Cinquant’anni dopo la “guerra al cancro” annunciata dal presidente Nixon, il bilancio è ancora amaro: miliardi di dollari investiti, milioni di vite coinvolte, eppure le cure dominanti — chirurgia, radioterapia e chemioterapia — restano sostanzialmente le stesse.
In “Cancro e nuova biologia dell’acqua”, il medico americano Thomas Cowan propone una lettura radicalmente nuova del fenomeno oncologico e, più in generale, della biologia della vita.
La vita non è controllata dal DNA, ma dall’acqua che la sostiene.
Con una chiarezza sorprendente, Cowan smonta il paradigma dominante della medicina moderna basato sugli oncogeni e sulle mutazioni genetiche.
Secondo la sua visione, le cellule tumorali non sono “impazzite”: manifestano piuttosto un disordine dell’acqua strutturale del citoplasma, ossia del campo energetico e vibratorio che regola ogni funzione vitale. Quando questo equilibrio si altera — a causa di stress, inquinamento, carenze vitali o blocchi energetici — la cellula perde la sua armonia interna, e la malattia diventa un messaggio biologico, non un nemico da combattere.
Il cancro non è una guerra da vincere, ma un messaggio da comprendere.
L’autore collega i recenti studi sulla struttura dell’acqua (la cosiddetta quarta fase) con il funzionamento del metabolismo cellulare, spiegando come l’acqua non sia solo un solvente, ma il vero motore dell’organizzazione biologica.
Il libro invita a riscoprire la salute come stato di coerenza energetica, in cui acqua, movimento, alimentazione, respiro e pensiero cooperano per mantenere l’equilibrio naturale del corpo.