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LA PRATICA DA SEGUIRE
Un monaco chiese a Dong-Shan: C'è una pratica che le persone debbano seguire? Dong Shan rispose: quando diventi una vera persona c'è una tale pratica.
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Sai essere freccia, arco, bersaglio?
Sai essere freccia, arco, bersaglio? Conosci la sequenza delle costellazioni? La fusione dell'idrogeno in elio? Sai misurare la tua integrità? Se rispondi Avrai l'immortalità.
Laura Scottini
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MEDITAZIONE TAOISTA
Chiudi gli occhi e vedrai con chiarezza. Smetti di ascoltare e sentirai la verità. Resta in silenzio e il tuo cuore potrà cantare. Non cercare il contatto e troverai l'unione. Sii quieto e ti muoverai sull'onda dello spirito. Sii delicato e non avrai bisogno di forza. Sii paziente e compirai ogni cosa. Sii umile e manterrai la tua integrità.
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IL SEGRETO DELLE STELLE CADENTI
Tutti cerchiamo qualcosa. Se lo cerchiamo nel mondo materiale pensiamo di trovarlo all’esterno di noi stessi. Se lo cerchiamo nel mondo spirituale siamo portati a credere di poterlo trovare all’interno di noi. Una massima dice: la risposta è dentro di te. Una battuta invece dice: la risposta è dentro di te, ma è sbagliata. Ambedue le affermazioni sono vere perché si riferiscono a due esseri diversi. Uno vero e l’altro falso. Come si fa a sapere quale é l’Io interiore che contiene tutte le risposte della vita? Dalla felicità. Nel primo caso si sa solo che si è felici, sia pure per un attimo, si è completamente, immensamente e interamente felici e più correttamente si dovrebbe chiamarla beatitudine. Nel secondo caso sappiamo solo, che a dispetto di ogni altra cosa, momentanea soddisfazione o eccitazione, non si è veramente felici. Aivanhov, definendo la natura umana, parla della coesistenza di una natura inferiore e di una natura superiore. All’interno di ognuno è una continua lotta tra due esseri (o stati di essere) in competizione che Aivanhov chiama Personalità e Individualità. “Persona “ è la maschera e in ogni incarnazione la maschera è diversa, “Individualità” è l’abitante della maschera, colui che non cambia, il vero Sé divino.Continua...
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I SETTE ASPETTI DELLA NUOVA COSCIENZA
di Ervin Laszlo
Il grande compito, la grande sfida del nostro tempo è cambiare se stessi. Questo elenco delle principali caratteristiche della nuova visione, della nuova coscienza, è scritto per stimolare la trasformazione, perché è possibile acquisire una nuova consapevolezza, perché tutti possono evolvere, tante persone l'hanno già fatto ed è diventata una conditio sine qua non della nostra sopravvivenza sulla Terra. La prima caratteristica è l'olismo, la visione olistica, per contrastare la visione frammentaria, disciplinaria, atomistica, che separa tutto: la mente dalla natura, l'uomo e la società dalla biosfera, e tutti i campi della realtà l'uno dall'altro. La visione olistica è proprio quella comprensione Continua... |
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I FIGLI DELLA LUCE
I Figli della Luce si nutrono di Pace, Libertà, Amore, Giustizia, Grazia, Benevolenza, Comprensione, Compassione, Generosità, Bontà, Luce, Verità, Positività, trasmettendo tutto questo intorno a loro. Le creature che vengono in contatto con i Figli della Luce percepiscono la Positività dell’operato della “Luce Amore” e uno stato di benessere entra in loro. Non sono consapevoli della fonte di questa Positività, ma stanno volentieri in compagnia dei Figli Luce dispensatori d’Amore. Continua... |
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categoria: Le parole dei Maestri Trovati 35 articoli
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VERO AMORE
Aurobindo
Nell’amore umano vi sono diversi moventi ispiratori. Esiste un amore umano psichico che sorge da dentro, dal profondo, e che è il risultato dell’incontro da parte dell’essere interiore con ciò che aspira verso una gioia e una unione divina; esso è, una volta fattosi cosciente di sé, qualcosa di duraturo, di auto-esistente, non dipendente da appagamenti esterni, incapace di affievolirsi per motivazioni esterne, privo di auto-compiacimento, indisposto a domandare o mercanteggiare ma capace di donarsi in modo semplice e spontaneo, mai spinto o soggetto a fraintendimenti, delusioni, struggimento e odio; piuttosto, è sempre teso in modo diretto verso l’unione interiore. È questo amore psichico che è il più prossimo all’amore divino e che costituisce pertanto la giusta e migliore espressione di amore e bhakti. Tuttavia, questo non significa che le altre parti dell’essere, incluse il vitale e il fisico, non debbano essere utilizzate come mezzi espressivi o che non debbano avere alcun rulo nel pieno gioco e nel senso completo dell’amore, perfino dell’amore divino. Continua... |
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L'ATTUALE TRANSIZIONE
Mère
Una cosa sembra evidente: l’umanità è arrivata a un certo stato di tensione generale — tensione di sforzi, tensione di azioni, tensione perfino nella vita di tutti i giorni —, con una iperattività così eccessiva, un’agitazione così generale che la specie nel suo insieme sembra arrivata a un punto in cui è necessario o far esplodere le nostre resistenze e emergere in una coscienza nuova, oppure ricadere in un abisso di oscurità e di inerzia. È una tensione così totale e generalizzata che qualcosa deve per forza spaccarsi. Non può continuare così. Lo possiamo prendere come un segno certo dell’infusione nella materia di un principio nuovo di forza, di coscienza, di potere, che con la sua stessa pressione provoca questo stato critico. Esteriormente, potremmo aspettarci che la Natura ricorra a quei vecchi espedienti con i quali è solita provocare uno sconvolgimento; esiste però un fenomeno nuovo, riscontrabile con evidenza solo in una élite, anche se in una élite piuttosto vasta, e questo fenomeno non è localizzato in un punto solo, in un certo luogo della terra, ma mostra segni in tutti i paesi, su tutta la terra: la volontà di trovare una soluzione nuova, più alta, ascendente, di fare uno sforzo per emergere verso una perfezione più ampia, più comprensiva. Vanno elaborandosi e stanno agendo nel mondo certe idee di carattere più generale, più esteso, più collettivo potremmo dire. Continua... |
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TRASFORMAZIONE
Mère
Noi vogliamo una trasformazione integrale, la trasformazione del corpo e di tutte le sue attività. Tuttavia, esiste un primo passo, assolutamente indispensabile, che deve essere compiuto prima che qualunque altra opera possa essere intrapresa: è la trasformazione della coscienza. Il punto di partenza è, con ogni evidenza, l’aspirazione verso tale trasformazione e la volontà di realizzarla, giacché senza di ciò nulla può essere compiuto; ma se all’aspirazione si aggiunge un’apertura interiore, una sorta di ricettività, diventa possibile penetrare d’un solo colpo in questa coscienza trasformata e permanervi. Tale cambiamento di coscienza è, per così dire, brusco; esso si produce in maniera improvvisa, per quanto lunga e lenta possa essere stata la preparazione. Non mi riferisco qui a un semplice cambiamento dal punto di vista mentale, bensì a un cambiamento della coscienza stessa. Si tratta di un cambiamento completo e assoluto, una rivoluzione dell’equilibrio di base; il movimento corrisponde al rivoltare un pallone dall’interno all’esterno. Continua... |
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MATERIALISMO SPIRITUALE ED EGO SPIRITUALIZZATO
di Mariana Caplan
Il materialismo spirituale è un attaccamento al percorso spirituale come se questo fosse un possesso o un conseguimento concreto. Si dice che il materialismo spirituale sia il più difficile da superare. L’immagine usata è quella di catene d’oro: non solo sei incatenato, ma lo sei con delle catene d’oro. E tu ami le catene perché sono bellissime e splendenti. Ma non sei libero. Sei solo invischiato in una trappola più grande e più bella. Il senso della pratica spirituale è diventare liberi, non costruire una trappola che ha l’aspetto di una villa imponente ma che è comunque una prigione. (Judith Leif) Il grande pericolo di tutte le esperienze mistiche – esperienze di illuminazione, liberazione, e così via – è che verranno utilizzate dall’ego e trasformate in materiale usato dall’ego per i suoi fini. Quando il contesto della vita di un individuo è l’auto-referenzialità egoica - vale a dire che l’identificazione è con l’ego come unità separata - le esperienze mistiche, i momenti di illuminazione, le credenziali spirituali, diventano tutti beni potenzialmente pericolosi. La “valuta” della verità può essere velocemente scambiata per la valuta dell’ego, e tali esperienze ben presto diventano un altro ancora dei mezzi dell’ego per rafforzare il suo potere nella sua lotta contro la vera liberazione. L’ego può tentare e tenterà di trasformare tutto a suo beneficio. Ecco perché l’ambito delle esperienze mistiche e di illuminazione è così pericoloso. È proprio perché il loro valore è così alto per il sé essenziale che tali esperienze sono così interessanti, e anche minacciose, per l’ego. L’ego vuole fortificarsi, e vuole anche bloccare efficacemente la liberazione che percepisce come la propria fine. Perciò, diventare un “ego spirituale” è un travestimento geniale attraverso cui infiltrarsi nella vita spirituale sincera dell’individuo e sedurre la sua attenzione distogliendola dalla Verità o da Dio. Continua... |
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EURASIA
di Tommaso Iorco
trascorso ormai un intero secolo da quando si iniziò ad avvertire la necessità di trovare una denominazione — quella di “Eurasia”, per l’appunto — che potesse identificare l’immensa area geografica delle popolazioni indoeuropee che, nel corso di diversi millennî, hanno dato vita a quel grande sboccio di civiltà che tutti conosciamo, estremamente multiformi ma sostanzialmente e fortemente affini. E oggi siamo in grado di affermare che lo sviluppo di ogni singola efflorescenza è stata possibile grazie al costante scambio avvenuto fra le varie etnie indoeuropee sin dalla più remota preistoria. Abbiamo scoperto, come prima cosa, che i principali percorsi di tale interscambio (insieme culturale e commerciale) in Eurasia si snodavano lungo tre grandi assi principali, scorrenti perlopiù in territorio asiatico, e rimasti sostanzialmente invariati nel corso dei millennî. Essi erano costituiti da due grandi vie terrestri e da una grande rotta marittima. Sono la ‘Via Scitica’ tra la Cina settentrionale e l’Eusino, la ‘Via della Seta’ tra la Cina occidentale e il Mediterraneo orientale, e la ‘Rotta delle Spezie’ dall’Indonesia fino alle coste del Mare Arabico. Tre sono anche le principali ramificazioni culturali diffusesi in Eurasia: la cultura vedica e upanishadica in India, la cultura zoroastriana in Persia e la cultura pagana in Europa. È sempre più evidente il forte legame che unisce insieme queste tre tradizioni, data l’unitarietà di base dei loro miti, delle loro idee-guida, dei loro obiettivi. Continua... |
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LA MORTE E LA VITA NELL'ALDILA'
di Elisabetta Mastrocola
In tutte le tradizioni spirituali si studia il tema della morte… delle tante morti… e della morte fisica. È bene che oggi queste conoscenze arrivino a tutti, perché insegnano a vivere meglio, a tener conto della legge di causa ed effetto e della legge di corrispondenza, ad affrontare, superare e trasformare la più temibile delle paure: la paura della morte. Il Maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov così ne parla: “Per la Scienza iniziatica l’essere umano è un riflesso, un’immagine dell’universo, e come l’universo, è composto da mondi, cioè da - corpi - diversi. La scienza ufficiale non è ancora giunta ad ammettere questa realtà, e da qui deriva una serie di errori, in cui incorrono notoriamente sia la medicina che la psicologia. Continua... |
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LA FESTA DI NATALE
di O. Mikhael Aivanhov
Se esistono quattro feste cardinali: Natale, Pasqua, le feste di S. Giovanni e di San Michele, ciò non è dovuto al caso, o perché è piaciuto a qualche religioso istituirle, ma perché le quattro date cadono in corrispondenza di fenomeni cosmici. Nel corso dell’anno, il sole passa per i quattro punti cardinali (equinozio di primavera, solstizio d’estate, equinozio d’autunno e solstizio d’inverno), e durante questi quattro periodi avvengono nella natura dei forti gettiti e delle grandi circolazioni di energie che influenzano la terra e tutti gli esseri che la popolano: le piante, gli animali, gli uomini. Gli Iniziati, che hanno studiato tali fenomeni, hanno constatato che, se l’uomo vi presta attenzione, se si prepara e si mette in uno stato di armonia per ricevere quegli influssi, possono prodursi in lui grandi trasformazioni. La tradizione cristiana ci dice che Gesù è nato alla mezzanotte del 25 Dicembre. Il 25 Dicembre il sole è appena entrato nella costellazione del Capricorno. Simbolicamente, il capricorno è legato alle montagne, alle grotte, ed è appunto nell’oscurità di una grotta che il bambino Gesù può nascere. Per tutto il resto dell’anno, la natura e l’uomo hanno svolto una grande attività, ma all’approssimarsi dell’inverno, molte attività si arrestano, i giorni si accorciano, le notti si allungano: è il momento della meditazione, del raccoglimento, cose queste che permettono all’uomo di penetrare nelle profondità del suo essere e di trovare le condizioni per la nascita del Bambino Continua... |
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A MADRE DIVINA
di Sri Aurobindo
Due soli poteri possono, mediante la loro congiunzione, compiere la grande e difficile opera scopo del nostro sforzo: un'aspirazione costante, ineluttabile, che chiama dal basso ed una grazia suprema che risponde dall'alto. Ma, la grazia suprema non potrà agire che nella luce e nella verità; non potrà farlo nelle condizioni imposte dalla menzogna e dall'ignoranza. Se dovesse sottomettersi a queste esigenze, incorrerebbe nel fallimento dei suoi stessi piani. Ecco le condizioni di luce e di verità, le sole accettabili dalla più alta forza per la propria discesa; ed è soltanto la più alta forza supermentale discendente dall'alto ed aprentesi il passaggio dal basso che può dirigere vittoriosamente la natura fisica ed annichilire le sue difficoltà. Occorre un dono di sé totale e sincero, un'apertura di sé rivolta esclusivamente verso il potere divino, un'ammissione costante ed integrale della verità che discende, un costante ed integrale rifiuto della menzogna, dei poteri e delle apparenze della mente, del vitale e del fisico che governano ancora la natura terrestre. Il dono di sé deve essere totale ed estendersi a tutte le parti dell'essere. Continua... |
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LA SCIENZA DEL PENSIERO
di Helena Roerich
È fondamentale sviluppare dalla primissima infanzia la capacità di pensare. Precisamente, come è detto: “È necessario stabilire nelle scuole la scienza del pensiero, ma non come una psicologia astratta, ma come base pratica della memoria, dell'attenzione, della concentrazione e dell'osservazione. Vero, oltre queste quattro branche fondamentali della scienza del pensiero, molte altre qualità richiedono sviluppo; per esempio la precisione, l'ingegnosità, la sveltezza, la sintesi, l'originalità e altre. Se perfino una piccola parte delle energie usate nelle scuole per gli sport fosse applicata all'arte del pensiero, i risultati sarebbero sorprendenti”. Ma purtroppo questa capacità è una cosa che spaventa il mediocre. Più di tutto la gente ha paura del pensiero. C'è poco da sorprendersi se i governanti della Chiesa del medioevo, nella loro furbizia, si affrettarono a dichiarare questa capacità nascente come “un dono del diavolo”. Continua... |
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SULL'IMPORTANZA DLLA MUSICA NELLA EDUCAZIONE
di Sri Aurobindo
Platone, nella sua Repubblica, ha trattato con enfasi straordinaria l’importanza della musica nella educazione, poiché il carattere di un popolo è proprio come la musica che esso apprezza. L’importanza della pittura e della scultura è appena minore. La mente è profondamente influenzata da ciò che essa vede e se l’occhio è allenato fin dalla fanciullezza alla contemplazione e alla comprensione della bellezza e dell’armonia, del giusto accostamento di linee e colori, i gusti, le abitudini e il carattere verranno spontaneamente plasmati a seguire una simile legge di bellezza, armonia e disposizione nella vita dell’uomo adulto. Un risultato simile è prodotto sulle emozioni dallo studio dell’arte bella o nobile. Abbiamo parlato della purificazione del cuore, la chitta Suddhi, che Aristotele considerava il compito essenziale della poesia, ed abbiamo osservato che essa si ha nella poesia tramite il distaccato e disinteressato godimento degli otto rasa o forme di estetismo emotivo che rendono la vita immune dalla turbolenza delle più basse passioni egoistiche. La pittura e la scultura lavorano nella stessa direzione con mezzi diversi. Continua..
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L'ENIGMA DI QUESTO MONDO
di Aurobindo
Non si può negare, e nessuna esperienza spirituale lo negherà, che questo è un mondo non ideale e non soddisfacente, fortemente segnato dal marchio dell’imperfezione, della sofferenza e del male. In realtà, questa percezione è, in un certo modo, il punto di partenza della spinta spirituale – eccetto per quei pochi ai quali l’esperienza spirituale viene spontaneamente, senza esservi forzati dall’acuto, schiacciante, doloroso e alienante senso dell’Ombra che incombe sull’intero campo di questa esistenza manifestata. Continua... |
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GURU O COMPAGNO DI STRADA?
Aurobindo e lo yoga moderno
di Selene Calloni Se incontri il Buddha per la strada uccidilo, affermava Sheldon Kopp nel suo celebre libro. "Uccidere il Buddha quando lo si incontra", egli diceva, "significa superare il mito del maestro, il mito del guru, il mito dello psicoterapeuta; significa distruggere la speranza che qualcuno all'infuori di noi possa essere il nostro padrone. Nessun uomo è più grande di un altro". Se nessun uomo è più grande di un altro, è chiaro che a ciascuno di noi spetta il compito di creare il proprio cammino in modo del tutto unico e autonomo. I cammini creati dagli altri non possono portarci alla meta. Ancora dallo stesso libro voglio citare un riferimento al cristianesimo che può essere valido per lo Yoga, così come per ogni sentiero spirituale: "Venne il Cristo, e con lo zelo rivoluzionario di un vero sciamano, rovesciò il giudaismo [...]. Il Cristo venne per rinnovare la Legge, capovolgendola con la reinterpretazione rivoluzionaria. Risvegliò le moltitudini, e le riavviò Continua... |
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SULLA COSCIENZA SPIRITUALE
di Vinoba Bhave L’assenza di desideri è uno stato mentale. A questo scopo, la via dello svadharma non è sufficiente; abbiamo bisogno di altri sussidi. Per accendere una lampada, non basta avere olio e stoppino; è necessario avere una fiamma. Quando la lampada è accesa, l’oscurità scompare. Come si fa ad accendere la lampada? Per accendere la lampada, abbiamo bisogno di purificare la mente, cosa che si può fare tramite un processo di autoesame. Finché la mente non è purificata, finché non è quieta come un ruscello di montagna, non potremo raggiungere l’assenza di desideri. Le azioni compiute per purificare la mente sono dette ‘vikarma’. Le tre parole della Gita, ‘karma’, ‘vikarma’, e ‘akarma’, hanno la massima importanza. Karma è l’azione concreta esterna, compiuta come svadharma. La partecipazione di una mente pura, e di un cuore puro, a tale azione esterna, è detta vikarma. Continua... |
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ASCOLTARE IL SILENZIO
SIEDITI AI BORDI DELL’AURORA, sedersi ai bordi dell’aurora PER TE SI LEVERÀ IL SOLE. Nella contemplazione del sole che sorge
SIEDITI AI BORDI DELLA NOTTE, sedersi ai bordi della notte PER TE SCINTILLERANNO LE STELLE. Nella contemplazione del cielo stellato
SIEDITI AI BORDI DEL TORRENTE, sedersi ai bordi del torrente PER TE CANTERÀ L’USIGNOLO. Nell’ascolto dell’usignolo che canta
SIEDITI AI BORDI DEL SILENZIO, tutto questo se vissuto nella consapevolezza, è silenzio DIO TI PARLERÀ. È in questo silenzio che si avvera l’inatteso, e l’impossibile è reso possibile.
(Vivekananda, passeggero dal 1863 - 1902)
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FALSI GURU, FALSI STUDENTI
di Mariana Caplan
Negli ultimi 40 anni, l’occidente è stato invaso da una marea di informazioni spirituali che ormai riempiono le pagine dei quotidiani, gli spettacoli televisivi e le riviste patinate a larga tiratura. Classi di meditazione sono offerte alle Nazioni Unite, Hillary Clinton usa tecniche di visualizzazione e rilassamento, lo yoga è insegnato in molte grandi aziende e la vita di celebrità spirituali come Richard Gere, John Travolta e Tom Cruise è frequentemente oggetto della curiosità del pubblico. La spiritualità è diventata non solo popolare, ma anche un grande affare. La New Age è un’industria multimiliardaria, e alcuni dei più famosi guru e maestri spirituali sono tra gli uomini più ricchi degli Stati Uniti. Il ricercatore contemporaneo, durante il suo cammino spirituale, cade facilmente vittima di un numero enorme di miraggi, che occorre sapere riconoscere e affrontare. Continua...
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