZIONE SENSORIALE E TELEPATICA
COMUNICAZIONE SENSORIALE E TELEPATICA
di Paolo D'Arpini

Parlando un giorno a Treia  con Caterina Regazzi, mia compagna di vita, delle capacità comunicative sensoriali e telepatiche mi sono ritrovato a spiegare come i 5 elementi ci aiutano a comunicare attraverso le loro energie, in forma sicuramente “ecologica” e naturale. Ognuno dei 5 elementi tradizionalmente riconosciuti (sia in Cina che in India) rappresenta uno dei 5 sensi e noi sappiamo che i cinque sensi sono diversi canali e modi comunicativi fra la mente interna e quella esterna. Ma esistono anche cinque elementi più “spirituali” o psichici che superano la comunicazione fisica dello stato di veglia, questi 5 elementi definiti in sanscrito Tanmatra – 5 potenzialità sensoriali o elementi sottili – precedono i cinque Indrya, o sensi, ad essi subordinati.
Vediamo così che è possibile che le emozioni, i pensieri astratti, le sensazioni inconsce, possono essere trasmesse e percepite negli strati profondi della mente in forma di pulsazioni psichiche o telepatiche. Ma sulla base degli elementi di nascita che noi manifestiamo in forma congenita (sono diversi per ognuno) possiamo diversamente percepire e trasmettere queste pulsazioni psichiche o telepatiche.A volte confondiamo tali pulsazioni con i messaggi psicosomatici e comportamentali e riteniamo perciò che la telepatia vera e propria non esista, trattandosi di una semplice capacità interpretativa della mente che osserva i movimenti, le parvenze, i piccoli particolari ed i vezzi facciali e degli occhi delle persone che noi stiamo ascoltando o osservando…Continua...
 
NON E' VER CHE SIA LA MORTE ...
NON E' VER CHE SIA LA MORTE ...

di Paolo Quircio
 
Nel momento in cui un uomo e una donna concepiscono un bambino, i futuri genitori non hanno alcuna idea di come sarà il frutto del loro amore. Maschio o femmina, bello o brutto, intelligente o meno, di buon carattere o scorbutico, fortunato o sfortunato. Hanno una sola certezza: quel bimbo appena concepito e che tra qualche mese vedrà la luce, prima o poi sicuramente morirà. È solo questione di tempo, ma morirà, come sono morti i suoi antenati e come moriranno i suoi genitori. Nulla è più naturalmente correlato alla vita della morte.
Tutto quello che fa parte di Prakriti, la Natura fisica, nasce, cresce, decade e muore. Alberi, piante, insetti, pesci, animali terrestri e esseri umani, tutto nasce, cresce, decade e muore. Ma non solo gli esseri viventi muoiono, anche le stelle, i pianeti, le galassie, in effetti l’intero universo è destinato a morire. Ognuno ha i suoi tempi, dalle ore di una farfalla agli eoni del cosmo, ma il destino è comune a tutto e a tutti. E pur essendo la cosa più naturale del mondo, spesso la morte è un pensiero dominante, vissuto con  angoscia e timore, se non con vero e proprio terrore.  Continua...
IN CIELO C'E' UNA DANZA - MUSICA ED ESPERIENZA DEL SACRO
IN CIELO C'E' UNA DANZA - MUSICA ED ESPERIENZA DEL SACRO


di Aldo Natale Terrin

Ha ancora senso parlare del rapporto musica ed esperienza religiosa sulla scia, ad esempio, del rapporto che vi vede iscritto R. Otto, quando considera la musica in stretta analogia con il sentimento religioso? C’è ancora un connubio vincolante tra il suono, la musica, il linguaggio musicale e il senso che abbiamo di Dio, dell’Assoluto dell’incommensurabile, di ciò che è indicibile? Nella crisi delle rappresentazioni del mondo contemporaneo post-moderno sembra che la cultura non sia più in grado di creare sistemi di significato, la mousiké, l’armonia del nostro vivere al mondo si è frantumata e sembra essere inesorabilmente tramontata parallelamente al collasso che si è prodotto di tutti i sistemi simbolici consolidati e classici. Non ci sono più possibilità di dire. Ogni discorso è irrisorio prima ancora di annunciarsi, ogni parola è di troppo ancora prima che sia stata pronunciata. Una specie di rifiuto istintivo precede e accompagna ogni discorso che intenda ancora farsi interprete del mondo. Il discorso, la comunicazione è ridotta sempre più a informazione tecnica, a mezzo di mercato, a funzione unilineare, è svuotata di ogni contenuto simbolico. Il mondo nella sua totalità non è più dicibile e ogni  simbolica è sospetta quando intende «tra-guardare» l’orizzonte di significatività in cui siamo posti, noi mortali, abitatori della terra. 
In questa «terra desolata», – per usare l’espressione di Eliot – anche la musica sembra votata a un destino di morte. La «musica è finita». La musica è in uno stato di depauperamento e di degrado come l’ambiente.  Continua...

IL MONACO URBANO
IL MONACO URBANO


di Pedram Shojai

Vi siete mai sentiti in colpa per aver saltato un allenamento in palestra? Avete mai provato un senso di colpa per aver saltato una lezione di yoga? A un certo punto avete imparato a meditare e poi avete smesso di praticare?Rimpiangete di non aver trascorso abbastanza tempo di qualità con i vostri figli, con vostra moglie o vostro marito, con gli amici e con i vostri genitori che stanno invecchiando? Sul vostro comodino tenete pile di libri che guardate ogni sera chiedendovi quando mai avrete il tempo di leggerli? Siete mai tornati da una vacanza sentendovi esauriti e meno pronti ad affrontare la vita di quando eravate partiti? Siete stressati, stanchi o semplicemente provate una noia totale verso la monotonia in cui vivete? Benvenuti nel mondo moderno.

Le cose non sono andate sempre cosi. I nostri antenati disponevano di più tempo per vivere. Avevano più spazio. Si spostavano a piedi e respiravano aria fresca. Trascorrevano il tempo preparando i pasti e gustandoseli con i loro cari, ed erano più a contatto con la natura e gli elementi. La loro vita era meno stressante, meno intensa. Eravamo tutti circondati dalle nostre famiglie e appartenevamo a una tribù allargata.

Oggi abbiamo le bollette da pagare. Siamo ininterrottamente bombardati da milioni di bit di informazioni. Le notizie sui terroristi che cercano di ammazzarci spesso ci arrivano di pari passo con i resoconti sull'aumento dei casi di cancro e sul collasso delle economie mondiali. I nostri figli sono sballottati dagli interessi del commercio e le calotte polari si stanno sciogliendo. Tutto costa più di quanto non vorremmo spendere, e ci ritroviamo a correre come pazzi a destra e a manca nel tentativo di mandare avanti il gran caos della vita. E tutto per cosa? Continua...

 

ABBIAMO BISOGNO DI UN DIO?
ABBIAMO BISOGNO DI ANGELI?

ABBIAMO BISOGNO DI UN DIO?<br> ABBIAMO BISOGNO DI ANGELI?

di Caterina Regazzi

Recentemente ho letto un interessante libro che narra una storia di incontri con esseri di luce e di esperienze in altri mondi, facendo presagire l'imminenza di una catastrofe dalla quale si salveranno coloro che hanno già raggiunto un certo grado di consapevolezza, oltre ad essere retti nella conduzione della propria vita.

Ci sarebbe da stare allegri (dato che mi pare di non avere grossi peccati a mio carico), ma forse il giudizio che noi possiamo dare sulla nostra stessa condotta di vita, potrebbe non essere condiviso in questa sorta di “giudizio universale”: mi sembra di essere stata buona e brava e di non aver mai fatto male a nessuno, ma è veramente così?
Ho avuto sempre una condotta basata sull'Amore e sulla Fratellanza Universale o non mi sono voltata a volte dall'altra parte vedendo qualcuno che soffriva, pensando che, in fondo, non erano fatti miei? Ho sempre considerato il mio vicino di casa, il mio lontano parente, il mio collega, il mio superiore, con il rispetto, la considerazione, la gentilezza con cui mi riempio la bocca . Continua ....
AL SENSO DEL CUORE
AL SENSO DEL CUORE
di Maurizio Di Gregorio
 
In questa Newsletter FioriGialli Dossier di fine ottobre pubblichiamo nuovamente, come dono autunnale, lo splendido articolo di John Lane che forse qualcuno dei visitatori affezionati ricorderà ancora:
 Il Linguaggio dell’Anima è una riflessione profonda su arte, bellezza e bruttezza e indagando sulle ragioni dell’una e dell’altra misura lo stato  morale e spirituale della nostra epoca. Leggiamone alcuni estratti:
 E' tipico della mentalità della nostra epoca non riuscire a concepire bellezza eccetto che in termini di passato, denaro o del lavoro di qualcuno. Non riusciamo a concepirla come l'apparente e visibile segno di una grazia intima e spirituale, non vediamo le gemme ed i fiori di un albero come carattere o ciclo, processo ordinato o reverenza.Nella nostra cultura il generale diniego dello spirito, la morte dell'anima, nome col quale vogliamo fuggire dalla visione interiore di un mondo oltre, è andato così lontano che anche la materia è stata vista come grossolana, assunta a base, e lontano dall'esaltarla, essa è ora abusata e trattata con disprezzo.
Dai suburbi di Dagenham alle periferie di New York, Mexico City o Hannover, un crescente numero di persone adesso vive in un ambiente meno personale e meno interessante  di quello realizzato da qualsiasi  altra civilizzazione del passato. Un numero crescente di persone ora lavora per organizzazioni che ne negano la responsabilità non solo per ciò che loro fanno, ma anche per il tipo o la qualità di ciò che essi fanno. (come disse Ruskin le cosiddette unità di produzione producono ogni cosa eccetto persone). Bruttura e disordine, si potrebbe dire, sono divenuti uno stile di vita e come scriveva D.H. Lawrence negli anni trenta prima che gli effetti disumanizzanti della filosofia meccanicistica cartesiana raggiungessero il loro climax:  E' come se una malinconia lugubre avesse impregnato ogni cosa. Continua...
VERITA', BONTA' E ARTE
VERITA', BONTA' E ARTE

di Satish Kumar

L’obiettivo di Resurgence ed Ecologist è di praticare, perseguire e promuovere Verità, Bontà e Bellezza (acronimo VBB). Questa antica trinità costituisce le nostre fondamenta. Quando selezioniamo i nostri articoli, le recensioni, le poesie e le illustrazioni, ci chiediamo: superano la prova del VBB? Sono veri ed autentici? Avranno un effetto positivo sui nostri lettori? Incarnano un senso di equilibrio e di armonia, in altre parole, sono belli per sé ? Cerchiamo di seguire i criteri di VBB per quanto ci è possibile.

Così facendo, noi stessi e, ne sono certo, anche i nostri lettori e collaboratori, cerchiamo di portare l’influenza del VBB nelle nostre vite personali, politiche, sociali ed economiche. La scienza, la spiritualità e le arti scaturiscono dal VBB. Lo scopo della scienza è di cercare la verità. Per conoscere la verità abbiamo bisogno della scienza. La scienza autentica è più della matematica, più delle misurazioni e della precisione; la scienza è tutte queste cose e molto di più. 
Per conoscere la verità esistono più sistemi, non una sola metodologia particolare. Intuizione, esperienza e significato sono importanti quanto conoscenza, dimostrazione ed sperimentazione empirici. ...Continua
AL DI LA' DELLE PICCOLE COSE
AL DI LA' DELLE PICCOLE COSE

di Daya Bai

Quando volgo il mio sguardo in alto, nel cielo
Vedo le minuscole stelle sparse ovunque
Su una spiaggia o sulla riva di un fiume
Noto i granelli di sabbia
Di cui quasi nessuno si cura
 
Ovunque, nei campi e nelle foreste
Guardo la piccolissima bellezza rosa
E tutti i piccoli fiori blu
Con due sole foglioline sotto
Continua...
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 News
29 SETTEMBRE 2018 MILANO - INCONTRO NAZIONALE LUCIS TRUST E SCUOLA ARCANA: IL CAMMINO VERSO L'UNITA'
04 APRILE 2018 FIRENZE - RASSEGNA INCONTRI TRA ORIENTE E OCCIDENTE - 4
23 GENNAIO 2018 FIRENZE - RASSEGNA INCONTRI TRA ORIENTE E OCCIDENTE - 1
30 GENNAIO 2018 FIRENZE - VANDANA SHIVA - IL PROFITTO MULTINAZIONALE AVVELENA IL CIBO LA TERRA IL PIANETA
28 GENNAIO 2018 FIRENZE - LECTIO MAGISTRALIS - LA DEMOCRAZIA DELLA TERRA
15 MARZO 2018 2018 MILANO - IL TEMPO NELLA PSICOTERAPIA
28 - 29 APRILE 2018 RIMINI - IL PERDONO PER LA PURIFICAZIONE DEL KARMA
30 MAGGIO - 05 GIUGNO 2018 CASTELLO DI TITIGNANO ORVIETO (TR) - YOGA SCIAMANICO UN RITIRO PER CONOSCERLO
01 - 08 MARZO 2018 RISHIKESH (INDIA) - INTERNATIONAL YOGA FESTIVAL
05 FEBBRAIO 2018 MILANO - MEDITAZIONE RAJA YOGA
03 FEBBRAIO - 04 NOVEMBRE 2018 RECCO (GE) - CORSO ESPERIENZIALE IL PERCORSO DEL LOTO
03 - 04 FEBBRAIO 2018 MILANO - CORSO FORMAZIONE COSTELLAZIONI FAMILIARI
24 - 25 MARZO 2018 FIRENZE - RITIRO DI MEDITAZIONE
24 - 25 FEBBRAIO 2018 - LE DUE VERITA' E LA SCIENZA BUDDHISTA DELLA MENTE
20 - 21 GENNAIO 2018 FIRENZE - TARA L'ENERGIA ILLUMINATA DEI BUDDHA
19 APRILE 2018 CESENA (FC) - LA VIA DEL DISIMPARARE
24 - 25 MARZO 2018 TORINO - GUARIRE LE 5 FERITE EMOZIONALI - ABBANDONO - INGIUSTIZIA - RIFIUTO - TRADIMENTO - UMILIAZIONE
18 FEBBRAIO 2018 MILANO - IL CODICE DELLA REALTA' - COME DISEGNARE IL TUO DESTINO
04 MARZO 2018 PADOVA - IL CODICE DELLA REALTA' - COME DISEGNARE IL TUO DESTINO
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14 E 21 GENNAIO 2018 PESARO - LETTURE DALLA BHAGAVAD GITA
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27 GENNAIO 2018 BATTAGLIA TERME (PD) - GRUPPI DI STUDIO APPROFONDIMENTO ANTROPOSOFIA DI STEINER - LETTURA E COMMENTO DEL TESTO DI W. GOETHE LA METAMORFOSI DELLE PIANTE
10 E 24 GENNAIO 2018 BATTAGLIA TERME (PD) - GRUPPI DI STUDIO APPROFONDIMENTO ANTROPOSOFIA DI STEINER - COMMEMORARE I DEFUNTI
25 APRILE - 01 MAGGIO 2018 TOSCANA - RITIRO YOGA IN MAREMMA
05 - 06 - 07 GENNAIO 2018 FOSSOLI DI CARPI (MO) - SEMINARIO ESPERIENZIALE DI GUARIGIONE SPIRITUALE
16 - 17 DICEMBRE 2017 PONSACCO (PI) - SEMINARIO DI COUNSELING RELAZIONALE CON MARCO FERRINI
07 DICEMBRE 2017 BOLZANO - LECTIO MAGISTRALIS DI CLAUDIO NARANJO
03 DICEMBRE 2017 BOLOGNA - GRATITUDINE LA CHIAVE PER UNA VITA SERENA
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